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mercoledì 25 marzo 2015

Galeazzo Bignami aggredito al 'campo nomadi': I capifamiglia dell'area di sosta di via Allende a Casalecchio, chiedono scusa, ma danno anche la loro versione.



Da Bologna Today

"Siamo molto dispiaciuti per quanto è accaduto domenica, in primis il padre di famiglia che ha commesso il gesto chiede scusa". I capifamiglia dell'area di sosta di via Allende a Casalecchio, chiedono scusa per l'aggressione al Consigliere di Forza Italia Galeazzo Bignami, e ammettono di aver "sbagliato enormemente ricorrendo alla violenza. Ci prendiamo la responsabilità di essere in errore in quanto la violenza non è giustificabile per alcun motivo".

Nessuna giustificazione ma i nomadi, "che nomadi non sono piu'", precisa il sindaco di Casalecchio, Massimo Bosso, sostengono di non avere alcun "tipo di protezione nei confronti di quanti passando lungo la strada adiacente si sentono autorizzati ad esprimere insulti verbali nei nostri confronti". Si sentono esposti ad atti discriminatori e vivono "costantemente nella paura che le ingiurie si trasformino in azioni concrete", spiegano nella lettera diffusa dal Comune di Casalecchio e in cui invitano a "scorrere le pagine di Facebook o Twitter e leggere i commenti successivi all'episodio di domenica per comprendere il livello di intolleranza di cui siamo vittime".

LA VERSIONE DEI CAPIFAMIGLIA. Quando domenica in via Allende è stata avvistata l'auto da cui è sceso il guidatore per fare delle foto con il suo telefonino "Noi abbiamo pensato che fotografasse i bambini seduti nel prato. Un residente gli ha chiesto se aveva bisogno di qualcosa. Il signore non ci ha risposto e continuava a fare fotografie. Dopo l'ennesima richiesta di spiegazione ha risposto dicendo di non avere bisogno di niente dandoci dei 'coglioni'. Dopo di che è andato via. Uno di noi l'ha rincorso per chiedere cosa volesse fare con le foto dei bambini. La risposta che ha ricevuto è stata che lui poteva fare tutto ciò che voleva". E' finita con lo schiaffo, seguito però da immediate scuse. Secondo la versione dei capifamiglia a Bignami sarebbe anche stato spiegato che bastava presentarsi e "non ci sarebbe stato nessun equivoco". Ad ogni modo, scrivono i residenti, "ribadiamo di aver sbagliato" consapevoli che "la violenza e le ingiurie non facilitano la conoscenza e la convivenza pacifica, pertanto al fine di favorire la conoscenza invitiamo il consigliere a fare una visita al nostro campo".
IL CAMPO DI CASALECCHIO Anche il Sindaco di Casalecchio chiede di abbassare i toni e precisa che quello non è più un campo nomadi ma un posto di "famiglie italiane residenti, 37 persone di cui 16 minori che frequentano le nostre scuole". E aggiunge: "Quello che sottolineo fortemente è quindi che non ha più senso investire sul mantenimento o la ristrutturazione di questi spazi, bensì sui percorsi di uscita dei residenti per arrivare a una chiusura definitiva della struttura. Noi abbiamo già avviato questo percorso nel passato mandato - tre famiglie sono già uscite e una uscirà a breve - ma per accelerarlo abbiamo bisogno di un investimento serio della Regione. Non chiediamo finanziamenti a pioggia, ma contributi mirati su progetti concreti per dare una possibilità di autonomia a chi si comporta bene, ha un lavoro o lo cerca, è autosufficiente".
Casalecchio ha scelto di non utilizzare i finanziamenti regionali che aveva ottenuto per la ristrutturazione del campo (a fronte di una compartecipazione economica anche da parte del Comune), "perchè il nostro obiettivo è smantellarlo. Per questo ci auguriamo che tali fondi possano essere riconvertiti su progetti di autonomia dei residenti e superamento delle aree sosta". I sindaci, aggiunge Bosso, "con le loro comunità non vanno lasciate sole in questo complesso percorso di integrazione".
In Regione, intanto, Tommaso Foti (Fdi) chiede di accelerare la discussione sul suo progetto di legge per la chiusura dei campi nomadi: "Non è ancora stato iscritto all'ordine del giorno della commissione", ma "se qualcuno pensa d'insabbiarla o di tenerla in naftalina si sbaglia e di grosso. Capisco l'imbarazzo sul punto della sinistra rosso antico, tuttavia i fatti dimostrano e chiaramente che nei campi nomadi nè si aiuta gli ospiti a diventare tolleranti verso gli altri e l'aggressione al consigliere Bignami lo conferma". Anche la vicepresidente della Regione Elisabetta Gualmini ha convenuto sulla necessità di una chiusura e allora, conclude Foti, "non si vede, quindi, perchè a parole, da una parte, la sinistra si dichiari d'accordo nel chiudere il campo nomadi e, dall'altra, non solo li tenga aperta ma continui inopinatamente a finanziarne il funzionamento". (agenzia Dire)

La risposta di Bignami su facebook:

POI LA CHIUDIAMO

I nomadi si scusano per avermi messo le mani addosso. Non per altro.
Non perché da tre anni i cittadini pagano loro acqua, gas, luce al posto loro, per oltre quattrocentomila (400.000!!) euro.
Non perché da anni quel campo è fuori controllo.
Non perché non versano nulla di quanto previsto dalle leggi e dai regolamenti.
Si scusano per il fatto che personalmente reputo meno grave.
Non dicono una parola sulla necessità di rientrare nella legalità, per il banale motivo che non ci pensano neanche.
Per questo dico le scuse non andavo indirizzate a me: hanno sbagliato indirizzo.
Dovevano scrivere ai cittadini di Casalecchio scusandosi perché gravano sulla collettività, perché le bollette di casa mia me le pago come tutti, non le porto in Comune.
E se ci sono delle regole, si rispettano. Punto.