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mercoledì 15 marzo 2023

Gli operatori dei ‘beni comuni di Sasso Marconi’ presentano il consuntivo annuale

 

Il Comune informa:

Domani, giovedì 16 marzo, alle  18.30, nel  Centro sociale di Borgonuovo, si terrà un incontro informativi sulle attività svolte dai gestori de ‘ I 'Beni Comuni' di Sasso Marconi’.

Evento dedicato ai volontari che si prendono cura dei Beni Comuni di Sasso Marconi. I cittadini, una ventina in tutto, che hanno siglato un Patto di Collaborazione con il Comune, presenteranno le azioni di cura del territorio realizzate lo scorso anno.

Un momento di incontro e restituzione del lavoro svolto nell'ambito dei percorsi partecipativi attivati con l’entrata in vigore del Regolamento per la gestione dei Beni Comuni.

Approvato dal Consiglio comunale nel dicembre 2020, il Regolamento disciplina le modalità di partecipazione volontaria ai processi di cura dei beni patrimonio della collettività (parchi, aree verdi, spazi pubblici ecc.), individuando nei Patti di Collaborazione lo strumento con cui regolamentare i diversi interventi. Molti sono stati effettuati nei mesi scorsi, altri sono in cantiere: i protagonisti racconteranno le attività svolte, così preziose per il decoro e la cura della città.

Introduce l'Assessora all'Ambiente Irene Bernabei, partecipa il sindaco Roberto Parmeggiani. Momento conviviale finale offerto dai volontari del Centro sociale.


sabato 18 dicembre 2021

Sasso Marconi. Beni Comuni… un anno dopo!

Presentati gli interventi di cura del territorio effettuati grazie ai Patti di Collaborazione siglati tra cittadini e Amministrazione comunale


I firmatari dei Patti di Collaborazione presenti all'incontro di ieri assieme al sindaco Roberto Parmeggiani, all'Assessora alla Partecipazione Irene Bernabei e ad altri cittadini impegnati volontariamente nelle attività di cura del territorio

In  un incontro pubblico nel Salone delle Decorazioni del borgo di Colle Ameno, sono stati presentati gli interventi di cura e gestione del territorio realizzati nell'ambito dei percorsi partecipativi attivati dall'Amministrazione comunale.

Un anno fa il Consiglio comunale di Sasso Marconi approvava il Regolamento per la gestione dei Beni Comuni: un documento che offre a cittadini, associazioni e imprese la possibilità di partecipare ai processi di cura dei beni patrimonio della collettività (parchi, aree verdi, spazi pubblici ecc.) attraverso la sottoscrizione di appositi Patti di Collaborazione con il Comune.

Dal dicembre 2020 ad oggi sono stati attivati 18 Patti di Collaborazione; alcuni dei firmatari sono intervenuti nell'incontro di ieri, raccontando la loro esperienza e presentando il lavoro svolto in questi mesi.

La maggior parte dei Patti attivati riguarda la cura del verde pubblico e la manutenzione di spazi verdi tra cui il parco dell'Olivetta e il campo sportivo della frazione di Tignano-Roma (referenti sono rispettivamente Bruna Tadolini e Paolo Tonelli), l’area verde in località Battedizzo e le aiuole, fioriere e i giardini del capoluogo, affidati alle cura di Teresa Ventura (ex dipendente comunale che ha siglato anche un secondo Patto per il supporto alla gestione dei punti distribuzione sacchi per la raccolta differenziata). Durante l'incontro di ieri è stato tra l'altro siglato un nuovo Patto - il firmatario è Andrea Ferri - per la manutenzione del parco di via Iara, a Borgonuovo.

Tra le attività disciplinate dai Patti di Collaborazione c'è anche la tutela dell'ambiente attraverso la piantumazione di nuovi alberi nei parchi cittadini e periodiche campagne di sensibilizzazione  e  raccolta  rifiuti: diverse le iniziative attivate durante l'anno grazie all'impegno assunto, tra gli altri, da Giuseppe Catania per il Gruppo "Bologna Ripuliamoci", da Eleonora Storari e Thomas Morselli di "Plastic Free" e da Ferdinant Rodakaj per la raccolta di mozziconi di sigaretta.

