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mercoledì 17 aprile 2024

In Appennino non funziona niente

 E' il 'Calimero' della provincia



Viabilità vergognosamente dimenticata, servizio sanitario minimizzato, ambiente degradato, connessione a Internet inesistente, sono i quattro lati del quadro desolante che racchiude la parte appenninica della provincia di Bologna, dove, a rendere ancor più irritante la situazione, è il sapere che la comunicazione senza fili è nata qui grazie a Guglielmo Marconi.

A concludere il bel quadretto si aggiunge la denuncia di Ennio Gandolfi postata su  ‘Se di Gaggio se ….’ in cui si legge : Le Poste ??? Mi sa che abbiamo toccato il fondo. Qualcuno sa dirmi ogni quanti giorni passa il postino?

Dopo parecchio tempo mi è stata recapitata la posta: 14 lettere di cui una nella buchetta del mio vicino,  ma quello più grave, una missiva informava di  un appuntamento calendarizzato per il 5 aprile, spedita da Vergato il 22 marzo e  arrivata il 12 aprile.

 La speranza è quella che l’appuntamento fosse rinviabile e che la mancata comunicazione non abbia arrecato danno allo sfiduciato abitante dell’Appennino. Si rileva comunque che anche il servizio postale non funziona.

La denuncia di Gandolfi ha sollecitato e raccolto parecchi commenti da cui si ricava che il servizio postale in Appennino è un servizio del tipo ‘si fa tanto per dire’ . 

Elisa Boragini, infatti scrive:

Abito a Castel di Casio e  posso garantire che le lettere o utenze non arrivano mai. Arrivano però le raccomandate dei solleciti. So che posso averle via email, ma il collegamento non funziona bene. (Abbiamo già detto che la connessione non c’è).  Fa un po' schifo questo servizio di poste italiane, eppure la segnalazione l'ho fatta... 

Cinzia Gandolfi aggiunge:

A me una raccomandata non è  mai stata  consegnata. Era in giacenza in posta senza che nessuno mi avesse nemmeno consegnato l'avviso.

Marco Baccolini infine consiglia di scrivere all'ufficio postale della residenza, cioè Gaggio,  rappresentando l'accaduto. 

Ma!!! Se il servizio è questo c’è poco da sperare.

(Segnalato da Dubbio)

lunedì 23 novembre 2020

Inaccettabili i disservizi postali segnalati oggi a Tolè


di Marta Evangelisti 

Gruppo Uniti per l’Alternativa della Città metropolitana di Bologna

Esprimo disappunto per l’ennesimo disservizio relativo ai servizi postali sul nostro territorio che non mancherò di rappresentare in Città metropolitana, mediante un’interpellanza al Consigliere delegato all’Appennino. Appreso infatti che il Sindaco di Vergato ha già inviato apposita segnalazione già nelle prime settimane di Ottobre, si ritiene che quanto sta accadendo sia inaccettabile e si auspica quindi, un’azione dell’ente metropolitano a supporto e difesa di questi servizi, magari con un’azione concertata tale da rafforzarne la portata per tutto il territorio dell’Appennino.

Ho raccolto infatti segnalazioni di cittadini della frazione di Tolè, nel Comune di Vergato, i quali mi hanno raccontato come questa mattina si siano recati presso l’ufficio postale trovando la porta di accesso ancora chiusa alle ore 8,50 quando l’ingresso sarebbe previsto alle ore 8,20.
Alla gente che ha stazionato lungamente anche sotto all'acqua non è stata fornita successivamente alcuna spiegazione.

Occorre rilevare come che l'Ufficio Postale di Tolè sia aperto tre giorni alla settimana e sullo stesso gravitano frazioni dei Comuni limitrofi quali: Bortolani, Vedegheto, Rodiano, S.Prospero, Monte Pastore, Cereglio, ecc…
Alle 8.50 molti Cittadini sono venuti via e l'Ufficio era ancora chiuso.

La riduzione di orario di questo ufficio ha già penalizzato il territorio e simili disservizi contribuiscono a disincentivare l’utenza, abbassando poi i numeri delle operazioni cosicché finisce che ci si rivolge altrove, con conseguenti tagli da parte di Poste SPA.

