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venerdì 30 maggio 2014

Il consigliere regionale Andrea Defranceschi commenta le amministrative a urne appena riposte.




Andrea Defranceschi
In molti mi hanno chiesto cosa penso della recente verifica elettorale. 

Ecco qui:

“Se la politica è una questione di numeri, abbiamo perso. Ma se la politica è, come io credo, una questione di impegno, allora il Movimento 5 Stelle vince tutti i giorni.
Le centinaia e centinaia di liste che si sono formate, organizzate e hanno portato cittadini normali dentro le istituzioni, i milioni di voti raccolti in tutta Italia, certificano questo: il successo di un impegno comune. Non abbiamo vinto, ma CI SIAMO IMPOSTI. I CITTADINI SI SONO IMPOSTI.
La vecchia politica è dura a morire, come lo sono i privilegi e le paure. Ma li abbiamo costretti a mettersi in discussione. E ora continueremo a farlo in centinaia di comuni in più, così come in Europa, ogni giorno.
Domani, avremo decine e decine di ragazzi nei consigli comunali, che potranno fare la migliore opposizione che questo Paese ricordi. Ognuno di noi col suo esempio deve dimostrare ogni giorno che esiste un modo diverso di far politica.
Capiamo che il cambiamento spaventi, spaventa anche noi che ne siamo portatori. Ma noi abbiamo in mente un’idea di politica ben precisa. Una politica pulita, fatta di lavoro. Abbiamo in mente un cambiamento culturale ben preciso.
Le elezioni europee hanno premiato quei candidati che con poche urla e molti fatti hanno saputo offrire una visione e garantire affidabilità a quei cittadini che l’aspettavano da tempo. Le amministrative hanno premiato quei gruppi locali che hanno costruito negli anni, giorno dopo giorno, la loro credibilità e difeso sempre gli interessi dei cittadini, anche a discapito dei propri.

Le proteste e gli scontenti? Ringraziamo che ci siano: insegnano. Segnalano.
E soprattutto, SONO LA NOSTRA LINFA: noi siamo nati, per raccogliere lo scontento. Nasciamo per questo. Ora, stiamo imparando a trasformarlo.
Stiamo imparando a costruire nuove forme di amministrazione, come è successo a Parma e come speriamo possa succedere a Modena, dove l’assessore-in-pausa Muzzarelli è stato costretto al ballottaggio e il suo main sponsor Errani a una figuraccia epocale, nonostante la mobilitazione di tutto l’apparato di Partito.

La speranza di vittoria di MARCO BORTOLOTTI e delle ragazze e ragazzi di Modena, invece, è una lezione per tutto il Movimento. Ci indica la strada da percorrere, dopo aver capito e sviscerato tutti gli errori che abbiamo commesso. Marco è una persona perbene: è serio, preparato, non parla mai a caso. Rifugge la ribalta e le telecamere, con l'umiltà di chi si pone al servizio della collettività, non di se stesso.
Ci insegna che dobbiamo tutti insieme ripartire dal lavoro sul territorio.
Dobbiamo togliere molti slogan e aggiungere molti fatti, cos’ come stanno già facendo molti dei ragazzi in Parlamento, nei comuni e nelle regioni.

Ci tocca un compito importante: dobbiamo demolire e ricostruire allo stesso tempo, denunciare ma contro-proporre. Ogni giorno, più consapevoli e forti di prima, continueremo a costruire col lavoro e lo studio una nuova classe politica.
Marco rappresenta quel Movimento 5 Stelle con cui sono nato e da cui dobbiamo ripartire già oggi.





mercoledì 28 maggio 2014

ANONIMATO, abuso da reprimere o libertà da tutelare ?



