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In queste ore registriamo ancora polemiche interne al PD. Non è una novità, ma mi dispiace molto. Soprattutto per gli iscritti, per i militanti, per gli amministratori che non meritano le polemiche del gruppo dirigente nazionale. Non intendo alimentare anche io questo dibattito autoreferenziale pieno di "Ci vuole la coalizione, ci vuole l'Unione Bis, ci vuole il caminetto tra correnti". Perdonatemi, ma non è il mio campo di gioco. Noi abbiamo vinto le primarie con quasi due milioni di partecipanti chiedendo di discutere di lavoro, di periferie, di tasse, di casa e ambiente, di sostegno alla maternità. Di come cambiare l'Europa ridandole anima e fiducia. Più investimenti in cultura e meno fiscal compact, abbiamo detto. Su questi temi parliamo con chiunque. Vogliamo stare in mezzo alla nostra gente, a discutere, confrontarci, proporre. Ma se invece qualcuno vuole riportare le lancette al passato quando il centrosinistra era la casa delle correnti e dei leader tutti contro tutti, quelli che al mattino stavano in consiglio dei ministri e al pomeriggio in piazza a manifestare contro il Governo, noi non ci siamo. Noi staremo fuori dal recinto delle polemiche, non litigando con nessuno e discutendo solo dei problemi degli italiani. Mi sono autoimposto la moratoria sul tema della coalizione, la suggerisco a tutti: fa bene alla salute e aiuta a concentrarsi sui problemi veri. Il dibattito su cespugli e cespuglietti lo lasciamo agli addetti ai lavori. Noi parliamo dell'Italia che oggi - dopo tanti provvedimenti che abbiamo approvato insieme - vede ritornare verso i massimi il livello della fiducia di consumatori e di imprese. Non ci fermiamo e non faremo fermare l'Italia. Come ci hanno chiesto migliaia di persone: Avanti, Insieme.
Lunghe discussioni sui quotidiani a proposito dei
ballottaggi. Tanto per cambiare si cerca di dare una lettura nazionale a un
voto locale, voto molto diverso da zona a zona. Personalmente ho fatto
due interventi molto dettagliati sull'argomento.
Qui il post nella notte di domenica. Qui il video di OreNove condotto stamattina. La sintesi? Basta discutere di coalizioni, emendamenti, leggi elettorali. Alla fine queste discussioni autoreferenziali non producono nulla di interessante. Si sta insieme se si condividono le idee. Se si ha la stessa visione del futuro. Se non ci si vergogna dei risultati ottenuti insieme. Il voto nazionale non è il voto amministrativo: gli italiani ci sceglieranno se avremo un progetto vincente per l'Italia, non se accoglieremo un partitino in più o in meno in coalizione o se presenteremo un emendamento alla legge elettorale. E per scrivere insieme le idee per l'Italia di domani abbiamo il bisogno di non chiuderci in noi stessi. Di ascoltare tutti. Di confrontarci con tutti. A cominciare dai nostri circoli del PD che incontreremo venerdì e sabato a Milano per "ITALIA 2020". Invito tutti a partecipare a questo appuntamento. Sarà molto diverso dal solito e sarà anche l'occasione per iniziare finalmente a mettere in rete il patrimonio più grande che abbiamo: la capillare presenza organizzativa del nostro partito. Noi siamo persone in carne e ossa, che ci credono, che prendono ferie per dare una mano, che si mettono in gioco. Ma tutti noi dobbiamo aprire le finestre, uscire di casa, stare nelle piazze, in rete e nella rete. I mesi che ci separano dalle prossime elezioni politiche li vivremo tra la gente, non rinchiusi a Roma. Abbiamo dalla nostra molti risultati, qualche errore, ma finalmente la consapevolezza che qualcosa può cambiare. E abbiamo un progetto per il futuro del Paese. Un'idea di Italia per i nostri figli e un progetto per rendere l'Europa più forte e popolare. Spostiamo il dibattito dalle alchimie politiche ai contenuti. E vedrete che scatteranno le altrui contraddizioni. A chi ci fa l'esame del sangue per capire quanto siamo di sinistra, rispondiamo che fare ciò che abbiamo fatto e stiamo facendo su pensioni, periferie, povertà, lavoro, tasse è giusto, prima ancora che di sinistra. Giusto. Non so se è di sinistra, ma è giusto mandare in pensione prima chi ha subito le penalizzazioni della Legge Fornero. Non so se è di sinistra, ma è giusto mettere più soldi sulle marginalità, a cominciare da povertà e periferie. Non so se è di sinistra, ma è giusto creare 854.000 posti di lavoro, di cui due terzi a tempo indeterminato. Non se se è di sinistra, ma è giusto abbassare le tasse, a cominciare dal ceto medio con gli 80 euro mensili. Non so quanto queste cose siano di sinistra. So che queste cose sono giuste. Le abbiamo fatte, dobbiamo continuare a farle. Dobbiamo farle meglio, correggendo gli errori del passato. Ma proseguendo su questa strada, visto che i risultati economici piano piano arrivano. Risultati che non nascono dal cielo ma dalle leggi di bilancio approvate negli scorsi anni. E dalla settimana prossima parte l'operazione aumento delle pensioni minime, un'altra iniziativa che in tanti hanno definito solo uno slogan. Un altro tassello in nome dell'equità sociale. Tre rapidi commenti sulle vicende di questa settimana:
Segnalo inoltre come link questo pezzo di Antonio Scurati su La Stampa
e un pezzo molto interessante sulle difficoltà
del centrosinistra del passato firmato da Francesco Cundari, pubblicato su Il
Foglio di ieri.
Pensierino della sera. C'è una parola che mi torna alla mente prepotente in questi giorni. E riguarda alcuni dei presunti scandali che ci hanno lambito nel corso dei mesi, a cominciare da Consip e Banche. Prima vicenda: il presunto scandalo che vede indagate alcune persone a me vicine per reati quali "concorso esterno in traffico d'influenza" e "rivelazione di segreto". Da mesi dico la stessa cosa. Noi abbiamo fiducia nei magistrati e il tempo dovrà darci la verità. Nelle ultime settimane è emersa una inquietante novità: qualche pezzo delle istituzioni avrebbe falsificato le prove contro di me e contro la mia famiglia, si parla apertamente di depistaggio. Io non grido al complotto. Io chiedo la verità. Ieri il Colonnello dei Carabinieri, indagato per falso, per la seconda volta ha rinunciato a rispondere alle domande dei PM. Si è cioè avvalso ancora della facoltà di non rispondere. Su que sta vicenda, lo ripeto fino alla noia, non ci fermiamo. Sulle Banche. Adesso che la vicenda banche venete è stata chiusa, non vediamo l'ora che parta la Commissione di Inchiesta sulle banche. Che potrà darci almeno un pezzo di verità su quello che è accaduto nel mondo del credito. Chi faceva prestiti irresponsabili, chi godeva di amicizie altolocate, chi non ha vigilato come avrebbe dovuto, chi ha alimentato un rapporto perverso tra banche territoriali e politici locali. Perché come ha detto Gentiloni è stato legittimo e doveroso intervenire sulle venete. Altrettanto legittimo e doveroso sarà capire chi ha combinato il disastro di Vicenza e Veneto Banca. E naturalmente accertarne le responsabilità. Ci aspetta un autunno interessante, amici. Chi di noi vuole a tutti i costi la verità, da Consip alle Banche, non può che rallegrarsene. Il tempo è il miglior alleato della verità e noi abbiamo tutto il tempo nece ssario, amici. Buona settimana. Un sorriso, Matteo PS Si è riaperto il dibattito sulla legge sull'omicidio stradale che in passato era stata molto contestata, come ricorderete. Ma era un nostro impegno con tante famiglie, e con noi stessi, e io ne vado orgoglioso. Un'altra promessa divenuta realtà. Continuo a pensare che sia giusto, infatti, aver previsto pene dure per chi mettendosi alla guida sotto effetto di alcool o droghe causa un incidente mortale. Voi che dite? |
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mercoledì 28 giugno 2017
Renzi, una voce nel deserto ?
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mercoledì 7 dicembre 2016
Il commiato di Matteo.
Care
amiche e cari amici delle E-News, ben ritrovati a tutti!
Come sapete gli oltre tredici milioni di voti raccolti sono stati insufficienti a farci vincere la grande sfida del referendum.
E come molti di voi sanno ho reagito alla sconfitta con questo discorso.
In queste ore molti mi attribuiscono parole, intenzioni, risentimenti, lacrime, rabbia. Voglia di mollare o voglia di rivincita, il tutto virgolettato, senza citare alcuna fonte come ormai va di moda. "Renzi ha deciso: un anno di sabbatico in America" "Renzi ha cambiato idea: resta a Palazzo Chigi" "Lascia il governo, ma non il partito. Lascia il partito, ma non il Governo. Lascia tutto, non lascia nulla, lascia o raddoppia!"
