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martedì 11 febbraio 2014

Assemblea pubblica per non 'perdere La via Maestra'. Si può già aderire.



I Comitati ‘ Voci delle Resistenze’ di Marzabotto e ‘ Acqua Bene Comune’ di Bologna hanno inviato un 'appello’ con il quale preannunciano  una Assemblea Popolare che intendono realizzare a Marzabotto il  prossimo 30 marzo e precisano:

“L'iniziativa si colloca nel solco dell'appello denominato ‘ La Via Maestra’ del 12 ottobre scorso al quale si intende dare da Marzabotto un seguito concreto e non occasionale.
Per noi è importante avere un momento di confronto e di discussione fra le realtà di movimento, le associazioni, i sindacati per socializzare le proposte e capire i nessi che le collegano, democrazia, finanza, gestione pubblica dei beni comuni, diritti sul lavoro, anche per contrastare la tendenza a confermare ed allargare le disuguaglianze sociali attraverso il restringimento della democrazia e della rappresentanza".


PER ADESIONI, marzabottoviamaestra@gmail.com ; tel.ni 3282316311 oppure 3314861078.

 

lunedì 23 luglio 2012

Comitati per l'acqua: no alla fusione HERA/ACEGAS-APS.




Da Dante Franchi per il   Coordinamento dei Comitati 'acqua bene comune' e 'acqua pubblica Emilia-Romagna'.

Gli amministratori pubblici dell’Emilia-Romagna fermino la illegittima  decisione che il consiglio di amministrazione di HERA sta per assumere: la fusione HERA/ACEGAS-APS.
Siano i consigli comunali a decidere. I cittadini siano informati prima dei fatti compiuti.