Da più parti e soprattutto da politici, mi giunge la protesta per la pubblicazione sul blog dei ‘commenti anonimi’, giudicati lo sfogo irrazionale del ‘popolo bue’. Ne consegue la richiesta di pubblicare solo quelli firmati. Ho sempre pubblicato i commenti anonimi per consentire a tutti di esprimere le proprio opinioni senza alcun timore. Dopo le proteste ho voluto fare una breve ricerca e ho trovato molte opinioni autorevoli che confortano il mio operato.  
Invito, per esempio, a leggere la pubblicazione dell’Osservatorio Costituzionale italiano e come considera l’animato l’Ordinamento statunitense che lo ‘tutela’ quale elemento di difesa dalle ‘ ritorsioni da parte di una società intollerante’.  
Ai politici va ricordato che chi indossa ‘l’armatura del gladiatore’ ed entra nell’arena politica, deve mettere in conto fischi e strali del pubblico ‘pagante’.
Infine, a chi ha scritto che ho dovuto togliere un commento rivolto a una persona specifica, ricordo che quale gestore ‘non ho responsabilità sui commenti’ e il commento l’ho tolto di mia iniziativa, non su richiesta, dopo la sottolineatura di un politico amico di cui ho condiviso le considerazioni.
Ecco le pubblicazioni reperibili sul web.

ANONIMATO   OSSERVATORIO COSTITUZIONALE aprile 2014
E’ fortemente presente non solo nel “popolo della rete”, ma anche tra autorevoli studiosi, una sensibilità libertaria secondo la quale l’anonimato è la modalità normale di partecipazione dei cittadini alla discussione pubblica sul
web; con le suggestive espressioni di Stefano Rodotà, l’anonimato si presenta come «una precondizione della libertà di manifestazione del pensiero» e può essere considerato come «un elemento costitutivo della versione digitale della cittadinanza»3.
In altri termini, l’anonimato sarebbe nel codice genetico della rete, costituendo uno strumento necessario per limitare forme sempre più pervasive di sorveglianza da parte di poteri pubblici o privati. Di qui il tentativo di inquadrare il diritto di affacciarsi in modo anonimo in rete come un
diritto fondamentale dell’individuo, necessario anche negli ordinamenti liberal-
democratici per consentire effettivamente a tutti di esprimere le proprie idee senza temere aggressioni, ripercussioni, discriminazioni o esclusioni dai circuiti comunicativi 4.

3 S. RODOTÀ , Il diritto di avere diritti, Roma - Bari, 2012, 392.
4 S. RODOTÀ,Il diritto di avere diritti, cit., 391 ss

Aggiungo quanto riportato da: Anonimato e tutela del dissenso nell’ordinamento statunitense, un paese in cui la Libertà è un valore imprescindibile e su cui si basa il diritto.

La consapevolezza del legame tra garanzia dell’anonymous speech e
tutela delle minoranze e del dissenso è ancora forte nella cultura costituzionale americana, particolarmente sensibile a salvaguardare il diritto delle persone “unpopular” a esprimere liberamente il proprio pensiero, senza
temere ritorsioni da parte di una società intollerante.
È celebre il passaggio della sentenza McIntyre v. Ohio del 1995, ove la Corte Suprema definisce la pubblicazione di testi di contenuto politico anonimi «non una pratica perniciosa e fraudolenta, ma una onorevole tradizione di pressione sul potere e di manifestazione del dissenso», nonché «una barriera contro la tirannia della maggioranza». Di conseguenza, per il giudice americano «la scelta dell’autore di rimanere anonimo, come ogni altra decisione relativa a omissioni o aggiunte di contenuti nello scritto, è un aspetto della libertà di parola tutelata nelI Emendamento»
………..
E tali principi si rinvengono nella giurisprudenza relativa alla garanzia del discorso in forma anonima in rete. Si è affermato che «il diritto di manifestare il pensiero in forma anonima si estende alle espressioni via Internet; l’anonimato in rete, infatti, favorisce una ampia, aperta e variegata circolazione delle idee»

Aggiungo poi che comprendo la volontà di rimanere anonimi ed esprimere  liberamente le proprie idee.
‘La Libertà di esprimere il proprio parere’ è un lusso che si paga molto caro, anche qui a Sasso Marconi e io ne sono un esempio vivente, disponibile ad approfondire il concetto se richiesto, anche dai politici interessati.