Il Consiglio comunale approva l’ordine del giorno della maggioranza. Contraria la minoranza: «Una presa di posizione che rischia di allontanare la pace». Pedrelli solleva anche dubbi sulla legittimità dell’iniziativa
Mentre a Casalecchio di Reno è comparso sulla facciata della Casa della Conoscenza lo striscione con la scritta «A Casalecchio nessun* è stranier*», a Sasso Marconi il Comune esporrà sulla facciata del Municipio la bandiera della Palestina accanto a quella della pace. La decisione è stata approvata dal Consiglio comunale, che ha dato il via libera a un ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare di maggioranza.
A illustrare il documento è stato il capogruppo Samuele Gardini ( nella foto), che ha spiegato le finalità dell’iniziativa: esprimere solidarietà alla popolazione civile di Gaza e della Cisgiordania, ribadire il rispetto del diritto internazionale e richiamare la necessità di una pace giusta e duratura in Medio Oriente.
Nel testo approvato, la maggioranza richiama la drammatica escalation del conflitto in Medio Oriente dopo l’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023 contro la popolazione israeliana, sottolineando le conseguenze della spirale di violenza e il pesante bilancio delle vittime civili, in particolare donne e bambini.
Nel testo approvato, la maggioranza richiama la drammatica escalation del conflitto in Medio Oriente dopo l’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023 contro la popolazione israeliana, sottolineando le conseguenze della spirale di violenza e il pesante bilancio delle vittime civili, in particolare donne e bambini.
Il documento denuncia inoltre la catastrofe umanitaria che ha colpito Gaza
e la Cisgiordania e richiama i valori di solidarietà della comunità di Sasso
Marconi, ribadendo la necessità di esprimere vicinanza a tutte le popolazioni
civili coinvolte nella guerra.
Tra i principi riaffermati figurano il diritto del popolo palestinese
all’autodeterminazione e a un proprio Stato, nella prospettiva della soluzione
«due popoli, due Stati», insieme alla condanna di ogni forma di terrorismo,
violenza e ingiustizia contro i civili, ovunque si trovino.
L’ordine del giorno impegna quindi l’amministrazione a esporre la bandiera
palestinese sulla facciata del Municipio, accanto a quella della pace, come
appello visibile per un cessate il fuoco immediato. La bandiera della pace,
inoltre, dovrà rimanere esposta in modo permanente sul Palazzo comunale, quale
simbolo dei valori identitari della comunità.
La proposta ha incontrato la netta opposizione della minoranza, espressa
dal capogruppo Stefano Pedrelli (nella foto).
Pur dichiarando di condividere le critiche e le valutazioni contenute
nell’ordine del giorno sulla situazione in Medio Oriente, Pedrelli ha motivato
il voto contrario con considerazioni di opportunità politica e di legittimità
normativa.
Secondo il capogruppo, esporre la bandiera di una sola delle parti
coinvolte nel conflitto rischia di configurare una presa di posizione politica
che, anziché favorire il dialogo, potrebbe allontanare le prospettive di pace.
Pedrelli ha inoltre sollevato dubbi sulla conformità dell’iniziativa alla
normativa nazionale, sostenendo che le disposizioni vigenti limiterebbero
l’esposizione sugli edifici pubblici alle bandiere ufficiali, a quella
nazionale e a quella europea. A sostegno della propria tesi ha richiamato
l’articolo 8 del decreto del presidente della Repubblica e altre disposizioni
legislative.
Nel suo intervento, il capogruppo della minoranza ha sottolineato la
necessità di riconoscere le sofferenze di entrambe le popolazioni coinvolte nel
conflitto. «Siamo tutti sgomenti dalle sofferenze subite soprattutto dai
bambini palestinesi, ma non dimentichiamo che le medesime sofferenze sono state
inflitte in altri frangenti anche ai bambini israeliani», ha affermato
Pedrelli.
A suo giudizio, un messaggio di pace avrebbe dovuto prevedere l’esposizione
congiunta delle bandiere israeliana e palestinese insieme a quella della pace,
per ribadire la necessità di un impegno rivolto a entrambe le parti. «Un
messaggio di pace vero e reale sarebbe stato quello delle due bandiere legate
assieme con la bandiera della pace», ha sostenuto, indicando nella ricerca di
una soluzione condivisa l’obiettivo da perseguire per porre fine alle
sofferenze di due popoli segnati da anni di conflitto.
Pedrelli ha infine richiamato i rischi legati alla crescente polarizzazione
del dibattito pubblico, esprimendo preoccupazione per il ritorno di sentimenti
antisemiti in Italia e per le possibili conseguenze di una scelta che considera
politicamente divisiva.
Nel suo intervento ha inoltre fatto riferimento ai rischi connessi alla
radicalizzazione religiosa e agli episodi di matrice fondamentalista,
sostenendo che l’esposizione della bandiera potrebbe essere interpretata come
un sostegno politico suscettibile di alimentare ulteriori tensioni.
Una posizione che si contrappone a quella della maggioranza: per
quest’ultima, le bandiere rappresentano un richiamo alla solidarietà verso la
popolazione civile palestinese, al rispetto del diritto internazionale e alla
necessità di una pace giusta e duratura; per la minoranza, invece, un simbolo
di pace dovrebbe mantenere una funzione inclusiva, senza apparire come un
sostegno esclusivo a una delle parti in conflitto.



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