mercoledì 2 settembre 2015

Attenzione a chi date la mano. Ringrazia con una stretta di mano e ruba il Rolex.




I Carabinieri di Budrio hanno denunciato una 18enne rumena, senza fissa dimora, per furto con destrezza. Qualche giorno fa, un 69enne ha denunciato ai Carabinieri di essere stato derubato in strada del suo orologio Rolex del valore di 2.500 euro da una ragazza che, mostrandosi gentile, dopo avergli stretto la mano per ringraziarlo di un’indicazione stradale ricevuta, si è allontanata a bordo di un’utilitaria condotta da un complice. Attraverso il racconto minuzioso della vittima e i dettagli del modus operandi, gli inquirenti sono risaliti alla 18enne che soltanto sabato scorso era stata arrestata dalla Polizia di Stato per un fatto analogo commesso ai danni di una signora di 84 anni che passeggiava in via Salvemini a Bologna.

Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna

L'appello della polizia: "Certezza della pena o lavoriamo inutilmente". Beccaria c’era arrivato due secoli fa. Virale sui social la foto di un agente che invita lo Stato a punire i delinquenti: "Sono consapevoli di essere impuniti".




Un messaggio semplice, scritto su un cartello e affidato al mare dei giorni nostri, Facebook, esattamente come molti anni fa si lasciava tra le onde un biglietto all'interno di una bottiglia. 

Spesso accadeva che si perdesse negli abissi e che nessuno arrivasse mai a leggero. E forse accadrà lo stesso a quel poliziotto che in questi giorni ha diffuso una fotografia in cui chiede allo Stato un sostegno per le forze dell'ordine.
Niente soldi, niente aumento di stipendio. Ma solo che il loro lavoro non sia vanificato da un sistema giudiziario ed istituzionale incapace di consegnare alla giustizia i delinquenti nostrani. "Chiediamo la certezza della pena - si legge nel manifesto virale sui social - perché chi delinque è consapevole che rimarrà impunito, ed ogni nostro sforzo sarà sempre inutile!".
Difficile non dargli ragione. Troppe volte chi ruba, scippa, aggredisce e rende impossibile la vita dei cittadini la fa franca. Non perché nessuno si adoperi a scovarli e ad arrestarli, ma perché nella maggioranza dei casi le investigazioni e gli interventi della polizia si concludono in un processo per direttissima che prontamente scarcera i delinquenti, permettendogli di tornare a fare il loro "mestiere".

"L'unico modo per ridurre la criminalità - ci ha detto un ex questore in pensione che chiede di rimanere anonimo - è quello di far capire a queste persone che chi sbaglia paga. Con la galera. Noi abbiamo sempre fatto il nostro mestiere, abbiamo le scrivanie piene di fogli di richieste di arresto. Ma i giudici decidono sempre il contrario, e il più delle volte rimettono in libertà ladri e balordi". Una battaglia persa in partenza.

Un esempio su tutti, l'arresto di un mese fa a Milano, in piazza Duomo, di alcune persone colte in flagranza di reato mentre aggredivano un agente della municipale. Il giorno dopo erano di nuovo al loro posto per derubare e truffare turisti e cittadini. "Ogni nostro sforzo sarà sempre inutile", urla quel poliziotto senza un volto. Che è il viso di tutti quelli che si sono stancati di vivere nelll'insicurezza.



Loris Bonantini: " Siamo cittadini o sudditi".



