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venerdì 21 marzo 2025

Riciclava i soldi della camorra, maxi confisca da 294 milioni

 Sigilli dei finanzieri a beni in otto province, da Nord a Sud

 

Foto Ansa

È stato confiscato l'ingente patrimonio un patrimonio mobiliare e immobiliare del valore di oltre 294 milioni di euro, sequestrato a dicembre 2022, ad Antonio Passarelli, l'imprenditore che, secondo quanto emerso dalle indagini del Gico del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli e della Dda partenopea riciclava i soldi della camorra.

    La sezione per l'applicazione delle misure di prevenzione del Tribunale di Napoli ha disposto la confisca di primo grado di 18 società, 9 autoveicoli, 21 rapporti finanziari e 631 immobili e terreni, ubicati nelle province di Bologna, Ravenna, Napoli, Benevento, Caserta, Latina, Sassari e Campobasso.

Passarelli, secondo gli inquirenti, si è occupato del denaro sporco di diversi clan camorristici (Mallardo, Di Lauro, Scissionisti, Puca, Aversano, Verde e Perfetto), investito in molti settori commerciali (primo fra tutti quello degli investimenti immobiliari) e in varie regioni d'Italia (Emilia Romagna, Campania, Lazio, Sardegna e Molise).
    Le indagini dei Nuclei Pef della Guardia di Finanza di Napoli e Bologna, condotte in collaborazione con il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, hanno anche evidenziato che l'imprenditore campano ha condotto operazioni di riciclaggio e di fittizia intestazione di beni (condotta, quest'ultima, accertata con sentenza di condanna definitiva) per un lunghissimo arco temporale.
    È stata accertata anche una sistematica attività di sottrazione all'imposizione tributaria di ingentissime somme di denaro, reinvestite in operazioni commerciali ed edilizie, e una palese sproporzione tra i redditi ufficiali del proposto e del suo nucleo familiare e i beni posseduti. (ANSA)

venerdì 5 luglio 2024

La Guardia di Finanza ha confiscato 100 milioni a due imprenditori vicini alla camorra

 


La Guardia di Finanza di Bologna, insieme al Servizio centrale criminalità organizzata e con il supporto dei comandi provinciali di Napoli, Caserta, Benevento e Cosenza, ha eseguito una confisca di circa 100 milioni emessa dalla Corte di appello di Napoli, un patrimonio di società dei settori dell'edilizia e immobiliare.

    I beni sono risultati nella disponibilità di due imprenditori di origine campana, Antimo Morlando e Emanuele Di Spirito, condannati in via definita, a vario titolo, per concorso esterno in associazione di tipo camorristico e trasferimento fraudolento di valori anche aggravato dal metodo mafioso, ritenuti vicini ai clan Puca e Perfetto.

    La confisca è l'epilogo di indagini della Dda di Napoli, dopo un monitoraggio su investimenti immobiliari sospetti fatti in Emilia-Romagna, nelle province di Bologna e Ravenna, da soggetti apparentemente privi di qualsiasi capacità reddituale: è stato documentato un complesso di società - formalmente intestate a soggetti compiacenti, ma di fatto gestite dai due imprenditori (nelle carceri di Santa Maria Capua Vetere e Secondigliano) - strumentalmente impiegate per operazioni speculative immobiliari al fine, tra l'altro, di agevolare gli investimenti di alcuni clan e il reimpiego di provviste illecite, in maniera da consentire alle stesse organizzazioni criminali di trarre ingenti guadagni.
    I clan, agendo all'ombra di imprese apparentemente pulite, reinvestivano così nel circuito legale i proventi delle attività immobiliari. Sono stati assicurati allo Stato 161 beni immobili, tra fabbricati e terreni nelle province di Napoli, Caserta, Benevento e Cosenza, 25 autoveicoli, 7 rapporti bancari attivi e 16 quote di partecipazione societarie, per un valore di 100 milioni di euro.

(Redazione ANSA)