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venerdì 23 aprile 2021

Via Jano di Sasso Marconi chiude per lavori

Divieto di transito dal 26 aprile per lavori di ripristino idrogeologico

Il Comune informa: 


Per consentire lo svolgimento di lavori di sistemazione idrogeologica lungo le vie Iano e San Leo, da lunedì prossimo, 26 aprile, si rende necessario la chiusura al traffico veicolare di Via Iano, per un tratto di circa 150 metri all'altezza del civico 2 nelle seguenti fasce orarie: dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12 e dalle 13 alle 16.30.

Le uniche eccezioni al divieto di transito nella zona interessata dai lavori sono previste per residenti, mezzi di soccorso e di pubblica utilità.

Gli interventi, a cura del Consorzio della Bonifica Renana, si protrarranno fino al 7 maggio.

 Maggiori informazioni nell'Ordinanza emessa dalla Polizia Locale, che riportiamo:

 

martedì 9 maggio 2017

Con il CSI sulle COLLINE DI JANO.

L'invito del CSI per Jano:


 

venerdì 1 maggio 2015

Sasso Marconi. A Jano dopo la 'festa del lavoro', quella 'dell'orienteering'.



Domani, sabato 2 maggio, alla Torre di Jano di Sasso Marconi  si terrà una manifestazione promozionale di Orienteering.
I partecipanti potranno divertirsi all'aria aperta sui diversi percorsi che la bella frazione collinare offre e che garantiranno certamente le  finalità ludiche, motorie e promozionali che gli organizzatori hanno dato alla proposta.

E’ prevista la possibilità di iscriversi sia in gruppi che singoli. La proposta è ideale per bambini e genitori.


martedì 10 marzo 2015

Sasso Marconi. Jano rischia l'isolamento.




C’è molta apprensione da parte dei residenti di Jano di Sasso Marconi per la frana sulla strada comunale che si inerpica lungo la collina provocata dai fatti climatici avvenuti nell’ultimo periodo. Una massa di terra si è staccata dalla facciata rocciosa ed è finita sul tracciato stradale e, premendo con il suo peso  sul guard rail, ha generato il distacco dalla sua base di tutto il pesante getto in cemento armato su cui è ancorato.
La sistemazione richiederà un intervento radicale con il rifacimento di tutta la sponda in muratura che sorregge il parapetto metallico e la realizzazione di alcuni muri di sostegno sulla fiancata della collina per impedire che altre parti rocciose, che già mostrano crepe da distacco, franino pure loro riproponendo il problema.
Il più preoccupato dell’accaduto e del pericolo di distacco è l’unico operatore agricolo rimasto nella frazione, Giancarlo Sassi. Da tempo inutilmente reclama una strada adeguata che permetta ai mezzi agricoli di poter raggiungere la piana di Jano e consentirgli di procedere con il suo lavoro, quello che è la fonte del suo reddito. “ Non solo non si prevede questo tipo di intervento”, accusa Sassi, “si assiste inermi al peggioramento della strada e si mettono ‘pezze’ anziché operare come è ormai indispensabile, in modo radicale”. La sua richiesta cozzerebbe  contro il costo di tale opera e contro l’opinione di coloro, e non sono pochi, che apprezzano lo stato di fatto poiché consente il transito alle automobili e nel contempo dà alla salita sul fianco della facciata rocciosa un aspetto storico e pittoresco.
Non manca chi vede nella frana l’inevitabile e prevedibile conseguenza di scarsa manutenzione alla strada comunale e abbandono del controllo del corso dell’acqua piovana.  “ Pare ormai che la viabilità sia stata definitivamente dimenticata a Sasso Marconi, sia quella secondaria, sia quella primaria”, si lamenta il cittadino. L’unico ente che curava le strade a suo carico era la Provincia, ma è stata soppressa. Chissà cosa ci aspetta ora”. 





Il distacco del muretto di base del guard rail


Le crepe



domenica 31 agosto 2008

Il Sorgo, delizia degli ungulati


A Jano un campo di sorgo è stato devastato dai soliti ungulati: l'agricoltore pensa di abbandonare la coltivazione.

Scorpacciata di ‘sorgo bianco’ a Jano di Sasso Marconi da parte degli ungulati. Il prodotto giunto in questi giorni a maturazione, ha trovato il gradimento degli animali che, in numero elevato, hanno invaso i campi di Giancarlo Sassi e hanno razziato i campi della bella piana. Il danno è elevato poiché manca oltre la metà del prodotto. Il sorgo, utilizzato per l’olio di semi e per mangimi da animali, è evidentemente molto gradito ai cinghiali, cervi e caprioli. Sassi minaccia ora di chiudere l’azienda poiché tutto il suo lavoro è ormai vanificato e il risarcimento del danno, se arriverà, teme sia lontano nel tempo e sarà tale da non coprire l’intero danno. L’agricoltore precisa che questo è l’ultimo di una lunga serie di danni: ha perso infatti gran parte del raccolto di grano e di orzo e per questo guaio il risarcimento danni è ancora lontano. Ciò che più lo avvilisce è il fatto che la sua frazione, per una ordinanza del sindaco, è inibita alla caccia ordinaria. "E’ invece possibile",, spiega Claudio Governi, della Coldiretti, " intervenire per il controllo del numero dei capi fino alla densità stabilita dal piano faunistico provinciale. Una interpretazione troppo prudente che viene data all’ordinanza ha fatto sì che fino ad ora non siano intervenuti ne’ gli agenti della Polizia Provinciale ne’ i selecontrollori e non è stata concessa ‘l’autodifesa’ prevista per gli agricoltori. Tale concessione permette agli agricoltori di intervenire con immediatezza in caso di danni in corso". Governi punta poi il dito contro la Provincia che, oltre ad approvare un piano faunistico venatorio con indicazioni che non soddisfano il mondo agricolo perché partono da una stima ‘bassa’ della presenza dei selvatici, in realtà nei fatti non applica neppure questo. L’ambiente, oltre alla attività dell’uomo, risulta molto compromesso. Sull’argomento interviene anche il direttore provinciale Coldiretti, Roberto Maddè, che sottolinea come ormai tutto il movimento agricolo sia in fermento. "Da molte parti" ha detto, "i nostri associati chiedono interventi incisivi per arrivare finalmente a una soluzione che dia considerazione a chi lavora e che dalla propria attività ricava il reddito per sé e la famiglia".