Leggo i giornali e mi domando cosa possa pensare un cittadino, ammesso che sia interessato. Poi inizio a leggere le migliaia di mail e sms che sto ricevendo e penso di essere un uomo fortunato se sono circondato da tanto affetto. E da persone che si prendono cura di te.
Da parte mia sorrido e penso a finire bene il mio lavoro. Oggi per esempio abbiamo approvato la Legge di Bilancio 2017. Ed è una bella legge di Bilancio.
Cosa accadrà? Stasera alle 19 formalizzo le mie dimissioni.
Il Presidente della Repubblica farà le consultazioni. Toccherà ai gruppi parlamentari decidere che cosa fare. Vorranno andare subito a elezioni? Nel caso si dovrà attendere la Sentenza della Consulta di martedì 24 gennaio e poi votare con le attuali leggi elettorali, come modificate dalla Corte. Dico leggi elettorali perché come è noto non siamo riusciti ad abrogare il "bicameralismo paritario" che dunque vedrà continuare a eleggere due rami del parlamento con elettorati diversi e leggi elettorali diverse, sperando che non arrivino due maggioranze diverse. Ma questa è una delle conseguenze del bicameralismo, ahimè.
Se i gruppi parlamentari vorranno invece andare avanti con questa legislatura, dovranno indicare la propria disponibilità a sostenere un nuovo Governo che affronti la legge elettorale ma soprattutto un 2017 molto importante a livello internazionale: i 60 anni dell'Unione Europea, i vari G7 a cominciare da quello di Taormina, la presidenza del consiglio di sicurezza dell'ONU. Sarà interessante capire cosa pensano anche i partiti del Fronte del NO al referendum, non solo i partiti dell'attuale maggioranza.
Non sono io a decidere ma devono essere i partiti - tutti i partiti - ad assumersi le proprie responsabilità. Il punto non è cosa vuole il presidente uscente, ma cosa propone il Parlamento.
Io sono pronto a cedere il campanello al mio successore, con un abbraccio e l'augurio di buon lavoro. Stiamo scrivendo un dettagliato report da consegnare e stiamo facendo gli scatoloni. Scatoloni che ci fanno spuntare molti sorrisi e qualche ricordo amaro. Ma la storia di questi mille giorni non la faranno i rancorosi commenti di queste ore. Vedrete che molte delle cose che abbiamo fatto e che tanti criticavano resteranno: gli 80 euro; l'abbassamento delle tasse a cominciare dall’Imu, alle tasse agricole, dall'Irap, all’Ires; i diritti civili; il sociale, il dopo di noi, l'autismo, la cooperazione internazionale, lo spreco alimentare, la sicurezza stradale; I reati ambientali e l'accordo sul clima di Parigi; il processo civile telematico, le misure contro la corruzione, la reintroduzione del falso in bilancio, la responsabilità civile dei magistrati, l'istituzione dell'Anac, il divieto di dimissioni in bianco, le opere incompiute portate a termine, come la Quadril atero, la Variante di Valico e la Salerno Reggio Calabria; il divorzio breve, la dichiarazione precompilata, la fatturazione elettronica, il super e iper ammortamento, il tetto agli stipendi pubblici, le riforme di scuola, pubblica amministrazione, i soldi in più alla sanità, le pensioni, la stabilizzazione del 5 per 1000, i fondi per la non autosufficienza, il comparto della ricerca, l'abolizione di Equitalia, il Freedom Of Information Act, il rilancio di Pompei e della Reggia di Caserta, l'organizzazione di Expo e del Giubileo, la prospettiva di industria 4.0, l'avvio della bonifica della Terra dei Fuochi. Mi fermo qui, ma potrei andare avanti per paginate intere. I mille giorni sono qui, per chi ha 5 minuti.
Mai cedere al rancore, amici.
C'è chi fa politica covando odio verso gli altri o verso qualcun altro. Io ho sempre interpretato la politica come occasione per seminare speranza: ho negli occhi i teatri, le palestre, le piazze piene di questa e di altre campagne elettorali. E dunque voglio invitare tutti voi innanzitutto a non arrendersi alla rabbia.
Troveremo un modo per non disperdere la bellezza di quello che avete fatto. Di quello che siete. Ci sono milioni e milioni di italiani che credono a un altro modello di politica. Li abbiamo visti alle Europee, li abbiamo visti al Referendum, li vedremo anche in futuro.
Ora però un passo alla volta e soprattutto: si può perdere un referendum, ma non si può perdere il buonumore, mai! È già tempo di rimettersi in cammino.
Vi abbraccio forte
e vi invio il sorriso più grande.Matteo
Come sapete gli oltre tredici milioni di voti raccolti sono stati insufficienti a farci vincere la grande sfida del referendum.
E come molti di voi sanno ho reagito alla sconfitta con questo discorso.
In queste ore molti mi attribuiscono parole, intenzioni, risentimenti, lacrime, rabbia. Voglia di mollare o voglia di rivincita, il tutto virgolettato, senza citare alcuna fonte come ormai va di moda. "Renzi ha deciso: un anno di sabbatico in America" "Renzi ha cambiato idea: resta a Palazzo Chigi" "Lascia il governo, ma non il partito. Lascia il partito, ma non il Governo. Lascia tutto, non lascia nulla, lascia o raddoppia!"
Leggo i giornali e mi domando cosa possa pensare un cittadino, ammesso che sia interessato. Poi inizio a leggere le migliaia di mail e sms che sto ricevendo e penso di essere un uomo fortunato se sono circondato da tanto affetto. E da persone che si prendono cura di te.
Da parte mia sorrido e penso a finire bene il mio lavoro. Oggi per esempio abbiamo approvato la Legge di Bilancio 2017. Ed è una bella legge di Bilancio.
Cosa accadrà? Stasera alle 19 formalizzo le mie dimissioni.
Il Presidente della Repubblica farà le consultazioni. Toccherà ai gruppi parlamentari decidere che cosa fare. Vorranno andare subito a elezioni? Nel caso si dovrà attendere la Sentenza della Consulta di martedì 24 gennaio e poi votare con le attuali leggi elettorali, come modificate dalla Corte. Dico leggi elettorali perché come è noto non siamo riusciti ad abrogare il "bicameralismo paritario" che dunque vedrà continuare a eleggere due rami del parlamento con elettorati diversi e leggi elettorali diverse, sperando che non arrivino due maggioranze diverse. Ma questa è una delle conseguenze del bicameralismo, ahimè.
Se i gruppi parlamentari vorranno invece andare avanti con questa legislatura, dovranno indicare la propria disponibilità a sostenere un nuovo Governo che affronti la legge elettorale ma soprattutto un 2017 molto importante a livello internazionale: i 60 anni dell'Unione Europea, i vari G7 a cominciare da quello di Taormina, la presidenza del consiglio di sicurezza dell'ONU. Sarà interessante capire cosa pensano anche i partiti del Fronte del NO al referendum, non solo i partiti dell'attuale maggioranza.
Non sono io a decidere ma devono essere i partiti - tutti i partiti - ad assumersi le proprie responsabilità. Il punto non è cosa vuole il presidente uscente, ma cosa propone il Parlamento.
Io sono pronto a cedere il campanello al mio successore, con un abbraccio e l'augurio di buon lavoro. Stiamo scrivendo un dettagliato report da consegnare e stiamo facendo gli scatoloni. Scatoloni che ci fanno spuntare molti sorrisi e qualche ricordo amaro. Ma la storia di questi mille giorni non la faranno i rancorosi commenti di queste ore. Vedrete che molte delle cose che abbiamo fatto e che tanti criticavano resteranno: gli 80 euro; l'abbassamento delle tasse a cominciare dall’Imu, alle tasse agricole, dall'Irap, all’Ires; i diritti civili; il sociale, il dopo di noi, l'autismo, la cooperazione internazionale, lo spreco alimentare, la sicurezza stradale; I reati ambientali e l'accordo sul clima di Parigi; il processo civile telematico, le misure contro la corruzione, la reintroduzione del falso in bilancio, la responsabilità civile dei magistrati, l'istituzione dell'Anac, il divieto di dimissioni in bianco, le opere incompiute portate a termine, come la Quadril atero, la Variante di Valico e la Salerno Reggio Calabria; il divorzio breve, la dichiarazione precompilata, la fatturazione elettronica, il super e iper ammortamento, il tetto agli stipendi pubblici, le riforme di scuola, pubblica amministrazione, i soldi in più alla sanità, le pensioni, la stabilizzazione del 5 per 1000, i fondi per la non autosufficienza, il comparto della ricerca, l'abolizione di Equitalia, il Freedom Of Information Act, il rilancio di Pompei e della Reggia di Caserta, l'organizzazione di Expo e del Giubileo, la prospettiva di industria 4.0, l'avvio della bonifica della Terra dei Fuochi. Mi fermo qui, ma potrei andare avanti per paginate intere. I mille giorni sono qui, per chi ha 5 minuti.
