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lunedì 31 agosto 2026

Teatro di Marzabotto, una serata di gala per presentare la nuova stagione teatrale e cinematografica

 Domenica 6 settembre la presentazione del cartellone 2026/2027: tappeto rosso, spettacolo, brindisi e buffet. Ingresso gratuito



Il Teatro di Marzabotto si prepara ad alzare il sipario sulla nuova stagione con una serata speciale dedicata alla presentazione del programma teatrale e della rassegna cinematografica 2026/2027.

L’appuntamento è fissato per domenica 6 settembre, alle ore 18, negli spazi del teatro di via G. Matteotti 1. Una vera e propria serata di gala, pensata per coinvolgere tutta la cittadinanza e accompagnare il pubblico alla scoperta degli appuntamenti che animeranno la nuova stagione.

Per l’occasione, l’organizzazione invita il pubblico a vivere l’evento con un pizzico di eleganza: tappeto rosso e abito da sera saranno infatti gli ingredienti di una serata pensata per celebrare il teatro e il cinema come momenti di incontro, partecipazione e condivisione.

La presentazione sarà l’occasione per conoscere in anteprima il nuovo cartellone e le proposte che accompagneranno il pubblico nel corso della stagione 2026/2027.

Un programma che punta a fare del teatro non soltanto un luogo destinato agli spettacoli, ma anche uno spazio aperto alla comunità, alla cultura e alla socialità. La serata di presentazione vuole così rappresentare il primo appuntamento di un percorso che vedrà protagonisti artisti, compagnie, spettatori e realtà del territorio.

Al termine della presentazione non mancheranno i momenti conviviali, con brindisi e buffet offerti ai partecipanti, per concludere la serata in un clima di festa e condivisione.

La partecipazione alla serata è gratuita e tutta la cittadinanza è invitata a prendere parte all’evento.

L’appuntamento è dunque per domenica 6 settembre alle 18, al Teatro di Marzabotto, in via G. Matteotti 1.

Per informazioni e ulteriori dettagli è possibile contattare il numero 349 753 6667 oppure scrivere all’indirizzo biblioteca@comune.marzabotto.bo.it.

Una serata per incontrarsi, scoprire la nuova stagione e tornare a vivere insieme il teatro e il cinema.

Perché, come ricorda il messaggio scelto per accompagnare l’iniziativa: «Il teatro è un atto di collaborazione».

venerdì 5 giugno 2026

Al Teatro di Marzabotto debutta “DERIVE”: arte, giovani e comunità al centro del nuovo welfare culturale dell’Appennino bolognese




Dopo il lancio ufficiale dello scorso marzo, è entrato nel vivo al Teatro Comunale di Marzabotto il progetto “DERIVE – Storie di naufragi e approdi”, la nuova rassegna artistica promossa dall’Istituzione Servizi Sociali Educativi e Culturali (IsSEC) dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese.

L’iniziativa nasce da una visione precisa: mettere la persona al centro, integrando in modo sempre più stretto politiche sociali, educative e culturali. Una sfida significativa che conferma la volontà dell’Amministrazione di proseguire un percorso condiviso, capace di guardare alla comunità nella sua interezza e di valorizzarne le risorse attraverso il linguaggio dell’arte.


Con l’obiettivo di rendere i giovani protagonisti fin dall’avvio del progetto, l’esordio di “DERIVE” ha previsto il coinvolgimento attivo degli studenti e delle studentesse degli Istituti di Istruzione Superiore “Luigi Fantini” di Vergato e “Caduti della Direttissima” di Castiglione dei Pepoli nella realizzazione del logo ufficiale della rassegna. Tra le 19 proposte presentate, la commissione giudicatrice ha premiato il progetto ideato da Sofia Mattei, Greta Storai e Laura Stefanini dell’I.I.S. “Caduti della Direttissima”.


La serata inaugurale, svoltasi venerdì 29 maggio, ha regalato momenti di grande intensità emotiva grazie alla rappresentazione teatrale “Ancora un attimo”, dedicata al tema dell’Alzheimer e portata in scena dal Laboratorio teatrale dell’Istituto Fantini. Lo spettacolo, scritto e diretto da Alessandro Migliucci, è stato accompagnato dalla lettura di testi di Carlotta Bartolomei e dalla premiazione del concorso grafico.


Un appuntamento capace di dimostrare come i linguaggi artistici possano raccontare con efficacia fragilità, difficoltà e vissuti complessi, trasformandoli in occasioni di confronto, consapevolezza e crescita collettiva, aprendo al tempo stesso prospettive di resilienza, speranza e rinascita.



«L’aspetto più innovativo del progetto consiste proprio nell’utilizzare la cultura come strumento di welfare e di benessere collettivo», sottolinea Alessandro Santoni, presidente dell’Istituzione. «Le fragilità non riguardano esclusivamente chi vive una condizione di disagio o chi svolge un ruolo di cura. Sono esperienze che, in forme diverse, possono attraversare la vita di ciascuno di noi. Per questo “DERIVE” non si rivolge soltanto agli addetti ai lavori, ai professionisti del sociale, ai caregiver o alle persone che stanno vivendo momenti di difficoltà, ma all’intera comunità.

Attraverso il teatro, la musica, le arti visive, la narrazione e i diversi linguaggi espressivi, la rassegna intende creare occasioni di incontro, riflessione e partecipazione capaci di coinvolgere tutti i cittadini, contribuendo a costruire una maggiore consapevolezza collettiva e un più forte senso di appartenenza. La convinzione alla base del progetto è che la cultura possa rappresentare molto più di una semplice proposta artistica: può diventare uno strumento di cura, sensibilizzazione e crescita condivisa, capace di trasformare le fragilità in occasioni di dialogo e di rafforzare quelle reti di relazioni che costituiscono la vera ricchezza delle comunità dell’Appennino.

Un ringraziamento particolare va agli studenti e ai docenti degli istituti scolastici coinvolti, agli artisti e ai protagonisti della serata inaugurale, nonché ai dipendenti dell’Istituzione che stanno accompagnando con professionalità e passione lo sviluppo di questo nuovo percorso».

“DERIVE – Storie di naufragi e approdi” proseguirà nei prossimi mesi con nuovi appuntamenti diffusi sul territorio, continuando a navigare tra esperienze, emozioni e racconti collettivi. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di comunità sempre più inclusive, consapevoli e solidali, coinvolgendo anche le numerose compagnie teatrali amatoriali dell’Appennino in un percorso condiviso di partecipazione culturale e coesione sociale.