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lunedì 28 marzo 2016

Marzabotto: la vicenda 'dei fiori'. Il sindaco Franchi, solo 'spazzatura'. Valter Cardi, non c'è stato alcun ordine.


Il sindaco Franchi interviene sulla 'gettonatissima' diatriba 'fiori per la recente inaugurazione della Casa della Cultura e della Memoria ' di Marzabotto, che ha generato un acceso confronto amministrativo, poiché si accusa il Comune di aver fatto un ordine alla fioraia di 'casa' poi disdetto all'ultimo minuto, quando la commerciante si era già procurata il corredo di fiori richiesto. Quindi per lei, oltre la perdita della fornitura, anche l'aggravio dell'inutile acquisto. L'accusa era quella di boicottare gli operatori locali.

Il sindaco in una nota, precisa che l'ordine non è mai stato fatto e liquida le accuse degli oppositori di 'Uniti per Cambiare Marzabotto' come 'affermazioni al limite della decenza, quasi spazzatura'.

Valter Cardi, presidente del Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto, chiarisce a sua volta i contorni della vicenda in una lettera nella quale precisa 'nessun ordine, ma solamente un contatto verbale e informale'. Non è vi quindi, egli dice, 'insoluto'.

Quindi tutta la polemica viene smorzata e liquidata come 'ordinario scontro politico'.

Ecco le comunicazioni ufficiali: 


 

sabato 5 marzo 2016

Medaglia a uno dei boia di Marzabotto. La denuncia del deputato De Maria, già sindaco del capoluogo.

Da ANSA

"La denuncia del Presidente del Comitato Onoranze ai Caduti di Marzabotto Walter Cardi, che ha appreso dalle pagine del Pforzheimer Zeitung della medaglia assegnata a Wilhelm Kusterer, uno dei boia di Marzabotto, dal comune tedesco di Engelsbrand, merita grandissima attenzione".
    Lo dice il deputato democratico Andrea De Maria.
"Credo che tutto il Paese, le sue istituzioni, i partiti politici debbano sostenere la richiesta dei familiari delle vittime dell'eccidio nazifascista di Marzabotto perché il Governo della Germania intervenga e chieda la revoca di quel riconoscimento", aggiunge. Chi scrive "era Sindaco di Marzabotto quando il Presidente della Germania Johannes Rau venne nel 2002 a Monte Sole a rendere omaggio ai familiari delle vittime, pronunciando parole fortissime di condanna del Nazismo. Da quella Germania che ha scelto la strada della libertà e della democrazia oggi ci aspettiamo coerenza e comportamenti conseguenti".
   

venerdì 22 maggio 2009

CARTIERA RENO DE MEDICI


Sull'emergenza occupazione della Cartiera Reno De Medici, il candidato sindaco valter Cardi riferisce:

La formazione che con me affronta il confronto elettorale delle prossime elezioni amministrative del 6 e 7 giugno, ha posto 'il lavoro' quale punto primario del programma elettorale.

Il rilancio occupazionale parte dalla rapida soluzione della vicenda: "Cartiera Reno de Medici", con un riavvio della produzione interrotta.

Lo stabilimento di Marzabotto della Reno de Medici, da anni centro di attività produttiva sul nostro territorio, rappresenta un polo industriale unico e di eccellenza nel comparto del riciclaggio della carta e questo ha consentito di avere un patrimonio professionale e umano altamente qualificato che Marzabotto non può permettersi di perdere.

E' quindi forte l'esigenza di impegnarsi sia con la Regione che con il Ministero alla Attività Produttive, per fare in modo che la Cartiera Reno de Medici possa continuare a produrre e continui ad essere competitiva nel settore che per anni l'ha impegnata.

Il candidato sindaco, Valter Cardi, sarà l'artefice di ogni possibile azione per mantenere questo patrimonio industriale e umano nel comune di Marzabotto, fornendo il primo e significativo segnale di rilancio di una realtà già duramente provata dalla chiusura della cartiera Burgo e dalla generale crisi della vallata del Reno.

giovedì 21 agosto 2008

L'ECCIDIO DI MONTE SOLE

Ancora guerra di dati sulla strage di Marzabotto.

Valter Cardi e Don Zanini: due verità.


"I fatti di Monte Sole dell’autunno del ’44 non sono interpretabili: hanno una verità storica frutto di una approfondita ricerca scientifica e di una sentenza giudiziaria". Valter Cardi, presidente associazione familiari delle vittime di Marzabotto, rigetta così la verità di don Dario Zanini sulla ‘Strage di Marzabotto’ recentemente riproposta dal sacerdote, il quale indica il numero delle vittime in circa 750. "Ancora una volta ci mortifica sapere che c’è chi sostiene ‘un’altra verità’ . Una verità che contrasta con i dati usciti dal processo di La Spezia che confermano il numero dei morti di Monte Sole in circa 770/800 persone". Don Dario ha condotto una lunga ricerca, direttamente dagli involontari testimoni dell’epoca. Cosa non vi torna ? "Il processo Militare di La Spezia si è avvalso della collaborazione dei professori Paolo Pezzino dell’Università di Pisa e Carlo Gentile dell’università di Colonia, che hanno analizzato le fonti storiografiche raccolte negli archivi tedeschi e anglo americani e sentito centinaia di testimoni che di fronte ai giudici Italiani hanno descritto minuziosamente i fatti. Don Zanini non cita mai le sue fonti e, soprattutto, se è in possesso di un’altra verità, perché non l’ha portata al vaglio dei giudici militari di La Spezia?. Dagli archivi tedeschi, per esempio, si è appreso che ad uccidere il comandante della stella Rossa, fu un SS di nome Kurt Wolfle, porta ordini della prima compagnia. Quando fino ad ora si è insistito su un delitto consumato all’interno della formazione partigiana". Don Zanini è un ricercatore e un sacerdote che sostiene l’obbligo cristiano del perdono. Qual è la vostra posizione? "Il tema va posto su un piano morale e religioso. Alcuni testimoni hanno pronunciato la parola perdono anche di fronte ai giudici di La Spezia. Sul piano laico e civile prevale la sentenza della magistratura che utilizzando dati certi ha condannato all’ergastolo 10 SS responsabili del massacro. Ritengo che la verità sull’eccidio, sganciata da logiche di guerra fredda , debba fare i conti con le nuove fonti storiche acquisite. L’operazione Monte Sole fu pianificata dall’ufficio di controspionaggio tedesco. Si trattò di un’azione punitiva diretta verso la popolazione civile, ritenuta solidale con la resistenza partigiana. Fu condotta da un reparto speciale di SS composto da molti della famigerata divisione Totenkoppf ( teste di morte). Nei rapporti giornalieri dei militari tedeschi furono riportate le cifre esatte del numero dei civili massacrati. Tutto il resto non appartiene alla verità".