Rilevato come in generale i servizi in montagna dovrebbero sempre rispondere a logiche diverse dal mero fatturato, chiederemo di valutare la riapertura giornaliera dell’Ufficio come chiedono i cittadini - considerata anche la difficoltà di lunghi tempi di attesa all’aperto in questa stagione invernale con pandemia in corso - o quantomeno un potenziamento dell’orario del servizio. In territori in cui si fa fatica anche a telefonare, determinati servizi non possono e non debbono comunque essere sostituiti dalle “app” che anche Poste oggi si mette a consigliare. Ritengo che anche nella richiesta di corretta e puntuale erogazione di questo servizio la Città metropolitana debba essere presente, anche attivando prontamente il costituito Tavolo per la salvaguardia delle reti e dei servizi”.

 

sabato 26 settembre 2020

Grizzana Morandi non è un comune di serie B, ha diritto a un ufficio postale attivo a pieno regime

L'appello del sindaco di Grizzana Morandi: basta code, le Poste riaprano subito lo sportello del capoluogo


di Carmine Caputo

I cittadini di Grizzana Morandi sono stanchi di file chilometriche per accedere ai servizi postali. È quanto denuncia Franco Rubini, sindaco di Grizzana Morandi, che sottolinea come oltre tutto vedere tante persone in coda, spesso anziane, non è affatto rassicurante dal punto di vista della prevenzione della diffusione del coronavirus.

«Abbiamo pazientemente atteso la riapertura a pieno regime dell'ufficio postale del capoluogo, come tutti» spiega il primo cittadino. «Ci sono stati momenti difficili durante il lock-down e li comprendiamo, ma stiamo ricevendo sempre più sollecitazioni da parte dei cittadini che sono stanchi che l'ufficio del capoluogo continui a essere aperto a giorni alterni, con le inevitabili lungaggini e assembramenti che si creano quando è aperto».

Il Comune di Grizzana Morandi è uno tra i più estesi dell'Appennino bolognese: ma mentre l'ufficio di Pioppe di Salvaro, nella valle del Reno, è tornato alle aperture abituali e quello a Pian di Setta, sul versante del Setta, ha mantenuto l'apertura settimanale (di per sé insufficiente), è proprio l'ufficio centrale a rimanere chiuso tre giorni alla settimana.

E così, anziché essere aperto tutte le mattine dal lunedì al sabato, l'ufficio è accessibile solo il martedì e il giovedì dalle 8,20 alle 13,45 e il sabato mattina dalle 8,20 alle 12,45.

Il sindaco si è ovviamente rivolto alla dirigenza locale di Poste Italiane, che però allarga le braccia dichiarando la propria impotenza rispetto a scelte che vengono dalla direzione centrale. Scelte che l'amministrazione comunale spera possano essere urgentemente riviste

 

martedì 23 aprile 2019

Rapinata la Posta di Sasso Marconi


Chiusa per rapina la Posta  di Sasso Marconi centro. 

Oggi, intorno alle 16, gli uffici sono stati presi di mira da malintenzionati.  Sono entrati in tre con il viso coperto. Hanno minacciato impiegati e clienti con le pistole e si sono impossessati del fondo cassa, alcune migliaia di euro. L'importo non è stato ancora quantificato. Un blitz durato pochissimi minuti messo in atto con  capacità e sincronismo. Dopodiché i malviventi sono riusciti a fuggire. 

Immediato l'allarme e sul posto sono intervenuti i Carabinieri  con due auto, ma i rapinatori si erano già allontanati senza lasciare tracce. Gli uffici sono stati immediatamente chiusi per consentire i rilievi sull'accaduto. 

lunedì 19 settembre 2016

Posta a giorni alterni, tocca a nuovi centri. Saliera: «Servizio pubblico, si ricordi»

Marco ha segnalato: 


La posta a giorni alterni, recapitata uno sì e uno no, si estende. Il cambio nell’organizzazione dei postini era già sbarcato nell’hinterland di Bologna (a San Lazzaro, San Giovanni in Persiceto, Calderara), ma dal 26 settembre si estenderà progressivamente a macchia d’olio in tanti altri municipi. Idem per Rimini. Nel Bolognese tocca a Imola, Castel San Pietro, Budrio e Molinella, Monghidoro, Monzuno e Pianoro e tanti altri.


