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domenica 23 settembre 2018

70 sfumature di verde: a Grizzana Morandi per un’anteprima del giardino pomario che sarà

Visite ai luoghi morandiani in occasione della rassegna regionale “Vivi il verde. Alla scoperta dei giardini dell’Emilia-Romagna”

L'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese informa:

Oggi, domenica 23 settembre, dalle 15 alle 18, sarà possibile visitare la casa-museo di Giorgio Morandi a Grizzana Morandi, immersa in quello che il maestro definiva 'il paesaggio più bello del mondo', e gli spazi circostanti. L’appuntamento rientra nella rassegna “Vivi il verde. Alla scoperta dei giardini dell’Emilia-Romagna”, promossa dall’IBC (Istituto per i beni Artistici culturali e naturali e naturali dell’Emilia-Romagna).

Ai partecipanti sarà illustrato il progetto che intende dare vita a un “pomario” con valenza didattico-informativa attorno all’abitazione del pittore. Il tentativo è quello di ricreare l’assetto del paesaggio disegnato così come lo vedeva il maestro negli anni sessanta, quando vi soggiornava e trovava l’ispirazione per i suoi quadri.

L'idea del giardino sarà resa possibile grazie al recupero dell’antica maglia poderale di due fondi agricoli di pertinenza del complesso rurale del Campiaro (circa 25 ettari), ora di proprietà interamente pubblica. Durante la visita sarà possibile “vedere” il paesaggio morandiano e le sue 70 sfumature di verde (tante ne aveva contate il maestro) con l’occhio dell’artista.


Il progetto vuole recuperare inoltre l’agrobiodiversità dell’Appennino Bolognese; nei paesaggi morandiani infatti si potevano vedere le coltivazioni, il lavoro dell’uomo, i frutti di tante piante e varietà che erano produzioni tipiche della zona e che oggi rischiano di scomparire.

La partecipazione è gratuita.

Per informazioni: 051 6730311, 366 1433930 biblioteca@comune.grizzanamorandi.bo.it


venerdì 25 maggio 2018

L’Unione dell’Appennino cerca gestore dei rifiuti

Avviata un’indagine di mercato per un supporto legale e giuridico su cui avviare la cessione di quote azionarie Cosea Ambiente Spa e dare in concessione l’impianto di smaltimento rifiuti di Ca’ dei Ladri a Gaggio Montano.



L'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese informa che si sta cercando un servizio di supporto legale e giuridico per predisporre gli atti di una gara: l’obiettivo è cedere le quote azionarie del Cosea Ambiente Spa e concedere l’impianto di smaltimento rifiuti di Ca’ dei Ladri a Gaggio Montano.

È quanto emerge da una manifestazione di interesse, che scade il prossimo 25 maggio, pubblicata sul sito dell’ente. Si richiedono insomma competenze altamente specialistiche per gestire un procedimento tramite il quale l’Unione, per conto dei comuni aderenti e di quelli deleganti, chiuderà una fase storica avviata nel lontano 1983 per aprirne un’altra. L’obiettivo infatti è cedere le quote azionarie del Cosea Ambiente. L’acquirente, individuato tramite una gara pubblica, sarà l’operatore chiamato ad occuparsi della raccolta e del trasporto dei rifiuti e a prendere in concessione l’impianto di Gaggio Montano.


La Regione Emilia-Romagna, tramite la legge sull’economia circolare, ha infatti posto l’ambizioso obiettivo di far pagare al cittadino una tariffa puntuale sulla base della quantità di rifiuti non differenziati che produrrà, entro il 2020. Non più quindi un tributo fisso, calcolato sulla base di variabili imprecise quali i componenti familiari o la metratura dell’appartamento, ma una tariffa che, accanto ad una parte fissa e ad un’altra che continuerà ad essere calcolata secondo indici e stime, avrà una quota misurata con precisione.
Le premesse per ora sono incoraggianti: nei comuni in Emilia-Romagna infatti dove la tariffa puntuale è già partita, finora sono una cinquantina, c’è stato un aumento della raccolta differenziata che è arrivata a raggiungere valori medi attorno al 79%. Certo questo è stato possibile grazie a notevoli investimenti in attività di controllo e gestione della raccolta. Investimenti, risorse e strutture che superano le possibilità di un consorzio di comuni che, nato con la preziosa collaborazione tra comuni emiliani e toscani, ha cominciato a vacillare quando per questi ultimi si è prefigurata l’uscita dal consorzio, dal momento che la Regione Toscana ha indetto una gara unica per la raccolta dei rifiuti nelle province di Firenze, Prato e Pistoia. Gara che si è completata nel 2016. Senza contare che anche per il bacino di Bologna ci sono le premesse per l’individuazione tramite gara di un unico gestore.



