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martedì 7 febbraio 2017

Sasso Marconi. Anche il vento si accanisce sugli 'ortolani' del Fosso del Diavolo.


Una visita alla 'Sampira' per gli ortolani di Fosso del Diavolo pare veramente d'obbligo. La sfortuna si è accanita contro di loro. Prima la 'maledizione' delle istituzioni, la cui macchina operativa ha rilevato numerosi 'abusi edilizi' nei piccoli e curati appezzamenti di terreno coltivato, per cui è seguita una lunga procedura burocratica per imporre il ritorno al rispetto delle regole con le demolizioni dei manufatti, iter che ha portato persino a tutele e verifiche legali. Tali disposizioni però hanno visto soccombere i bravi cultori degli orti e all'entrata in 'campo' di badili e picconi, si è aggiunto ora lo sfregio del maltempo: la strada che porta agli 'appezzamenti' lavorati è da ieri sbarrata dal grosso tronco di un albero sradicato dal vento e caduto sullo sterrato, un bel noce che faceva parte di un piccolo lotto pianeggiante che fiancheggia la via, destinato alla coltivazione appunto delle noci. Il risultato finale è che quello che era uno dei più accoglienti e frequentabili tratti del 'fosso', la cui documentazione corretta è rio Gemese, mostra ora gli effetti dell'abbandono. Burocrazia e maltempo pare proprio si siano alleati per 'generare un bel disastro ambientale' e c'è da chiedersi: a chi conviene? Ed è difficile trovare una risposta.


 

sabato 19 marzo 2016

Sasso Marconi. Gli ortolani di Rio del Diavolo sul 'banco degli imputati'.

Foto da web
La piazza come il Piave 'mormora' sempre e chi sa ascoltarla dai bar e dai servizi che la circondano si ricevono gli aggiornamenti dei fatti del giorno. Un modo semplice di vivere a pieno 'il paese', un po' di vita preinternet, nella facebook del secolo scorso, la piazza appunto, dove tutto arriva e tutto si propaga.

Questa mattina la piazza dava il 'buon giorno', un 'buon caffè' e la notizia che gli 'ortolani di Rio del Diavolo' hanno ricevuto un 'avviso di garanzia del comune'. Sì, un avviso di garanzia, l'informazione cioè di affidarsi a un legale perchè per loro si apriva una vertenza di carattere 'penale'.

Ci si chiederà che delitto ha mai commesso chi ha vangato un fazzoletto di terra, lo ha rassodato, concimato e vi ha piantato pomodori, cipolle e radicchi. Esiste forse l'abuso del cetriolo ?

L'abuso del cetriolo no, pare però vi sia l'abuso edilizio. All'origine della vicenda che approderà davanti al giudice, ci sarebbe una indagine avviata al fine di verificare la 'correttezza' e il rispetto delle prescrizioni edilizie tenuta dagli ortolani nella realizzazione delle baracche di corredo ai piccoli campetti coltivati, utilizzate come ricovero attrezzi, a volte come pollaio e in alcuni casi come casa per il proprio cane. La verifica avrebbe individuato numerose incongruenze e da qui la denuncia 'all'autorità competente' e si sa, quando l'autorità è informata il 'treno della giustizia' si avvia, magari lentamente, ma però inesorabilmente.

Di più la piazza non dice, ma sarà certamente interessante sapere come la vicenda proseguirà, se non altro per avere una ragione in più per frequentare la piazza e respirare un po' di clima paesano.

Noi però ci permettiamo di richiedere al giudice di essere clemente. Gli esperti del codice sanno sempre trovare 'un cavillo o una postilla' per graziare i colpevoli o presunti tali. 
Agli ortolani deve essere riconosciuto di aver tenuto frequentabile un'area del paese che altrimenti sarebbe stata abbandonata a un deleterio degrado. Non crediamo che ci sia malafede all'origine del 'dolo' e nemmeno che non ci sia la volontà di adeguarsi ai regolamenti comunali.