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mercoledì 17 aprile 2024

Sequestrati articoli con marchi contraffatti e denunciati tre venditori.

 Ad Argelato uno degli opifici dove si assemblava e si stoccava la merce


Il Comando Della Guardia di Finanzia informa: 

 

Oltre 133.000 articoli contraffatti tra profumi, etichette, tappi e packaging sono stati sequestrati nel corso dell’operazione di controllo dei  finanzieri che ha permesso di individuare, attraverso il monitoraggio di annunci pubblicati sul WEB, diversi utenti che pubblicizzavano e commercializzavano profumi di noti marchi, nazionali ed esteri, di dubbia autenticità e ad un prezzo eccessivamente economico rispetto al reale valore di mercato.

L’attività, con riflessi sul territorio di Seregno (MB), Rovellasca (CO) ed Argelato (BO), si è conclusa con l’individuazione di due opifici utilizzati per l’assemblaggio e lo stoccaggio della merce contraffatta, con il sequestro di circa 55.000 profumi riportanti le griffes di affermati marchi (Guerlain, Gucci, YSL, Chanel, Dior, Creed, Cartier, etc..) e di 79.000 articoli (tappi, etichette e packaging, anch’essi riportanti marchi contraffatti) utilizzati per il confezionamento dei profumi.

I tre soggetti responsabili sono stati denunciati per i reati di contraffazione, vendita di prodotti falsificati e ricettazione e nei loro confronti è stato eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di oltre 13 mila euro in contanti.

 I prodotti sequestrati, qualora immessi sul mercato, avrebbero generato profitti illeciti per oltre mezzo milione di euro.

L’operazione testimonia il costante impegno del Corpo della Guardia di Finanza nell’azione di prevenzione e contrasto al fenomeno della contraffazione al fine di garantire la tutela della proprietà intellettuale, della leale concorrenza tra le imprese e dei consumatori. Si evidenzia che il procedimento penale verte ancora nella fase delle indagini preliminari e che le responsabilità degli indagati saranno definitivamente accertate solo ove intervengano sentenze irrevocabili di condanna.

La diffusione del presente comunicato stampa è stata autorizzata dalla competente Procura della Repubblica in ottemperanza alle disposizioni del Decreto Legislativo n. 188/2021.


giovedì 7 dicembre 2023

La lotta alla contraffazione di MIMIT e Guardia di Finanza.

 


Il Nucleo Speciale Beni e Servizi  della Guardia di Finanza informa:

 

Nell’ultimo anno sono state circa 2000 le richieste di assistenza gestite dalla Linea Diretta Anticontraffazione (LAC), il servizio a sostegno dei cittadini e delle imprese contro la violazione dei diritti di proprietà industriale e la tutela del “Made in Italy” incardinato presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in diretto collegamento con i Reparti Speciali e territoriali della Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Delle circa 2000 istanze, 1.450 sono pervenute dai titolari di marchi, brevetti, design e modelli e oltre 500 da parte dei consumatori. Grazie a un’attenta attività istruttoria e a una stretta cooperazione con i referenti legali dei marchi, dei marketplace e dei social network coinvolti, sono state trasmesse distinte segnalazioni dettagliate al Gruppo Anticontraffazione e Sicurezza Prodotti del Nucleo Speciale Beni e Servizi che opera sotto la supervisione diretta del Comando Generale, dei Comandi Reparti Speciali e Unità Speciali della Guardia di finanza. Tra le segnalazioni di rilievo vi sono anche quelle che hanno portato all’attivazione, da parte del Comando Generale del Corpo, dei canali di cooperazione internazionale per la tutela di marchi italiani storici, oggetto di attacchi da parte di contraffattori sempre più organizzati, con presenza in Cina, Malesia e altri Paesi del Sud-Est asiatico, tramite stabilimenti, uffici e attività commerciali sia fisiche che online. Le operazioni si sono concentrate non solo sull’intercettazione e sul sequestro delle merci illecite ma anche sullo smantellamento delle reti che agevolano la produzione e la distribuzione dei prodotti contraffatti, spesso di scarsa qualità e potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori. Nell’ambito delle operazioni internazionali congiunte, finalizzate a reprimere la diffusione di cosmetici contraffatti tramite canali di commercio online e sui social network, la Guardia di Finanza, in stretta collaborazione con istituzioni sovranazionali come Europol, Olaf ed Euipo ha condotto l’operazione “Aphrodite” che ha portato all’individuazione e alla rimozione di 133 account sui social media e 4.419 siti web, nonché al sequestro di un considerevole quantitativo di merci illegali e contraffatte, pari a 9,5 milioni di unità. Tra questi, sono stati sequestrati cosmetici, profumi, abbigliamento, calzature, orologi e giocattoli dei marchi più noti. Tra i risultati di rilievo del 2022 si segnalano sequestri che hanno riguardato oltre 36 milioni di prodotti contraffatti, più di 20 milioni di articoli per violazione delle norme a tutela del “Made in Italy”, oltre 9 milioni di manufatti per violazione delle normative a tutela del diritto d’autore e più di 213 milioni di beni considerati non sicuri e/o non conformi alle regolamentazioni vigenti. 

venerdì 10 marzo 2023

Denunciata dalla Guardia di Finanza una donna per vendita online di capi d’abbigliamento e prodotti con logo contraffatto. Percepiva anche il reddito di cittadinanza.