martedì 22 maggio 2018

Castel d'Aiano ha bisogno di un operaio


Marco segnala:

E' indetto un concorso pubblico per esami per la copertura di un (1) posto a tempo indeterminato nel profilo di “Operaio” presso il Comune di Castel d’Aiano e per la formazione di una graduatoria valida nell’ambito degli Enti dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese.

La graduatoria del concorso conserva efficacia per tre anni.

Al concorso possono partecipare i candidati in possesso della cittadinanza italiana e i cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea nonché i soggetti individuati dall’art.38 del D.lgs. n.165/2001 così come modificato dalla legge n.97/2013.
Devono possedere i seguenti requisiti:
1)
godere dei diritti civili e politici anche negli Stati di appartenenza o di provenienza;
2)
essere in possesso, fatta eccezione della titolaritàdella cittadinanza italiana, di tutti gli altri requisiti previsti per i cittadini della Repubblica;
3)
avere adeguata conoscenza della lingua italiana attestata, nel caso in cui il titolo di studio per l’accesso al concorso sia stato conseguito all’estero, dal possesso del Certificato di conoscenza della lingua italiana, rilasciato da enti pubblici ab
ilitati dal MIUR, a livello B2 o superiore;
b)
età non inferiore agli anni 18;
c)
idoneità allo svolgimento delle mansioni relative al posto da ricoprire, facoltativamente accertata dall'amministrazione per i concorrenti utilmente col
locati in graduatoria, fatta salva la tutela dei portatori di handicap di cui alla legge 5 febbraio 1992, n.104;
d)
godimento dei diritti civili e politici;

Le prove di esame consistono in UNA PROVA PRATICA ed UNA PROVA ORALE.
La graduatoria di merito sarà formulata sommando la votazione riportata alla prova pratica con la votazione ottenuta alla prova orale.


La domanda dovrà essere inviata attraverso la procedura on-line entro  entro GIOVEDI’ 21 GIUGNO 2018.

Informazioni o copia del Bando di Concorso, possono essere richiesti al Servizio Associato per la gestione del Personale presso l’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese: telefono 051/911056 – e-mail: personale@unioneappennino.bo.it


domenica 6 maggio 2018

I parchi l' elemento chiave per il rilancio turistico dell'Appennino: un convegno a Marzabotto conferma le prospettive del settore

Durante un convegno a Marzabotto organizzato dall’Ente Parchi dell’Emilia Orientale si è discusso del ruolo che i parchi e le aree protette possono avere per il rilancio del turismo dell’Appennino bolognese. Secondo uno studio presentato per ogni euro speso in conservazione e valorizzazione della natura se ne ricavano 8 di fatturato turistico

Arretra la produzione agricola in Appennino (anche i giovani, in controtendenza rispetto il dato nazionale, se ne vanno), più che sofferente quella industriale - artigianale. Si punta ora all'economia ambientale, quella che ha nei parchi la chiave attrattiva e il fiore all'occhiello. Sarà veramente così? Si ritiene che sarà così leggendo gli atti di un convegno che si è tenuto a Marzabotto.

Nell'informazione dell'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese si legge infatti:

L’Appennino bolognese ospita 3 dei 5 parchi della Città metropolitana di Bologna ed i tempi sono maturi perché queste aree entrino a far parte pienamente dell’offerta presentata dalla Destinazione Turistica. Si è discusso di questo e di altro nel convegno organizzato a Marzabotto dall’Ente Parchi durante la mattinata del 4 maggio: un tema su cui tutti i relatori sono stati concordi è stato quello che occorre superare la dicotomia tra tutela del territorio e sviluppo economico: le due esigenze possono convivere, anzi la tutela della biodiversità è un elemento chiave da valorizzare nella costruzione dei prodotti turistici.

