venerdì 4 aprile 2025

Crisi alla Ravaglioli di Pontecchio Marconi, sorpresa e preoccupazione a Sasso Marconi

 



Sasso Marconi sotto shock per l’annuncio della crisi alla Ravaglioli, azienda di Pontecchio Marconi e leader europeo nella produzione di sollevatori per veicoli, attrezzature per gommisti e diagnostica tecnica.

La notizia, definita un "fulmine a ciel sereno", è stata comunicata dal sindaco Roberto Parmeggiani (nella foto) durante il Consiglio comunale del 2 marzo.

"Solo poche settimane fa eravamo stati invitati dalla dirigenza, insieme all’assessore regionale, per una presentazione del management e del sito produttivo", ha dichiarato Parmeggiani. "In quell’occasione, il Direttore delle Operazioni aziendali di VSG, Pierluigi Peretti, ci aveva illustrato il piano di sviluppo dell’azienda, sottolineando gli importanti investimenti effettuati e la solidità del piano industriale".

Dopo la visita allo stabilimento, l’amministrazione comunale aveva inoltre incontrato le organizzazioni sindacali, confermando la volontà di mantenere un dialogo costruttivo nell’interesse dei lavoratori.

"Per questo la denuncia dei sindacati ci ha colto di sorpresa", ha proseguito il sindaco. "Non c’erano state avvisaglie e siamo consapevoli che il nostro territorio, come l’intero Paese, dovrà affrontare anni di difficoltà economiche. Per questo abbiamo chiesto alle istituzioni competenti di aprire un confronto per tutelare il lavoro e monitorare la situazione con la massima attenzione".

Hub Urbani , Vergato fra i sei Comuni beneficiari che potranno presentare progetti per promuovere la rigenerazione urbana e rafforzare i servizi locali

 Piena soddisfazione del sindaco Giuseppe Argentieri: “ Vergato è l’unico comune al di sotto dei 10 mila abitanti compreso nell’importante elenco. Questo grazie alla professionalità dei tecnici comunali”.

Il sindaco Argentieri 

 

La Città metropolitana di Bologna, attraverso il Tavolo metropolitano per il commercio e le attività turistiche, ha avviato tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 un percorso di coordinamento e supporto ai Comuni per la candidatura al riconoscimento degli Hub Urbani e di Prossimità, previsto dalla legge regionale 12/2023 e dalla delibera della Giunta regionale n. 1013/2024.

L’iniziativa rientra nell’ambito della strategia della Regione Emilia-Romagna per lo sviluppo dell’economia urbana e la valorizzazione del commercio di prossimità, con l’obiettivo di migliorare la competitività e la resilienza del sistema imprenditoriale, rispondendo ai cambiamenti negli stili di vita e di consumo.

Il riconoscimento degli Hub Urbani e di Prossimità mira a promuovere il rilancio socio-economico delle aree urbane, attraverso interventi di rigenerazione e valorizzazione dei servizi locali. La Città metropolitana ha supportato i Comuni nella fase preliminare di presentazione dei progetti, ora al vaglio della Regione.

Il Tavolo metropolitano per il commercio e le attività turistiche ha organizzato due incontri di coordinamento, con la partecipazione di 47 funzionari, e ha attivato un servizio di consulenza individuale per le amministrazioni coinvolte.

Sei i Comuni dell’area metropolitana che hanno presentato candidatura: Vergato, Budrio, Bologna, Imola, Casalecchio di Reno e Castel San Pietro Terme. I progetti puntano alla valorizzazione dell’economia locale, alla rigenerazione urbana e al rafforzamento della mobilità sostenibile e delle reti commerciali integrate.

La Città metropolitana continuerà a monitorare e sostenere il processo di riconoscimento e sviluppo degli Hub, integrandolo nelle strategie di promozione economica, valorizzazione turistica e rigenerazione urbana del territorio.

I progetti presentati

Bologna – “Mercato delle Erbe”
L’hub urbano sostiene la qualificazione e l’innovazione delle imprese esistenti e l’insediamento di nuove attività, in sinergia con la rigenerazione urbana in corso legata alla Prima Linea Tranviaria di Bologna.

