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venerdì 25 gennaio 2019

Anche l'apprezzamento di Pupi Avati per il libro di Pellegrini



E' giunto anche il riconoscimento da parte del regista Pupi Avati al nuovo libro di Gianni Pellegrini , 'Un Cielo di Momorie', che riporta i suoi ricordi di vita nell'immediato dopoguerra a Bologna e dintorni. 

Avati, originario di Bologna, ha passato nell'infanzia lunghi periodi a Sasso Marconi, dove aveva parenti a lui molto cari che ha ricordato spesso anche nei suoi film. 


Ecco la lettera 


lunedì 17 settembre 2018

I ricordi della guerra e del primo dopo guerra nel libro di Pellegrini

“Grazie Gianni. Hai il dono della narrazione”. La citazione è presa dal ringraziamento di una lettrice con la quale Gianni Pellegrini ( nella foto)  ha introdotto la presentazione del libro da lui scritto, 'Un Cielo di Memorie', un 'amarcord' degli anni '40-'50. “ E' vero e ben definisce il mio racconto”, ha precisato l'autore. “ Non sono uno scrittore, sono un narratore. Lo scrittore ha un suo stile ed è inventivo e fantasioso. Io racconto ciò che ho visito, ciò di cui sono stato partecipe, le atmosfere, i sentimenti che movimentavano la vita di allora. Racconto la vita di una volta e, lasciatemelo dire, anche se qualcuno lo riterrà presuntuoso, voglio fare pedagogia. Conto che i miei scritti incuriosiscano, spingano il lettore a una indagine più approfondita per scoprire così fatti che oggi appaiono impossibili e la cui memoria è un monito fortissimo e un insegnamento di vita preziosissimo”. 
Pellegrini ha poi fatto l'esempio di un suo conoscente, nato nel 1915, che appena indossata la divisa del soldato, fu spedito in guerra in Africa per la conquista dell'impero. Rientrato, fu rispedito in Russia da dove è rientrato, fra i pochi fortunati, dopo due anni di guerra disperata in un ambiente inospitale . Una volta in Patria venne sballottato dalla confusione seguita all'armistizio dell'8 settembre 1943. Fu catturato dai tedeschi e deportato in Germania: l'intera giovinezza 'rubata' da guerre inutili e perdenti. Questo i giovani lo devono sapere, soprattutto devono conoscere la storia recente dalle testimonianze dei singoli protagonisti, dei ragazzi che allora vissero un periodo difficilissimo e tragico. Non solo dai libri di storia.

Pellegrini, sindaco di Sasso Marconi dal 1974 al 1987, ha poi ricordato alcuni episodi della sua vita di ragazzo in un piccolo borgo affacciato sulla Porrettana, da cui transitavano ogni giorno pochi mezzi pesanti, rarissime auto e tante biciclette di lavoratori, specialmente operai della Cartiera Del Maglio.
“Un giorno, la strada si riempì in modo anomalo di un traffico consistente che non ci si spiegava,” ha raccontato. “Tramite una delle rarissime radio, giunse la notizia dell'attentato a Togliatti. Il fatto esasperò e acuì le tensioni sociali già elevate. Spinse alcuni a imbracciare fucili. Ci fu persino l'organizzazione di un posto di blocco alla Rupe. Poi tutto rientrò, grazie alle raccomandazioni alla cxalma dall'ospedale dello stresso Togliatti e, si disse, anche grazie all'inatteso successo di Bartali al giro di Francia”.

L'intervento di Pellegrini è stato preceduto da quelli di Maria Gioia Tavoni, bibliografa e storica del libro e di Cinzia Venturoli ricercatrice storica che hanno posto l'accento sul valore storico-documentale-politico della pubblicazione.

Mara Cini e Federico Tori
Questi contributi sono stati intervallati dalle letture di brani tratti dal libro, effettuate da Mara Cini, collaboratrice della rivista 'Al Sàs' che ha pubblicato in diverse occasioni i racconti di Pellegrini e dal giovanissimo Federico Tori, molto impegnato nelle letture della memoria storica.



venerdì 14 settembre 2018

A Sasso Marconi, Un Cielo di Memorie di Gianni Pellegrini

I ricordi dell'ex sindaco di Sasso Marconi, Gianni Pellegrini ( nella foto), pubblicati dal periodico 'Al Sas', sono stati ordinati in un volume che sarà presentato domani, sabato  15 settembre, alle 17, nella Sala Giorgi.