L’assessore al turismo dell’Emilia-Romagna Andrea Corsini (nella foto) ha spiegato che “se una volta i parchi potevano essere considerati un valore aggiunto dell’offerta turistica, oggi ne rappresentano un elemento strutturale. C’è un interesse crescente nei confronti di un turismo lento, verde, ecologico, di un turismo estivo e sportivo, sia in Italia che all’estero, e l’Appennino è sulla strada giusta per valorizzarlo. In questo modo si si favorisce la coesione sociale e si contrasta lo spopolamento della montagna. La Destinazione Turistica può essere l’occasione per fare il salto di qualità”. 
Durante il suo intervento la collega Paola Gazzolo ( nella foto), assessore alla protezione civile, ha sottolineato i meriti di una Regione che da un lato per il quarto anno consecutivo rappresenta la locomotiva della crescita italiana, dall’altra “è da sempre all’avanguardia per i temi della sostenibilità ambientale. Abbiamo previsto di aumentare le risorse per i parchi regionali e individuato 4,4 milioni per nuovi investimenti. Siamo tra i pochi ad aver sottoscritto una legge sull’economia circolare e soprattutto prevediamo in dieci anni di investire circa un miliardo di euro per la difesa del territorio, ricco ma fragile. Abbiamo infatti monitorato oltre 80 mila frane sui nostri monti, di cui 30 mila attive, e abbiamo decine di chilometri di erosione costiera. In tre anni abbiamo investito circa 347 milioni di quel miliardo previsto”.
Durante il convegno sono stati presentati i risultati di una indagine commissionato dall’Ente Parchi e realizzata dalla società “Eco & Eco”: le aree protette dell’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese (il Corno alle Scale, il Contrafforte Pliocenico con Pianoro e Sasso Marconi, Monte Sole, Suviana e Brasimone) e quelle di Monteveglio e dei Gessi Bolognesi ospitano complessivamente 256 aziende agricole, 27 agriturismi, 6 fattorie didattiche. Ogni anno quasi 18 mila studenti le visitano (soprattutto Monte Sole, per il suo valore storico, che conta 6300 visite l’anno). Dopo anni difficili di calo dei visitatori, la tendenza è stata invertita: i dati del 2016 parlano di 2.984.965 presenze turistiche e 320.711 escursionisti: a tale movimento gli autori dalle ricerca, attribuiscono un fatturato stimato pari a 15.065.975 € al netto del contributo del Comune di Bologna. Si tratta della cosiddetta “visitor economy”: la natura tutelata diventa cioè attrattore di flusso turistico. Sempre secondo questi dati, considerando che il bilancio dell’Ente Parchi nel 2016 era di circa due milioni di euro, si può dedurre che per ogni euro speso in conservazione e valorizzazione della natura corrispondono 8 € di fatturato turistico.
Non è un caso se allora la Destinazione Turistica della Città metropolitana di Bologna, rappresentata durante il convegno dalla direttrice Giovanna Trombetti, e Bologna Welcome, per cui ha parlato il direttore Patrik Romano, dal 2015, anno in cui si è formato il Tavolo per il Turismo in Appennino, hanno cominciato a progettare nuovi prodotti turistici per l’Appennino, lavorando sull’autenticità e sul rapporto stretto con i territori e gli amministratori. Uno degli obiettivi di Bologna è proprio quello di trasferire parte del flusso turistico che oggi si concentra sul centro storico su tutto il territorio metropolitano. Tenendo bene a mente che in questi casi occorre fare delle scelte: non tutto è turistico. Si sono individuati per esempio alcuni dei numerosi sentieri da valorizzare e per i quali garantire la manutenzione e la fruizione, con l’obiettivo di replicare il successo di Bologna, dove si sono trasformati i passeggeri in turisti, lavorando su contenuti, accoglienza e prodotti. A tal proposito è stata annunciata l’intenzione di far nascere per il 2019 un punto di accoglienza turistica nel centro storico di Bologna, completamente dedicato all’offerta turistica dei parchi e dell’Appennino. Senza contare progetti già in via di definizione come la pista ciclabile Eurovelo 7, il centro di documentazione per la Linea Gotica a Vergato e l’ampliamento della Casa della Cultura di Marzabotto che, come ricordato dal sindaco di Marzabotto Romano Franchi, diventerà una vera e propria porta d’accesso al turismo in Appennino, con un infopoint dedicato a tutti i visitatori e gli uffici dell’Ente Parchi. Sindaco di Marzabotto che, in qualità di presidente dell’Unione, si è anche domandato come mai tra le funzioni associate che la Regione finanzia e promuove non ci sia quella della cultura e del turismo, sulla quale l’Unione dei comuni dell’Appennino ha investito da subito.
Da non trascurare infine le esperienze vincenti da cui prendere spunto: Giampiero Samurri, presidente nazionale FederParchi, ha infatti ricordato quanto prezioso sia il ruolo delle guide. Possono aiutare a godere di spettacoli non ripetibili, come la vista di un animale, a preservare e controllare il territorio, ad arricchire l’esperienza dei turisti che dimostrano di gradire. E non sono un costo, perché l’esperienza delle isole toscane dimostra come i turisti per una visita guidata paghino volentieri il costo del biglietto”.


