Da più parti e soprattutto da politici,
mi giunge la protesta per la pubblicazione sul blog dei ‘commenti anonimi’,
giudicati lo sfogo irrazionale del ‘popolo bue’. Ne consegue la richiesta di
pubblicare solo quelli firmati. Ho sempre pubblicato i commenti anonimi per consentire
a tutti di esprimere le proprio opinioni senza alcun timore. Dopo le proteste
ho voluto fare una breve ricerca e ho trovato molte opinioni autorevoli che
confortano il mio operato.
Invito, per esempio, a leggere la
pubblicazione dell’Osservatorio Costituzionale italiano e come considera l’animato
l’Ordinamento statunitense che lo ‘tutela’ quale elemento di difesa dalle ‘ ritorsioni da parte di una società intollerante’.
Ai politici va ricordato che chi indossa
‘l’armatura del gladiatore’ ed entra nell’arena politica, deve mettere in conto
fischi e strali del pubblico ‘pagante’.
Infine, a chi ha scritto che ho dovuto
togliere un commento rivolto a una persona specifica, ricordo che quale gestore
‘non ho responsabilità sui commenti’ e il commento l’ho tolto di mia iniziativa,
non su richiesta, dopo la sottolineatura di un politico amico di cui ho
condiviso le considerazioni.
Ecco
le pubblicazioni reperibili sul web.
ANONIMATO OSSERVATORIO COSTITUZIONALE aprile 2014
E’
fortemente presente non solo nel “popolo della rete”, ma anche tra autorevoli
studiosi, una sensibilità libertaria secondo la quale l’anonimato è la modalità
normale di partecipazione dei cittadini alla discussione pubblica sul
web; con le
suggestive espressioni di Stefano Rodotà, l’anonimato si presenta come «una
precondizione della libertà di manifestazione del pensiero» e può essere
considerato come «un elemento costitutivo della versione digitale della
cittadinanza»3.
In altri
termini, l’anonimato sarebbe nel codice genetico della rete, costituendo uno
strumento necessario per limitare forme sempre più pervasive di sorveglianza da
parte di poteri pubblici o privati. Di qui il tentativo di inquadrare il
diritto di affacciarsi in modo anonimo in rete come un
diritto
fondamentale dell’individuo, necessario anche negli ordinamenti liberal-
democratici
per consentire effettivamente a tutti di esprimere le proprie idee senza temere
aggressioni, ripercussioni, discriminazioni o esclusioni dai circuiti comunicativi
4.
3 S. RODOTÀ ,
Il diritto di avere diritti, Roma - Bari, 2012, 392.
4 S. RODOTÀ,Il
diritto di avere diritti, cit., 391 ss
Aggiungo
quanto riportato da: Anonimato e tutela del dissenso nell’ordinamento
statunitense, un paese in cui la Libertà è un valore imprescindibile e su cui
si basa il diritto.
La
consapevolezza del legame tra garanzia dell’anonymous speech e
tutela delle
minoranze e del dissenso è ancora forte nella cultura costituzionale americana,
particolarmente sensibile a salvaguardare il diritto delle persone “unpopular”
a esprimere liberamente il proprio pensiero, senza
temere
ritorsioni da parte di una società intollerante.
È celebre il
passaggio della sentenza McIntyre v. Ohio del 1995, ove la Corte Suprema
definisce la pubblicazione di testi di contenuto politico anonimi «non una
pratica perniciosa e fraudolenta, ma una onorevole tradizione di pressione sul potere
e di manifestazione del dissenso», nonché «una barriera contro la tirannia
della maggioranza». Di conseguenza, per il giudice americano «la scelta
dell’autore di rimanere anonimo, come ogni altra decisione relativa a omissioni
o aggiunte di contenuti nello scritto, è un aspetto della libertà di parola
tutelata nelI Emendamento»
………..
E tali principi si rinvengono nella giurisprudenza relativa alla garanzia
del discorso in forma anonima in rete. Si è affermato che «il diritto di
manifestare il pensiero in forma anonima si estende alle espressioni via
Internet; l’anonimato in rete, infatti, favorisce una ampia, aperta e variegata
circolazione delle idee»
Aggiungo poi
che comprendo la volontà di rimanere anonimi ed esprimere liberamente le proprie idee.
‘La Libertà
di esprimere il proprio parere’ è un lusso che si paga molto caro, anche qui a
Sasso Marconi e io ne sono un esempio vivente, disponibile ad approfondire il
concetto se richiesto, anche dai politici interessati.

