giovedì 29 giugno 2017

Monzuno. E' nato il comitato 'Via le pale dall’Acqua Fresca'.



Acque agitate sul versante del Setta di Monzuno. E’ stata programmata l’installazione di alcune pale eoliche e ciò ha tolto il sonno  a molti.
Per avviare un’azione finalizzata a impedire quello che viene ritenuto uno ‘scempio ambientale, visivo e strutturale’ o per lo meno ridimensionarlo a una ‘portata’ accettabile, c’è in corso una mobilitazione organizzata nel comitato «Via le pale dall’Acqua Fresca»
Il Comitato ha indetto  per domani, venerdì 30 giugno, alle 20.30, nella biblioteca comunale di  Monzuno, un incontro informativo sul ‘ parco eolico in costruzione presso il bivio di Gabbiano a Monzuno’.
Nell’invito si evidenzia:
“L’opera prevede l’installazione del primo di una serie di aerogeneratori della potenza autorizzata di 60 kW, ma delle dimensioni di 1.000 kW (1 MEGAWATT!!) a pochi metri da un quadrivio intensamente frequentato.
Il parco insiste su un area la cui stabilità risulta compromessa da numerosi eventi franosi e smottamenti.
Le autorizzazioni sono state concesse «Preso atto del silenzio dell’Ufficio Edilizia del Comune di Monzuno circa l’attivazione della conferenza dei servizi […] e per la Valutazione di Incidenza Ambientale» e senza interessare la popolazione».
La serata informativa è stata organizzata nell’intento di sopperire alla palese volontà di mantenere la notizia riservata e per fornire alla popolazione tutte le informazioni sugli impatti che comporta l’autorizzazione".
Il comunicato termina con la singolare e ironica firma:  
‘Un gruppo di elettori “incompetenti” e “non degni” di ricevere informazioni’.

Si trova poi on line un secondo comunicato, quello dell’amministrazione comunale,  dal titolo: ‘Impianto eolico presso Acquafresca, le preoccupazioni del Comune’.

L'amministrazione comunale di Monzuno condivide le preoccupazioni di tanti in merito all'installazione di alcune pale eoliche nei pressi della località Acquafresca. Tuttavia sottolinea che da  verifiche fatte emerge come, da un punto di vista normativo, tale installazione sia perfettamente in regola.

Gli apparati con potenza inferiore a 60 KWh sono agevolati dallo Stato che per loro ha pensato alla cosiddetta "PAS" (Procedura Abilitativa Semplificata): in merito i Comuni non hanno voce in capitolo. L'autorizzazione in questi casi non è neppure richiesta.

Non solo, se il Comune non si attiene alle procedure può essere chiamato a pagare i danni all'azienda che ha fatto richiesta di installazione.


A conferma di ciò recenti sentenze dei tribunali amministrativi hanno condannato quei comuni che hanno introdotto criteri di localizzazione degli impianti diversi dalle linee guida statali o dalla normativa regionale.

Certo è difficile non notare come questa norma presenti diverse anomalie, soprattutto perché misura gli impianti in base alla loro potenza elettrica, ma non alla dimensione strutturale.
 L'apparato in fase di installazione a Monzuno ha le dimensioni di un impianto che potrebbe produrre 1 Megawatt - con il relativo impatto visivo -  depotenziato a 60 KWh.

Nei prossimi giorni osserveremo come evolverà la situazione che sarà costantemente monitorata dall'ufficio tecnico e dalla polizia municipale.


3 commenti:

Anonimo ha detto...

Mha? il petrolio per le centrali non va bene, il carbone non va bene, il gas non va bene, figuriamoci il nucleare!!! i pannelli solari per produrre tanta elettricità coprirebbero ettari di terreno....acqua per centrali idriche non ne abbiamo...ma come farà questa gente a ricaricare i loro IPhone alla sera'

Non va mai bene niente, viaggio spesso all'estero e di pale ne vedo tantissime, ma noi l'elettricità vorrà dire che compreremo quasi tutta dai paesi confinanti (prodotta con le centrali nucleari a pochi km dai confini) quindi?

Anonimo ha detto...

Anonimo senta, assolutamente niente contro l'eolico mi creda, venga però a vedere la bellezza del luogo scelto per l'impianto poi ne riparliamo

Anonimo ha detto...

Caro anonimo spero non metteranno mai a 200 metri da casa tua non si sa quante di queste splendide torri alte un centinaio di metri già piene di ruggine, in una zona dove esistono 5 (cinque) frane, su un crinale, in un'area corridoio per avifauna migratoria, a meno di 5 km da un parco senza nemmeno informarti preventivamente