martedì 1 dicembre 2015
NATALE NELLE SCUOLE: LEGA NORD CHIEDE CHE LA REGIONE DIFENDA E VALORIZZI LA STORIA E LA CULTURA CHE EDENTIFICANO LA COMUNITA' NAZIONALE.
domenica 15 novembre 2009
A Monzuno il Crocifisso abita di nuovo in Municipio


Il Crocifisso abita di nuovo nell’edificio comunale di Monzuno e fa compagnia alla immagine del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ha ripreso posto sulle pareti degli uffici dell’amministrazione comunale e veglia con discrezione su tutto ciò che i neo assessori e il neo sindaco Marco Mastacchi combinano. E’ stato riammesso in municipio sabato scorso e per accogliere il nuovo ospite in modo adeguato, la giunta comunale, sindaco in testa, si sono trasformati in imbianchini, hanno ritinteggiato i loro uffici di bianco candido perchè il legno della croce potesse risaltare meglio. Alla cerimonia di insediamento del Crocifisso, hanno partecipato, oltre agli eletti, il parroco di Monzuno, don Marco Pieri e il comandante di stazione dei Carabinieri Guglielmo Chirivì . Il sindaco Marco Mastacchi ha indossato la striscia tricolore e non ha mancato di mettere in risalto la sua soddisfazione per aver ridato spazio al Crocifisso negli uffici comunali. “Ho ritenuto di dare rilievo a questo avvenimento anche alla luce di ciò che sta accadendo in questo momento in Europa. Il Crocifisso, oltre ad essere un simbolo religioso, fa parte della nostra storia e delle nostre tradizioni. Dopo una breve cerimonia religiosa, don Marco ha ricordato agli amministratori la funzione di operatori dell’interesse della comunità e del bene collettivo che deriva dalla fiducia ricevuta dai monzunesi. Poi il discorso è caduto naturalmente sugli amministratori precedenti, una giunta di centro sinistra, che non ha fatto nulla per dare il posto che meritava al Crocifisso. “Sono sempre venuto a portare la benedizione pasquale”, ha detto don Marco per chiarire che il rifiuto alla presenza religiosa non era generale. “Qualcuno mi accoglieva e partecipava alla rito della benedizione pasquale, altri rifiutavano poiché non la gradivano. Io salutavo fraternamente rispettando la loro volontà e riprovavo l’anno successivo”. Il gesto del sindaco pare avere largo consenso. “E’ un segno di buona volontà e non un provvedimento da valutare sotto il profilo politico”, ha detto Giuseppe Battistini, gestore del bar Posta nel capoluogo. “Ritengo che averlo tolto sia stato un errore. Fa parte della nostra cultura oltre che della nostra religione. Non dimentichiamo che l’Italia è un paese cattolico.” E Silvano Sirani aggiunge “Sono d’accordo. Ha fatto bene il sindaco. E’ normale che il Crocifisso sia nei luoghi pubblici”, sintetizza mentre prende il caffè preparato da Battistini.
Firme pro Cricifisso nelle scuole.

“Giù le mani dai nostri Crocifissi’ è la frase che intitola il volantino distribuito ieri mattina nella piazza del capoluogo di Sasso Marconi per richiedere la firma a coloro che vogliono aderire alla protesta per la sentenza della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, sentenza che impone l’allontanamento dei Crocifissi dalle scuole italiane. “Seppelliamo di firme questa assurda sentenza”, si legge ancora nel volantino, “nessuno potrà mai privarci dei nostri simboli, della nostra storia e della nostra identità” . Organizzatrice del movimento di protesta, Lega Nord che in questo fine settimana organizzerà la stessa raccolta in tutte le piazze dove esiste il movimento. Il banchetto di Sasso Marconi è stato gestito dal gruppo della Lega Nord di Pianoro , guidato dal consigliere comunale Milko Skontra con cui hanno collaborato i giovanissimi aderenti alla formazione politica Vanessa Orlando e Giuseppe Mauro. Il freddo della giornata non ha impedito che la raccolta fosse fruttifera. Diversissimi i commenti tutti in difesa di una presenza, quella del crocifisso nelle scuole, accettata senza problemi anche dai non credenti. “La presenza del crocifisso non deve essere discussa”, ha detto Francesco, uno dei firmatari che si è detto non praticante e credente piuttosto dubbioso,”così come non si discute la presenza dell’immagine del Presidente della Repubblica indipendentemente dal fatto che lo si sia votato o no o che si aderisca al partito da cui proviene o no. “Il presidente della Repubblica rappresenta l’unità nazionale e non sé stesso”, ha sostenutoo. “Quindi non è la sua immagine ad avere un valore, ma l’unità d’Italia che lui rappresenta”. “Il Crocefisso non è solo un simbolo religioso, ma anche culturale e persino civile”, ha detto Milko Skontra. “Abbiamo registrato circa un centinaio di firme nel giro di poco tempo e per tutti la motivazione dell’adesione era quella della difesa di una identità culturale di cui il crocefisso è uno dei simboli inalienabili. Ci adopereremo perché si faccia un passo indietro rispetto a una sentenza che vuole avvilire la nostra storia”. Il banchetto delle firme sarà oggi nella piazza di Pianoro. Martedì prossimo sarà ai bordi del mercato settimanale degli ambulanti e mercoledì, giorno di mercato a Pianoro, sarà ai bordi di questo mercato. “Come ha chiesto Roberto Calderoli, vogliamo dare la parola al popolo e seguire in questa materia il sentimento comune della persona abituata a non partecipare più che la ‘fredda legge’” ha concluso Milko
