Il Comune precisa le ragioni del conferimento: “La memoria di Monte Sole deve tradursi in impegno nel presente”
Il Comune di Marzabotto interviene per precisare il significato del conferimento della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, assegnata nel corso di una cerimonia svoltasi mercoledì al Teatro Comunale. Il conferimento era stato deliberato a maggioranza dal Consiglio comunale il 3 ottobre 2025.
La scelta, spiega l'Amministrazione, si inserisce nel lungo percorso intrapreso da Marzabotto sui temi della memoria, della pace, dei diritti umani e della solidarietà con i popoli vittime di conflitti e violenze. Un impegno che il Comune riconduce in particolare alla propria storia e al lavoro sviluppato, a partire dagli anni Sessanta, anche attraverso l'esperienza di Dante Cruicchi, prima come sindaco, poi come presidente del Comitato per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto e come fondatore dell'Unione Mondiale delle Città Martiri.
Marzabotto, Città Messaggera di Pace, lega infatti la propria identità alla memoria degli eccidi nazifascisti di Monte Sole. Un'eredità che l'Amministrazione considera non soltanto come patrimonio storico da custodire, ma anche come responsabilità civile da esercitare di fronte alle violazioni dei diritti umani contemporanee.
Nel Sacrario di Marzabotto, ricorda il Comune, lungo la scalinata che conduce alle vittime degli eccidi di Monte Sole sono presenti targhe dedicate ad altri luoghi e popolazioni colpite dalla violenza: Auschwitz, Halabja, Srebrenica. È da questo itinerario della memoria che l'Amministrazione fa discendere la propria scelta di intervenire nel dibattito internazionale sui conflitti e sulla tutela dei diritti fondamentali.
Dalla memoria all'impegno nel presente
La posizione espressa dal Comune riguarda in particolare la situazione nei territori palestinesi occupati e nella Striscia di Gaza. L'Amministrazione sottolinea di avere promosso negli anni iniziative di dialogo e confronto tra realtà israeliane e palestinesi impegnate per la pace e ricorda l'accoglienza, a Marzabotto, di giovani israeliani e palestinesi fin dagli anni Ottanta.
«Per noi la Memoria deve essere uno strumento per agire nel presente», è il principio ribadito dal Comune, secondo il quale il lavoro sulla memoria deve accompagnarsi alla costruzione di ponti tra comunità e alla denuncia delle violazioni dei diritti umani.
È in questo quadro che viene motivata la cittadinanza onoraria ad Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nel territorio palestinese occupato dal 1967, incarico che ricopre tuttora secondo l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani. spinternet.ohchr.org
L'Amministrazione comunale definisce il lavoro della relatrice «un impegno instancabile nella tutela del diritto internazionale e nella difesa dei diritti umani», sottolineandone le denunce relative all'occupazione, alla situazione umanitaria a Gaza e alle responsabilità di Stati, imprese e individui.
Albanese ha sostenuto, nei suoi rapporti alle Nazioni Unite, che vi siano ragionevoli motivi per ritenere raggiunta la soglia indicativa del genocidio a Gaza. Si tratta delle conclusioni espresse dalla relatrice speciale nell'ambito del proprio mandato e non di una sentenza giudiziaria definitiva. ohchr.org
La questione è inoltre oggetto di un procedimento davanti alla Corte internazionale di giustizia nel caso Sudafrica c. Israele, nel quale la Corte ha disposto misure provvisorie vincolanti nei confronti di Israele ai sensi della Convenzione sul genocidio. Il procedimento sul merito è distinto dalle valutazioni contenute nei rapporti della relatrice speciale. Corte Internazionale di Giustizia+1
Il riconoscimento ad Albanese
Nel motivare il conferimento, il Comune di Marzabotto attribuisce ad Albanese il merito di avere svolto il proprio mandato con «rigore e indipendenza», denunciando, secondo la prospettiva espressa nei suoi rapporti, violazioni del diritto internazionale e dei diritti della popolazione palestinese.
