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martedì 21 luglio 2020

Bus e treni, arrivano i rimborsi a studenti e pendolari per il mancato utilizzo di abbonamenti e biglietti durante il lockdown

Delibera della Giunta. Corsini: "Regole condivise con aziende di trasporto pubblico e associazioni dei consumatori"

Segnalato da Dubbio 

In arrivo i rimborsi agli abbonati e utenti del servizio ferroviario regionale e del trasporto pubblico locale (bus urbani ed extraurbani) per il mancato utilizzo dei titoli di viaggio durante il periodo del lockdown imposto dall’emergenza Coronavirus. Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale che fissa gli indirizzi destinati alle aziende di trasporto pubblico per uniformare l’applicazione sul territorio regionale dell’articolo 215 del Decreto Rilancio, convertito in legge in via definitiva la scorsa settimana dal Parlamento italiano.

Hanno diritto al risarcimento, precisa la delibera regionale, gli studenti e i lavoratori-pendolari titolari di abbonamento mensile e annuale, rispettivamente per il periodo 23 febbraio-3 giugno 2020 e 8 marzo-17 maggio 2020.  La richiesta va presentata entro il 30 novembre prossimo all’Azienda di trasporto pubblico che ha emesso l’abbonamento, preferibilmente on line sul portale della stessa azienda, allegando alla domanda l’autocertificazione della condizione di studente, se richiesta.  

Il rimborso sarà effettuato mediante l’emissione di un voucher rilasciato al massimo entro 30 giorni dalla richiesta, come disposto dal Decreto Rilancio. L’entità sarà calcolata in rapporto ai giorni di mancato utilizzo dell’abbonamento, sia mensile che annuale. In alternativa, possono richiedere il rimborso in contanti, secondo modalità definite da ciascuna azienda di Tpl, gli studenti under 14 già titolari di abbonamento annuale che a partire dal prossimo mese di settembre non lo pagheranno più per la decisione presa dalla Giunta regionale di renderlo per loro gratuito. 

Per quanto riguarda i biglietti ferroviari di corsa semplice acquistati prima dell’8 marzo e con scadenza 8 marzo-17 maggio 2020, sarà riconosciuto un voucher di pari valore. Nessun rimborso invece per i biglietti di corsa semplice e i carnet validi sui bus urbani ed extraurbani in quanto per questi titoli di viaggio non è prevista una scadenza di utilizzo.
I voucher rilasciati dalle aziende di trasporto saranno validi fino ad un anno dall’emissione, sono spendibili in un’unica soluzione, non si possono cedere e vanno utilizzati preferibilmente come sconto sull’emissione di un nuovo abbonamento o per l’acquisto di singoli biglietti o carnet di biglietti.

Regole particolari valgono per alcune tipologie di abbonamento. Per quelli mensili, annuali e annuali per studenti della tipologia “Mi muovo anche in città” è previsto il rimborso per la sola tratta ferroviaria pagata dall’utente. La richiesta di rimborso va presentata all’azienda Trenitalia Tper anche se gli abbonamenti sono stati emessi da Tper.  Per gli abbonamenti riconducibili a politiche di “mobility management”, le modalità di rimborso saranno definite direttamente tra società di trasporto pubblico e azienda o altra istituzione convenzionata.

Per quanto riguarda gli abbonamenti ferroviari a tariffa sovraregionale, modalità e misura dei rimborsi dovranno necessariamente essere coordinate a livello nazionale e quindi al momento esulano dagli indirizzi regionali.

sabato 8 settembre 2018

Trasporti. Bertani (M5s): Altro che corse estive, per gli studenti meglio abbonamenti di nove mesi

