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sabato 1 novembre 2014

Report morti sul lavoro dall’ 1 gennaio al 31 ottobre 2014.



Di Carlo Soricelli
curatore dell’Osservatorio Indipendente morti sul lavoro

Nei primi 10 mesi del 2014  sono morti sui luoghi di lavoro 554 lavoratori, tutti documentati, cui si aggiungono  oltre 1100  morti sulle strade e in itinere.
L’aumento dei morti sui luoghi di lavoro rispetto al 31 ottobre del 2013 è del 11,2% . Il 31 ottobre del 2008 i morti sui luoghi di lavoro erano 551 e questo nonostante si siano persi milioni di posti di lavoro.
Vogliamo ancora una volta ribadire con fermezza che secondo i nostri dati in questi sei anni non si registra nessun calo dei decessi se si prendono in considerazione non solo quelli monitorati dal’INAIL.
Con dati alla mano possiamo affermare che in questi anni di monitoraggio i morti sul lavoro non sono mai calati nonostante i mass media  e la politica spesso affermino il contrario. Sono calati i morti tra gli assicurati INAIL, ma sono aumentati in modo esponenziale tra i precari, le partite IVA individuali e i lavoratori in nero; praticamente le categorie non protette dall’articolo 18 che questo governo sta cercando di fatto di eliminare.
Ad oggi l’AGRICOLTURA con il  38,3% del totale dei decessi registra un picco drammatico delle morti. In questo comparto il 69% dei decessi avviene per lo schiacciamento provocato dal trattore.
Dall’inizio dell’anno sono 141 gli agricoltori morti schiacciati dal trattore e ben 131 da quando il 28 febbraio scorso abbiamo inviato una mail a Renzi, Martina e Poletti avvertendoli dell’imminente strage che di lì a pochi giorni sarebbe ricominciata col ribaltamento di questi mezzi. Potevamo affermarlo perchè dai nostri dati questo era il trend di tutti gli anni precedenti. Chiedevamo loro di fare una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo  e di proporre una legge sulla messa in sicurezza delle cabine. Non abbiamo mai avuto risposta, troppo impegnati a fare selfie, cinguettii e mangiare gelati.
Dati preoccupanti anche dal settore dell’EDILIZIA dove i morti sui luoghi di lavoro sono il 19,3 % sul totale; tra le cause più frequenti annoveriamo le “solite” cadute dall’alto.
Altre percentuali da segnalare sono 10,3% dell’INDUSTRIA il  (compresi i comparti artigianali) e  8,1%  nell’AUTOTRASPORTO. Poi ci sono tutti i lavoratori morti nei vari servizi alle imprese.
Percentualmente le morti sul lavoro sono distribuite in eguale misura in tutte le fasce d’età, agricoltura a parte dove le vittime hanno un’età mediamente più alta.
Gli STRANIERI morti sui luoghi di lavoro sono il 9,2% sul totale e i romeni sono sempre i più numerosi. Le altre morti sono da ricercarsi principalmente nel terziario.
MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO NELLE PROVINCE ITALIANE (vanno almeno raddoppiati se si aggiungo i morti sulle strade e in itinere)
Valle d'Aosta (1 morto) Aosta 1,Piemonte (43 morti) Torino 18, Alessandria 9, Asti 2, Biella 0, Cuneo 10, Novara 3, Verbano-Cusio-Ossola 1, Vercelli. Liguria (9 morti)Genova 6, Imperia 0, La Spezia 1, Savona 2.Lombardia (62 morti) Milano 7, Bergamo 5, Brescia 11, Como 1, Cremona 7, Lecco 0, Lodi 2, Mantova 11, Monza 3, Brianza 1, Pavia 8, Sondrio 3, Varese 4.Trentino-Alto Adige (18 morti)Trento 6, Bolzano 12,Veneto (52 morti)Venezia 9, Belluno 4, Padova‎ 5, Rovigo 4, Treviso 7, Verona 13, Vicenza 7. Friuli-Venezia Giulia (8 morti) Trieste 1, Gorizia 0, Pordenone 3, Udine 4. Emilia-Romagna (47 morti)Bologna 4. Forlì-Cesena 7, Ferrara 6, Modena 6, Parma 7, Piacenza 5, Ravenna 8, Reggio Emilia 2, Rimini 2.Toscana (24 morti) Firenze 2, Arezzo 7, Grosseto 2, Livorno 1, Lucca 3, Massa Carrara 1, Pisa‎ 6, Pistoia 1, Prato 0, Siena 0.Umbria (13 morti) Perugia 8, Terni 5.Marche (19 morti) Ancona 1, Ascoli Piceno 6(compresi i 4 piloti del Tornado), Fermo 3, Macerata 5, Pesaro-Urbino 4.Lazio (38 morti)Roma 15, Frosinone 3, Latina 4, Rieti 7, Viterbo 9.Abruzzo (24 morti)L'Aquila 8, Chieti 8, Pescara 1, Teramo 7.Molise (8 morti)Campobasso 4, Isernia 4,Campania (36 morti) Napoli 11, Avellino 7, Benevento 5, Caserta 4, Salerno 9,Puglia (34 morti) Bari 13, BAT 2, Brindisi 2, Foggia 3, Lecce 8, Taranto 6.Basilicata (7 morti) Potenza 6, Matera 1. Calabria (16 morti) Catanzaro 3, Cosenza 5, Crotone 1, Reggio Calabria 1, Vibo Valentia 6.Sicilia(46 morti) Palermo 13, Agrigento 5, Caltanissetta 5, Catania 3, Enna 2, Messina 5, Ragusa 3, Siracusa 4, Trapani‎ 6.Sardegna (14 morti) Cagliari 4, Carbonia-Iglesias 2, Medio Campidano 1, Nuoro 3, Ogliastra 1, Olbia-Tempio 0, Oristano 3, Sassari‎ 0.
Nel leggere questa terribile sequenza ricordatevi sempre che se si aggiungono anche i morti sulle strade e in itinere i morti sul lavoro sono almeno il doppio e tante vittime sulle strade muoiono per stanchezza accumulata causa turni stancanti e orari prolungati e per lunghi percorsi per andare e tornare dal lavoro.
Non sono segnalati a carico delle province gli autotrasportatori morti sulle autostrade.
Dalle analisi dei dati raccolti risulta evidente che  a morire sono soprattutto lavoratori precari, in nero, partite iva individuali ecc … . e che l’abolizione dell’articolo 18 provocherà un  aumento delle vittime.
Sono pochissimi i lavoratori che muoiono nell’industria dov’è presente il sindacato. Nei settori dove non è presente è impossibile rifiutarsi di fare un lavoro pericoloso pena il licenziamento.
Salvate il mondo del lavoro dalle barbarie e preservate questo articolo di CIVILTA’.
L’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro chiuderà il 31 dicembre 2014 per ‘Indifferenza’ , dopo sei anni dall’apertura