Tra i Patti siglati, ce ne sono infine due che riguardano l'ambito sportivo e culturale: quelli sottoscritti con Enrico Regazzi e Francesco Venturi rispettivamente per la manutenzione dello Skate Park e la gestione dei muri palestra per i writer

I Patti di Collaborazione attivi a Sasso Marconi sono raccolti e consultabili in una sezione dedicata sul sito internet del Comune (al link https://bit.ly/3yyaH2G), che viene implementata con i Patti via via sottoscritti.
 

A queste esperienze si aggiunge poi l’attività prestata in forma non strutturata da singoli cittadini o gruppi come la Pro Loco Borgo Fontana, che con i suoi volontari partecipa alle attività di cura degli spazi verdi e del playground del borgo.

“Fa davvero molto piacere vedere come tante persone siano disposte a impegnarsi per la cura del territorio, dei suoi spazi verdi e dei suoi luoghi di uso comune: beni pubblici, che appartengono a tutti noi", ha commentato il sindaco Roberto Parmeggiani. "La partecipazione attiva è una risorsa preziosa per la città, continueremo a incentivarla e supportarla con gli strumenti offerti dal Regolamento per la gestione dei Beni Comuni”. 

mercoledì 15 dicembre 2021

A Sasso Marconi, il sunto sui Beni Comuni… un anno dopo!

Domani, giovedì 16 dicembre, alle 18, nel  Borgo di Colle Ameno, presentazione degli interventi svolti nell’ambito  del Regolamento comunale per la gestione dei Beni Comuni


Il Comune informa:  

 Il 16 dicembre 2020 il Consiglio comunale di Sasso Marconi approvava il Regolamento per la gestione dei Beni comuni, un documento che consente a cittadini, associazioni e imprese di partecipare ai processi di cura dei beni patrimonio della collettività (come parchi, aree verdi, spazi pubblici e altri luoghi di uso comune).

A un anno di distanza dall’approvazione, l’Amministrazione comunale organizza un incontro pubblico in cui fare il punto della situazione e aggiornare i cittadini sugli interventi realizzati.

L’appuntamento è per domani, giovedì 16 dicembre alle 18 presso il Salone delle Decorazioni del Borgo di Colle Ameno dove, dopo l’introduzione del sindaco Roberto Parmeggiani e  dell’assessora all’ambiente Irene Bernabei, la parola passerà  ai firmatari dei Patti di Collaborazione, che racconteranno la loro esperienza presentando il lavoro svolto in questi mesi.


Dal dicembre 2020 ad oggi sono stati sottoscritti 18 Patti, che hanno sancito l’avvio di percorsi partecipativi finalizzati alla cura del verde pubblico, alla tutela dell’ambiente attraverso specifiche campagne di sensibilizzazione e raccolta rifiuti e alla manutenzione e riqualificazione urbana di luoghi e spazi di uso comune (tra cui lo Skate Park e i muri palestra per i writer). 

L’ingresso è libero con Green Pass

sabato 23 maggio 2020

Lettera ai Parlamentari italiani del Comitato Rodotà


Affinchè si agisca, con prontezza ed urgenza, per la riforma del Codice Civile che introduce la categoria dei Beni Comuni, a beneficio delle generazioni future.


Dante Franchi ha inviato la lettera ai parlamentari:

L’attuale situazione di emergenza sanitaria e la ricerca dei percorsi per superarla pongono al centro dell’azione politica il grande tema dei beni comuni, cioè di quei beni che sono funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali e dei doveri di solidarietà: dalla salute alla cura, dalla conoscenza all’istruzione, dal lavoro all’ambiente, dal cibo all’abitazione, dall’informazione alla riservatezza.
 
Nel corso del 2019 il Comitato popolare “Stefano Rodotà”, sorto a difesa dei beni pubblici e comuni, ha raccolto e depositato in Parlamento le firme necessarie per la proposta di legge di iniziativa popolare che riprende integralmente lo schema elaborato nel 2008 dalla nota Commissione Ministeriale presieduta dal grande giurista sulla base di una riflessione collettiva alla quale avevano partecipato eminenti studiosi ed esperti di diverse discipline ed esperienze. La raccolta di firme ha positivamente sollecitato la presentazione di altre proposte sia alla Camera che al Senato. Tali iniziative hanno tutte l’obiettivo di inserire formalmente i beni comuni nel nostro ordinamento e in particolare nel codice civile.
 