Il titolo 'Un Cielo di Memorie' è indicativo della visione completa della raccolta che tratta di un periodo storico di grandi e travolgenti avvenimenti. L'autore li riporta nei fatti quotidiani dei suoi piccoli personaggi spesso attori inconsapevoli  e protagonisti del loro tempo, immischiati in fatti grandi e necessari dei quali  diventano a volte vittime. I ricordi sono incorniciati  dall'affetto che Pelligrini ha per il piccolo mondo della sua giovinezza e per i suoi compagni di viaggio, impegnati nella ricerca di giustizia e nella solidarietà mai negata. Leggere i racconti è un ritorno a un passato non lontano ma tanto diverso dal presente per chi ha i capelli bianchi e una favola  romanzata per gli altri. E' comunque una lettura che merita essere fatta. 



lunedì 9 luglio 2018

l'Amarcord di Gianni Pellegrini

'Un Cielo di Memorie' è il titolo che Gianni Pellegrini ha dato al suo libro tratto dai racconti che ha scritto per la pubblicazione storica locale Al Sas. Il titolo è significativo poiché l'autore, sassese di nascita, ha tratto i racconti dai ricordi di ragazzo dei Borghetti, quando il tratto di cielo che offriva la borgata era tutto il mondo per chi vi viveva . Il trasferimento in paese era un avvenimento, non parliamo poi di quello in città, a Bologna, una vera migrazione.

Pellegrini ( nella foto)  racconta dei suoi personaggi, conosciuti personalmente o attraverso i racconti dei 'più grandi', con un po' di nostalgia e con tanto affetto perchè attori di un mondo non lontano, ma tanto diverso da quello di oggi. Si viveva con il cuore in mano e con la solidarietà come compagna. C'erano lotte politiche e sociali espresse in confronti anche aspri, ma a tutto poi si poneva rimedio.
I racconti tratti da episodi di vita comune vissuta, quasi un passo del lungo cammino della vita, non hanno una fine, né una morale, appunto perché non portano al termine di un cammino di vita, sono appunto un passo in cui non si sa dove il piede andrà a cadere, se in un tratto di sentiero sterrato, se in una pozzanghera o su una strada ghiaiata . Si cercava una base sicura che la solidarietà di quei tempi sempre sapeva assicurare. Poi, il boom economico, una rivoluzione socio-economica e di costumi che tutto travolgerà . La gara del benessere impegnerà tutti in una corsa solitaria. Tutti diventeranno più egoisti, sazi della propria sufficienza e ebbri, quando si potrà usufruire anche del superfluo. Ciò porterà alla solitudine e la povertà diventerà una colpa da mascherare. Processo che trova nei social l'attuale massima espressione. Le persone non si incontrano, si parlano con il web. E il processo non è ancora finito.

Pellegrini, che ha ricoperto a lungo anche il ruolo di Sindaco di Sasso Marconi, parla di quando la bicicletta era un lusso di pochi e la sua tecnologia tanto 'povera' da imporre persino di scendere e spingerla per affrontare la non impegnativa salita del 'ghislir': Era comunque un grande passo avanti e consentiva di accettare lavori anche un po' distanti da casa. La fatica della salita sarebbe stata poi compensata dal veloce trasferimento in pianura e dal comodo ritorno quando la salita si convertiva in veloce discesa.
Ai giovani i racconti di Pelligrini sembreranno una favola e forse è bene per loro che la ritengano tale. Ma ai tanti che si lamentano dello stato attuale fa bene conoscere come si sapevano vivere quei periodi di povertà. 

Il libro di Pellegrini è già uscito dalla stampa. Sarà presto presentato e messo in vendita. Si dovrà fare attenzione poiché la tiratura è limitata e le prime 50 copie sono arricchite da una litografia originale di Raffaello Margheri.