venerdì 23 giugno 2017

“Chef al Massimo” si trasferisce a Sasso Marconi. Zivieri: "Grazie Monzuno, ma ormai siamo troppo grandi".

La nona edizione della manifestazione enogastronomica che in questi anni ha raccolto migliaia di appassionati nel paese appenninico si trasferisce in un agriturismo. Troppo grandi ormai i costi e i vincoli per sostenere questi eventi in piena sicurezza in spazi pubblici


Con il titolo-precisazione: “Grazie Monzuno, ormai siamo troppo grandi” è stata data informazione che il frequentatissimo appuntamento con la cucina d'eccellenza organizzata in “Chef al Massimo” si trasferisce da Monzuno a Sasso Marconi. I tantissimi cultori del buon cibo che vogliono partecipare all'attesissimo appuntamento annuale sono in continua crescita e, pur mobilitando l'intero paese, il numero imponeva sforzi logistici e organizzativi elevatissimi. L'ipotesi di un trasferimento a Sasso Marconi era nell'aria da tempo. L'azienda Zivieri 'campione' nel sapere offrire quanto soddisfa i palati più attenti, ha trovato nell'agriturismo Le Conchiglie la struttura capace di soddisfare le esigenze dell'appuntamento. L'agriturismo, posto in una zona collinare di altitudine simile a Monzuno, infatti dispone di grandi e accoglienti spazi e di strutture capaci. La 'location' è quindi certamente adatta alla grande kermesse. Quest'anno quindi 'la prova del fuoco' o meglio ancora 'la prova dei cuochi' a 'Le Conchiglie' .

Il comunicato:


La nona edizione di “Chef al Massimo”, la manifestazione dedicata al ricordo di Massimo Zivieri e organizzata dalla omonima azienda che negli anni è diventata un appuntamento imprescindibile per gli amanti della buona tavola, non si svolgerà a Monzuno ma presso l’Agriturismo Le Conchiglie a Sasso Marconi.
In una lettera ai numerosissimi appassionati la famiglia Zivieri illustra i motivi di questa scelta “Pur con un grandissimo dispiacere nel cuore, con la consapevolezza di aver creato un’alchimia unica tra l’evento di paese ed una rassegna enogastronomica secondo noi irripetibile, salutiamo il Comune di Monzuno. Ringraziamo l’amministrazione comunale che fin da subito ci ha supportato ed aiutato in questo sogno a cielo aperto e tutto il paese (sia quello che aspettava un anno per l’altro questo evento, sia quei pochi che infastiditi se ne domandavano il valore aggiunto). L’immagine dei tanti volontari che animava le vie del paese rimarrà uno dei pezzi pregiati della collezione”.
La lettera spiega come ormai le dimensioni e la partecipazione raggiunta (oltre 2500 persone per un evento a numero chiuso e tanti rimasti a malincuore fuori dalle liste d’attesa), unita ad una gestione privata del suolo pubblico, avrebbero imposto misure di sicurezza, tempi di allestimento e sgombero fuori dalla portata degli organizzatori. Quello che di tragico sta succedendo in giro per il mondo ha riflessi anche sui piccoli paesi dell’Appennino; quindi tenendo conto delle normative più stringenti in termini di sicurezza e del nostro budget limitato, la famiglia Zivieri si è resa conto che non sarebbe stata in grado di continuare nel pieno rispetto della legge, senza mettere in difficoltà nessuno e senza chiedere sconti.
La lettera si chiude con il saluto della famiglia Zivieri al territorio che ha accolto e visto crescere la manifestazione: “il nostro più sentito e sincero ringraziamento al Comune di Monzuno, al sindaco Marco Mastacchi, alle centinaia di volontari che hanno permesso di trasformare il nostro sogno e la nostra utopia in qualche cosa di concreto, di vero e di realizzabile; augurandoci che non sia un piccolo spostamento territoriale ad interrompere questo sogno e questa voglia di continuare insieme”.
Non nasconde il suo rammarico il sindaco di Marco Mastacchi che questa manifestazione ha visto nascere con un successo sempre più straordinario “le misure si sicurezza che ci vengono richieste a seguito degli ultimi drammatici eventi possono mettere in difficoltà gli organizzatori e gli amministratori pubblici. A Monzuno avremmo dovuto ridurre molto la partecipazione, a fronte di una richiesta sempre crescente. Meglio allora chiudere così con il ricordo delle migliaia di persone che ci hanno fatto visita in questi bellissimi otto anni nella consapevolezza che Monzuno e Chef al Massimo rimarranno sempre indissolubilmente legati”. 


 

1 commento:

Anonimo ha detto...

Per onere di verità il sindaco che ha visto nascere Chefal Massimo era Andrea Marchi