lunedì 13 luglio 2020

Slot: il Tar Emilia-Romagna 'promuove' il Comune di Casalecchio

Dà ragione all'ente che ne aveva limitato l’orario di funzionamento

Il Comune di Casalecchio di Reno informa:

Depositata il 7 luglio scorso la sentenza del Tar Emilia-Romagna che respinge il ricorso presentato da un operatore di gioco di Casalecchio di Reno contro l'ordinanza sindacale del 2016 che prevede limitazioni temporali per gli apparecchi da gioco: a Casalecchio possono funzionare solo fino ad un massimo di 8 ore giornaliere, comprese nelle fasce orarie dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle ore 22.

La sentenza stabilisce infatti che i sindaci hanno facoltà di stabilire limiti orari per le attività di gioco quando l'obiettivo è tutelare la salute pubblica.
Nella sentenza il Tar precisa che la giurisprudenza formatasi sulla materia è “del tutto ferma nell'ammettere la competenza del Sindaco nel disciplinare gli orari delle sale giochi”.
Tale disciplina “non è infatti diretta a garantire l'ordine pubblico” ma la salute dei cittadini, “la cui tutela è compresa tra le attribuzioni dell’ente locale”. Inoltre, nel caso del nostro comune, i dati forniti dal Sert – il servizio del sistema sanitario regionale che si occupa delle dipendenze – richiamati nell'ordinanza sindacale “hanno evidenziato un forte fenomeno di espansione sul territorio della ludopatia”, ovvero una diffusione della patologia tale “da giustificare oltre il distanziamento dai luoghi sensibili anche interventi di limitazione degli orari”.
La competenza del Sindaco sulla materia, sottolinea il Tar, non è stata modificata neanche dall'intesa siglata in Conferenza Unificata nel 2017 sul riordino dei giochi, che per i limiti orari aveva previsto delle fasce orarie fino a 6 ore complessive di interruzione quotidiana di gioco. L'intesa trovata tra Stati ed enti locali “non ha efficacia vincolante se non recepita con il previsto decreto del Ministero dell’Economia e Finanze”; si tratta inoltre di un atto “emanato successivamente all'ordinanza sindacale impugnata, come tale irrilevante ai fini dello scrutinio di legittimità”. In ogni modo, la stessa intesa conteneva “una espressa previsione” sulle disposizioni locali di maggiore tutela per i giocatori, come nel caso di Casalecchio.
L’ordinanza è stata pertanto confermata dai giudici, così come il regolamento comunale successivo che aveva ribadito la competenza del sindaco a regolamentare sulle limitazioni orarie.

Dichiarazione del sindaco Massimo Bosso
Abbiamo cercato con la nostra ordinanza di regolamentare un fenomeno cresciuto in modo preoccupante negli ultimi anni. Sempre più persone restano vittime del gioco compulsivo e di una vera e propria ludopatia portando se stessi e le loro famiglie in gravi difficoltà sul piano sia economico sia dei rapporti personali. I servizi Ausl, attraverso il Sert, da tempo ci hanno segnalato un aumento esponenziale dei cittadini che si stanno rivolgendo a loro per uscire da queste situazioni.
Regolare gli orari significa quindi inviare alla nostra città un segnale di forte preoccupazione e attenzione sulla salute e cercare di ridurre questo fenomeno soprattutto rispetto alle fasce deboli della popolazione, anziani, disoccupati e minori. La magistratura ha ritenuto corretto l’iter effettuato che tiene conto di questi elementi importanti per la nostra comunità.
La limitazione degli orari si inserisce nell'ambito di una serie di azioni realizzate negli anni per il contrasto alle ludopatie, dal coinvolgimento delle scuole, attraverso il progetto Azzardo: se questo è un gioco, a quello del mondo del lavoro, grazie al protocollo d'intesa Al lavoro non t’azzardare, dalla disciplina urbanistica in materia di distanza dai luoghi sensibili, all'adesione alla campagna regionale SlotfreeER per le attività commerciali e ad altre azioni di sensibilizzazione portate avanti anche con Azienda USL di Bologna, ASC InSieme, Unione Reno Lavino Samoggia, Avviso Pubblico, organizzazioni sindacali e associazioni locali”.
 
Laura Lelli

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