di
Raffaella Sensoli,
vicepresidente
della Commissione Sanità in Regione.
L’aggressione
subita da un infermiere del Sant’Orsola a Bologna è l’ennesima
dimostrazione del clima di esasperazione che si respira all’interno
dei Pronto soccorso di tutta la regione. È da tempo che chiediamo
alla Giunta e all’assessore Venturi uno sforzo per cercare di
limitare i disagi. I tempi di attesa, spesso infiniti, rischiano di
mettere sempre più in contrapposizione pazienti, operatori e
personale sanitario, tutti però vittime inconsapevoli di un sistema
che sembra essere ormai abbandonato a se stesso.
All’infermiere
va tutta la nostra vicinanza e solidarietà per la violenza che ha
dovuto subire. Leggere che l’aggressione sarebbe scoppiata in
seguito alla semplice comunicazione a un paziente del tempo di attesa
per un controllo dimostra come la tensione all’interno di queste
strutture sia molto alta. Le infinite attese nei Pronto soccorso sono
ormai all’ordine del giorno da Rimini a Piacenza. Una situazione
che il M5S ha denunciato in un più di un’occasione raccogliendo
anche il grido d’allarme lanciato da chi in quelle strutture ci
lavora, medici ed infermieri, che sono costretti a sopperire alle
carenze organizzative per offrire il diritto alle cure ai cittadini.
Le pressioni che subisce il personale sanitario dei Pronti soccorso è
enorme, in particolare a quelli che lavorano al Triage, non solo per
la gravità dei casi che devono affrontare, ma soprattutto per i
numeri rilevanti da gestire e la protesta dei pazienti che vedono in
loro gli interlocutori naturali a cui manifestare tutta
l’insoddisfazione per la mancanza di organizzazione su cui,
ovviamente non hanno alcuna responsabilità. Per questo, nonostante
proprio pochi giorni fa avessimo chiesto alla Regione e all’assessore
Venturi di mettere in atto un piano di intervento straordinario per
cercare di limitare i disagi, ribadiamo ulteriormente la nostra
richiesta. La situazione è grave.