Mai cedere al rancore, amici.
C'è chi fa politica covando odio verso gli altri o verso qualcun altro. Io ho sempre interpretato la politica come occasione per seminare speranza: ho negli occhi i teatri, le palestre, le piazze piene di questa e di altre campagne elettorali. E dunque voglio invitare tutti voi innanzitutto a non arrendersi alla rabbia.
Troveremo un modo per non disperdere la bellezza di quello che avete fatto. Di quello che siete. Ci sono milioni e milioni di italiani che credono a un altro modello di politica. Li abbiamo visti alle Europee, li abbiamo visti al Referendum, li vedremo anche in futuro.
Ora però un passo alla volta e soprattutto: si può perdere un referendum, ma non si può perdere il buonumore, mai! È già tempo di rimettersi in cammino.
Vi abbraccio forte
e vi invio il sorriso più grande.Matteo
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Commiato,
E-News 456,
Matteo Renzi
giovedì 3 novembre 2016
Siamo alla Enews 450.
Il
terremoto
Sono stato ieri a Preci. Ho condiviso con gli abitanti di quel piccolo paese ai piedi dei Monti Sibillini la Messa di Ognissanti. Ho salutato Viola che ha due mesi ed è la mascotte del gruppo e ho salutato Emma che sta andando verso i 103 anni. Un popolo, una comunità.
Oggi però lo sciame sismico mette a dura prova innanzitutto la tenuta psicologica della nostra gente. Vale per Preci, per Norcia, per Visso, per Ussita, per tutti i comuni che vanno da Amatrice a Tolentino. Diversamente colpiti, ovvio. Ma comunque tutti provati. E dunque la priorità è farsi compagni di strada, mettersi a fianco, far sentire l'affetto degli italiani.
Non sarà una sfida facile, non sarà una sfida breve. Ma abbiamo messo in campo una struttura che ci farà superare ogni difficoltà e ricostruire tutto com'era. Ci vorrà del tempo, ci vorrà tanta fatica. Ma l'Italia è più forte della fatica. Ed è più forte anche del tempo. Noi ricostruiremo tutto. Se dopo un terremoto 6.5 a distanza di qualche ora siamo a riflettere sui moduli abitativi, sul come riaprire le stalle, sul come garantire la permanenza in loco di chi vuole restare anche nelle prossime settimane in attesa delle casette di legno significa che nel disastro è accaduto un mezzo miracolo. E che la macchina dell'emergenza ha funzionato una volta di più. Grazie a tutti quelli che si stanno prodigando: siete motivo di orgoglio per il nostro Paese.
Venerdì il Consiglio dei Ministri approverà un altro Decreto Legge che snellirà ulteriormente i tempi, le procedure, la burocrazia. I soldi ci sono, la volontà anche. Ricostruiremo tutto. A cominciare dalla Chiesa di San Benedetto, patrono d'Europa.
Domani, giovedì, sarò inoltre al Politecnico di Milano per discutere con il prof. Giovanni Azzone, responsabile del progetto Casa Italia. Come del resto stiamo facendo in tutte le università (qui a Padova, venerdì scorso, abbiamo toccato anche questo argomento). Se per anni si è pensato solo all'emergenza, stavolta no. Un progetto lungo due generazioni che lascerà ai nostri figli un territorio più curato, come ha spiegato Renzo Piano in Senato.
La Stazione Leopolda numero 7. E adesso il futuro.
Sono stato ieri a Preci. Ho condiviso con gli abitanti di quel piccolo paese ai piedi dei Monti Sibillini la Messa di Ognissanti. Ho salutato Viola che ha due mesi ed è la mascotte del gruppo e ho salutato Emma che sta andando verso i 103 anni. Un popolo, una comunità.
Oggi però lo sciame sismico mette a dura prova innanzitutto la tenuta psicologica della nostra gente. Vale per Preci, per Norcia, per Visso, per Ussita, per tutti i comuni che vanno da Amatrice a Tolentino. Diversamente colpiti, ovvio. Ma comunque tutti provati. E dunque la priorità è farsi compagni di strada, mettersi a fianco, far sentire l'affetto degli italiani.
Non sarà una sfida facile, non sarà una sfida breve. Ma abbiamo messo in campo una struttura che ci farà superare ogni difficoltà e ricostruire tutto com'era. Ci vorrà del tempo, ci vorrà tanta fatica. Ma l'Italia è più forte della fatica. Ed è più forte anche del tempo. Noi ricostruiremo tutto. Se dopo un terremoto 6.5 a distanza di qualche ora siamo a riflettere sui moduli abitativi, sul come riaprire le stalle, sul come garantire la permanenza in loco di chi vuole restare anche nelle prossime settimane in attesa delle casette di legno significa che nel disastro è accaduto un mezzo miracolo. E che la macchina dell'emergenza ha funzionato una volta di più. Grazie a tutti quelli che si stanno prodigando: siete motivo di orgoglio per il nostro Paese.
Venerdì il Consiglio dei Ministri approverà un altro Decreto Legge che snellirà ulteriormente i tempi, le procedure, la burocrazia. I soldi ci sono, la volontà anche. Ricostruiremo tutto. A cominciare dalla Chiesa di San Benedetto, patrono d'Europa.
Domani, giovedì, sarò inoltre al Politecnico di Milano per discutere con il prof. Giovanni Azzone, responsabile del progetto Casa Italia. Come del resto stiamo facendo in tutte le università (qui a Padova, venerdì scorso, abbiamo toccato anche questo argomento). Se per anni si è pensato solo all'emergenza, stavolta no. Un progetto lungo due generazioni che lascerà ai nostri figli un territorio più curato, come ha spiegato Renzo Piano in Senato.
La Stazione Leopolda numero 7. E adesso il futuro.
Venerdì
a Firenze inizia la 7° edizione della Stazione
Leopolda.
Sarà un'edizione speciale e credo particolarmente ricca di emozioni.
Come al solito la stampa cercherà di capire i nomi famosi, mentre per noi sarà fondamentale accogliere le persone "normali", non i vip. La Leopolda è il luogo delle persone che hanno voglia di fare politica. Politica semplice, bella, buona.
Può sembrare strano che chi sta proponendo un referendum per tagliare il numero dei politici chieda di valorizzare i luoghi per fare politica. Ma è proprio questo il nostro messaggio: meno politici, più politica.
Perché per noi fare politica è ridurre i politici professionisti e portare le discussioni tra la gente, nelle case, nella comunità. La politica non è roba per addetti ai lavori, per tecnici, per professionisti. La politica, la buona politica, non è insulto ma proposta.
E questo spiega la Leopolda
Venerdì sera discuteremo soprattutto di terremoto, protezione civile, terzo settore, leggi sociali, volontariato. Lo faremo a qualche giorno di distanza dal terremoto e a cinquant'anni dall'Alluvione di Firenze. Chiuderemo i lavori con una bella spaghettata all'amatriciana di solidarietà.
Sabato mattina i nostri ormai consueti tavoli di lavoro saranno aperti al contributo di tutti, sugli argomenti più vari. Sabato pomeriggio apriremo i lavori con un intervento di un caro amico della Stazione Leopolda Brunello Cucinelli che ci racconterà il suo progetto per Norcia, luogo dello spirito. Quindi lavoreremo sulle riforme costituzionali, andando a smentire - una per una - tutte le bufale di questi mesi. Mostreremo come questa riforma può davvero cambiare la vita degli italiani
Domenica mattina: e adesso il futuro. Parleranno alcuni "leopoldini" che in questo 2016 hanno avuto un figlio. O lo hanno messo in cantiere! Parleranno personalità del mondo della ricerca, della tecnologia, dell'innovazione, del capitale umano, della cultura. Racconteremo quale Italia possiamo costruire a partire dal 4 dicembre se vinceremo il referendum.
Io come sempre chiudo domenica alle 12. L'apertura venerdì sera alle 21 tocca a un altro Matteo, il mio amico Matteo Richetti.
Sarà un'edizione speciale e credo particolarmente ricca di emozioni.
Come al solito la stampa cercherà di capire i nomi famosi, mentre per noi sarà fondamentale accogliere le persone "normali", non i vip. La Leopolda è il luogo delle persone che hanno voglia di fare politica. Politica semplice, bella, buona.
Può sembrare strano che chi sta proponendo un referendum per tagliare il numero dei politici chieda di valorizzare i luoghi per fare politica. Ma è proprio questo il nostro messaggio: meno politici, più politica.
Perché per noi fare politica è ridurre i politici professionisti e portare le discussioni tra la gente, nelle case, nella comunità. La politica non è roba per addetti ai lavori, per tecnici, per professionisti. La politica, la buona politica, non è insulto ma proposta.
