martedì 4 agosto 2009

Ungulati nobili e non



“Siamo prossimi al punto di non ritorno. La presenza dei selvatici in Appennino è una realtà ormai fuori controllo: una emergenza. Si deve intervenire in modo deciso e in tempi brevi. Non è pensabile si possano tollerare più a lungo i gravi danni che i selvatici arrecano all’attività agricola e i rischi per l’incolumità delle persone ”. E’stata l’affermazione del segretario provinciale del PD, Andrea De Maria, alla festa dell’Unità di Pian di Setta in risposta alle lamentele dei presenti che denunciavano l’ormai impraticabilità dei boschi o dei campi per la presenza eccessiva di ungulati e persino delle zecche. Presenza quest’ultima in numero tale che fa sì, secondo i denuncianti, di essere nella quasi certezza di imbattersi in una di queste ‘bestiole’ ogni qualvolta si entra nel bosco. E ciò è molto grave, sempre secondo i denuncianti, se si pensa all’attacco della zecca a un bambino. “I metodi addottati fino ad ora per il contenimento della presenza dei selvatici non hanno dato i risultati sperati,” ha continuato De Maria. “Piani di prelievo con l’intervento dei ‘selecontrollori’ e della Polizia provinciale non hanno garantito quell’equilibrio fra la presenza di fauna selvatica e dell’uomo tale da garantire una convivenza possibile. E’ perciò necessario ormai mettere in campo azioni straordinarie. Il neo assessore provinciale e i sindaci dei comuni montani avranno certamente l’occasione di individuare ulteriori azioni più efficaci e lo potranno fare con il sostegno più convinto del PD”. La tesi di De Maria trova conferma nelle affermazioni del dottore in agraria Norberto Nanni, impegnato nella rinascita vitivinicola della tenuta Bettozza di Moglio a Sasso Marconi. “Siamo nel paradiso terrestre dei selvatici” ha detto Nanni. “La razza a rischio di estinzione è quella degli agricoltori. In primavera i caprioli mangiano i getti delle viti riducendo il numero di polloni fruttiferi. Ora, che siamo prossimi alla maturazione dell’uva, ai voraci ungulati nobili si affiancano i cinghiali. Il danno giornaliero è elevato e i rimborsi ridicoli. Si pensi che gestiamo 38 ettari di vigneto. Non è possibile un controllo costante”. Il vicedirettore della Confederazione italiana agricoltori, Pietro Sabbioni aggiunge: “Nonostante la Provincia abbia approvato un piano di prelievo di circa 8000 caprioli, si è visto che è insufficiente. E’ un animale che prolifica tanto bene da rendersi incontrollabile. E’ necessario un intervento incisivo e risolutivo”.

5 commenti:

Dante Franchi ha detto...

Buon giorno cari Signori, fino ad ora dove avete vissuto?
Questo è ciò che verrebbe da dire in Particolare all'amico De Maria che in questo territorio ha fatto per due mandati l'Amministratore di un Comune, il Presidente della Comunità Montana, il Vice Presidente della Provincia ecc. ecc.
Ma poi riflettendo un attimo sulle cose dette affiora un primo dubbio: Oggi tocca alla questione ungulati ad essere utilizzata per tentare di contenere l'evidente calo di consensi, alla stessa stregua con cui sono stati strumentalizzati tanti altri problemi nel recente passato, con i risultati che tutti abbiamo sotto gli occhi nel nostro Appennino.
Andando ancora un pò a fondo nell'analisi poi si ci si accorge abbastanza in fretta che egli si guarda bene dall'affrontare il nodo vero e centrale che fa diventare gli ungulati una questione della gravità che abbiamo di fronte, e che sta esattamente nelle modalità di gestione dei Piani di prelievo e di controllo della densità della loro presenza.
Su questo aspetto penso non vi siano dubbi e vedo che non li ha nepure De Maria se lui stesso registra l'insuccesso sistematico delle innumerevoli rivisitazione di questi piani.
Ma Egli si ferma ad invocare un ulteriore e (a parole) più severo piano di prelievo, ma si guarda bene dall'affrontare il nodo vero che stà a mio avviso nell'affidamento della gestione di questi piani.
Non si può infatti affidare il compito di portare ai minimi termini la presenza di ungulati sul territorio proprio a chi su questa presenza ha costruito e stà tuttora gestendo una marea di interessi di tutti i tipi, incluso quello del consenso politico, che sparirebbero o si ridurrebbero proporzionalmente con la forte diminuzione o sparizione di questa fauna.
Ci siamo scordati che quando ha cominciato a crescere in modo esponenziale questo vero e proprio business, anzichè avviare un contenimento dei cinghilai o addirittura limitarne la presenza nelle zone più alte ed eventualmente meno coltivate, si decise stranamente di farli espandere abbassando la cosiddetta linea rossa per includere nuovi ed enormi territori da mettere a disposizione di questo strano "sport"?

C.Zecca ha detto...

Per evitare il problema delle zecche ma anche delle processionarie, ad esempio, potremmo abbattere completamente i boschi.
Direi che è un'idea geniale.
Ad esempio, al posto di quegli stupidi e vuoti boschi e campi della valle del Reno, potremmo realizzare un centinaio di ecomostri tipo quello di Pian di Venola.