Difficile credere che l'economia dell'Appennino possa essere resa fiorente dal solo turismo. Lo stesso Corno alle Scale ha evidenziato criticità. L'economia sarà 'sufficiente' e non fiorente, se le eccellenze dell'Appennino saranno riconfermate a partire delle Terme porrettane, dall'agricoltura e dai poli industriali spazzati via dalla globalizzazione e dalle carenze strutturali. Ma qui il discorso si appesantisce e soprattutto c'è chi di fronte a tali carenze dovrebbe battersi il petto con dei 'mea culpa' e il mea culpa nessuno lo vuole fare.


mercoledì 4 ottobre 2017

' Borghi Di ... Vini' termina con un retrogusto un po' amaro.

L'atteso e apprezzato evento 'Borghi Di...vini', la manifestazione che vede l'Appennino mettersi in vetrina con i suoi magnifici borghi storici che fanno da cornice alla presentazione delle eccellenze vinicole del territorio, degustate al fresco estivo delle colline bolognesi e con le proposte culinari tradizionali, termina quest'anno con una antipatica coda polemica che vede al centro il direttore artistico della manifestazione, Serena Tracchi.

La direttrice è stata accusata in numerosi post sui social e in pubblicazioni di periodici locali, di incompetenza, di inadeguatezza nella sua attività organizzativa e persino di aver assunto un ruolo inopportuno di cassiera, non conforme al suo incarico. La critica, sfociata a volte in denigrazione, ha notevolmente sorpreso la destinataria che si è sentita immotivatamente portata alla gogna mediatica e 'ingiustamente penalizzata dal non rispetto del diritto di cronaca, sfociato in una becera critica' , come si legge nella denuncia della signora che ritenendo di non aver avuto il legittimo diritto di replica e di esprimere il suo punto di vista è ricorsa alla tutela legale dell'avvocato Maria Francesca Carbonaro e sta valutando l'opportunità di ricorrere al giudizio del giudice ordinario.

L'avvocato ha già inviato per la pubblicazione una sua replica ai denigratori della signora che difende. Non lo dice apertamente , ma si ricava che si augura che 'la replica difensiva venga pubblicata finché la memoria della denigrazione è viva' e non al termine dell'eventuale giudizio che solitamente giunge dopo diversi anni, quando ormai il tutto è finito nel dimenticatoio.

L'avvocato scrive:

Quando la voglia di screditare supera i dati di fatto! Così la mia cliente Sig.ra Serena Tracchi si difende dalle illazioni mosse sulla manifestazione da Lei promossa "Borghi di vini", contestazione che continua impropriamente anche sui social, dove addirittura Le viene richiesta copia del Curriculum Vitae!!
Le comprovate capacità della mia cliente vengono valutate e apprezzate ogni anno grazie alla conferma da parte del Comune di San Benedetto Val di Sambro, oltre che dalla buona riuscita della stessa organizzazione dell'evento.
Infatti, nella prima e nell'ultima serata si sono superati i 400 calici venduti, sia a Qualto che a Ripoli, dove in ogni località hanno partecipato oltre 1200 persone. Le serate andate male o meno bene a causa del maltempo sono quelle di Zaccanesca, con soli 36 calici e di Pian del Voglio con oltre 200 calici venduti.

