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lunedì 17 dicembre 2018

A Casalecchio di Reno uno sguardo su ' Il Biafra, mezzo secolo dopo la guerra civile'

A cura del Centro Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale

Domani martedì 18 dicembre, alle 20,45, alla Casa per la Pace la Filanda, incontro sul tema “Biafra mezzo secolo dopo la guerra civile: una ferita ancora aperta”.
Sono previsti gli interventi di Vittorio Pallotti e di Alessandro Michelucci, giornalista e traduttore. Per l'occasione saranno esposti alcuni manifesti originali dell'epoca sul tema e saranno proiettati documenti e immagini.
 
La guerra del Biafra (1967 – 1970) sfociò in un genocidio e in una catastrofe umanitaria. Dimenticata da tutti, quella tragedia ha lasciato una ferita profonda nella società nigeriana, sia in termini politici che culturali. Negli ultimi anni, in un contesto geopolitico completamente diverso, è riemerso il separatismo biafrano. E’ opportuno quindi riflettere sul filo rosso che lega l’eredità della guerra civile ai fermenti politici più recenti, dove gioca un ruolo importante l’affermazione del terrorismo islamico (Boko Haram).
 
Vittorio Pallotti. Nel 1968 e 1969 ha fatto parte della segreteria del Comitato Nazionale per la Pace in Biafra. Dal 1979 al 1983 ha militato nella Lega per il Disarmo Unilaterale di Carlo Cassola. Nel 1984 è stato co-fondatore dell’Associazione bolognese “Antimilitarismo e Disobbedienza Nonviolenta – ADN. Nel 1993 ha fondato il Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale. dal 2001 fa parte dell’Associazione Percorsi di Pace che ha la sede nella Casa per la Pace. E’ stato anche co-fondatore negli anni ’90 del Comitato promotore della Scuola di Pace di Monte Sole (Marzabotto),
 
Alessandro Michelucci, giornalista e traduttore, si occupa dei problemi delle minoranze e dei popoli indigeni. Collabora a varie pubblicazioni e dirige la rivista telematica “La causa dei popoli” dedicata a questi temi.

venerdì 19 febbraio 2016

La nipote di Mussolini scrive all'Anpi: "Riscriviamo insieme la storia".L'associazione dei partigiani aveva protestato contro la presentazione di un libro su Rachele Guidi. "Dialoghiamo per capire cosa accadde in quei giorni tremendi di guerra civile"

Soddisfiamo la richiesta di un lettore:


Imola, la nipote di Mussolini scrive all'Anpi: "Riscriviamo insieme la storia"

 "Penso sia arrivato il momento di riscrivere la storia, insieme, senza farci prendere ed accecare dall'odio. E' arrivato il momento di aprire le porte di un mondo dove ognuno di noi faccia i conti con la nostra storia. Le chiedo di poter vedere insieme le carte del nostro passato per poter riscrivere il nostro futuro". E' un passaggio della lettera che Edda Negri Mussolini, nipote del Duce, invia al presidente nazionale dell'Anpi Carlo Smuraglia, dopo che l'associazione dei partigiani ha definito "inopportuna" l'annunciata presentazione il 26 febbraio a Imola, del suo libro 'Donna Rachele mia nonna - La moglie di Benito Mussolini'.

Edda Negri Mussolini, figlia di Anna Maria, ultimogenita di Rachele Guidi e Benito Mussolini, con una lettera pubblicata dal QN replica al presidente dell'Anpi imolese, l'ex parlamentare Bruno Solaroli, secondo il quale "un contesto che illumini solo 'la dimensione umana della storia', come recita la descrizione dell'evento, è frutto della consapevole scelta di non indagare nel suo contesto la figura di questa donna suggerendone solo lo scorcio del quadro famigliare, nel tentativo di una sua legittimazione". Per l'Anpi, estraendo dalla dimensione politica si finisce per "glorificare oltre la famiglia anche Mussolini e le sue gesta drammatiche per l'Italia e non solo".

"Molto probabilmente si meraviglierà di ricevere questa mail da una discendente della famiglia Mussolini, ma penso, dopo 70 anni, sia giunto il momento - scrive Edda Negri a Smuraglia - di incominciare a dialogare e cercare di capire, da entrambe le parti, cosa accadde in quei giorni tremendi. Dove la nostra Patria fu dilaniata in una guerra civile". "Vi furono troppi morti da entrambe le parti. Ognuno credeva in un ideale, che in quel momento per lui era legittimo. Il sangue sparso era dello stesso colore, i pianti di quelle madri, padri, fratelli e sorelle era uguale. Lacrime che bagnavano la terra della nostra amata Patria".

Una polemica che segue di pochi giorni quella sorta per l'impegno economico (4,5 milioni di euro) che Governo e istituzioni locali sosterranno per un
museo sulla storia del Fascismo che avrà sede a Predappio.


Da R.it BOLOGNA


giovedì 11 giugno 2015

La storia della guerra civile italiana in terra emiliana senza veli in un conferenza a Sasso Marconi.



'SACERDOTI e DONNE nell’INFERNO della GUERRA CIVILE (1943-1945)'  è l’argomento della conferenza che si tiene nella  Sala della Parrocchia di Sasso Marconi, sabato prossimo 13 giugno, alle 15.30.

Interverranno il parroco Don Dario Zanini, autore di ‘Marzabotto e Dintorni 1944’, frutto di una lunga meticolosa ricerca sui fatti che hanno insanguinato queste terre durante l’occupazione tedesca, la scrittrice Elena Bianchini Braglia, autrice di 'Calvario Rosso, Storia di una Violenza Partigiana' , il giornalista Andrea Zambrano che ha pubblicato la storia del Beato Rolando Rivi, martire bambino e il consigliere regionale Galeazzo Bignami.

Ingresso libero.