venerdì 2 ottobre 2026

Peste Suina, scatta l’occupazione d’urgenza dei terreni per rafforzare le barriere sull’A1 tra Bologna e Firenze

Il Commissario straordinario alla peste suina africana autorizza l’occupazione temporanea di aree private nei comuni interessati dai lavori. L’intervento punta a chiudere i varchi sotto l’autostrada e impedire il passaggio dei cinghiali infetti verso le aree ancora indenni.



di Dubbio


Il Commissario straordinario alla peste suina africana, Giovanni Filippini, ha autorizzato l’occupazione temporanea d’urgenza di numerose aree private lungo l’asse appenninico dell’A1 tra Bologna e Firenze, nell’ambito degli interventi di rafforzamento delle barriere contro la diffusione della peste suina africana (PSA).

Il provvedimento si inserisce nelle misure straordinarie adottate per contenere l’epidemia e proteggere i territori appenninici non ancora interessati dalla presenza del virus. La strategia prevede il potenziamento delle recinzioni già esistenti lungo l’autostrada, con particolare attenzione alla chiusura dei varchi sotto il piano autostradale, come tombini, sottopassi e passaggi in corrispondenza dei ponti, che possono consentire il transito dei cinghiali selvatici.

L’intervento sulla dorsale appenninica

La necessità di rafforzare le barriere era stata evidenziata dal Gruppo operativo degli esperti nella riunione del 24 marzo 2026. Il Commissario aveva quindi segnalato ad Autostrade per l’Italia la necessità di intervenire rapidamente sulla tratta A1 compresa tra Bologna e Firenze, alla luce dell’evoluzione del quadro epidemiologico.

L’intervento è stato successivamente disciplinato dalla convenzione del 20 luglio 2026 sottoscritta da ASPI, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Commissario straordinario alla PSA. La convenzione prevede in via prioritaria il rafforzamento delle recinzioni tra il km 225+500 e il km 257+500, con la possibilità di estendere gli interventi, per motivi sanitari, alla restante dorsale appenninica tra il km 198+000 e il km 276+000.

I lavori prioritari sono articolati in tre lotti:

  • Lotto 1: dal km 225+500 al km 229+000;
  • Lotto 2: dal km 229+000 al km 245+500;
  • Lotto 3: dal km 245+500 al km 257+500.

Le opere interesseranno aree comprese nel sedime autostradale, nella fascia di rispetto o nelle immediate vicinanze dell’autostrada, anche su terreni di proprietà privata.

Occupazione temporanea dei terreni

Per consentire l’esecuzione dei lavori, il Commissario ha disposto l’occupazione temporanea d’urgenza delle aree private individuate negli allegati al provvedimento.

Le particelle interessate ricadono nei territori dei comuni di Barberino di Mugello, Calenzano, Castiglione dei Pepoli, Firenzuola, Grizzana Morandi, Marzabotto, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro e Sasso Marconi.

I nominativi dei proprietari sono omessi nel provvedimento diffuso nella forma qui considerata, mentre sono riportati i relativi riferimenti catastali, suddivisi per Comune.

L’occupazione è finalizzata esclusivamente alla realizzazione delle opere di barrieramento. Una volta completati gli interventi, le strutture dovranno essere consegnate alle Regioni interessate o ad altro ente individuato dal Commissario, secondo quanto previsto dall’ordinanza commissariale n. 4 del 6 luglio 2026.

Un intervento definito di interesse nazionale

Il provvedimento qualifica gli interventi come urgenti e indifferibili, in considerazione della situazione epidemiologica e della necessità di tutelare la salute animale e la filiera agroalimentare.

La normativa nazionale consente al Commissario straordinario, in presenza di situazioni eccezionali e di grave pericolo, di adottare provvedimenti contingibili e urgenti e di autorizzare, quando necessario, l’occupazione d’urgenza di terreni privati per la realizzazione delle strutture di contenimento della PSA.

Il progetto di rafforzamento delle barriere è stato approvato con dichiarazione di pubblica utilità. Per l’occupazione delle aree interessate è stato individuato come responsabile del procedimento, per conto della concessionaria autostradale ASPI, l’ingegner Maximiliano Poggi.

L’obiettivo operativo è creare una barriera più continua lungo la dorsale appenninica, riducendo al minimo i possibili punti di attraversamento della fauna selvatica e contribuendo così a limitare la propagazione della peste suina africana verso nuovi territori.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Naturalmente tutto tace sul fronte delle responsabilità di quanto sta accadendo. Chi li ha introdotti i cinghiali sul nostro territorio? Perché? E' una vergogna nazionale!