Budrio – Centro storico
L’area candidata comprende negozi, bar, ristoranti, strutture ricettive e uffici pubblici. Il progetto prevede interventi per migliorare la mobilità sostenibile e l’accessibilità.

Casalecchio di Reno – “Casalecchio In Centro”
L’hub urbano interessa il perimetro del centro commerciale tradizionale, già oggetto di interventi di rigenerazione urbana. L’obiettivo è favorire la socialità e limitare il traffico automobilistico.

Castel San Pietro Terme – “Per Il Centro”
L’area comprende il centro storico e la zona termale, con oltre 200 attività commerciali. Previsti interventi per la riqualificazione e l’accessibilità.

Imola – Centro storico
L’hub urbano si estende tra il centro storico, la stazione ferroviaria e l’autodromo, includendo 480 attività economiche. Il progetto punta a migliorare accessibilità e attrattività.

Vergato – Tolè e centro cittadino
L’hub di prossimità a Tolè valorizza percorsi storici e naturalistici, mentre quello urbano nel centro di Vergato integra il “Centro Commerciale Naturale” con interventi di mobilità sostenibile.

Il sindaco di Vergato, Giuseppe Argentieri, accoglie con entusiasmo la notizia dell’inserimento del Comune tra quelli selezionati per il riconoscimento degli Hub Urbani e di Prossimità, sottolineando l'importanza di essere riusciti a far parte di un ristretto gruppo di amministrazioni che possono contare su una organizzazione di rilievo.

"Si tratta di un risultato significativo, che premia il lavoro svolto dal nostro Comune", ha dichiarato Argentieri, ringraziando i tecnici comunali per la loro professionalità e l’efficace supporto nella preparazione della candidatura.

Guardando al futuro, il primo cittadino ha anticipato che il prossimo passo sarà l’individuazione dell’Hub di Riola, un’operazione che richiederà particolare attenzione in quanto il centro della frazione è suddiviso tra i Comuni di Vergato e Grizzana Morandi. 

Aziende agricole colpite da frane, Evangelisti (FdI): “La Regione confermi i sostegni”

 



La consigliera regionale Marta Evangelisti (nella foto) ha presentato un’interrogazione per sollecitare la Regione Emilia-Romagna a confermare le misure di sostegno destinate alle aziende agricole danneggiate dalle frane. L’esponente di FdI chiede se l’ente possa intervenire con aiuti economici per le imprese che, a causa della mancanza di infrastrutture stradali, sono costrette a sospendere l’attività e hanno subito una perdita totale del reddito.

Evangelisti ha citato il caso di un’azienda agricola di Casola Valsenio (Ravenna), che nel 2023 ha subito danni indiretti a seguito dell’alluvione, trovandosi isolata a causa di una frana che ha interrotto la viabilità. L’azienda ha cercato un supporto economico interfacciandosi sia con la Regione che con AgriCat, il Fondo mutualistico nazionale per la copertura dei danni catastrofali alle produzioni agricole. Secondo quanto riferito, AgriCat avrebbe confermato che il governo ha stanziato circa 8 milioni di euro per risarcire danni non coperti dal fondo, tra cui quelli causati dalle frane, trasmettendo le segnalazioni alla Regione per una valutazione.

“Tuttavia – ha spiegato Evangelisti – la Regione avrebbe negato l’utilizzo di quei fondi, e anche Cassa Depositi e Prestiti ha chiarito di non poter intervenire con strumenti di supporto. L’azienda, non essendo stata classificata come ‘alluvionata’, non ha potuto accedere a molte forme di aiuto, nonostante il blocco totale dell’attività causato dall’evento alluvionale”.

Da qui l’interrogazione per chiedere se la Regione intenda intervenire con misure economiche a sostegno delle aziende che si trovano in condizioni analoghe a quella di Casola Valsenio.

Pian del Voglio, chiude la banca: cittadini in mobilitazione con una raccolta firme

Il sindaco Santoni: "Un presidio fondamentale per il territorio"



La chiusura imminente della filiale di Intesa Sanpaolo a Pian del Voglio, frazione di San Benedetto Val di Sambro, ha scatenato una forte mobilitazione tra i cittadini. La comunità ha lanciato una raccolta firme per scongiurare l’abbandono dell’ultimo presidio bancario sul territorio, già colpito negli anni scorsi dalla chiusura degli sportelli nel capoluogo comunale.

