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domenica 9 agosto 2026

Castel d’Aiano, il caso dell’edicola che riaccende il dibattito sul commercio locale

Un post di Alberto Chiarini solleva una questione apparentemente piccola, ma che chiama in causa la vitalità del paese: la mancanza di un’edicola adeguatamente fornita e le conseguenze sulle abitudini di acquisto dei residenti e dei visitatori.



di Dubbio

 

«Possibile che chi di dovere non capisca una cosa semplicissima: manca un’edicola seria!». È questo l’interrogativo posto da Alberto Chiarini in un post dedicato a Castel d’Aiano, nel quale denuncia quella che considera una delle tante piccole carenze capaci, nel tempo, di incidere sulla vita economica e sociale di un paese.

Il ragionamento parte da un’esperienza quotidiana. Quando a Castel d’Aiano non si trova ciò che si cerca in edicola, spiega Chiarini, la soluzione diventa spostarsi a Montese. E lo spostamento, secondo la sua riflessione, non si limita all’acquisto del giornale.

«Dove ti fornisci? A Montese! Quando sei a Montese cosa fai? La spesa, la colazione, i piccoli o grandi acquisti giornalieri, ormai che sei comodamente parcheggiato! Quindi? I soldi li spendo a Montese!».

Un meccanismo semplice, dunque, ma dalle possibili ripercussioni più ampie: un servizio commerciale che manca o non risponde pienamente alle esigenze della clientela può trasformarsi in un’occasione di spesa che si sposta altrove, favorendo i centri vicini.

Non solo giornali: il ruolo dei piccoli servizi

Al di là della singola edicola, il tema sollevato dal post riguarda una questione più generale: la capacità di un piccolo centro di offrire ai propri cittadini e ai visitatori una rete di servizi sufficiente a mantenere viva l’economia locale.

Un’edicola, soprattutto in un paese di dimensioni contenute, non rappresenta infatti soltanto il luogo nel quale acquistare quotidiani e periodici. Può diventare un punto di riferimento per prodotti di servizio, informazioni, piccoli acquisti e, più in generale, per quella quotidianità commerciale che contribuisce a rendere un centro abitato autonomo e attrattivo.

È proprio su questo aspetto che Chiarini concentra la sua critica, arrivando a definire la situazione «una buffonata pazzesca a cui nessuno vuol porre fine» e collegando la carenza di servizi a un problema più ampio: «Castello sta morendo anche per queste piccole cose».

Un problema che merita una riflessione

Al di là dei toni volutamente provocatori del post, la questione merita di essere discussa. Quanto incidono i piccoli esercizi e i servizi di prossimità sulla capacità di un paese di trattenere consumi, persone e socialità? E quanto può pesare, nel lungo periodo, la perdita anche di attività apparentemente marginali?

Il caso dell’edicola diventa così il simbolo di un problema più generale che interessa molti piccoli centri dell’Appennino: mantenere una rete commerciale e di servizi significa non soltanto offrire comodità ai residenti, ma anche cercare di evitare che la spesa quotidiana si trasferisca sistematicamente nei comuni vicini.

La provocazione di Chiarini, dunque, apre un interrogativo che va oltre la disponibilità di giornali e riviste: Castel d’Aiano dispone oggi di una rete di servizi commerciali adeguata alle esigenze di chi vi abita, di chi vi soggiorna e di chi lo frequenta?

Una domanda alla quale, forse, sarebbe utile rispondere attraverso un confronto tra amministrazione, commercianti, associazioni e cittadini. Perché la vitalità di un paese passa anche da quelle «piccole cose» che, sommate, possono fare una grande differenza.

venerdì 11 dicembre 2020

A Sasso Marconi campagna a sostegno del commercio locale, #iocomproasasso

Il paese rivuole il commercio di vicinato

 

Con l’affissione sul territorio dei manifesti e con il lancio in chiave social e web, ha preso il via l’operazione #iocomproasasso: una campagna per sensibilizzare sull’opportunità di sostenere il commercio locale, messo a dura prova dall’emergenza sanitaria e dalle restrizioni imposte dalle misure anti Covid.

L’invito è quello di fare acquisti a Sasso Marconi, scegliendo le attività del territorio per le spese di tutti i giorni e per l’acquisto dei regali di Natale. In questo modo ognuno può dare il proprio contributo per valorizzare le risorse locali e mantenere viva la città, che ha negli esercizi commerciali un importante punto di riferimento: un gesto ancor più prezioso e significativo in un momento delicato come quello che stiamo vivendo e al tempo stesso di grande valore solidale, perché consente di sostenere persone e attività che sono parte integrante della comunità cittadina.