Il candidato sindaco per Marzabotto, Domenico Muraca, visita le frazioni: sarà ad Allocco domani, martedì 28 maggio, dalle 17 e a Gardelletta dalle 18.30.
Giovedì 30 maggio, alle 19, a Luminasio.
Il candidato sindaco per Marzabotto, Domenico Muraca, visita le frazioni: sarà ad Allocco domani, martedì 28 maggio, dalle 17 e a Gardelletta dalle 18.30.
Giovedì 30 maggio, alle 19, a Luminasio.
di Dante Franchi
Per iniziativa del consigliere comunale Domenico Muraca, il Consiglio Comunale di
Marzabotto lunedì prossimo, 31 luglio, sarà chiamato a discutere questa
interessante risoluzione.
Il testo:
MOZIONE di CONDANNA DELLA GUERRA, di CONTRARIETA’ all’ INVIO DI ARMI e di ALTRO MATERIALE BELLICO IN UCRAINA, PER UNA FORTE AZIONE DIPLOMATICA IN FAVORE DEL RISTABILIMENTO DELLA PACE
PRESO ATTO
della preoccupante escalation della guerra in Ucraina, che coinvolge di fatto gran parte degli stati europei;
EVIDENZIATO
che la situazione è estremamente complessa ed è probabile che il conflitto, se non arginato, rischi di deflagrare in un conflitto mondiale anche nucleare;
RICORDATO
Ø - che l’articolo 11 della Costituzione Italiana “ripudia la guerra come
strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione
delle controversie internazionali”;
Ø - che, in considerazione dell’art. 51 della Carta delle Nazioni Unite, la
legge 185 del 1990, Capo 1 disposizioni Generali, art. 6 alla lettera a, vieta
l'esportazione ed il transito di materiali di armamento verso i paesi in stato
di conflitto armato. Tale divieto è considerato uno dei corollari principali
della neutralità previsto sia dalla XIII Convenzione dell'Aia, sia dal diritto
internazionale classico, che regolano i rapporti tra gli Stati belligeranti e
Stati non coinvolti nel conflitto;
Ø - che l'Ucraina attualmente non è membro dell'UE, né della Nato e che tra lo Stato Italiano e lo Stato Ucraino non vige un trattato di assistenza militare;
PRESO ATTO
che, contravvenendo sia alla prima fonte del diritto del nostro Ordinamento giuridico sia ai trattati e ai regolamenti di Diritto Internazionale, lo Stato Italiano ha già stanziato la cifra di 450 milioni di euro in armi allo stato ucraino, impegnandosi altresì per ulteriori due anni a sostenere e finanziare la guerra che attualmente è in corso fuori dai confini nazionali e comunitari;
CONSIDERANDO
• che finanziare un conflitto bellico nuoce gravemente alla pace e ad ogni
tentativo di dialogo per giungere ad un cessate il fuoco e ad una soluzione per
via negoziale;
• che, chiunque continui ad alimentare la guerra attraverso finanziamenti in denaro, esportazione di materiale bellico o altro mezzo, è da ritenersi, di fatto, responsabile del massacro che il popolo ucraino sta subendo;
RITENENDO
û che sia oramai superato qualunque giudizio di parte;
û che l’unica via d’uscita possibile sia fermare ogni forma di finanziamento
alla guerra e riprendere concretamente, e non più solo a parole, la via
diplomatica per un cessate il fuoco immediato e definitivo;
û che, dai sondaggi effettuati, emerga con chiarezza come la maggior parte del popolo italiano non condivida le scelte del Governo in merito all’invio di armi, temendo l’aggravamento del conflitto;
ESPRIME
u contrarietà all’invio di armi al Governo Ucraino, in merito al quale non
sono state completamente espletate, fin dall’inizio, le necessarie ed opportune
operazioni di valutazione, trasparenza e controllo normate dal Diritto
Internazionale e previste dal Trattato sul commercio delle armi (ATT);
u dissenso per l’impegno economico e militare assunto per ulteriori due
anni;
u sconcerto per la volontà del Governo di stanziare una cifra pari al 2% di Pil nazionale per spese militari;
IMPEGNA il Sindaco, la Giunta e tutto il Consiglio
• a manifestare, in nome della nostra Costituzione, una ferma condanna alla
guerra;
• a condannare ogni forma di sostegno al conflitto, sia che esso avvenga
attraverso l’invio diretto di materiale bellico, che tramite il suo finanziamento,
diretto o indiretto;
• a invitare Il Governo Italiano a mantenere un dialogo costruttivo con
entrambe le parti belligeranti e ad attivare ogni sforzo e ogni canale
diplomatico per porre fine al conflitto in corso attraverso un cessate il fuoco
condiviso e permanente;