E questo spiega la Leopolda
Venerdì sera discuteremo soprattutto di terremoto, protezione civile, terzo settore, leggi sociali, volontariato. Lo faremo a qualche giorno di distanza dal terremoto e a cinquant'anni dall'Alluvione di Firenze. Chiuderemo i lavori con una bella spaghettata all'amatriciana di solidarietà.
Sabato mattina i nostri ormai consueti tavoli di lavoro saranno aperti al contributo di tutti, sugli argomenti più vari. Sabato pomeriggio apriremo i lavori con un intervento di un caro amico della Stazione Leopolda Brunello Cucinelli che ci racconterà il suo progetto per Norcia, luogo dello spirito. Quindi lavoreremo sulle riforme costituzionali, andando a smentire - una per una - tutte le bufale di questi mesi. Mostreremo come questa riforma può davvero cambiare la vita degli italiani
Domenica mattina: e adesso il futuro. Parleranno alcuni "leopoldini" che in questo 2016 hanno avuto un figlio. O lo hanno messo in cantiere! Parleranno personalità del mondo della ricerca, della tecnologia, dell'innovazione, del capitale umano, della cultura. Racconteremo quale Italia possiamo costruire a partire dal 4 dicembre se vinceremo il referendum.
Io come sempre chiudo domenica alle 12. L'apertura venerdì sera alle 21 tocca a un altro Matteo, il mio amico Matteo Richetti.
Basta
un sì
Manca un mese al referendum. La sfida è sul filo, bella e impegnativa. Ciascun voto può essere decisivo. Chi non vuole lasciare il futuro ai soliti noti, a quelli di prima venga a darci una mano. Il sito è www.bastaunsi.it. I comitati sono oltre seimila. La campagna referendaria è finalmente sminata da tutte le false considerazioni dei primi mesi: per esempio si è capito che i senatori conteranno molto meno ma saranno comunque eletti. Che non c'è nessun rischio autoritario. Che il quorum per eleggere il Presidente della Repubblica è più alto, non più basso.
Eccetera.
Ma si è capito soprattutto che ormai siamo in un momento in cui tocca ai cittadini decidere, non più ai parlamentari. Sì o no. Se vince il sì, si cambia. Se vince il no, tutto resta com'è adesso. E resterà per decenni così. O si cambia o si resta come siamo.
Chi pensa che sia giusto cambiare scelga la strada dell'impegno personale: non basta votare sì, ma occorre dare una mano per scardinare la burocrazia che circonda anche la politica. Le chiacchiere adesso stanno a zero, tocca agli italiani esprimersi.
E gli italiani si esprimono su questa scheda, non su altro. Chi dice sì, dice sì a questo quesito. Chi dice no, dice no a questo quesito.
Per chi vuole ne parliamo domani sera a Padova alle ore 21.
Ma si è capito soprattutto che ormai siamo in un momento in cui tocca ai cittadini decidere, non più ai parlamentari. Sì o no. Se vince il sì, si cambia. Se vince il no, tutto resta com'è adesso. E resterà per decenni così. O si cambia o si resta come siamo.
Chi pensa che sia giusto cambiare scelga la strada dell'impegno personale: non basta votare sì, ma occorre dare una mano per scardinare la burocrazia che circonda anche la politica. Le chiacchiere adesso stanno a zero, tocca agli italiani esprimersi.
E gli italiani si esprimono su questa scheda, non su altro. Chi dice sì, dice sì a questo quesito. Chi dice no, dice no a questo quesito.
Per chi vuole ne parliamo domani sera a Padova alle ore 21.
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Enews 450,
Matteo Renzi
lunedì 31 ottobre 2016
Le Enews 449 di Renzi: il terremoto.
L'anima
dell'Italia è inquieta.
Il terremoto più forte dai tempi dell'Irpinia, dal 1980, ha devastato il cuore della nostra Penisola.
Non ci sono morti, stavolta. E questa notizia ci dà enorme sollievo. Ma i danni al patrimonio abitativo, economico, culturale e religioso sono impressionanti. Questi borghi sono l'identità italiana: dovremo ricostruirli tutti, presto e bene. Lo faremo perché noi - tutti noi - siamo l'Italia. Ma adesso la priorità è restituire un briciolo di tranquillità alle popolazioni. E farlo è un'impresa difficilissima. Del resto chiunque abbia anche solo sentito la scossa di domenica mattina a distanza di centinaia di chilometri dall'epicentro potrà comprendere il dolore di chi vive in quelle zone. Chi ha vissuto un grande spavento da lontano, può solo immaginare il terrore che ha attraversato persone che da due mesi con le scosse ci convivono quotidianamente.
Le cose da fare sono difficili, ma chiare.
Primo, mettere in sicurezza. Ne parleremo anche oggi, nel consiglio dei ministri straordinario che abbiamo convocato per le 17, dove saranno presenti anche i 4 Presidenti di Regione, il commissario Errani e il capo della Protezione Civile Curcio. Non possiamo avere le tende per qualche mese in montagna, sotto la neve. Gli alberghi ci sono, per tutti. Ma molti dei nostri connazionali non vogliono lasciare quelle terre nemmeno per qualche settimana. Dunque dovremo gestire al meglio questa prima fase, l'emergenza.
Poi la ricostruzione. A regola d'arte. Con il controllo dell'opinione pubblica e di tutti i cittadini. Non va sprecato nemmeno un centesimo e dobbiamo dimostrare chi siamo: persone che - a differenza di alcune vicende del passato - sanno fare opere pubbliche senza sprechi e senza ladri.
Infine, il Piano Casa Italia. Un piano strategico per il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti. Non solo l'emergenza, non solo la ricostruzione: ma - finalmente - la prevenzione. Il lavoro è già partito ma richiederà anni, "un paio di generazioni" come ci ha spiegato Renzo Piano illustrandone i concetti.
La reazione organizzativa è stata notevole, anche stavolta. Protezione civile, vigili del fuoco, amministratori locali, forze dell'ordine e forze armate, volontari: ancora una volta l'Italia si è mostrata capace di rispondere subito. A tutti coloro che ormai da settimane sono in prima linea sul fronte dell'emergenza l'abbraccio grato mio e soprattutto di tutti gli italiani.
La settimana è stata ricca di tanti eventi, manifestazioni, incontri. Ma stavolta mi perdonerete se non vi faccio il solito elenco, rimandando gli eventuali interessati alla pagina facebook dove troverete tutte le notizie. Oggi infatti siamo altrove, tutti. Con la testa e con il cuore. E questo altrove è situato nel cuore del Paese, nelle aree del sisma. Sono stato a Norcia qualche settimana fa, col Sindaco, col Vescovo, con la Presidente della Regione. Oggi si stringe il cuore pensando a quella piazza piena di macerie. Ma ricostruiremo. Ricostruiremo tutto, ricostruiremo tutti insieme. Ci sono dei momenti in cui le divisioni politiche contano zero e si lavora tutti nella stessa direzione.
Il terremoto più forte dai tempi dell'Irpinia, dal 1980, ha devastato il cuore della nostra Penisola.
Non ci sono morti, stavolta. E questa notizia ci dà enorme sollievo. Ma i danni al patrimonio abitativo, economico, culturale e religioso sono impressionanti. Questi borghi sono l'identità italiana: dovremo ricostruirli tutti, presto e bene. Lo faremo perché noi - tutti noi - siamo l'Italia. Ma adesso la priorità è restituire un briciolo di tranquillità alle popolazioni. E farlo è un'impresa difficilissima. Del resto chiunque abbia anche solo sentito la scossa di domenica mattina a distanza di centinaia di chilometri dall'epicentro potrà comprendere il dolore di chi vive in quelle zone. Chi ha vissuto un grande spavento da lontano, può solo immaginare il terrore che ha attraversato persone che da due mesi con le scosse ci convivono quotidianamente.
Le cose da fare sono difficili, ma chiare.
Primo, mettere in sicurezza. Ne parleremo anche oggi, nel consiglio dei ministri straordinario che abbiamo convocato per le 17, dove saranno presenti anche i 4 Presidenti di Regione, il commissario Errani e il capo della Protezione Civile Curcio. Non possiamo avere le tende per qualche mese in montagna, sotto la neve. Gli alberghi ci sono, per tutti. Ma molti dei nostri connazionali non vogliono lasciare quelle terre nemmeno per qualche settimana. Dunque dovremo gestire al meglio questa prima fase, l'emergenza.
Poi la ricostruzione. A regola d'arte. Con il controllo dell'opinione pubblica e di tutti i cittadini. Non va sprecato nemmeno un centesimo e dobbiamo dimostrare chi siamo: persone che - a differenza di alcune vicende del passato - sanno fare opere pubbliche senza sprechi e senza ladri.
Infine, il Piano Casa Italia. Un piano strategico per il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti. Non solo l'emergenza, non solo la ricostruzione: ma - finalmente - la prevenzione. Il lavoro è già partito ma richiederà anni, "un paio di generazioni" come ci ha spiegato Renzo Piano illustrandone i concetti.
