Il Commissario straordinario alla peste suina africana autorizza l’occupazione temporanea di aree private nei comuni interessati dai lavori. L’intervento punta a chiudere i varchi sotto l’autostrada e impedire il passaggio dei cinghiali infetti verso le aree ancora indenni.
di Dubbio
Il Commissario straordinario alla peste suina africana, Giovanni
Filippini, ha autorizzato l’occupazione temporanea d’urgenza di numerose
aree private lungo l’asse appenninico dell’A1 tra Bologna e Firenze,
nell’ambito degli interventi di rafforzamento delle barriere contro la
diffusione della peste suina africana (PSA).
Il provvedimento si inserisce nelle misure straordinarie adottate per
contenere l’epidemia e proteggere i territori appenninici non ancora
interessati dalla presenza del virus. La strategia prevede il potenziamento
delle recinzioni già esistenti lungo l’autostrada, con particolare attenzione
alla chiusura dei varchi sotto il piano autostradale, come tombini, sottopassi
e passaggi in corrispondenza dei ponti, che possono consentire il transito dei
cinghiali selvatici.
L’intervento sulla dorsale appenninica
La necessità di rafforzare le barriere era stata evidenziata dal Gruppo
operativo degli esperti nella riunione del 24 marzo 2026. Il Commissario
aveva quindi segnalato ad Autostrade per l’Italia la necessità di intervenire
rapidamente sulla tratta A1 compresa tra Bologna e Firenze, alla luce
dell’evoluzione del quadro epidemiologico.
L’intervento è stato successivamente disciplinato dalla convenzione del
20 luglio 2026 sottoscritta da ASPI, Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti e Commissario straordinario alla PSA. La convenzione prevede in via
prioritaria il rafforzamento delle recinzioni tra il km 225+500 e il km
257+500, con la possibilità di estendere gli interventi, per motivi
sanitari, alla restante dorsale appenninica tra il km 198+000 e il km 276+000.
I lavori prioritari sono articolati in tre lotti:
- Lotto 1: dal km
225+500 al km 229+000;
- Lotto 2: dal km
229+000 al km 245+500;
- Lotto 3: dal km
245+500 al km 257+500.
Le opere interesseranno aree comprese nel sedime autostradale, nella fascia
di rispetto o nelle immediate vicinanze dell’autostrada, anche su terreni di
proprietà privata.
Occupazione temporanea dei terreni
Per consentire l’esecuzione dei lavori, il Commissario ha disposto l’occupazione
temporanea d’urgenza delle aree private individuate negli allegati al
provvedimento.
Le particelle interessate ricadono nei territori dei comuni di Barberino
di Mugello, Calenzano, Castiglione dei Pepoli, Firenzuola, Grizzana Morandi,
Marzabotto, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro e Sasso Marconi.
I nominativi dei proprietari sono omessi nel provvedimento diffuso nella
forma qui considerata, mentre sono riportati i relativi riferimenti catastali,
suddivisi per Comune.
L’occupazione è finalizzata esclusivamente alla realizzazione delle opere
di barrieramento. Una volta completati gli interventi, le strutture dovranno
essere consegnate alle Regioni interessate o ad altro ente individuato dal
Commissario, secondo quanto previsto dall’ordinanza commissariale n. 4 del 6
luglio 2026.
Un intervento definito di interesse
nazionale
Il provvedimento qualifica gli interventi come urgenti e indifferibili,
in considerazione della situazione epidemiologica e della necessità di tutelare
la salute animale e la filiera agroalimentare.
La normativa nazionale consente al Commissario straordinario, in presenza
di situazioni eccezionali e di grave pericolo, di adottare provvedimenti
contingibili e urgenti e di autorizzare, quando necessario, l’occupazione
d’urgenza di terreni privati per la realizzazione delle strutture di
contenimento della PSA.
Il progetto di rafforzamento delle barriere è stato approvato con
dichiarazione di pubblica utilità. Per l’occupazione delle aree interessate è
stato individuato come responsabile del procedimento, per conto della
concessionaria autostradale ASPI, l’ingegner Maximiliano Poggi.
L’obiettivo operativo è creare una barriera più continua lungo la dorsale appenninica, riducendo al minimo i possibili punti di attraversamento della fauna selvatica e contribuendo così a limitare la propagazione della peste suina africana verso nuovi territori.
1 commento:
Naturalmente tutto tace sul fronte delle responsabilità di quanto sta accadendo. Chi li ha introdotti i cinghiali sul nostro territorio? Perché? E' una vergogna nazionale!
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