“E’ inaccettabile, oltre che incomprensibile, la disposizione ministeriale grazie alla quale chi assume il compito di gestire l’arrivo di profughi può concordare l’acquisizione di spazi da privati, ove ospitarli, senza il parere della comunità accogliente e  anche a dispetto del parere contrario del Consiglio comunale”. L’affermazione è del presidente del comitato civico ‘Noi Voi Vergato’, Loris Bonantini (nella foto). “Siamo quindi sudditi, non cittadini che si sono dati il compito di gestire il proprio territorio nel modo atteso dalla comunità”.  Bonantini ci tiene  anche  a precisare che non ce l’ha ne’ con la cooperativa, nel caso di Vergato, cui è stato affidato tale compito, ne’ con i profughi, ‘tutti poveri diavoli in fuga da un mondo impossibile’. Boccia senza appello invece la gestione politica del governo centrale e invita gli amministratori  del distretto sanitario di Porretta e Vergato, che si dovranno incontrare il prossimo 14 settembre per individuare  una soluzione alla richiesta  di trovare spazi pubblici per i profughi destinati ai comuni dell’Alta Valle del Reno, alla presenza del vice presidente della Regione Emilia Romagna Elisabetta Gualmini,  a prendere una posizione ferma su questa ingerenza forzata prevista dal ministero.

Bonantini infine termina sottolineando di essere in linea con le critiche rivolte dal capogruppo consiliare Uniti per Cambiare Marzabotto  Morris Battistini. “ I consigli comunali,” conclude il presidente, “  decidano se accettare o meno profughi e nella misura ritenuta accettabile. Soprattutto si cancelli l’ipotesi che la cooperativa possa agire senza il parere del Sindaco e del Consiglio comunale”.

martedì 1 settembre 2015

Illuminazione pubblica di Monzuno, il nodo è arrivato al pettine.



Il sindaco di Monzuno Marco Mastacchi, alla presentazione del bilancio comunale, annunciò che le mancanze di risorse economiche  del Comune avrebbero imposto la riduzione di alcuni servizi , fra cui un contenimento dei tempi di illuminazione pubblica. All’epoca l’assemblea parve aver accolto l’informazione quasi come scontata e di averla addirittura assimilata. Ma forse ognuno era convinto  che quell’annuncio fosse un  ‘falso allarme’ e che poi, come spesso avviene,  tutto sarebbe continuato come al solito. Altri hanno forse pensato che la pesca ‘sarebbe toccata a qualcun altro ’ e sorvolarono.

Ora il nodo è venuto al pettine. I lampioni stanno accesi ‘di meno’, in base a un programma annunciato e reso pubblico dall’amministrazione comunale. C’è però chi, di fronte alla realtà, ha da ridire e soprattutto c’è chi si chiede ‘come è possibile che, a fronte di un aumento delle tasse comunali del 26 % negli ultimi tre anni, preceduto da altri consistenti aumenti, si riducano i servizi ? Dove vanno a finire gli introiti delle tasse?'

Fra coloro che hanno da ridire vi è  Stefano Adani di Vivere Monzuno, che, continuando a notare lo spegnimento, a suo dire poco razionale, dell'illuminazione pubblica monzunese, ha stilato una lettera, nella quale  si pone, e pone, diverse  domande :


Il comune di Monzuno in questi giorni causa i tagli del governo centrale sta riducendo l'illuminazione pubblica delle strade accendendo i lampioni 30' minuti dopo il tramonto, spegnendoli alle ore 1h30' e riaccendendoli alle ore 6h00'.

Gli amministratori del Comune di Monzuno prevedono così un risparmio di spesa del 25-30% sulle astronomiche bollette energetiche che fanno riferimento all'illuminazione pubblica , dimenticando che un effettivo risparmio sarebbe ottenibile invece di tagliare i servizi , utilizzando le tecnologie già presenti come i LAMPIONI a LED che risultano essere meno energivori rispetto alle attuali lampade al sodio.

In una interrogazione della Consulta di Monzuno e Trasasso sull' argomento lampioni al Led il comune risponde che non sarebbe possibile in quanto una norma Regionale impone ai comuni nel raggio di 25km da un osservatorio astronomico ( quello di Loiano) di installare lampioni al LED per non disturbare l' attività dell' osservatorio stesso.