La reazione organizzativa è stata notevole, anche stavolta. Protezione civile, vigili del fuoco, amministratori locali, forze dell'ordine e forze armate, volontari: ancora una volta l'Italia si è mostrata capace di rispondere subito. A tutti coloro che ormai da settimane sono in prima linea sul fronte dell'emergenza l'abbraccio grato mio e soprattutto di tutti gli italiani.
La settimana è stata ricca di tanti eventi, manifestazioni, incontri. Ma stavolta mi perdonerete se non vi faccio il solito elenco, rimandando gli eventuali interessati alla pagina facebook dove troverete tutte le notizie. Oggi infatti siamo altrove, tutti. Con la testa e con il cuore. E questo altrove è situato nel cuore del Paese, nelle aree del sisma. Sono stato a Norcia qualche settimana fa, col Sindaco, col Vescovo, con la Presidente della Regione. Oggi si stringe il cuore pensando a quella piazza piena di macerie. Ma ricostruiremo. Ricostruiremo tutto, ricostruiremo tutti insieme. Ci sono dei momenti in cui le divisioni politiche contano zero e si lavora tutti nella stessa direzione.
Segnalo che la Protezione civile ha riattivato il numero 45500 per inviare un SMS solidale. Trovate tutte le info qui
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Enews 449,
Matteo Renzi,
terremoto
lunedì 17 ottobre 2016
Le Enews di Renzi di lunedì 17 ottobre.
E'
stata
una bella settimana. Intensa e difficile ma bella. Una delle più
belle da quando siamo a Palazzo Chigi per qualità e quantità del
lavoro che abbiamo prodotto.1.
Il terremoto
Abbiamo
fatto il decreto sul terremoto e personalmente sono tornato ad
Amatrice, Accumoli, Arquata. Per il momento - a differenza di altre
vicende del passato - non ci sono polemiche e stiamo lavorando tutti
insieme, bene, per queste terre. Per l'Italia. Avevamo garantito che
non li avremmo abbandonati una volta spente le luci delle telecamere:
niente più che il nostro dovere. Lo stiamo facendo tutti insieme,
con gli italiani che in queste vicende mostrano il loro volto
migliore. Anche se non ne parla più nessuno, noi siamo sempre lì,
con il cuore e con la concretezza. E grazie a tutti quelli che ci
stanno lavorando duro. 2.
La legge di Bilancio 2017
Abbiamo
fatto la legge di stabilità. Ci sono molte buone notizie e chi si
lamenta dei tanti bonus forse lo fa perché rimpiange la stagione dei
malus. La stagione in cui le finanziarie servivano a prendere soldi
agli italiani, anziché a restituirli.
Mi sembra una buona notizia l'aumento di due miliardi dei fondi per la sanità. Che scritta così sembra una cosa burocratica. Ma vuol dire più soldi per i farmaci oncologici innovativi, cioè più anni di vita per i malati di alcuni tumori. Più soldi per epatiteC o per i vaccini. E anche più medici e infermieri giovani. Ma grazie al lavoro di Consip stiamo abbattendo le spese, riducendole ai costi standard e dunque aumentano gli spazi per i servizi.
Abbiamo aumentato i soldi per le pensioni basse: non saranno 80 euro al mese ma sono un aiuto vero per chi vive al minimo. E soprattutto abbiamo previsto una misura organica e strategica sulla competitività e l'Industria 4.0. Chi dice che noi non abbiamo un disegno dovrebbe fare come quell'esercizio della "Settimana Enigmistica": unire i puntini. E mettere in fila tutte le cose che abbiamo fatto fino ad oggi: giù le tasse dagli 80 euro all'irap costo del lavoro, dalla prima casa alle tasse agricole. Stiamo abbassando le tasse e aumentando i diritti. Il deficit è al livello più basso degli ultimi dieci anni, il debito è stabilizzato. La lotta all'evasione ha raggiunto nel 2015 il record di tutti i tempi con quasi 15 miliardi recuperati: ma lo facciamo senza il modello punitivo del passato che puntava su un sistema vessatorio. Per noi il cittadino va coinvolto prima non stangato subito. Dopo i Gufi, insomma, facciamo i conti anche con i Vampiri.
Il bonus sismico e ristrutturazione sarà esteso ai condomini e agli alberghi. La scuola a cominciare da quella dell'infanzia sul modello Reggio Emilia. La ricerca e l'agricoltura.
Si può fare meglio? Sì, sempre. Ma intanto stiamo facendo.
Mi sembra una buona notizia l'aumento di due miliardi dei fondi per la sanità. Che scritta così sembra una cosa burocratica. Ma vuol dire più soldi per i farmaci oncologici innovativi, cioè più anni di vita per i malati di alcuni tumori. Più soldi per epatiteC o per i vaccini. E anche più medici e infermieri giovani. Ma grazie al lavoro di Consip stiamo abbattendo le spese, riducendole ai costi standard e dunque aumentano gli spazi per i servizi.
Abbiamo aumentato i soldi per le pensioni basse: non saranno 80 euro al mese ma sono un aiuto vero per chi vive al minimo. E soprattutto abbiamo previsto una misura organica e strategica sulla competitività e l'Industria 4.0. Chi dice che noi non abbiamo un disegno dovrebbe fare come quell'esercizio della "Settimana Enigmistica": unire i puntini. E mettere in fila tutte le cose che abbiamo fatto fino ad oggi: giù le tasse dagli 80 euro all'irap costo del lavoro, dalla prima casa alle tasse agricole. Stiamo abbassando le tasse e aumentando i diritti. Il deficit è al livello più basso degli ultimi dieci anni, il debito è stabilizzato. La lotta all'evasione ha raggiunto nel 2015 il record di tutti i tempi con quasi 15 miliardi recuperati: ma lo facciamo senza il modello punitivo del passato che puntava su un sistema vessatorio. Per noi il cittadino va coinvolto prima non stangato subito. Dopo i Gufi, insomma, facciamo i conti anche con i Vampiri.
Il bonus sismico e ristrutturazione sarà esteso ai condomini e agli alberghi. La scuola a cominciare da quella dell'infanzia sul modello Reggio Emilia. La ricerca e l'agricoltura.
Si può fare meglio? Sì, sempre. Ma intanto stiamo facendo.
- Qui trovate la conferenza stampa.
- Qui l'intervista di ieri al Tg1.
- Qui l'intervista di oggi a QN - Resto del Carlino, La Nazione.
3.Le
periferie
Abbiamo
liberato le risorse per le periferie, sia nel versante sport (qui)
il mio intervento a Palazzo Chigi con il presidente del CONI), sia
nel versante comuni (qui)
il mio intervento a Bari all'Assemblea Anci).
È facile scrivere pensosi editoriali sulla questione delle periferie nella società globale. Meno facile è scrivere leggi per dare soldi e strumenti per combattere il degrado e la solitudine delle periferie. Io sono molto felice del lavoro che sta svolgendo l'Italia perché partendo dal principio "Un euro in sicurezza, un euro in cultura", stiamo offrendo un modello diverso da tutti gli altri Paesi europei. Aver finanziato tutte le proposte dei comuni capoluogo sulle periferie (di tutti i colori politici: da Roma a Torino, da Napoli a Milano, da Palermo a Trieste) dimostra una volta di più che noi vogliamo lavorare insieme, con tutti.Varie
È facile scrivere pensosi editoriali sulla questione delle periferie nella società globale. Meno facile è scrivere leggi per dare soldi e strumenti per combattere il degrado e la solitudine delle periferie. Io sono molto felice del lavoro che sta svolgendo l'Italia perché partendo dal principio "Un euro in sicurezza, un euro in cultura", stiamo offrendo un modello diverso da tutti gli altri Paesi europei. Aver finanziato tutte le proposte dei comuni capoluogo sulle periferie (di tutti i colori politici: da Roma a Torino, da Napoli a Milano, da Palermo a Trieste) dimostra una volta di più che noi vogliamo lavorare insieme, con tutti.Varie
Questo
in rapida sintesi il lavoro della settimana. Con un grande abbraccio
a chi dice che ci occupiamo solo di referendum (che peraltro vede
crescere sempre di più la piattaforma www.bastaunsi.it:
circa 400.000€ raccolti, oltre cinquemila comitati, migliaia di
persone che si stanno offrendo volontarie per l'ultimo mese di
campagna). L'unica cosa che personalmente ritengo fondamentale è
chiedere che gli italiani entrino nel merito. Leggano il quesito
referendario perché la risposta Sì o No non è una su una domanda a
caso, ma sulla riduzione dei posti e dei costi della politica, sul
bicameralismo, sul CNEL. Se stiamo sul merito, poi saranno gli
italiani a decidere.