 Aveva già incassato  sussidi per 6.000 euro e ne aveva richiesti altri 11.000.

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna informa.


Una donna, residente nel bolognese, aveva  avviato una vendita continuativa online di prodotti - anche contraffatti - attraverso Facebook e servizi di messaggistica istantanea Whatsapp e Telegram, comportandosi da vera e propria imprenditrice, senza adempiere però  agli  obblighi contabili, contributivi e dichiarativi che l’esercizio di tale attività impone.

I prodotti commercializzati erano  capi d’abbigliamento, accessori vari e profumi, arricchiti  da marchi e loghi contraffatti di note case di moda. La merce rinvenuta è  stata sequestrata, mentre la titolare è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Bologna per i reati di contraffazione e ricettazione.

Gli acquirenti , sono stati identificati e poi sanzionati amministrativamente.  

Ma per la signora i guai non sono finiti qui. Gli attenti controlli dei finanzieri,  oltre alla ricostruzione della posizione fiscale della signora,  del tutto sconosciuta al fisco,  hanno potuto appurare che l’imprenditrice  riscuoteva anche, indebitamente,  il reddito di cittadinanza. L’hanno denunciata e  contestualmente  hanno segnalato l’illecito all’INPS  che ha proceduto al recupero di quanto già percepito e alla revoca del  sussidio. La donna aveva già incassato circa 6mila euro di indennità non spettanti ed aveva richiesto, ma non ancora riscosso, un’ulteriore somma pari a circa 11mila euro.

venerdì 3 agosto 2018

Giornata contro l’abusivismo e la contraffazione. Operai senza diritti. Il report dei controlli eseguiti dai Carabinieri del Comando Provinciale di Bologna.

Il Comando Provinciale Carabinieri di Bologna Informa:


Nella giornata di ieri, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bologna hanno eseguito una serie di controlli contro l’abusivismo commerciale e la contraffazione, come disposto da un’iniziativa del Ministero dell’Interno.
L’attività è stata svolta con l’ausilio di altri reparti dell’Arma dei Carabinieri, il NAS e NIL di Bologna e del personale civile dell’Ispettorato del Lavoro e dell’Azienda Unità Sanitaria Locale di Bologna e Imola. Tra le aziende tessili ispezionate nella Provincia di Bologna, alcune sono state sanzionate perché non erano in regola con la normativa.

A Mordano, i Carabinieri della Compagnia di Imola hanno denunciato il titolare di una ditta perché aveva “assunto” sei dipendenti su sette in “nero”. L’uomo, quarantunenne cinese, è stato anche sanzionato per un importo di oltre 20.000 euro a seguito di una serie di illeciti amministrativi.
Tra San Pietro in Casale, Crevalcore, Pieve di Cento e San Matteo della Decima, i Carabinieri della Compagnia di San Giovanni in Persiceto hanno ispezionato quattro laboratori e tre titolari  cinesi, di età compresa tra i quarantaquattro e i quarantanove anni, sono finiti nei guai per una serie di anomalie riscontrate durante il servizio. La situazione di maggiore criticità è stata rilevata a San Matteo della Decima, dove sono stati messi i sigilli allo stabile di un magazzino i cui operai cinesi lavoravano per conto di un marchio di moda italiano. La chiusura dello stabile è scattata a seguito dell’assenza dei requisiti di sicurezza logistici, come l’impianto elettrico che mostrava diverse anomalie pericolose per l’incolumità dei lavoratori cinesi. Tra questi, ve ne erano alcuni assunti in “nero”.
A Calderara di Reno, infine, i Carabinieri della Compagnia di Bologna Borgo Panigale, oltre al supporto dei funzionari civili dell’Ispettorato del Lavoro e a quello della AUSL, sono stati coadiuvati anche dalla Polizia Municipale e dai tecnici comunali. Durante l’ispezione di una ditta sono stati identificati cinquantotto lavoratori, quasi tutti cinesi, a parte cinque pakistani. Tra questi, un operaio cinese era stato assunto pur essendo irregolare sul territorio italiano e per questo motivo, il titolare dell’azienda, cinquantaseienne cinese, oltre ad essere pesantemente sanzionato per le irregolarità riscontrate, è stato anche denunciato all’Autorità Giudiziaria. L’azienda veniva gestita con metodi arcaici e gli operai erano stati privati di qualsiasi diritto, come il riposo settimanale e la dignità di lavorare in un ambiente decoroso. Sono state rilevate anche delle violazioni edilizie perché alcune stanze erano state trasformate in camere, così da sfruttare meglio la manodopera, a discapito delle condizioni di salute, precarie e a rischio di diffusione di malattie, specie quelle infettive.