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sabato 18 novembre 2017

L’Unione dell’Appennino alla Regione: “ Sostenere il commercio in tutte le piccole frazioni”.

L’Unione dei comuni chiede che ' la riforma della legge che sostiene le attività commerciali nei piccoli centri utilizzi come indicatore identificativo la dimensione demografica della frazione e non del comune di appartenenza'.

E' al vaglio del consiglio regionale la legge relativa agli interventi nel commercio per la valorizzazione e la qualificazione delle imprese minori e l'Unione chiede che si tenga conto della dimensione demografica delle singole frazioni e non quella dei comuni di riferimento.
La legge si propone infatti la promozione delle attività commerciali favorendo la distribuzione su tutto il territorio regionale, con un occhio di riguardo per le imprese di piccole e medie dimensioni che con la loro presenza rappresentano una salvaguardia per i centri storici e i piccoli borghi.

Tra le  novità che la riforma dovrebbe introdurre c’è l’eventualità di sostenere attività economiche, piccole botteghe e negozi nei comuni con meno di 3000 abitanti, ed è su questo punto che l’Unione, per tramite di Alessandro Santoni, sindaco di San Benedetto Val di Sambro, ha chiesto un intervento. Se infatti l’idea di intervenire per sostenere il commercio nelle piccole frazioni è condivisibile, non lo è quella di usare come indicatore il numero complessivo di abitanti del comune: in questo modo infatti vengono tagliate fuori piccole frazioni abitate da poche centinaia di abitanti solo perché fanno parte di un comune più ampio. Il caso di San Benedetto è eloquente, visto che il comune ha sì complessivamente circa 4200 abitanti, ma ripartiti in nove frazioni, che però verrebbero tutte escluse dai benefici di legge. E quello di San Benedetto è solo un esempio, perché riguarda tante frazioni diffuse in tutto l’Appennino bolognese, visto che 8 comuni su 10 hanno molte piccole frazioni ma complessivamente più di 3000 abitanti.


Spiega Alessandro Santoni Se non facciamo qualcosa per incentivare le attività produttive e i commercianti a presidiare queste zone, le condanniamo ad un forte calo demografico che nel lungo periodo può avere conseguenze gravi per esempio sulla manutenzione e la conservazione del nostro Appennino. Tuttavia, siamo convinti che legare il tetto demografico alla dimensione comunale sia una scelta fallace: quello che chiediamo pertanto è che, in caso di approvazione di leggi che sostengano i centri abitati più piccoli, queste tengano conto non della dimensione complessiva del comune, ma della estensione della frazione o del borgo.

LUnione si dice sicura che, entrando nel merito, i tecnici regionali saranno in grado di individuare gli indicatori puntuali per identificare tali aree, con la collaborazione dei comuni interessati.


sabato 27 maggio 2017

Camugnano cambia casa. Ora abita nell'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese.


Riceviamo:

L’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese ha un nuovo componente. Nella seduta di consiglio del 15 maggio scorso è stato infatti ufficializzato il nuovo ingresso.
L'aggregazione di Camugnano comporta il conferimento all'Unione dei servizi principali che sono quelli informatici, lo sportello per le attività produttive, l’ufficio del personale, la protezione civile, i servizi sociali, i servizi scolastici, la centrale unica di committenza, il turismo e la cultura, la comunicazione istituzionale, la difesa del suolo, lo sportello sismica, il servizio Associato di gestione dei tributi e delle Entrate (ancora in una fase embrionale per l’Unione stessa).
Si conclude così un percorso di avvicinamento che ha avuto una accelerazione con lo scioglimento dell’Unione dell’Alto Reno, cui Camugnano aveva aderito in un primo momento con i comuni di Lizzano in Belvedere, Porretta Terme e Granaglione (questi ultimi due poi fusi nel comune di Alto Reno Terme).
Il Comune di Camugnano ha regolarizzato la sua posizione con l’Unione provvedendo a saldare la sua quota dei decreti successori, in altre parole i debiti e i costi che l’Unione dei comuni aveva ereditato dalla precedente Comunità montana dell’Appennino bolognese.
Il sindaco di Camugnano Alfredo Del Moro ( nella foto con il presidente Franchi) ha scherzosamente commentato che “L’Unione acquisisce un cliente scomodo, che tuttavia contribuirà alla sua crescita e al raggiungimento di obiettivi importanti”, mentre il presidente dell’Unione Romano Franchi ha sottolineato, a nome anche degli altri sindaci:“L’ingresso di Camugnano è un’ottima notizia, perché dimostra che in questi anni abbiamo operato bene. E ci tengo a dire che l’inizio è promettente, perché Camugnano è entrato nel migliore dei modi, con spirito collaborativo e propositivo”.
I primissimi effetti di questo ingresso si vedranno già nei prossimi giorni. Camugnano infatti con la collaborazione dell’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese sta investendo sul fronte turistico: è infatti uno dei comuni protagonisti di “Lagolandia”. Si tratta di una rassegna di appuntamenti per riscoprire il gusto della villeggiatura presso i laghi dell'Appennino (Castel dell’Alpi, Brasimone e Santa Maria) con laboratori, mercati, concerti, arte e "street food" locale ed esplorare il territorio con guide d’eccezione.
Il territorio di Camugnano è poi interessato dal lancio di un prodotto turistico, chiamato “Valle del Limentra”, che propone l’ecomuseo camugnanese con diverse strutture, tra cui due eccellenze del territorio metropolitano bolognese quali il Mulino Cati, che ospita il museo del pane, e il suggestivo Palazzo Comelli, recentemente restaurato, che saranno aperti al pubblico il sabato e la domenica e gestiti da associazioni noprofit.