È sempre lo stesso approccio. Tu fai una legge di stabilità e anziché dibattere nel merito si chiedono: ma chissà cosa c'è dietro. Tu fai una riforma costituzionale e anziché dibattere nel merito si chiedono: ma chissà cosa c'è dietro. Noi invece ci domandiamo che cosa c'è davanti, il merito del quesito, il futuro dell'Italia e degli italiani.
Chi si domanda sempre cosa c'è dietro ai complotti. Chi si domanda cosa c'è davanti ai cittadini. La differenza tra fare polemica e fare politica, in fin dei conti, è tutta lì.I miei interventi della settimana.
A Politics in una trasmissione molto serrata
Alla Fao per la giornata mondiale dell’alimentazione
Il ricordo di Ettore Bernabei alla prima della fiction sui Medici (che andrà in onda domani sera, su Rai1) Pensierino della Sera
L'Italia sta guidando l'Europa su Marte. La sonda Schiapparelli (eh già) sta per ammartare. Se tutto va bene mercoledì l'Europa sarà sul pianeta rosso, prima a farlo dopo gli Stati Uniti. Questa missione spaziale di straordinaria importanza vede l'Italia come Paese leader, anche nei finanziamenti, e Torino come capitale del progetto. È una cosa enorme, non valorizzata a sufficienza. Si dirà: ma che senso ha andare su Marte quando l'Europa talvolta non riesce a entrare nelle periferie delle sue capitali? Vero. Ma l'umanità va avanti solo se qualcuno indica obiettivi ambiziosi e prova a raggiungerli. Non c'è contrasto tra investire sulla ricerca e lavorare contro la povertà. Altrimenti si vive di piccolo cabotaggio, come vorrebbero i minimalisti. Che con la scusa di pensare ai tanti problemi di ogni giorno si dimenticano quale grande sia la loro responsabilità verso il nostro futuro. L'Italia che ho in mente aumenta il fond o per la non autosufficienza ma investe sempre di più in ricerca e innovazione. Non si dice No al futuro, non rinuncia alle sfide solo perché sono impegnative, mai.
È sempre lo stesso approccio. Tu fai una legge di stabilità e anziché dibattere nel merito si chiedono: ma chissà cosa c'è dietro. Tu fai una riforma costituzionale e anziché dibattere nel merito si chiedono: ma chissà cosa c'è dietro. Noi invece ci domandiamo che cosa c'è davanti, il merito del quesito, il futuro dell'Italia e degli italiani.
Chi si domanda sempre cosa c'è dietro ai complotti. Chi si domanda cosa c'è davanti ai cittadini. La differenza tra fare polemica e fare politica, in fin dei conti, è tutta lì.I miei interventi della settimana.
A Politics in una trasmissione molto serrata
Alla Fao per la giornata mondiale dell’alimentazione
Il ricordo di Ettore Bernabei alla prima della fiction sui Medici (che andrà in onda domani sera, su Rai1) Pensierino della Sera
L'Italia sta guidando l'Europa su Marte. La sonda Schiapparelli (eh già) sta per ammartare. Se tutto va bene mercoledì l'Europa sarà sul pianeta rosso, prima a farlo dopo gli Stati Uniti. Questa missione spaziale di straordinaria importanza vede l'Italia come Paese leader, anche nei finanziamenti, e Torino come capitale del progetto. È una cosa enorme, non valorizzata a sufficienza. Si dirà: ma che senso ha andare su Marte quando l'Europa talvolta non riesce a entrare nelle periferie delle sue capitali? Vero. Ma l'umanità va avanti solo se qualcuno indica obiettivi ambiziosi e prova a raggiungerli. Non c'è contrasto tra investire sulla ricerca e lavorare contro la povertà. Altrimenti si vive di piccolo cabotaggio, come vorrebbero i minimalisti. Che con la scusa di pensare ai tanti problemi di ogni giorno si dimenticano quale grande sia la loro responsabilità verso il nostro futuro. L'Italia che ho in mente aumenta il fond o per la non autosufficienza ma investe sempre di più in ricerca e innovazione. Non si dice No al futuro, non rinuncia alle sfide solo perché sono impegnative, mai.
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Enews 447,
Matteo Renzi
martedì 20 settembre 2016
Le Enews 443
Vi
scrivo da New York dove oggi e domani partecipo all'annuale Assemblea
Generale delle Nazioni Unite. Sui social (qui Facebook,
qui Twitter,
qui Instagram)
vi terrò informati su questa riunione che sarà l'ultima del
segretario Ban Ki Moon e del Presidente Obama. Sarò in Italia da
mercoledì mattina, a Milano per parlare di moda, industria 4.0,
innovazione.
Fedele all'impegno: "Scrivi meno!", vi evito la lunga carrellata di cose fatte in questa settimana, da Cuneo a Caserta, da Battipaglia a Modena, da Bologna a Milano. È stata una settimana ricca di momenti molto belli sotto il profilo umano, a cominciare dalla Conferenza Nazionale sulla disabilità e dagli incontri con i ragazzi delle scuole. Ma non sono mancate le notizie tristi, penso alla scomparsa del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, che voglio ricordare come uno degli uomini che ci ha riportato ad amare la parola Patria e il tricolore.
Fedele all'impegno: "Scrivi meno!", vi evito la lunga carrellata di cose fatte in questa settimana, da Cuneo a Caserta, da Battipaglia a Modena, da Bologna a Milano. È stata una settimana ricca di momenti molto belli sotto il profilo umano, a cominciare dalla Conferenza Nazionale sulla disabilità e dagli incontri con i ragazzi delle scuole. Ma non sono mancate le notizie tristi, penso alla scomparsa del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, che voglio ricordare come uno degli uomini che ci ha riportato ad amare la parola Patria e il tricolore.
- Chi è interessato a saperne di più sulla settimana può cliccare su questo video: due minuti e vi evitate un papiro di due pagine. D'ora in poi cercheremo di raccontare la settimana in modo più semplice del passato: cliccare per credere!
- Chi invece è più interessato alla lettura politica della situazione qui trova una intervista al Corriere della Sera di ieri, domenica. Leggo volentieri i vostri commenti: matteo@governo.it
Ricostruzione
e Casa Italia
E'
passato ormai quasi un mese dal terremoto di Amatrice, Accumoli,
Arquata. Ho promesso agli abitanti che non li avremmo dimenticati. E
adesso che i riflettori dei media, fisiologicamente, si abbassano,
ecco adesso tocca a noi.
Venerdì con il commissario Errani presenteremo gli interventi per la ricostruzione.
E sul grande progetto "CASA ITALIA" stiamo andando avanti. Ho detto ai sindaci di tutta Italia, da San Tammaro a Bagnolo Piemonte di intervenire sulle scuole e sugli asili. Tutto ciò che serve a tenere al sicuro i nostri figli vale più di qualsiasi regola burocratica. Ma i lavori devono essere fatti bene, seguendo la filosofia del recupero, con l'attenzione a ogni centesimo come fossero i lavori di casa nostra. Perché la scuola è casa nostra, è Casa Italia. E rinnovo l'appello a tutti, forze politiche, sindacati, associazioni dei professionisti, mondo ambientalista, costruttori: litighiamo su tutto, ma non su questo. Il Governo vuole fare di Casa Italia un grande piano di prevenzione e rammendo del nostro meraviglioso Paese: durerà anni, ma questo non è un buon motivo per non iniziare, anzi lo è per iniziare subito, tutti insieme. Il primo piano strategico di prevenzione, senza ansie elettorali ma guardando al futuro dei nostri figli: che sia #lavoltabuona anche per questo, nessuno si senta escluso.
2. L'Unione Europea verso Roma 2017
Venerdì con il commissario Errani presenteremo gli interventi per la ricostruzione.
E sul grande progetto "CASA ITALIA" stiamo andando avanti. Ho detto ai sindaci di tutta Italia, da San Tammaro a Bagnolo Piemonte di intervenire sulle scuole e sugli asili. Tutto ciò che serve a tenere al sicuro i nostri figli vale più di qualsiasi regola burocratica. Ma i lavori devono essere fatti bene, seguendo la filosofia del recupero, con l'attenzione a ogni centesimo come fossero i lavori di casa nostra. Perché la scuola è casa nostra, è Casa Italia. E rinnovo l'appello a tutti, forze politiche, sindacati, associazioni dei professionisti, mondo ambientalista, costruttori: litighiamo su tutto, ma non su questo. Il Governo vuole fare di Casa Italia un grande piano di prevenzione e rammendo del nostro meraviglioso Paese: durerà anni, ma questo non è un buon motivo per non iniziare, anzi lo è per iniziare subito, tutti insieme. Il primo piano strategico di prevenzione, senza ansie elettorali ma guardando al futuro dei nostri figli: che sia #lavoltabuona anche per questo, nessuno si senta escluso.
2. L'Unione Europea verso Roma 2017
Il
vertice europeo di Bratislava non ha prodotto grandi risultati.