Risultati immagini per abbonamenti scolasticiL’intento, spiega il consigliere, è quello di evitare ai ragazzi provenienti da zone periferiche di pagare “costi impropri per un servizio nei fatti inutilizzabile”
Garantire agli studenti la possibilità di acquistare abbonamenti limitati al solo periodo scolastico, oltre a quelli di dodici mesi. Lo chiede Andrea Bertani (M5s) in un’interrogazione alla Regione riferendosi in particolare ai ragazzi residenti in località dove il servizio subisce significative riduzioni nel periodo di chiusura estiva delle
scuole. L’intento, spiega Bertani, è quello di evitare alle loro famiglie di pagare “costi impropri come quelli relativi ad un servizio nei fatti inutilizzabile”, visto che gli orari estivi riducono il numero di corse. “Alcune aree periferiche della nostra regione, in particolare in montagna, sono nei fatti prive di collegamenti di trasporto nei mesi in cui le scuole sono chiuse, condizione che da un lato rende ancor più marginali e isolati questi territori ed i loro abitanti, dall’altro annulla l’utilità dell’abbonamento annuale under 26 o 27” scrive Bertani.
Visto che “un’articolazione diversa degli orari, pensata in funzione di esigenze più ampie ed universali come valida alternativa al ricorso a veicoli a motore comporterebbe un forte ripensamento dell’organizzazione dei servizi”, il consigliere suggerisce invece alla Regione la messa disposizione di abbonamenti che tengano conto della reale natura del servizio offerto e disponibile. In questo modo, gli studenti non sarebbero obbligati – come ora- “all’acquisto di titoli che in realtà rispondono solo alle esigenze di trasporto per un periodo di nove mesi -quelli durante i quali vige l’orario invernale, spalmato su dieci mesi ma in realtà operativo per meno di nove”.


lunedì 7 ottobre 2013

Sasso Marconi: Gli abbonamenti in teatro approdano in Consiglio comunale.




Foto da web
“Comunque si può stare tranquilli, c’è posto per tutti”.  Esordisce così l’assessore Adriano Dallea alla preoccupata critica dei consiglieri comunali di Sasso Libera  Marco Veronesi e Giovanni Bortolotti sull’informazione per i nuovi abbonamenti alle rassegne teatrali del Comune di Sasso Marconi.

Il consigliere ha infatti presentato in consiglio Comunale una domanda nella quale evidenzia l’incongruenza della informazione data ai vecchi abbonati per utilizzare la ‘prelazione’ a loro riservata quale ‘premio fedeltà’. La informazione imperfetta, secondo Veronesi, poteva proprio vanificare questa preferenza.

“Il Teatro Comunale di Sasso Marconi propone le consolidate  Rassegne Teatrali del Dialettale e della Prosa, cui se ne aggiunge quest’anno una terza, quella Comica.

Come in tutte le campagne di abbonamento, i vecchi abbonati hanno la prelazione sugli abbonamenti delle nuove edizioni di teatro.
Peccato però che i vecchi abbonati del “Teatro Dialettale” e del “Teatro di Prosa” non abbiano gli stessi diritti e possibilità.
Infatti, se per i vecchi abbonati del “Teatro Dialettale” c’è la possibilità di avere la prelazione sia sul nuovo abbonamento dialettale ed anche sulla nuova rassegna del “Teatro Comico”, ciò non può avvenire anche per i vecchi abbonati del “Teatro di Prosa”, i quali possono unicamente riabbonarsi solo alla rassegna di prosa e non a quella nuova del “Teatro Comico”.

Tutto ciò, nonostante nelle comunicazioni, lettere inviate ai vecchi abbonati che pubblicizzano le tre rassegne e nel volantino della nuova rassegna del “Teatro Comico”, fosse ben chiaro e scritto a lettere cubitali che i vecchi abbonati avevano la possibilità di rinnovare l’abbonamento dal 18 al 28 settembre presso l’Ufficio Turistico InfoSasso.
Molti vecchi abbonati sia del “Teatro Dialettale” che del “Teatro di Prosa” si sono così recati presso l’InfoSasso per rifare l’abbonamento alla propria rassegna ed anche per chiedere di poter usufruire della prelazione sulla nuova rassegna di “Teatro Comico”.
Ma solo i  vecchi abbonati del “Teatro Dialettale” hanno potuto rinnovare il proprio abbonamento e vantare la prelazione sul “Teatro Comico”, mentre ai vecchi abbonati del “Teatro di Prosa” è stata negata la possibilità di fare anche l’abbonamento al “Teatro Comico”, usufruendo della prelazione.

L’Assessore Dallea, dopo aver messo in risalto che la incongruenza non è stata voluta, ha assicurato che anche tutti gli abbonati della ‘prosa’ potranno aderire al ‘comico. “ Ci sono ancora larghi margini per fare l’abbonamento alla rassegna del comico. Siamo a 90 abbonati  e i posti disponibili sono 250. Aspiriamo ad avere abbonati e non a creare intralci”, ha infine concluso.