giovedì 1 ottobre 2015

L’UNIONE DEI COMUNI DELL’APPENNINO BOLOGNESE FORMA UNA GRADUATORIA per l'ASSUNZIONE A TEMPO DETERMINATO DI 'EDUCATORE ALL’INFANZIA'.

Il bando precisa:

Al fine di rispondere alle esigenze di carattere eccezionale e temporaneo che si dovessero manifestare nei Comuni aderenti all’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, è indetta una selezione per titoli ed esami finalizzata alla formazione di una graduatoria per l’eventuale assunzione di personale a tempo determinato, nel profilo di 'Educatore all’infanzia'.
La graduatoria conserva efficacia per tre anni e potrà essere utilizzata da tutti i Comuni aderenti all’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese e dall’Unione medesima.
Viene garantita la pari opportunità fra uomini e donne ai sensi di legge.

I candidati dovranno possedere uno dei seguenti titoli di studio:
− Diploma di Dirigente di comunità;
− Diploma di Maturità magistrale rilasciato da liceo Socio – Psico – Pedagogico;
− Diploma di Maturità rilasciato da liceo Socio – Psico – Pedagogico;
− Diploma di tecnico dei servizi sociali e assistente di comunità infantile;
− Diploma di liceo delle scienze umane/ delle scienze sociali/ delle scienze della formazione;
− Diploma di Assistente all’Infanzia;
− Operatore dei servizi sociali e assistente per l’infanzia;
− Diploma di Scuola Magistrale di grado preparatorio;
− Diploma di Laurea in pedagogia;
− Diploma di Laurea in Scienze dell’educazione;
− Diploma di Laurea in Scienze della formazione primaria;
− Diploma di Laurea triennale di cui alla classe L19 “Laurea in scienze dell’educazione e della
formazione”;
− Diploma di Laurea Magistrale in uno dei seguenti indirizzi: programmazione e gestione dei servizi
educativi (LM-50), scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua (LM-57), scienze
pedagogiche (LM-85), teorie e metodologie dell’e-learning della media education (LM-93);
− Diplomi universitari o lauree equipollenti, equiparati o riconosciuti ai sensi di legge.



La domanda di ammissione dovrà essere redatta secondo lo Schema , disponibile presso l’Ufficio Personale dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese e nel sito internet dell’Unione:
www.unioneappennino.bo.it.


La domanda deve essere firmata dal candidato, pena l’esclusione. Non è richiesta l’autenticazione della firma.
In caso di utilizzo della posta elettronica certificata, le domande saranno valide esclusivamente, se:
1. sottoscritte mediante la firma digitale o la firma elettronica qualificata, il cui certificato è rilasciato da un certificatore accreditato;
2. trasmesse dall'autore mediante la propria casella di posta elettronica certificata purché le relative credenziali di accesso siano state rilasciate previa identificazione del titolare, anche per via telematica secondo modalità definite con regole tecniche adottate ai sensi dell'articolo 71 del D.lgs. n.82/2005 e ciò sia attestato dal gestore del sistema nel messaggio o in un suo allegato.


Le domande di partecipazione dovranno pervenire, indipendentemente dalla data di spedizione e pena l’esclusione, ENTRO E NON OLTRE LE ORE 13 DI VENERDI’ 30 OTTOBRE 2015.