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martedì 20 maggio 2025

Maxi sequestro della Guardia di Finanza: oltre 7.000 prodotti illegali durante il Gran Premio di Imola

 



Oltre 7.000 articoli irregolari sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Bologna durante il Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna, tenutosi dal 16 al 18 maggio all’“Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari” di Imola, evento che ha attirato oltre 240 mila spettatori.

I Finanzieri, impegnati in attività di ordine pubblico e di polizia economico-finanziaria, hanno intensificato i controlli nell’area circostante l’autodromo, portando alla luce numerose violazioni in materia di sicurezza dei prodotti.

Il sequestro ha riguardato souvenir vari – tra cui bandiere, laccetti portadocumenti, calamite, stampe grafiche, bigiotteria e persino biglietti d’ingresso non validi – tutti privi delle informazioni obbligatorie previste dalla normativa vigente. Gli articoli, venduti da soggetti di varie nazionalità (italiana, ungherese, austriaca, ecc.), avrebbero fruttato un profitto illecito stimato in circa 15.000 euro.

I responsabili sono stati segnalati alla Camera di Commercio di Bologna per violazioni agli articoli 6, 7, 9 e 11 del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), punite con sanzioni amministrative comprese tra 516 e 25.823 euro.

Nel corso dell’operazione, sono state inoltre contestate violazioni delle ordinanze sindacali emesse in occasione del Gran Premio. In particolare, è stata scoperta la vendita abusiva su suolo pubblico di 673 stampe grafiche, per un valore di circa 7.000 euro.

L’operazione conferma l’impegno della Guardia di Finanza nel contrastare la commercializzazione di prodotti non conformi agli standard europei e nazionali, tutelando la salute dei consumatori e garantendo condizioni eque per gli operatori economici.

martedì 28 giugno 2022

Soldi 'Ndrangheta investiti all'estero, maxi sequestro

Ai domiciliari un 'faccendiere' di 52 anni

Denaro 'sporco', riconducibile agli affari della cosca di 'ndrangheta degli Iamonte, reinvestito nel Nord Italia e soprattutto all'estero, fra la Svizzera, la Bulgaria e la Romania, dove erano state acquistate anche due centrali idroelettriche.

È il quadro ricostruito dalla Guardia di Finanza a conclusione dell'indagine 'Black fog', condotta dal nucleo di polizia economico finanziaria di Bologna e coordinata dalla Dda bolognese con i magistrati Francesco Caleca e Flavio Lazzarini.

    Si tratta di un nuovo filone dell'operazione 'Nebbia calabra' contro la criminalità organizzata, svolta nel 2018 dagli stessi finanzieri. Sono quattro le persone indagate per trasferimento fraudolento di valori, tra i quali colui che è ritenuto il 'dominus' del vasto giro d'affari illegale: un faccendiere italiano di 52 anni, già arrestato alla fine del 2018 a Bologna sempre dalle Fiamme Gialle, che gli avevano sequestrato beni per oltre 8 milioni, compresa una rivendita di tabacchi nel centro commerciale Pilastro. Questa volta, tra i beni sottoposti a sequestro preventivo ci sono il capitale sociale di una società italiana, il saldo di due conti correnti esteri (uno in Romania e uno in Svizzera) fino alla concorrenza di 15 milioni, le quote societarie di due imprese in Romania, tre conti correnti e due immobili a Sofia, in Bulgaria. A carico del 52enne, attualmente residente in Svizzera, il Tribunale di Bologna ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari.