Il Partito Democratico passa al contrattacco sui
recenti provvedimenti che riguardano il territorio dell’Appennino bolognese: da
un lato l’esclusione di alcuni Comuni dall’elenco delle aree montane,
dall’altro l’accorpamento degli istituti comprensivi.
Nel primo caso, i Comuni di Sasso Marconi, Marzabotto
e Monte San Pietro sono stati esclusi
dall’elenco dei Comuni montani, con la conseguente riduzione dei trasferimenti
finanziari destinati a queste aree. Nel secondo, è stato disposto
l’accorpamento dei due Istituti comprensivi di Sasso Marconi, con la perdita di
una dirigenza scolastica e di personale ausiliario e Ata.
I provvedimenti sono stati illustrati
nel corso di un incontro pubblico nella sala Giorgi, che ha visto la
partecipazione dell’assessora regionale alla Scuola Isabella Conti, del consigliere regionale ed ex
sindaco di Castiglione dei Pepoli Maurizio Fabbri e del sindaco di Sasso Marconi Roberto Parmeggiani.
L’incontro si è aperto con una netta
presa di distanza da quella che è stata definita l’impostazione governativa
prevalente, che considera la montagna un’area destinata all’impoverimento
residenziale e caratterizzata soprattutto dalla presenza di popolazione
anziana.
Nel suo intervento, Conti ha
evidenziato come, sulla base dei parametri di ridimensionamento degli istituti comprensivi,
l’Emilia-Romagna avrebbe dovuto ottenere
23 presidenze in più, mentre il Ministero ne avrebbe assegnate 17 in meno.
«Inutili anche gli incontri con il ministro», è stato sottolineato, spiegando
come la Regione abbia scelto di procedere con una gestione commissariale.
L’assessora ha inoltre rimarcato che la riduzione delle presidenze e del
personale collaboratore scolastico rischia di compromettere efficienza e
funzionalità delle strutture, già chiamate a rispondere a esigenze didattiche
sempre più complesse.
Il sindaco Parmeggiani ha ricordato
come, in soli due anni, Sasso Marconi abbia visto la chiusura della scuola di
Tignano–Roma — pur gestita dal Comune di Monte San Pietro ma frequentata anche
dai bambini della frazione di Sasso — e della scuola primaria di Fontana, molto
apprezzata dalla comunità. Ha poi evidenziato come le proiezioni demografiche
dei prossimi anni rendano particolarmente difficili le scelte organizzative.
Sul tema dell’esclusione dall’elenco dei Comuni montani, il primo cittadino ha
infine posto una domanda: «Quale paragone può esserci tra l’agricoltura di
pianura e quella di territori come Sasso Marconi e Marzabotto?».
Fabbri, forte dell’esperienza amministrativa maturata a Castiglione dei Pepoli, ha sollevato dubbi sulla logica che ha portato a classificare diversamente Comuni come Sasso Marconi e Marzabotto rispetto a Vergato, rimasto invece nell’elenco delle aree montane. Il consigliere ha invitato a non dividersi su una questione così rilevante, ma a lavorare uniti per una gestione armonica del territorio, dalla città fino alla montagna, assicurando la vicinanza dei Comuni di crinale a quelli riclassificati.
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