Invito a visitare anche il blog ‘fiori recisi’  http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/  dove ho scolpito e dedicato un vaso di fiori a ciascuno dei familiari di morti sul lavoro che ho conosciuto attraverso l’Osservatorio e dove si possono leggere testimonianze sui lavoratori deceduti, racconti che commuovono e amareggiano chi le legge
A disposizione per approfondimenti.

lunedì 1 settembre 2014

Report morti sul lavoro nei primi 8 mesi del 2014



L’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro ha inviato questo studio:




Nei primi 8 mesi del 2014 sono morti sui luoghi di lavoro 423 lavoratori, tutti documentati in appositi file. Se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere si superano i 900 morti. L’aumento dei morti sui luoghi di lavoro rispetto ai primi 8 mesi del 2013 è del 7,6%. La cosa che sgomenta di più è che parlano sempre di cali incredibili tutti gli anni, mentre non è affatto vero, se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro che ricordiamo ancora una volta non sono solo quelle monitorate dal’INAIL istituto dello Stato che registra solo i propri assicurati, e in tantissimi non lo sono. Praticamente nonostante l’opinione pubblica pensi il contrario a causa della propaganda, anche governativa di chi si è succeduto nel corso di questi anni, i morti sul lavoro non sono mai calati, e questo nonostante si siano persi  per la crisi milioni di posti di lavoro. In questo momento l’agricoltura con il  39,8% del totale ha un picco incredibile delle morti. In questo comparto il 72,6 % sono morti in un modo drammatico: schiacciati dal trattore che guidavano. Dall’inizio dell’anno sono 122 e ben 112 da quando il 28 febbraio  abbiamo mandato una mail a Renzi, Martina e Poletti, avvertendoli dell’imminente strage che di lì a pochi giorni sarebbe ricominciata col ribaltamento dei trattori. E’ così tutti gli anni. Chiedevo loro di fare una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo  e di proporre una legge sulla messa in sicurezza delle cabine di questo mezzo che uccide così facilmente. Inutile scrivere che non si sono mai degnati di rispondere e che il loro impegno è tutto dedicato a fare selfie, cinquettare e mangiare gelati, mentre per la vita di questi lavoratori che muoiono così drammaticamente non si fa niente, non si spende neppure un minuto del loro prezioso tempo per sensibilizzarli. In edilizia i morti sui luoghi di lavoro sono il 22,9% del totale, con le solite cadute dall’alto che provocano tantissime morti in edilizia. Nell’industria il 9,8%, il 7,8% nell’autotrasporto. Poi ci sono tutti i lavoratori morti nei vari servizi alle imprese. Percentualmente le morti sul lavoro sono distribuite in eguale misura in tutte le fasce d’età, a parte l’agricoltura, dove le vittime hanno un’età mediamente più alta. Gli stranieri morti sui luoghi di lavoro sono il 10% sul totale e i romeni sono sempre i più numerosi con il 45% delle morti sui luoghi di lavoro tra gli stranieri. Le altre morti sono da ricercarsi nelle diverse attività, principalmente nel terziario.

MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO NELLE PROVINCE ITALIANE
Valle d'Aosta (1 morto) Aosta 1, Piemonte (36 morti) Torino 14, Alessandria 7, Asti 2, Biella 0, Cuneo 10, Novara 2, Verbano-Cusio-Ossola 1, Vercelli. Liguria (8 morti) Genova 5, Imperia 0, La Spezia 1, Savona 1.Lombardia (44 morti) Milano 6, Bergamo 5, Brescia 8, Como 0, Cremona 4, Lecco 0, Lodi 2, Mantova 7, Monza 2, Brianza 1, Pavia 6, Sondrio 2, Varese 2.Trentino-Alto Adige (15 morti) Trento 4, Bolzano 11,Veneto (36 morti) Venezia 7, Belluno 2, Padova‎ 3, Rovigo 1, Treviso 5, Verona 12, Vicenza 5. Friuli-Venezia Giulia (5 morti) Trieste 1, Gorizia 0, Pordenone 1, Udine 3. Emilia-Romagna (38 morti) Bologna 4. Forlì-Cesena 6, Ferrara 6, Modena 5, Parma 6, Piacenza 3, Ravenna 5, Reggio Emilia 2, Rimini 1.Toscana (16 morti) Firenze 2, Arezzo 6, Grosseto 1, Livorno 1, Lucca 1, Massa Carrara 0, Pisa‎ 4, Pistoia 1, Prato 0, Siena 0.Umbria (11 morti) Perugia 8, Terni 3.Marche (15 morti) Ancona 1, Ascoli Piceno 5(compresi i 4 piloti del Tornado), Fermo 3, Macerata 2, Pesaro-Urbino 3.Lazio (36 morti)Roma 15, Frosinone 3, Latina 4, Rieti 6, Viterbo 8.Abruzzo (20 morti) L'Aquila 7, Chieti 7, Pescara 1, Teramo 5.Molise (7 morti) Campobasso 3, Isernia 4,Campania (29 morti)  Napoli 8, Avellino 4, Benevento 4, Caserta 4, Salerno 9,Puglia (24 morti) Bari 12, BAT 1, Brindisi 0, Foggia 1, Lecce 7, Taranto 3.Basilicata (4 morti) Potenza 3, Matera 1. Calabria ( 13 morti) Catanzaro 3, Cosenza 3, Crotone 1, Reggio Calabria 1, Vibo Valentia 5.Sicilia (30 morti) Palermo 8, Agrigento 3, Caltanissetta 5, Catania 2, Enna 2, Messina 3, Ragusa 1, Siracusa 3, Trapani‎ 3.Sardegna (9 morti) Cagliari 0, Carbonia-Iglesias 2, Medio Campidano 1, Nuoro 2, Ogliastra 1, Olbia-Tempio 0, Oristano 3, Sassari‎ 0. Quando leggete questa terribile sequenza ricordatevi sempre che se si aggiungono anche i morti sulle strade e in itinere i morti sul lavoro sono almeno il doppio e tante vittime sulle strade muoiono per turni dove si dovrebbe dormire, per orari prolungati e stanchezza accumulata, per lunghi percorsi per andare e tornare dal lavoro. Non sono segnalati a carico delle province le morti sulle autostrade.