Il 13 giugno avevamo rivolto alcune domande ai Sindaci. La prima domanda era: cosa pensano i sindaci Emiliano–Romagnoli dell’ ipotesi sottoscritta per chiudere entro 90 giorni l’accordo fra HERA e ACEGAS-APS  per una multiutility EMILIANO-ROMAGNOLA, VENETA, FRIULANA, TRIESTINA e BALCANICA? Nessuno ci ha risposto.
Ora in un silenzio assordante della società e dei poteri pubblici,  i consigli di Amministrazione a partire da quello di HERA decideranno le operazioni di aggregazione fra ACEGAS ed HERA. E’ una operazione oscura della quale non solo i cittadini, ma anche i consiglieri comunali, le giunte e moltissimi sindaci non sanno nulla.
Per quello che è dato capire dai rari articoli di stampa, la acquisizione della Holding ACEGAS dai comuni di Trieste e Padova varrebbe, stando ai soli valori di capitalizzazione di borsa (al 20 luglio 2012) 126 milioni di € contro la cessione del 14,5% di HERA a quegli stessi comuni (valore 164 milioni di €). L'operazione si caratterizzerebbe pertanto da un saldo negativo pari a 38 milioni di € per i soci pubblici emiliano romagnoli. Se non è vero ci diano i dati giusti!
L’indebitamento complessivo dopo la fusione assommerebbe ad oltre 2 miliardi e 800 milioni di€, se non è vero ci diano i dati corretti!    
Cosa ancora più grave, a seguito della cessione del 14,5% ai comuni di Padova  e Trieste, il pacchetto azionario detenuto dal Patto di sindacato ( patto di voto) dei comuni Emiliano-Romagnoli potrebbe scendere sotto il 50% di HERA. Ciò sarebbe ancor più vero se si realizzasse l’aumento di capitale  previsto nel 1013 nella conversione delle obbligazioni emesse da HERA.  
I comuni Emiliano –Romagnoli NON avrebbero più il controllo di HERA, se non è vero dimostrino il contrario.
Solo 8 mesi fa i Consigli comunali hanno votato sugli indirizzi del patto di sindacato dei soci pubblici per HERA. Si parlava di rilancio del “patto”, ma avviene il suo ridimensionamento strategico, si abbandona l’idea del soggetto aggregatore regionale , anzi si aprono propaggini in Serbia e in Bulgaria (Rila Gas A.D. - Sofia (Bulgaria) - 100%  e SIGAS d.o.o. - Belgrado (Serbia)- 90%).
    Tutto ciò non era previsto e quei documenti, approvati dai consigli comunali, diverrebbero carta straccia. Ciò è illegittimo,  solo i consigli comunali possono cambiare quell’orientamento, non i consigli di amministrazione.
Vengono definitivamente stracciati gli accordi fatti con i sindacato al momento della creazione di HERA, nessuno ha da obiettare?
I Titoli in borsa delle due aziende continuano a scendere e inevitabilmente i processi di indebitamento saranno il carburante delle privatizzazioni. Alla faccia di 27 milioni di cittadini che al referendum del 12 e 13 giugno 2012 hanno indicato una strada diversa.
E’ possibile, che nessun amministratore locale alzi la voce per chiedere conto della situazione?
Chi controllerà la multiutility sovraregionale?
Chi controllerà la multinazionale con gli affari nei Balcani, è questo l’interesse dei cittadini dell’Emilia-Romagna ?
Chiediamo ai sindaci Emiliano-Romagnoli di avviare immediatamente una istruttoria pubblica,  di fare la discussione nei consigli comunali portando tutti gli elementi conoscitivi del caso ed avviare la consultazione dei cittadini .
Le tragiche vicende del terremoto, richiederebbero una focalizzazione sul nostro territorio, il rilancio di investimenti di riassetto territoriale, idrico, energetico , idrogeologico, di riconversione produttiva e messa in sicurezza del patrimonio edilizio, di difesa dell’apparato produttivo.
Alcuni di questi compiti (acqua rifiuti energia e territorio) potrebbero vedere HERA impegnata. Le ipotesi di fusione vanno in direzione  opposta.
I comitati provinciali per l’acqua bene comune dell’Emilia-Romagna assieme al Forum Nazionale dei movimenti dell’acqua sono  assolutamente contrari a questa  prospettiva.
Reiteriamo la richiesta di incontro ai sindaci delle città capoluogo del nostro territorio,  a Manca in quanto presidente del Patto di sindacato ed a  Virgilio Merola nella sua qualità di sindaco di Bologna e maggiore azionista di HERA. 
Chiediamo che le forze politiche si pronuncino e contribuiscano a modificare il percorso.
Ci rivolgiamo inoltre a tutte le realtà dell’associazionismo, del volontariato e alle organizzazioni sindacali perché non rimangano inerti di fronte all’attivazione di questi processi.
Chiediamo ai lavoratori di mobilitarsi, in quanto assieme ai rischi per la risorsa idrica e l’ambiente, per gli utenti, sarebbero  i lavoratori a pagare il prezzo più alto con la caduta verticale della qualità delle relazioni sindacali (già provate), impulso alle iniziative di esternalizzazione e di appalto, compressione dei diritti e della contrattazione e quindi dell’occupazione,  del reddito e delle professionalità legate al territorio e alla finalità pubblica del servizio. Gli unici a guadagnare da questi processi, sarebbero  il  management e una pletora di dirigenti sempre più superpagati.
I Comitati si attiveranno per costruire un coordinamento con tutte le realtà territoriali coinvolte da questi processi.                Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.
E dopo la sentenza della Corte Costituzionale che afferma la necessità di rispettare il risultato referendario, la nostra battaglia è più forte.

mercoledì 11 gennaio 2012

il Coordinamento Acqua Bene Comune chiede che il Governo Monti rispetti il referendum.


Il Coordinamento Acqua bene Comune ha emesso un comunicato dal titolo:

Non esiste liberalizzazione del servizio idrico che rispetti i referendum. Basta trucchi e trucchetti, il Governo Monti rispetti il voto popolare.