Sta al Parlamento indicare le nuove strade da intraprendere: tra queste, ad avviso del Comitato Rodotà, vi è quella che comporta l’approvazione della legge sui beni comuni. Siamo oggi a un bivio fondamentale: forte, per un verso, è la tentazione di ripristinare la situazione di normalità precedente alla pandemia; sempre più diffusa, per altro verso, è la convinzione che nulla potrà essere come prima, che la cosa pubblica non potrà continuare a essere gestita come se nulla fosse successo. Ci attende un lungo periodo in cui dovremo modificare profondamente i nostri comportamenti e guardare con occhi diversi sia ai rapporti umani, anche nel ricordo del sacrificio di tante persone generose, sia ai temi dello sviluppo, nella consapevolezza che le pandemie traggono origine dalla violazione della natura, della terra e, appunto, dei beni comuni.
La legge sui beni comuni sarebbe in grado di rispondere positivamente alla pressante domanda sociale di partecipazione a quei beni che devono essere goduti da tutte le persone perché soddisfano i loro bisogni profondi i quali corrispondono a diritti fondamentali e rendono esigibili i doveri inderogabili di solidarietà cui presiede la nostra Costituzione come anche dalle più importanti Carte costituzionali sovranazionali. Nello stesso tempo troverebbero risposta le richieste che vengono poste dagli innumerevoli comitati civici sorti in questi anni per tutelare singoli beni e che esprimono non già, come a volte semplicisticamente si ritiene, un atteggiamento egoistico, ma l’esigenza di costruire insieme un mondo più vivibile per noi e per le generazioni che verranno.
Attribuire rilevanza giuridica ai beni comuni da parte del Parlamento italiano avrebbe una rilevanza ancor più generale. Nel momento in cui la pandemia sta accrescendo la sensibilità dell’opinione pubblica nei confronti delle questioni planetarie l’Italia con la sua legge potrebbe offrire un’indicazione preziosa per la cura del genere umano e del pianeta: dalla foresta amazzonica bruciata alle terre indigene rapinate, dall’inquinamento degli elementi fondamentali (acqua, aria, terra) al cambiamento climatico, dalle sementi ai farmaci salvavita il cui accesso a causa dei brevetti viene impedito ai più poveri e spesso a intere popolazioni così come rischia di accadere tra breve nel caso dei farmaci e dei vaccini per far fonte al Covid 19.
Ci rivolgiamo a Voi rappresentanti del popolo italiano perché la legge sui beni comuni venga discussa e approvata. Per parte nostra ci mettiamo a disposizione con la nostra esperienza, la nostra documentazione, le nostre idee: saremmo ben lieti di rispondere alle Vostre richieste.

Ugo Mattei Presidente Comitato Rodotà
Alberto Lucarelli Vice Presidente Comitato Rodotà
Giacomo Marramao Presidente del Comitato scientifico Soc. Coop. “Stefano Rodotà”

giovedì 9 aprile 2015

Marzabotto, assemblea pubblica perchè 'l'acqua rimanga del sindaco'.



Di Dante Franchi

L'Amministrazione Comunale di Marzabotto, dopo aver rinviato la discussione sul punto già inserito nell'ultimo Consiglio Comunale, ha convocato per venerdì prossimo 10 aprile, alle 20.30 nella sala consiliare del municipio,  una assemblea pubblica per dare voce alla comunità locale, sul progetto di ulteriore privatizzazione del bene acqua.
Nel referendum del 2011, il 96,3% dei votanti del comune di Marzabotto, nel segreto dell'urna, ha detto che L'ACQUA è un BENE COMUNE e deve essere sottratto ai meccanismi del profitto privato.
Proprio in questi giorni invece, anche la nostra Amministrazione Comunale viene chiamata, da chi vuole scippare la volontà popolare, a votare una ulteriore e pressoché definitiva privatizzazione di questo fondamentale bene comune.
Allora credo sia giusto ricordare alla nostra Amministrazione, nata sul profondo rispetto della trasparenza e della volontà popolare, che A MARZABOTTO VOGLIAMO L'ACQUA DEL SINDACO E NON L'ACQUA DELLA BORSA!
Questi Cittadini auspicano ovviamente che la loro  Amministrazione ed i loro Sindaco DIFENDANO GELOSAMENTE la volontà popolare espressa con il voto nel referendum, recuperando anche per questa occasione lo spirito ed il coraggio politico che tanto fu' apprezzato dalla nostra Comunità nel 2009.




domenica 16 marzo 2014

A MARZABOTTO per ‘COSTITUZIONE, RAPPRESENTANZA E DEMOCRAZIA, LAVORO E DIRITTI, ACQUA E BENI COMUNI’.