Dovevamo rilanciare dopo lo shock della Brexit, ma la montagna - per
il momento - ha partorito il topolino. Chi ha letto l'intervista al
Corriere che ho linkato sopra conosce i dettagli della posizione
italiana. L'unico impegno concreto è stato confermare il cammino che
avevamo immaginato a Ventotene, che porterà a Roma, nel marzo 2017,
per la cerimonia della firma dei 60 anni dell'Unione Europea e per il
rilancio dell'ideale continentale. Toccherà al Governo Italiano
giocarsi questi sei mesi, decisivi, lanciando proposte
concrete.
Sogno un'Europa che torni a innovare, a crescere, a essere dinamica e attrattiva. Non solo l'Europa delle burocrazie e dei vertici dei capi di governo.
Ho fatto due esempi ai colleghi degli altri Paesi.
Sogno un'Europa che torni a innovare, a crescere, a essere dinamica e attrattiva. Non solo l'Europa delle burocrazie e dei vertici dei capi di governo.
Ho fatto due esempi ai colleghi degli altri Paesi.
- Sulla politica economica bisogna riconoscere che Obama e l'America hanno fatto bene e che l'UE ha sbagliato direzione. Oggi è un dovere rilanciare sui giovani, sugli investimenti pubblici e privati non solo sull'austerity; sull'Europa sociale e non solo sull'Europa finanziaria. Dalle infrastrutture digitali alla ricerca l'Europa deve avere una strategia, non solo un insieme di regole che ognuno interpreta come vuole, dalle tasse al patto di stabilità.
- Sull'immigrazione bisogna intervenire in Africa come l'Italia ha proposto, illustrato, spiegato nel dettaglio. Non si possono piangere calde lacrime quando un barcone affonda o viceversa chiudere le frontiere quando la gente scappa dalla fame o dalla guerra. Bisogna intervenire a monte. Per il momento abbiamo visto tante interviste e pochi fatti concreti.
Se
in nome di regole burocratiche astruse, qualcuno vuole impedire
all'Italia di mettere a posto le scuole con gli interventi
antisismici come pensate che possa reagire una famiglia normale?
Semplice: darà la colpa all'Europa della propria paura per i figli.
Odierà l'Europa considerata responsabile di tutto. Poi non ci
stupiamo se crescono ovunque i movimenti populisti e demagoghi. Non
puoi fare allo stesso tempo le condoglianze per Amatrice e poi
bloccare gli interventi antisismici in nome del patto di stabilità.
L'alternativa all'antipolitica è il buon senso, non la
burocrazia.
Ho parlato chiaro senza mandarle a dire dietro, altrimenti i vertici diventano solo parate scenografiche, gite fuori porta. E siccome rappresento l'Italia, uno dei Paesi fondatori, uno dei Paesi che più dona soldi alle istituzioni europee, ho il dovere - non il diritto, il dovere - di difendere l'interesse nazionale. Io credo all'Europa come alla più grande scommessa della storia delle istituzioni. Ma credere all'Europa non significa ignorare l'interesse nazionale. Anzi.
3. Basta un sì, il vostro sì
Ho parlato chiaro senza mandarle a dire dietro, altrimenti i vertici diventano solo parate scenografiche, gite fuori porta. E siccome rappresento l'Italia, uno dei Paesi fondatori, uno dei Paesi che più dona soldi alle istituzioni europee, ho il dovere - non il diritto, il dovere - di difendere l'interesse nazionale. Io credo all'Europa come alla più grande scommessa della storia delle istituzioni. Ma credere all'Europa non significa ignorare l'interesse nazionale. Anzi.
3. Basta un sì, il vostro sì
La
settimana prossima - come previsto dalla Legge - il Consiglio dei
Ministri fisserà la data del referendum. Sono molto contento del
fatto che il clima sia cambiato, finalmente, anche dopo alcuni
confronti civili di questi giorni. Nessuno parla più di attentati
alla democrazia e finalmente la discussione sta entrando nel merito.
Il referendum sarà una scelta secca tra chi voterà SI' perché
vuole cambiare il bicameralismo paritario, ridurre il numero dei
parlamentari, ridurre i costi della politica, sopprimere il CNEL e
cambiare il rapporto Stato-Regioni e chi voterà NO perché vuole
lasciare le cose come sono adesso. Sono due posizioni ugualmente
legittime ma è giusto fare chiarezza: chi vota NO non costruisce una
riforma diversa, si tiene il sistema di oggi. E io penso che l'Italia
per competere a livello globale, ma anche per dare risposte più
incisive alle crisi di questo tempo, abbia bisogno di essere più se
mplice e più agile.
La settimana prossima partirà dunque il conto alla rovescia.
È fondamentale che chi crede alla possibilità di cambiare l'Italia ci dia una mano. Sarà una sfida da vincere porta a porta perché tutti i sondaggi dicono che la maggioranza degli italiani ancora non è informata sul vero contenuto del referendum. Ecco perché chiedo il vostro aiuto, decisivo come mai in passato. Vi chiedo di organizzare i comitati (www.bastaunsi.it), di darci una mano tra i volontari, sui luoghi di lavoro. Il dibattito non è sulla legge elettorale, non è sulla durata della legislatura, non è sui poteri del premier. È più banalmente una possibilità concreta di rendere il nostro Paese più semplice, riducendo il numero dei politici (ecco perché gli altri reagiscono così arrabbiati!) e aumentando il livello della buona politica.
Siamo a quota 4.000 comitati, oltre 110.000 euro raccolti, migliaia di cittadini hanno dato la disponibilità a dare una mano con i propri amici, in famiglia, al lavoro: il più grande tam-tam mai realizzato. Non è un caso che noi abbiamo raccolto mezzo milione di firme e i nostri amici del No non ce l'abbiano fatta. Perché dire Sì significa scommettere sulla speranza e sulla proposta, non sulla rabbia e sulla protesta. Dire Sì è più difficile, ma più bello. Chi vota sì, cambia l'Italia. Chi vota no, lascia le cose come sono. Ce la date una mano? Vi aspetto sulla piattaforma degli attivisti digitali. L'email è comitati@bastaunsi.it.Qui potete trovare il vademecum di Basta un sì da scaricare in pdf.
La settimana prossima partirà dunque il conto alla rovescia.
È fondamentale che chi crede alla possibilità di cambiare l'Italia ci dia una mano. Sarà una sfida da vincere porta a porta perché tutti i sondaggi dicono che la maggioranza degli italiani ancora non è informata sul vero contenuto del referendum. Ecco perché chiedo il vostro aiuto, decisivo come mai in passato. Vi chiedo di organizzare i comitati (www.bastaunsi.it), di darci una mano tra i volontari, sui luoghi di lavoro. Il dibattito non è sulla legge elettorale, non è sulla durata della legislatura, non è sui poteri del premier. È più banalmente una possibilità concreta di rendere il nostro Paese più semplice, riducendo il numero dei politici (ecco perché gli altri reagiscono così arrabbiati!) e aumentando il livello della buona politica.
Siamo a quota 4.000 comitati, oltre 110.000 euro raccolti, migliaia di cittadini hanno dato la disponibilità a dare una mano con i propri amici, in famiglia, al lavoro: il più grande tam-tam mai realizzato. Non è un caso che noi abbiamo raccolto mezzo milione di firme e i nostri amici del No non ce l'abbiano fatta. Perché dire Sì significa scommettere sulla speranza e sulla proposta, non sulla rabbia e sulla protesta. Dire Sì è più difficile, ma più bello. Chi vota sì, cambia l'Italia. Chi vota no, lascia le cose come sono. Ce la date una mano? Vi aspetto sulla piattaforma degli attivisti digitali. L'email è comitati@bastaunsi.it.Qui potete trovare il vademecum di Basta un sì da scaricare in pdf.
Pensierino
della Sera.
Si sono chiuse le Paralimpiadi. Il Governo le ha salutate con questo
video.
Voglio scrivere qui i nomi delle medaglie italiane. I nomi: Alberto,
Alex, Alvise, Amine, Andreea, Andrea, Arjola, Assunta, Bebe, Cecilia,
Efrem, Elisabetta, Fabio, Federico, Federico, Francesca, Francesco,
Francesco, Giada, Giancarlo, Giovanni, Giulia, Loredana, Luca,
Martina, Michele, Monica, Oney, Paolo, Roberto, Vincenzo,
Vittorio.
Alex Zanardi è un mito e lo sappiamo. Ero agli scout quando gli accadde il terribile incidente e ancora ricordo alcuni dibattiti in clan dopo che avevamo suggerito ai ragazzi di leggere il suo libro "...Però, Zanardi da Castelmaggiore". Ma tutti questi nostri connazionali hanno storie che ci rendono orgogliosi.
Leggete ad esempio questa intervista alla diciannovenne Bebe Vio e guardate il suo video), pieno di entusiasmo, passione, gioia per la vita.