Ormai da giorni il Presidente del Consiglio Monti e i suoi ministri parlano di privatizzazioni alludendo anche ad un intervento sul servizio idrico. Ultimi in ordine di tempo il sottosegretario Polillo secondo cui il referendum è stato “un mezzo imbroglio” e il sottosegretario Catricalà che ha annunciato “modifiche che non vadano contro il voto referendario” alla gestione dell'acqua.

Diciamo chiaramente a Monti, Passera, Catricalà e Polillo che non esiste nessuna liberalizzazione del servizio idrico che rispetti il voto referendario: il 12 e 13 giugno scorsi gli italiani hanno scelto in massa per la gestione pubblica dell'acqua e per la fuoriuscita degli interessi privati dal servizio idrico.

Non pensi il Governo Monti con la scusa di risanare il debito di poter aggirare il voto referendario con trucchi e trucchetti, 27 milioni di italiani si sono espressi per la ripubblicizzazione del servizio idrico e questo ci aspettiamo dal Governo nei prossimi giorni.

Saremo molto attenti alle prossime mosse del Governo Monti sul fronte delle liberalizzazioni, non permetteremo che la volontà popolare venga abbattuta a colpi di decreto, di Antitrust o di direttive europee in stile Bolkestein. Metteremo in campo ogni strumento utile alla difesa dei referendum, a partire dalla campagna di obbedienza civile lanciata da noi del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.

L'applicazione dei referendum è la prima e la più urgente emergenza democratica nel nostro paese, per questo il Forum chiede, come già fatto e sinora senza risposta, un incontro urgente con il Presidente del Consiglio Mario Monti. Nel contempo chiede a tutte le realtà che hanno sostenuto i referendum, ai partiti che da fuori o dentro il Parlamento hanno dato indicazione per il “Sì” ai referendum di giugno, di prendere da subito una netta posizione in difesa del voto democratico del popolo italiano.

Roma, 10 gennaio 2012

mercoledì 21 dicembre 2011

Contro il golpe delle bollette dell’acqua.


Il Circolo di Marzabotto e il Comitato Acqua Bene Comune di Bologna e provincia invitano alla mobilitazione in difesa dell’acqua con un comunicato dal titolo: ‘Pacco di Natale di ATO5 ai cittadini bolognesi. Contro il golpe delle bollette dell’acqua’:

“Abbiamo appreso che domani, giovedì 22 dicembre, ATO 5, di cui fanno parte la Provincia di Bologna e tutti i Sindaci della provincia, si riunirà per deliberare gli aumenti delle tariffe idriche del 2012 e il rinnovo della convenzione con Hera S.p.a. per il periodo 2012-2015,” si legge nel comunicato.
“Questa assemblea è stata preparata e convocata senza nessun coinvolgimento dei cittadini e dei comitati referendari per l’acqua Bene Comune, nonostante ripetute richieste di confronto da noi fatte dopo l’esito referendario.
Le decisioni che si prenderanno non terranno in nessuna considerazione gli stessi esiti referendari.
ATO 5 è un organismo in scadenza tra 10 gg perché entrerà in vigore la nuova Legge Regionale sugli Ato regionali, questo rende la decisione più grave.
Un organismo che chiude alla fine dell’anno, pregiudicherà scelte fondamentali come tariffe e piani di investimento per i prossimi 5 anni.

Contro questo “golpe” sulle bollette dell’acqua e sulla convenzione con Hera S.p.a., chiediamo ai cittadini/e che hanno votato il 12 e 13 giugno per l’abrogazione della remunerazione del capitale, di mobilitarsi, partecipando al presidio davanti ad ATO 5 in via S. Felice, 25 ( Bologna), giovedì 22 Dicembre dalle ore 9.00 in poi, contro gli aumenti delle tariffe dell’acqua Contro lo scippo di democrazia e degli esiti referendari”.