In realtà l'associazione culturale di cui la Tracchi fa parte, ossia “L'Alice nel Paese della Meraviglia”, viene coinvolta dal Comune di San Benedetto per aiutare i borghi soprattutto nella parte fiscale (a questo è dovuta altresì la sua presenza fissa in cassa, situazione che le è stata impropriamente contestata), con addirittura anticipo di denaro da parte sua per l'acquisto di calici, sacchette e nonché per la chiamata dei musicisti. L'organizzazione, pertanto, rimane a carico di ogni Borgo, e viene coadiuvata dall'esperienza che il Direttore artistico mette a disposizione per la buona riuscita di ogni serata.
Ed ancora, afferma la Tracchi:"i miei compiti escludono la gestione dei vini, della gastronomia e altre decisioni prese liberamente dal borgo. Cerco di trovare un filo conduttore che leghi le serate nel suo insieme e aiuto nel coordinamento e laddove i borganti non riescano nell'organizzazione, altresì come libera volontaria per riuscire nella valorizzazione del territorio".

mercoledì 11 novembre 2015

Maratona da Savigno a Rocca Corneta alla scoperta della 'Piccola Cassia'.



Riceviamo :

Saranno in tanti sabato prossimo, 14 novembre, al nastro di partenza della Maratona Savigno – Rocca Corneta che prenderà il via alle 19 nell’ambito del Festival Internazionale del Tartufo Bianco Pregiato a Savigno. Cinquanta chilometri a 'passo di corsa' o di camminata per chi preferisce un approccio slow, per scoprire il nuovo percorso turistico lungo la storica strada che attraversa l’Appennino bolognese.

Un iniziativa ludico – sportiva e non agonistica, aperta a camminatori e mountain biker, organizzata dal Comune di Valsamoggia e dall’Unione Comuni Appennino bolognese, per promuovere e fare conoscere il nuovo percorso turistico realizzato sulla strada storica 'Piccola Cassia', nel tratto bolognese tra Monteveglio e Lizzano in Belvedere. E che vedrà, come partecipanti d’eccezione, gli ultra maratoneti della nazionale italiana, capitanati dagli atleti Andrea Accorsi e Monica Bianchetti e gli amministratori e tecnici Angelo Zanetti, Presidente del Consiglio del Comune di Valsamoggia con delega al Turismo e lo Sport e Marco Tamarri, responsabile Turismo e Cultura dell’Unione Comuni Appennino.
Il programma dell’iniziativa si apre alle ore 18.00 con ritrovo al Teatro Comunale di Savigno e il saluto ai partecipanti. A seguire, presentazione del percorso storico “Piccola Cassia” e aperitivo. Partenza della Maratona alle ore 19 con prima tappa a Tolè alle 20.30, dove è previsto un punto di ristoro a cura della Pro Loco e arrivo a Rocca Corneta per le ore 24.
Il Progetto “Piccola Cassia” è stato realizzato in convenzione con il Gruppo di Azione Locale (GAL) Appennino Bolognese e ha visto il Comune di Valsamoggia in qualità di ente capofila e il coinvolgimento dei Comuni di Monte San Pietro e Lizzano in Belvedere e dell’Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese, per i territori di Vergato, Castel d'Aiano e Gaggio Montano.
In un’ottica di promozione del territorio e sviluppo economico delle attività turistiche, ha tracciato l'itinerario “Piccola Cassia” tra Monteveglio e Rocca Corneta con la posa in opera di segnaletica escursionistica e di pannelli descrittivi delle principali emergenze storiche e dei siti naturalistici presenti lungo il percorso. Nell’ambito del progetto è stata, inoltre, realizzata una cartoguida illustrativa del percorso in vendita nelle librerie specializzate.