Nessuna zecca più, via le vipere, non c'è il problema degli incendi boschivi, si tagliano le spese per i Vigili del Fuoco, via gli allevamenti, il letame e la puzza cacca brutta cattiva e pure le mosche fastidiose, si sviluppa l'edilizia.

Anche l'utilizzo speculativo dei bambini è una goffa operazione di bassa oratoria che punta sul pietismo nazionalpopolare, come se la malattia di Lyme non riguardasse gli adulti.

Nessuno si chiede, una volta una, quali sono gli spaventosi squilibri dovuti ad intere generazioni di bambini che crescono in non-ambienti urbani (o nelle periferie padane o appenniniche, per dirlo alla Grillo) che questi pianificano amministrazione dopo amministrazione, non-luoghi alienanti, senza alcun contatto con la Natura, i suoi cicli, le nuove patologie (asma, malattie autoimmuni, allergie) dovute all' "allevamento" in ambienti artificiali, una forma mentis mediocre e lo sradicamento culturale (colturale) relativo, la netta regressione su competenze e conoscenze fondamentali.

La questione degli ungulati è un problema complesso, che richiede un approccio scientifico ed etico nella risoluzione, di andare alle cause invece che lavorare sui sintomi , non va di certo lasciato nelle mani di politicanti che sono noti per i danni che hanno fatto e lasciato in groppa a comunità ed ambiente, generazioni future. comprese.

Max ha detto...

Questione ungulati, Piani di prelievo, controllo della densità, affidamento della gestione dei piani, inceneritori, vasche, laghi e piscine bla bla bla.
Tutti i cittadini ormai sanno che queste manovre partitocratiche hanno lo scopo di consolidare il businness politico del partitocrate di turno e dei suoi amici. Avete mai pensato di far diventare Monte Sole un vero parco protetto? con tanto di baite in legno, rangers all'americana o anche alla tedesca, darebbe posti di lavoro, gli animali verrebbero controllati da persone senza conflitti di interessi, e si potrebbe rilanciare l'economia della zona tramite il turismo, ho girato molto per il mondo e vi garantisco che Monte Sole è uno dei posti più belli, ovviamente per chi ha una visione di 50Km quadrati le mie parole possono sembrare follia, vi invito quindi a visitarlo questo mondo, ma si sa, l'Italiano è noto per andare a cercare il ristorante italiano quando è all'estero..........no comment.

Un'altra cosa: La Caccia
Uomo, piccolo essere inutile e molesto, dovresti renderti conto che uccidere un animale è un omicidio, non comprendi la sua lingua e quindi pensi che non ci sia nulla di male ad ucciderlo, lo facevano anche con gli schiavi africani, poi ci siamo evoluti e per saziare la nostra sete di sangue abbiamo spostato la nostra attenzione su queste incolpevoli creature. Poi si torna a casa, con le mani lorde del sangue di un incolpevole e si carezza il proprio figlio, pensando di essere veri "uomini" portando "cibo".
Incrociamo i maiali con i cinghiali e ripopoliamo e poi ci lamentiamo che ce ne sono troppi.
Il nostro problema è che viviamo poco, ma se le colpe dei padri ricadessero sui figli..........
L'uomo non è nato per mangiare carne, il suo intestino è troppo lungo ed il suo stomaco troppo piccolo, la carne, appena inghiottita inizia il suo processo di putrefazione intossicando l'organismo ed attualmente il mangiar carne è considerata la causa prima dello sviluppo di tumori.
Informatevi

Anzichè un inceneritore non si potrebbe costruire un impianto di compostaggio ecologico come ultimo percorso di una raccolta differenziata?
Questa ultima domanda la rivolgo direttamente al sig. Dante Franchi.
Massimiliano Chirico, Altro Appennino

Dante Franchi ha detto...

Massimiliano io non credo di conoscerti, ma questo non fa fatto. Solo mi chiedo per quale ragione tu indirizzi questa domanda a me che sono un semplice cittadino che dice ciò che pensa. Non ho altre funzioni o poteri in campo amministrativo locale dalle ultime elezioni.
Poi per quello che può valere sull'oggetto che poni ho già espresso pubblicamente anche su questo Forum un parere decisamente contrario alla realizzazione di un inceneritore, sia qui come altrove.
Non credo sia più neppure da prendere in considerazione qualcosa che ha a che fare con i rifiuti e che ne preveda l'incenerimento ancor prima di aver realmente fatto tutto il percorso di riduzione, differenzazione, recupero e riciclo dei rifiuti.
Vedi qui c'era una cartiera che funzionava bene, con un prodotto buono ed una flessibilità produttiva che la rendeva molto concorrenziale su qualsiasi mercato. L'hanno chiusa unicamente per tentare questo ricatto sulla Comunità locale. Non ci erano riusciti in passato quando già ci avevano provato. Poi era divenuto di attualità l'inceneritore di Cà de Ladri sponsorizzato dall'ex prsidente di Cosea On. Beneamati, che ora mi risulta sia impegnato stranamente anche in questa nuova modalità di "salvataggio" della Reno de Medici. Strane coincidenze.
E' chiaro a tutti che l'obiettivo vero della finanziaria che già ha spremuto questa cartiera è il business dei rifiuti e dei cip 6.
Non so se sono stato esauriente e se ho o meno soddisfatto la tua domanda.
ciao.

Max ha detto...

Ciao Dante, no, non ci conosciamo e ti faccio le mie scuse perchè la domanda era rivolta al sig. Romano.
E' stato un lapsus e me ne scuso.