‘COSTITUZIONE, RAPPRESENTANZA E DEMOCRAZIA, LAVORO E DIRITTI, ACQUA E BENI COMUNI ‘ sono gli argomenti al centro dell'ASSEMBLEA
POPOLARE che si terrà domenica 30 marzo
a Marzabotto alle 15 presso il Teatro Comunale.
Gli organizzatori hanno accompagnato l’invito a partecipare con queste
precisazioni:
Il 12
ottobre scorso decine di migliaia di persone hanno manifestato a Roma per
difendere la Costituzione dal tentativo di stravolgerla sospendendo l'efficacia
dell'articolo 138.
Se questo pericoloso disegno è stato momentaneamente accantonato, permangono
tuttavia prospettive di riforme insidiose e confuse. Dopo la sentenza della
Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionali alcuni determinanti
aspetti della legge elettorale, giudicandoli in contrasto con tutti i principi
della democrazia rappresentativa, anche la bozza per la nuova legge
elettorale, condivisa da Renzi e Berlusconi ma fortemente contestata da molti
autorevoli costituzionalisti, non risolve ed anzi accentua gli aspetti negativi
dell'incostituzionale Porcellum.
Ma questa compressione della rappresentanza e della democrazia a cosa serve?
E i prospettati cambiamenti della costituzione a quale logica rispondono?
Noi pensiamo che sia in atto un tentativo di restringere la democrazia al fine
di poter imporre ricette politiche impopolari, senza dover tenere in alcun modo
conto del dissenso e opposizione dei cittadini.
Il contesto Europeo vede già lo strapotere di
istituzioni non elette e non democratiche come BCE, FMI ecc. funzionali ad
imporre politiche di austerità e privatizzazioni col ricatto finanziario ad
interi paesi e comunità.
Ma la compressione della democrazia, avviene quotidianamente ed in modo
sistematico; ne sono l'esempio i lavoratori sotto ricatto a causa delle minacce
di delocalizzazione, un panorama sempre crescente di precarietà, un sistema
degli appalti al massimo ribasso.
Con una disoccupazione che ha ormai assunto le dimensioni di fenomeno di massa,
si cerca di imporre riduzione dei diritti individuali e collettivi, del
reddito, della sicurezza. Ai sindacati che non piegano la testa, vengono
sequestrati i diritti di agibilità sindacale e di contrattazione. La
costituzione viene stracciata nei fatti.
Ai 26 milioni di cittadini che hanno votato al referendum contro le
privatizzazioni dell'acqua e dei servizi pubblici locali, contro la
mercificazione dell'acqua, che rappresenta un diritto vitale riconosciuto
dall'assemblea dell'ONU, si risponde rilanciando le privatizzazioni e
confermando il profitto in bolletta.
Gli Enti locali, strangolati dal patto di stabilità e dalla distruzione dei
meccanismi di finanza pubblica, come ad esempio lo stravolgimento della Cassa
Depositi e Prestiti sostanzialmente privatizzata, sono costretti a tagliare i
servizi e a privatizzare ed esternalizzare la gestione dei servizi pubblici, ad
alienare il patrimonio pubblico e ad usare l'urbanizzazione e l'edificazione
dei suoli per aumentare le entrate. I cittadini non potranno più decidere nulla
sulle questioni decisive per le loro comunità ed il loro territorio. Sarà una
società locale senza democrazia e senza voce.
Per questi motivi e per contrastare questi processi riteniamo sia necessario
mettere al centro dell'iniziativa la questione democratica e l'attuazione della
Costituzione.
L'Assemblea del 30 marzo a Marzabotto rilancia il percorso de “LA
VIA MAESTRA”, avviato nell'ottobre scorso a Roma, con l'obiettivo di
far dialogare associazioni, sindacati, movimenti e singoli cittadini, che nelle
loro identità ed esperienze diverse costruiscono progettualità ed insieme
possono imporre una diversa agenda politica per l'Italia e l'Europa.
Ciao
Francesco, ti invio gli allegati con cui si preannuncia una iniziativa di
notevole importanza che si terrà a Marzabotto il 30 marzo.
io
ti invio i Volantini dai quali credo si evinca con sufficiente chiarezza di
cosa si tratta, ma puoi naturalmente commentare la cosa come più ritieni
opportuno, ove tu ritenga di caricare l'informazione.
Per
ragioni di opportunità, ove necessario, gli unici soggetti da citare sono il
"Comitato Voci delle Resistenze" di Marzabotto e il "Comitato
Provinciale acqua bene pubblico di Bologna", senza nomi di persone.