Se si analizzano con obbiettività questa raccolta dati si evidenzia un’Incredibile mattanza, che fa comprendere come opera chi ci sta governando e che ci ha governato in questi ultimi anni. Se è vero che l’INAIL registra costantemente dei cali delle morti tra i propri assicurati, e questo lo scrivo ormai da diversi anni, ed è una verità molto scomoda, anche per come vengono indirizzate le ingenti risorse che lo Stato mette per la Sicurezza, questo cosa vuol dire, se l’Osservatorio Indipendente di Bologna invece può dimostrare dati alla mano che praticamente da quando è stato aperto il 1° gennaio 2008 i morti sui luoghi di lavoro sono addirittura aumentati? Che sono calati gli occupati in posti tutelati e con assicurazioni degne di questo nome. Che le vittime sul lavoro si sono solo spostate da lavori a tempo indeterminato a lavori precari, in nero e grigio. Che la mancanza di tutele per le Partite IVA Individuali e altre importanti categorie di lavoratori, oltre a quelli che lavorano in nero e in grigio, provocano un aumento degli infortuni, anche mortali. Che il Sindacato svolge una funzione determinante per la Sicurezza dei lavoratori, ricordando che dove sono presenti in modo organizzato le morti sul lavoro sono quasi inesistenti. Sono semplici verità che la nostra classe dirigente fa finta di non vedere. La mancanza di tutele uccide i lavoratori che non possono opporsi, pena il licenziamento, anche alla mancata sicurezza sul lavoro. E chi ci governa cosa fa? Ignora queste tragedie e aumenta la precarietà per chi lavora, ed è quindi responsabile morale di queste morti, e che se si vuole emarginare e distruggere i sindacati,  come si sta facendo, e che si fa un’operazione per incrementare anche le morti sul lavoro. Abolire l’unico baluardo che è rimasto per la tutela dei lavoratori, l’ormai famigerato articolo 18, che tra l’altro è già praticamente abolito dalla Fornero e dal Ministro Poletti con la legge delega, si deve sapere che gli italiani non avranno più un lavoro “buono” cioè a tempo indeterminato, ma solo stipendi da fame, calpestio dei diritti e inSicurezza sul lavoro. E questo provocherà un danno enorme non solo per i lavoratori ma per tutti il sistema produttivo, del resto basta vedere i danni che ha già fatto questo stupido liberismo al paese.
Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

Proposte per evitare le morti sul lavoro provocate dai trattori

1 – Reperire i dati relativi alle immatricolazioni dei trattori suddivisi per anno presso
      le Motorizzazioni Provinciali e poi raggrupparle per Regione.
2 -  Coinvolgere le Organizzazioni Professionali Agricole e l’UNACOMA (organizzazione
       che raggruppa i costruttori di mezzi per l’Agricoltura ) perché attraverso la loro
       struttura capillare possano sensibilizzare gli agricoltori, con l’utilizzo di stampa e TV.
3 -   Potenziamento degli Ispettorati del Lavoro e Inail, con inserimento di unità esperte
        di problematiche agricole (periti agrari , laureati in agraria, o in scienze forestali ).
4 -   Stanziamento di fondi. Gli agricoltori che sostituiscono mezzi costruiti anteriormente
        al 1974 sia nuovi, sia usati, ma con relativo certificato  che certifichi la sua messa a norma
        e corredata da relativa fattura di acquisto, dovrebbero poter scaricare parte delle spese
        dalla denuncia dei redditi. Lo Stato attraverso l’incrocio dei dati avrebbe così la certezza
        che i fondi stanziati siano utilizzati correttamente.
5 -   Dai trattori usati e raccolti presso i rivenditori, dovrebbero essere recuperati gli olii
        contenuti nel motore, cambio ecc. e inviati al COOU ( Consorzio Obbligatorio Olii Usati ),
        poi separate le parti in gomma e plastica ed infine smantellati.    
6 -   Dovrebbero essere previste sanzioni sia di carattere amministrativo che penale, per chi
       tenta di esportare verso paesi extracomunitari , mezzi o attrezzature agricole, prive dei
       requisiti di sicurezza, approfittando del fatto che nei Paesi in via di sviluppo magari non
       esistono leggi in proposito. Servirebbe soltanto a spostare il problema degli incidenti da
      un Paese ad un altro.
7 -  Possibilità per gli agricoltori di trattenere  trattori  per la loro rarità o unicità.
       Tali trattori dovrebbero essere muniti di una seconda targa che specifichi trattarsi di un
       mezzo d’epoca ed utilizzati soltanto in occasione di fiere, mostre o rievocazioni storiche.  
  
      Perito Agrario Gatti Antonio