Sono semplicemente felice di essere connazionale di queste persone. Grazie Alex, grazie Bebe, grazie tutti per averci emozionato con la vostra forza esplosiva, la vostra delicata tenacia. Viva l'Italia!
Alex Zanardi è un mito e lo sappiamo. Ero agli scout quando gli accadde il terribile incidente e ancora ricordo alcuni dibattiti in clan dopo che avevamo suggerito ai ragazzi di leggere il suo libro "...Però, Zanardi da Castelmaggiore". Ma tutti questi nostri connazionali hanno storie che ci rendono orgogliosi.
Leggete ad esempio questa intervista alla diciannovenne Bebe Vio e guardate il suo video), pieno di entusiasmo, passione, gioia per la vita.
Sono semplicemente felice di essere connazionale di queste persone. Grazie Alex, grazie Bebe, grazie tutti per averci emozionato con la vostra forza esplosiva, la vostra delicata tenacia. Viva l'Italia!
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Enews 443,
Matteo Renzi
giovedì 23 giugno 2016
Matteo e le Enews 433.
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1.
Dopo i ballottaggi
I risultati delle amministrative hanno aperto una grande discussione sulla stampa e dentro al Pd. Io penso che sia giusto dire la verità, sempre. I risultati nazionali sono a macchia di leopardo, con vittorie e sconfitte di tutti e tre gli schieramenti (Centrosinistra, Centrodestra, Cinque Stelle). Tuttavia l'eco dei successi dei Cinque Stelle è molto forte, non solo sui media. Perché se perdi a Roma dove è accaduto ciò che sappiamo, te lo aspetti. Se perdi anche a Torino dove per giudizio condiviso il sindaco uscente ha governato bene, scatta il campanello d'allarme. In alcuni comuni, dunque, i Cinque Stelle hanno interpretato meglio di noi la richiesta di cambiamento che proveniva dalla società. E hanno vinto, in modo netto. Non si deve minimizzare, è vero. Ma non si può nemmeno drammatizzare. Non è la prima volta del resto che in un ballottaggio si verificano sorprese. Nel pieno della luna di miele 2014, quindici giorni dopo il 41% delle Europee, il PD perse per la prima volta dopo decenni Potenza, Perugia e Livorno. Perse Padova che aveva governato a lungo. E perse al ballottaggio, dopo aver vinto quasi sempre nettamente al primo turno. Le tante belle vittorie che il centrosinistra ha riportato - a cominciare dalla Milano di Beppe Sala che fino a domenica era considerata la città simbolo di questa tornata elettorale - sono comprensibilmente passate in secondo piano. Oggi in molti mi chiedono di ascoltare con attenzione il messaggio di queste amministrative. Accolgo volentieri il suggerimento. Penso utile che il Pd e il Governo cerchino di capire come e dove possiamo fare meglio. Ci si apra di più al territorio, alle riflessioni e alle critiche dei cittadini, ai suggerimenti degli amministratori locali e dei circoli. E le email, tante e quasi sempre molto belle, che mi state inviando a matteo@governo.it mi sono davvero utili in questa direzione. Non credo però che questa discussione - seria e bella come tutte le discussioni vere - possa essere rimpiazzata dalla classica polemica sulle poltrone in segreteria o sul desiderio delle correnti di tornare a guidare il partito. Non credo ai caminetti: apriamo le finestre, spalanchiamole, altro che caminetti. Parliamo, certo: ma con gli italiani e degli italiani, non dei nostri equilibri congressuali. Il PD deve caratterizzarsi per le cose che propone, non per le proprie divisioni interne. Possiamo parlare di crescita e di diseguaglianze, di diritti civili e terzo settore, di stabilità istituzionale e lavori a tempo indeterminato, di tassazione e di energie rinnovabili, di innovazione e merito nella pubblica amministrazione, di immigrazione e flessibilità europea. Non di spartizioni interne alle correnti come avveniva in passato. Mi emoziono davanti a una email di un ragazzo che firma finalmente un contratto a tempo indeterminato, uscendo dalla precarietà, ma non riuscirò mai a emozionarmi davanti alle piccole discussioni autoreferenziali di chi briga per un posto in più. Quanto ai Comuni: in bocca al lupo a tutti i Sindaci che hanno vinto, tutte e tutti. Compresi quelli degli altri partiti, ovvio: l'interesse del Paese è che le cose possano andare meglio, in tutte le città. Per noi prima di tutto viene l'Italia. E dunque il Governo - come è logico e ovvio - è pronto a collaborare con tutte le amministrazioni elette, con lealtà e collaborazione istituzionale.
2.
Dopo di Noi
![]()
Il
clima da campagna elettorale ha purtroppo impedito di valorizzare
a sufficienza uno dei risultati parlamentari più importanti di
questa legislatura: l'approvazione definitiva della legge sul Dopo
di Noi. La legge sul Dopo di Noi è una legge che parte dal basso,
dal racconto delle famiglie con figli disabili e dalle esigenze di
vita delle cittadine e dei cittadini disabili. Qui
il link al video che spiega tutto nel dettaglio (ci sono cifre e
tutte le novità introdotte dalla legge).
E qui sotto un messaggio che parla da solo: "Caro Presidente, adesso che il Dopo di noi è legge posso dire che l'Italia ha compiuto un gesto di civiltà. Ho a lungo accarezzato l'idea di scegliere per me e mio figlio una clinica svizzera dove compiere l'ultimo gesto insieme. Non vedevo un futuro per lui senza di me. (...) Adesso so che non è più così. Tremo ancora al pensiero di cosa gli accadrà quando io non ci sarò più, ma almeno adesso c'è una strada. Non la ringrazio perché questo era semplicemente il vostro dovere. Ma condivido con lei questo mio pensiero. Buon lavoro". Se stiamo facendo così tanto sul tema ampio dei diritti, dal Terzo settore alle Unioni civili, dal Dopo di Noi alla legge sull'autismo, dalla Cooperazione internazionale alle misure sulla povertà educativa è perché pensiamo che i valori dell'Italia vadano oltre i valori economici. Mi piacerebbe riuscire a portare di più la discussione su questi temi, non solo sulle questioni di governo e sottogoverno. Perché raramente si sono fatte così tante cose su realtà così delicate. Devo credere che decisioni così importanti per il futuro della nostra comunità non interessino? Impossibile. Forse sbaglio io, perché non riesco a presentarle come dovrei. Ma queste sono le cose che valgono. E su queste dobbiamo farci sentire di più.
3.
La Russia
![]()
Ho
guidato la delegazione italiana al Forum Economico di San
Pietroburgo. Abbiamo firmato accordi per oltre un miliardo di
euro, nel rispetto delle vigenti normative internazionali. Per
tutti quelli che parlano di Russia, di sanzioni, di politica
internazionale del nostro governo qui
trovate il mio intervento introduttivo: ho cercato di esporre in
modo sintetico le linee guida della iniziativa italiana in russa,
e il ruolo che stiamo giocando e che vogliamo giocare.
Leggo volentieri le vostre considerazioni in merito: matteo@governo.it Aggiornamenti volanti:
Pensierino
della sera.
Oggi il quotidiano inglese The Guardian pubblica un
mio articolo
sulla Brexit, un caldo invito ai nostri amici britannici a
riflettere bene su un eventuale no all'Europa. Ma al di là delle
mie parole quello che mi colpisce moltissimo è la foto che ritrae
una giovane mamma, il marito, i due figli. Lei è Jo Cox, deputata
laburista, fortemente impegnata per le ragioni di chi vuole
restare in Europa. E in questa immagine la vediamo sul Tamigi con
i propri figli in una iniziativa di campagna elettorale. Appena
qualche ora dopo questa giovane mamma, una mia coetanea, una
nostra concittadina europea di passaporto britannico è stata
uccisa da un estremista fanatico. Il marito, Brendan Cox, ha
scritto cose molto belle, denotando grande forza d'animo. Ma tutte
le volte che penso a Jo - prima del referendum - mi viene in mente
l'i mmagine dei suoi figli, bambini cui è stato negato un futuro
con la mamma in nome di una cultura di odio e di disprezzo
dell'altro. Fare di tutto per affermare le ragioni del dialogo,
del rispetto, dell'ascolto, della tolleranza. Fare di tutto perché
quei bambini possano vivere in una cultura di non violenza, la
stessa cultura per la quale Jo Cox ha vissuto e ha amato.
Un
sorriso,Matteo
Post-Scriptum.
Non so quanti siano i candidati alla Maturità che leggono le
enews. E comunque anche se sono iscritti alla newsletter penso che
oggi pomeriggio avranno altri pensieri, non l'E-News. Ma se
qualche maturando è arrivato fin qui mi piacerebbe sapere cosa
pensa delle tracce di stamattina, le tracce della prima prova. A
me piacciono molto. E a voi? matteo@governo.it
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