La decisione della banca avrà ripercussioni significative su residenti, imprese, commercianti e visitatori, privandoli di un servizio essenziale. Il sindaco Alessandro Santoni, rappresentante dei piccoli comuni in ANCI, si è fatto portavoce della protesta, diventando il primo firmatario della petizione.

La posizione del sindaco

"Ringrazio i cittadini per questa dimostrazione di unità – ha dichiarato Santoni –. Purtroppo, questa situazione accomuna Pian del Voglio a molte altre realtà italiane che stanno perdendo servizi essenziali. Ho sottolineato ai vertici della banca che chi ha veramente a cuore un territorio vi investe, non lo abbandona. Ancora più incomprensibile è il fatto che Intesa Sanpaolo sia un istituto in salute: se la scelta fosse dettata da difficoltà economiche, sarebbe più giustificabile. Inoltre, con la chiusura degli sportelli di San Benedetto, ci era stato assicurato che non sarebbero seguiti altri tagli. Ora, invece, ci troviamo di fronte a una nuova chiusura".

Un territorio in crescita che non vuole perdere servizi

Negli ultimi anni, Pian del Voglio ha attratto nuovi residenti grazie ai numerosi servizi disponibili: attività commerciali, ristorazione, assistenza sanitaria, artigiani e tecnici qualificati, oltre alla presenza di due autostrade strategiche tra Bologna e Firenze. Per chi vive in montagna, la vicinanza ai servizi di prossimità è fondamentale, e la chiusura della banca rappresenta un duro colpo.

Oltre alla perdita di un punto di riferimento storico per la comunità, si temono disagi per anziani, lavoratori e persone con difficoltà nell’accesso ai servizi bancari online, che necessitano di un contatto diretto con gli operatori.

La raccolta firme è aperta e i cittadini possono aderire recandosi presso le attività commerciali del paese.

Raccolta differenziata: fondi per i Comuni dell'Appennino Bolognese

 



L'Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese ha ottenuto finanziamenti per migliorare la gestione dei rifiuti e contrastarne l’abbandono, grazie al Fondo d'Ambito di incentivazione alla prevenzione e riduzione dei rifiuti – linea Montagna.

I fondi aiuteranno i Comuni a raggiungere il 67% di raccolta differenziata, obiettivo fissato dalla Regione Emilia-Romagna per il 2027 nel Piano Rifiuti. Tra le misure finanziate, rientra l’installazione di sistemi di videosorveglianza per prevenire l’abbandono illecito dei rifiuti.

I finanziamenti assegnati

Diversi Comuni dell’Unione sono risultati beneficiari del bando promosso da Atersir, l’Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti urbani. Ecco i contributi assegnati:

  • Vergato: 35.000 euro
  • Grizzana Morandi: 40.000 euro
  • Castel d’Aiano: 22.000 euro
  • Marzabotto: 35.000 euro
  • Monzuno: 35.000 euro

Un finanziamento più consistente, pari a 350.000 euro, è stato destinato al Comune di Gaggio Montano per la realizzazione di un nuovo centro di raccolta rifiuti, che servirà anche i Comuni di Alto Reno Terme e Castel di Casio.

Le dichiarazioni

“Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato la presidente dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, Valentina Cuppi – perché questi fondi ci permetteranno di contrastare con maggiore efficacia l’abbandono dei rifiuti, proprio in un momento delicato di transizione verso un nuovo sistema di raccolta. Inoltre, tutti i Comuni che hanno presentato richiesta sono riusciti ad accedere ai finanziamenti”.

Il ruolo di Atersir e il fondo per i Comuni montani

Atersir, l’ente regionale che regola i servizi pubblici ambientali, gestisce il Fondo d'Ambito per incentivare la prevenzione e la riduzione dei rifiuti. L’iniziativa premia i Comuni che ottengono le migliori performance nella riduzione dei rifiuti non riciclati e sostiene le amministrazioni che introducono la tariffa puntuale o realizzano centri comunali per il riuso.

Con la Legge Regionale n. 23 del 2022, è stata introdotta una nuova linea di finanziamento dedicata ai Comuni montani, per supportare il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla pianificazione regionale.