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sabato 19 luglio 2025

Vergato, la Polizia Locale risponde ai dubbi sulla sosta in via Aldo Moro



La Polizia Locale di Vergato replica alle osservazioni sollevate da Dubbio in merito alla nuova regolamentazione della sosta in via Aldo Moro, chiarendo alcuni punti fondamentali.

Innanzitutto, gli agenti precisano che l’ordinanza che disciplina la sosta con disco orario è dettagliata ed esaustiva, è la 113. L’area in questione, viene sottolineato, è di proprietà comunale e non privata a uso pubblico: spetta quindi al Comune stabilirne l’utilizzo e le relative modalità.

In merito ad alcune osservazioni specifiche, la Polizia Locale puntualizza quanto segue:

·         Parcheggi per disabili: la normativa nazionale prevede un posto riservato ogni 25. Considerato che l’area interessata dispone di 7-8 posti auto, non sussiste l’obbligo di prevedere una sosta per disabili in questa sede.

·         Stalli per motocicli: la legge non impone la realizzazione di parcheggi dedicati ai motocicli. In alcune grandi aree di sosta può essere prevista, per motivi di opportunità, una sezione dedicata, ma non vi è alcun obbligo normativo al riguardo.

·         Sospensione del disco orario nella pausa pranzo: questa proposta, già applicata con successo nei parcheggi a pagamento, non risulta attuabile in presenza del disco orario, per ragioni tecniche e di controllo e non ci sono precedenti.

La Polizia Locale conclude confermando che le scelte adottate sono in linea con la normativa vigente e con criteri di equità e funzionalità, nell’interesse della collettività.

venerdì 18 luglio 2025

Vergato, dubbi e perplessità sulla nuova regolamentazione della sosta in via Aldo Moro

 


di Dubbio


Sta sollevando interrogativi e critiche la recente proposta di regolamentazione della sosta in via Aldo Moro, a ridosso di un edificio che ospita un ufficio pubblico. La scelta dell'amministrazione di rendere fruibile un'area privata ad uso pubblico, pur muovendosi nell’ottica di offrire un servizio alla cittadinanza, lascia aperti numerosi quesiti che rischiano di compromettere l’efficacia e l’equità del provvedimento.

In primo luogo, ci si chiede perché non siano stati previsti stalli riservati a persone con disabilità, nonostante la presenza di un ufficio che eroga servizi al pubblico e che quindi dovrebbe essere accessibile in modo equo a tutti i cittadini. La mancanza di almeno uno spazio dedicato, opportunamente segnalato e dimensionato, rappresenta un potenziale ostacolo al diritto alla mobilità e all’accesso ai servizi.

Un’altra criticità riguarda l’assenza di aree di sosta dedicate a ciclomotori e motocicli. Considerando l’aumento dell’uso di mezzi a due ruote, anche nei piccoli centri, sarebbe stato opportuno riservare almeno uno o due stalli per questa tipologia di veicoli, riducendo così anche la pressione sulla sosta per le auto.

Ma non è tutto. La segnaletica attualmente installata solleva ulteriori dubbi di legittimità e chiarezza. Il cartello che regolamenta la sosta è infatti posizionato solo a fianco di uno degli stalli, senza un pannello integrativo dotato di frecce bidirezionali che ne estenda chiaramente la validità a tutta l’area. Questo potrebbe generare confusione tra gli utenti, che – non vedendo alcun cartello vicino agli altri stalli – potrebbero legittimamente ritenere di trovarsi in una zona di sosta libera. In situazioni come queste, il rischio di sanzioni contestate o ricorsi è tutt’altro che remoto, soprattutto per chi, preso dalla necessità di accedere rapidamente all’ufficio, può tralasciare i dettagli della segnaletica.

Vi sono poi alcune proposte concrete di modifica al regolamento che meriterebbero di essere prese in considerazione:

1. Estensione del tempo di sosta regolamentata da 60 a 90 minuti: alcune pratiche amministrative richiedono tempi più lunghi, e prolungare la durata della sosta permetterebbe di evitare interruzioni o uscite anticipate che finirebbero per rallentare il servizio e penalizzare anche gli altri utenti in attesa.

2. Adattamento della fascia oraria di applicazione della sosta a disco orario: la regolamentazione dovrebbe coincidere con gli effettivi orari di apertura degli uffici. Applicare le restrizioni anche durante i giorni festivi o nelle ore di chiusura – come la pausa pranzo – appare privo di senso e rischia di creare inutili disagi.

Alla luce di queste osservazioni, l’auspicio è che l’amministrazione comunale voglia aprire un confronto costruttivo con i cittadini e rivedere alcuni aspetti della regolamentazione in modo da renderla più funzionale, inclusiva e coerente con le reali esigenze dell’utenza.