Dimenticano però di comunicare che le tecnologie per installare lampioni al LED anche in zone di sicurezza degli osservatori esistono già, esistono cioè lampioni a led progettati con le seguenti caratteristiche :

- I diffusori verso il basso dell' intensità luminosa
- La regolazione dell’intensità luminosa ( molto più regolabile delle lampade al sodio)
- La possibilità di selezionare lo spettro luminoso ( il cosiddetto colore ) proprio per non
infastidire gli osservatori
- E l' utilizzo di lenti particolari capaci di direzionare il fascio luminoso.

Lo dimostra il fatto che in diversi comuni presenti nel raggio dell' osservatorio ( Monghidoro, Pianoro) sono presenti lampioni al LED,  addirittura anche nella via centrale di Loiano ( a poche centinaia di metri dall' osservatorio) e dulcis in fundo anche nel comune di Monzuno ( la strada principale di fronte al comune in ristrutturazione ) e nella Frazione di Montorio ( vedi foto qui sotto ) .



In un periodo in cui la " sensazione di pericolo " derivante dalla micro e macro criminalità è sempre maggiore, uno dei pochi deterrenti a tale disagio dovrebbero essere la presenza di impianti di video sorveglianza ( praticamente assenti sul nostro territorio a parte quelli di pochi privati e i Bancomat) e naturalmente l'illuminazione pubblica.
Invece il nostro comune decide proprio di tagliare questi servizi ( e lo fa a macchia di leopardo ) decidendo secondo una logica che non è dato conoscere chi deve restare al buio e trovarsi in una situazione da Corea del Nord e chi invece può
godere dell' illuminazione della più tecnologica Corea del Sud .


Il comune di Monzuno inoltre con un improbabile abuso della semiotica ne dà comunicazione alla popolazione annunciando sul proprio sito internet che: “ loro mantengono quanto avevano promesso "

come se la riduzione di un servizio fosse una promessa fatta in campagna elettorale inserita nel loro programma .
Eppure non mi risulta nel loro programma elettorale e non mi pare che nessun cittadino dia per “normale” che a fronte di tasse pagate ci si dovesse aspettare la riduzioni dei servizi :




http://www.comune.monzuno.bologna.it/la-comunicazione/comunicati-stampa/ottimizzare-nonbasta-piu-a-monzuno-si-avvia-il-piano-di-riduzione-dell2019illuminazione-pubblica

Forse sarebbe più appropriato un " abbiamo mantenuto quanto minacciato ! "

Sempre nella stessa pagina internet all'insegna della "trasparenza" è presente un file che indica alla popolazione quali lampioni saranno spenti e quali no, in modo tale che i fortunati privilegiati
possano godere al meglio della propria illuminazione pubblica così come fosse un diritto acquisito e non dovuto.

http://www.comune.monzuno.bologna.it/Aree-tematiche/politica-epartecipazione/documenti/schemapuntiluminosi.pdf

Tale lista poi sembra essere fatta in modo grossolano e paiono esenti pure i lampioni 1063-1064-1065-1066 della località Case Veneziani ( Monzuno) che da tre giorni stanno vivendo una propria e dimenticata " Corea del Nord".

E noi dovremmo continuare a fidarci?

Alcuni giorni fa durante una comunicazione telefonica era stato proposto da noi NORD COREANI di spegnere almeno un lampione sì ed uno no ( o almeno uno ogni tre) , in questo modo sarebbe stata una soluzione sparsa su tutto il territorio in maniera omogenea, senza creare monzunesi di serie A e monzunesi di seri B , purtroppo la soluzione non è stata applicabile,

Ci domandiamo allora :
- quali sono i criteri con cui il comune ha deciso di spegnere alcuni lampioni ?
- perchè non applicare uno spegnimento razionalizzato anche come previsto dalla normativa ?
- nonostante TUTTI paghino le tasse solo alcuni avranno il diritto di essere "illuminati" ?


Stefano Adani - Vivere Monzuno