Dunque, nonostante le denunce sulle falle del nuovo sistema di consegne a singhiozzo che da mesi si riconcorrono in Emilia-Romagna, e che hanno portato a due mesi di blocco degli straordinari e ad uno sciopero regionale con adesione al 75% negli sportelli e al 65% tra i postini, il sistema si estende. Si «salva» invece il capoluogo: Bologna, infatti, come ha confermato l’Autorità delle comunicazioni (Agcom), non sarà toccata dal recapito a giorni alterni. Lo ha ribadito il sottosegretario Antonio Giacomelli, rispondendo nei giorni scorsi all’ennesima interrogazione sui problemi connessi alla posta a singhiozzo.

SALIERA: «LE POSTE RICORDINO CHE SONO UN SERVIZIO PUBBLICO» - Delle preoccupazioni «da ascoltare» di cittadini e lavoratori si fa portavoce la presidente dell’Assemblea legislativa della Regione, Simonetta Saliera: «Dalle forze sindacali e dai sindaci del nostro territorio emerge preoccupazione e allarme per la decisione di Poste di estendere il numero di Comuni in cui la consegna della corrispondenza avviene a giorni alterni», ma «le Poste non devono mai dimenticare di essere un servizio pubblico universale, un diritto dei cittadini, e gli uffici postali rappresentano un presidio sul territorio». «L’auspicio- aggiunge Saliera- è che il malessere della popolazione e delle Istituzioni comunali oltre che dei rappresentanti dei lavoratori non restino inascoltate: occorre monitorare cio’ che accade dall’applicazione di queste novita’ e che chi ne ha le responsabilita’ in seno a Poste intervenga tempestivamente in caso di insorgere di problemi e difficolta’».

150 QUINTALI DI POSTA IN GIACENZA - Su tutta la questione, in realtà, ora è atteso il giudizio della Corte di Giustizia dell’Unione europea: è lì, infatti, che il Tar del Lazio ha disposto il rinvio pregiudiziale del ricorso contro la delibera dell’Authority sulle comunicazioni che autorizza la corrispondenza a giorni alterni. In Emilia-Romagna il problema è sentito: a Parma e Piacenza con il nuovo sistema si sono fermati fino a 50 quintali di corrispondenza, a Rimini nove, a Cattolica 800 chili; in totale, si è parlato di 150 quintali in giacenza nella regione. In parlamento è stato perfino denunciato il caso di «una lettera consegnata a pochi chilometri di distanza, anche 20 giorni dopo la spedizione».

IPOTESI SCIOPERO IL 10 OTTOBRE - «Con l’estate i problemi connessi al recapito a giorni alterni si sono ridotti, ma la questione resta: il nuovo sistema- dice Valerio Grillini, segretario regionale Slp-Cisl- non tiene, non rispetta il piano che ci si era dati e nemmeno gli accordi». Tanto che le sigle sindacali dell’Emilia-Romagna, più di tutte, hanno spinto per uno sciopero nazionale: contro l’ulteriore privatizzazione di Poste (di cui proprio oggi il Governo annuncia il rinvio), contro le carenze di organici, le chiusure di piccoli uffici, «i linguaggi inappropriati dei superiori» e il recapito a singhiozzo. Già ipotizzata anche la data: il 10 ottobre, ma ora la mossa del governo spariglia. Mercoledì a Roma i sindacati vedranno l’ad di Poste, Francesco Caio, poi ci sarà un incontro con la direzione dell’Emilia-Romagna dopodiché si vedrà se e come rilanciare l’azione di lotta.

lunedì 11 agosto 2014

Sasso Marconi. I ladri hanno fatto saltare il banco-posta di Borgonuovo.



Gli abitanti di Borgonuovo sono stati svegliati la scorsa notte da un botto di ‘bomba’. I ladri hanno infatti ‘fatto saltare’ il bancomat del banco-posta per impostarsi del contenuto. La notte ha poi permesso ai malviventi di allontanarsi con assoluta facilità e senza lasciare tracce. 

La tecnica applicata per forzare il bancomat è probailmente quella di immettere gas nella 'macchina erogatrice del contante' e poi provocare l'esplosione. Sistema già usato in diverse occasioni.

Non è ancora stato indivuduato l'essatto ammontare della rapina. 

Per gli abitanti della grande borgata solo la certezza che il bancomat è chiuso.

Si sta indagando per individuare i responsabili  della rapina e per risalire all'esatta dinamica del colpo. 




Le foto sono di Il Resto di Sasso.