La motivazione ufficiale della cittadinanza onoraria richiama inoltre il suo lavoro di denuncia delle responsabilità di Stati, aziende e individui e l'attenzione dedicata alle conseguenze dell'occupazione e delle operazioni militari sulla popolazione palestinese.
Sul piano giudiziario internazionale, va ricordato che nel novembre 2024 la Corte penale internazionale ha emesso un mandato d'arresto nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, contestando, a livello di accuse, crimini di guerra e crimini contro l'umanità; il mandato non equivale a una condanna e il procedimento riguarda responsabilità individuali specifiche. Corte Penale Internazionale
La visita a Monte Sole
Nel messaggio del Comune, un passaggio particolare è dedicato alla presenza di Francesca Albanese a Marzabotto e alla visita ai luoghi della memoria.
L'Amministrazione ringrazia la relatrice speciale per avere visitato il Sacrario di Marzabotto, il Centro di Interpretazione di Monte Sole, la Scuola di Pace e il Poggio Re_Esistente, fermandosi a parlare con le persone impegnate nelle attività del territorio.
Un'esperienza che, nelle parole del Comune, ha rappresentato anche un'occasione di confronto sul significato della memoria e sul lavoro quotidiano svolto sulle colline di Monte Sole.
È proprio da questo incontro tra memoria storica e responsabilità nel presente che Marzabotto fa discendere il senso della cittadinanza onoraria: ricordare le vittime degli eccidi e, nello stesso tempo, mantenere viva l'attenzione sui diritti umani, sulla legalità internazionale e sulla necessità di prevenire nuove violenze.
«Qui ci sono mani disposte ad alimentare il fuoco della Memoria», è la frase con cui il Comune conclude il proprio messaggio, trasformando il riconoscimento ad Albanese in un ulteriore richiamo al ruolo che Marzabotto intende svolgere come luogo della memoria, del dialogo e della cultura della pace.
6 commenti:
SPREGEVOLE COME I SUOI AMICHETTI ISLAMISTI
(Il Giornale)
Francesca Albanese a Modena, a 300 metri dal luogo dell'attentato di El Koudri, liquida la strage così:
«Non vivo in Italia, non seguo la cronaca.»
Poi un sorrisetto al nome dell'avvocato.
https://www.youtube.com/watch?v=XKGDoRyYrCs
a Modena A Modena la delegata Onu ha celebrato l'attentatore islamico invece di commemorare le sue vittime. Che vanto averla fatta cittadina onoraria! Vergogna!
Guardate che l'episodio di Modena, non è stato considerato dal ministero degli interni, un atto terroristico di matrice islamica ma di un atto compiuto da una persona con seri problemi psichiatrici. Dovreste documentarvi meglio... E se la Albanese ha accusato qualcuno del massacro di Gaza, non si trattava del popolo ebraico ma del governo di Israele, che è cosa ben diversa. Io non lo so ma leggendo certi commenti pare che la soluzione ai conflitti di quell'area sia solo quella di STERMINARE tutti gli islamici e che ciò sia legittimo. Ma vi pare possibile?
Anonimo delle 20.18, non so se offenderti o cosa altro fare, l'attentatore di modena è stato dichiarato sano di mente per questo siamo in presenza di un attacco terroristico, lo sanno tutti, tu sei il male del mondo e andresti estirpato.
@9:26 se attingi le "informazioni" dal Giornale, da Libero o dal Tempo, capisco da dove deriva il tuo bug intellettivo. A Modena si è trattato di un atto di uno squilibrato accertato. Così come è una bufala che la Albanese abbia sventolano la bandiera di Hamas, quando invece si trattava della bandiera Palestinese. Il fatto che tu auspichi che uno che non la pensa come te debba essere estirpato ti qualifica. Augurarti buona vita è inutile, visto che con quella testa non avrai mai una buona vita...
Immenso rammarico per questa scelta, che offende la memoria di chi ha difeso e onorato il Nostro Paese. Pensare che i nostri cari defunti che vegliano da Monte Sole abbiano dovuto assistere al triste spettacolo di dare la cittadinanza a chi appoggia il terrorismo, a chi appoggia seguaci di un credo disumano, fa disgusto. Avanti così, roviniamo tutto
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