‘COSTITUZIONE, RAPPRESENTANZA E DEMOCRAZIA,  LAVORO E DIRITTI, ACQUA E BENI COMUNI ‘ sono  gli argomenti al centro dell'ASSEMBLEA POPOLARE che si terrà  domenica 30 marzo a Marzabotto alle 15 presso il Teatro Comunale.
Gli organizzatori hanno  accompagnato l’invito a partecipare con queste precisazioni:

Il 12 ottobre scorso decine di migliaia di persone hanno manifestato a Roma per difendere la Costituzione dal tentativo di stravolgerla sospendendo l'efficacia dell'articolo 138.

Se questo pericoloso disegno è stato momentaneamente accantonato, permangono tuttavia prospettive di riforme insidiose e confuse. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionali alcuni determinanti aspetti della legge elettorale, giudicandoli in contrasto con tutti i principi della democrazia rappresentativa, anche la bozza per la nuova  legge elettorale, condivisa da Renzi e Berlusconi ma fortemente contestata da molti autorevoli costituzionalisti, non risolve ed anzi accentua gli aspetti negativi dell'incostituzionale Porcellum.

Ma questa compressione della rappresentanza e della democrazia a cosa serve?

E i prospettati cambiamenti della costituzione a quale logica rispondono?

Noi pensiamo che sia in atto un tentativo di restringere la democrazia al fine di poter imporre ricette politiche impopolari, senza dover tenere in alcun modo conto del dissenso e opposizione dei cittadini.
       Il contesto Europeo vede già lo strapotere di istituzioni non elette e non democratiche come BCE, FMI ecc. funzionali ad imporre politiche di austerità e privatizzazioni col ricatto finanziario ad interi paesi e comunità.

Ma la compressione della democrazia, avviene quotidianamente ed in modo sistematico; ne sono l'esempio i lavoratori sotto ricatto a causa delle minacce di delocalizzazione, un panorama sempre crescente di precarietà, un sistema degli appalti al massimo ribasso.
Con una disoccupazione che ha ormai assunto le dimensioni di fenomeno di massa, si cerca di imporre riduzione dei diritti individuali e collettivi, del reddito, della sicurezza. Ai sindacati che non piegano la testa, vengono sequestrati i diritti di agibilità sindacale e di contrattazione. La costituzione viene stracciata nei fatti.

Ai 26 milioni di cittadini che hanno votato al referendum contro le privatizzazioni dell'acqua e dei servizi pubblici locali, contro la mercificazione dell'acqua, che rappresenta un diritto vitale riconosciuto dall'assemblea dell'ONU, si risponde rilanciando le privatizzazioni e confermando il profitto in bolletta.

Gli Enti locali, strangolati dal patto di stabilità e dalla distruzione dei meccanismi di finanza pubblica, come ad esempio lo stravolgimento della Cassa Depositi e Prestiti sostanzialmente privatizzata, sono costretti a tagliare i servizi e a privatizzare ed esternalizzare la gestione dei servizi pubblici, ad alienare il patrimonio pubblico e ad usare l'urbanizzazione e l'edificazione dei suoli per aumentare le entrate. I cittadini non potranno più decidere nulla sulle questioni decisive per le loro comunità ed il loro territorio. Sarà una società locale senza democrazia e senza voce.

Per questi motivi e per contrastare questi processi riteniamo sia necessario mettere al centro dell'iniziativa la questione democratica e l'attuazione della Costituzione.
L'Assemblea del 30 marzo a Marzabotto  rilancia il percorso de “LA VIA MAESTRA”, avviato nell'ottobre scorso a Roma,  con l'obiettivo di far dialogare associazioni, sindacati, movimenti e singoli cittadini, che nelle loro identità ed esperienze diverse costruiscono progettualità ed insieme possono imporre una diversa agenda politica per l'Italia e l'Europa.
Ciao Francesco, ti invio gli allegati con cui si preannuncia una iniziativa di notevole importanza che si terrà a Marzabotto il 30 marzo.
io ti invio i Volantini dai quali credo si evinca con sufficiente chiarezza di cosa si tratta, ma puoi naturalmente commentare la cosa come più ritieni opportuno, ove tu ritenga di caricare l'informazione.
Per ragioni di opportunità, ove necessario, gli unici soggetti da citare sono il "Comitato Voci delle Resistenze" di Marzabotto e il "Comitato Provinciale acqua bene pubblico di Bologna", senza nomi di persone.