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martedì 26 febbraio 2019

Danni ad auto per una buca, il Comune di Sasso Marconi riapre il caso dopo intervento Difensore civico

Il Comune ha deciso, sollecitato da Carlotta Marù, di riesaminare l’istanza risarcitoria formulata da un cittadino
Il difensore civico Carlotta Marù

Marco Segnala

Il Comune di Sasso Marconi, nel bolognese, sollecitato dal Difensore civico regionale, Carlotta Marù, ha deciso di rivalutare la richiesta di risarcimento formulata da un cittadino. La vicenda risale al maggio 2017: un automobilista, percorrendo la via Porrettana all’altezza di Sasso Marconi, a causa di una buca sulla carreggiata stradale (coperta dall’acqua) subiva diversi danni alla propria autovettura.
Il cittadino decideva quindi di presentare istanza risarcitoria ad Anas e al Comune di Sasso Marconi. Anas evidenziava la propria estraneità, mentre il Comune di Sasso Marconi si limitava ad archiviare il caso, invitando il cittadino a rivolgersi all’impresa che aveva eseguito dei lavori per conto di una società telefonica, ritenendola responsabile. Il cittadino si rivolgeva quindi a questa impresa, ricevendo l’ennesimo diniego, con la motivazione che la buca non era addebitabile ai lavori eseguiti.
L’Ufficio di Difesa civica, attivato dal cittadino, si è quindi rivolto al Comune di Sasso Marconi, invitandolo a rivedere la propria posizione.
Le condizioni ambientali al momento del sinistro, spiega il Difensore civico, “non hanno consentito all’automobilista di comprendere la profondità della buca, essendo ricoperta d’acqua”. Inoltre, prosegue Marù, “il Comune aveva deciso di rimandare il cittadino all’impresa (privata) esecutrice di lavori, senza preventivamente mettersi in contatto con la stessa, tenuto conto che i lavori erano comunque stati eseguiti su autorizzazione comunale e quindi sotto la responsabilità dell’ente locale”.
I rilievi così formulati sono stati accolti dal Comune di Sasso Marconi, che, confermando lo spirito di collaborazione con il Difensore civico, ha riaperto l’esame dell’istanza risarcitoria e preso già contatti con il cittadino.
Sasso Marconi è tra gli enti locali della nostra regione che hanno sottoscritto la convenzione con il servizio di Difesa civica, che a partire dal primo gennaio di quest’anno è diventata gratuita.
(Cristian Casali)

sabato 14 luglio 2018

L'ntervento del Difensore civico annulla la richiesta Hera di 170 euro per la sostituzione di un contatore.

Marco segnala: 

La società voleva addebitare il costo “senza dimostrare in alcun modo che la rottura sia avvenuta per negligenze da parte del cittadino”
Hera chiede 170 euro a un utente per la sostituzione di un contatore dell’acqua. Interviene il Difensore civico regionale, Gianluca Gardini, e la fattura viene annullata.
Un cittadino aveva richiesto l’intervento dei tecnici di Hera per una rottura dell’apparecchio (in zona appenninica). Risolto il problema si era poi visto recapitare la fattura con l’addebito dei costi di sostituzione: secondo l’azienda la causa del guasto era riconducibile al gelo e alla presunta incuria nella manutenzione del privato. Tesi contestata dal cittadino, secondo cui l’apparecchio era stato installato nel 2004 e non aveva mai avuto problemi, anche quando la temperatura era scesa sotto lo zero, evento frequente nella zona appenninica.
L’utente, spiega il Difensore civico, “è responsabile del danno cagionato al contatore dal gelo solo nel caso in cui non abbia adottato le misure prescritte e comunicate dal gestore”. Hera, prosegue, “ha richiesto il costo di sostituzione del contatore senza dimostrare in alcun modo che la rottura sia avvenuta per negligenze del cittadino”. Inoltre, evidenzia Gardini, “il fatto che la sostituzione sia avvenuta dopo ben 13 anni dall’installazione, in una zona di norma sottoposta a temperature invernali rigide, lascia fondatamente supporre che il contatore fosse correttamente coibentato e che la sua rottura sia avvenuta per vetustà”. La risposta di Hera, conclude, “lascia sperare che questa sia la linea futura della società per risolvere questo tipo di controversie”.

mercoledì 26 ottobre 2016

Difensore Civico, un aiuto gratuito per il cittadino

Sollecitato

Nel labirinto della burocrazia il Difensore Civico può essere per il cittadino un'ottima bussola Il Difensore Civico è un organo, autonomo e indipendente, che la Regione mette a disposizione dei cittadini per offrire ad essi una tutela contro eventuali disfunzioni e illegittimità commesse dalla Pubblica Amministrazione.
Il Difensore civico svolge un’attività di mediazione tra Cittadino e Pubblica Amministrazione e può suggerire alla PA il comportamento più corretto da tenere o la soluzione da assumere. Tutela del cittadino e controllo nei confronti della Pubblica Amministrazione sono quindi le funzioni principali del Difensore Civico, che si attiva, su richiesta del singolo o di un gruppo di cittadini, quando riceve un reclamo concernente atti illegittimi, ritardati, omessi o comportamenti irregolarmente tenuti da uffici o servizi pubblici.



Difesa Civica la ricostruzione della rete territoriale

I casi sopra citati rientrano nell'ampio concetto di cattiva amministrazione, termine con il quale si definisce ogni condotta amministrativa non rispondente ai principi generali di legalità, imparzialità, efficienza, efficacia, economicità e trasparenza dell'azione amministrativa.

Il Difensore Civico può quindi intervenire su un'ampia gamma di situazioni che possono comprendere non solo il controllo di legittimità del singolo provvedimento, o la verifica del cattivo funzionamento degli uffici, ma anche le modalità di erogazione dei servizi pubblici essenziali, quali ad esempio trasporti e sanità.
Il Difensore Civico gratuitamente orienta il cittadino nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, rilasciando un atto motivato che indica all’Ente la soluzione da adottare o spiega adeguatamente al cittadino le ragioni della decisione assunta dalla pubblica amministrazione. Il Difensore non può sostituirsi alla PA competente nell’adozione degli atti, ma può usare il potere morale di persuasione, di cui è dotato, per cercare di stabilire o ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazione.
Il Difensore Civico non può intervenire per tutte le questioni che riguardano il settore privato, come ad esempio i rapporti di lavoro e le liti condominiali, i casi di separazione o divorzio e le questioni relative ad eredità. Non è inoltre possibile rivolgersi al Difensore civico se si ha un problema in materia di difesa, sicurezza pubblica e giustizia.

giovedì 28 gennaio 2016

Firma dematerializzata non è obbligatoria per ritiro pensione invalidità: Poste Italiane riconosce ragioni cittadina bolognese.

Articolo segnalato.

Poste BolognaPer Per mesi aveva richiesto di poter ritirare la sua pensione di invalidità utilizzando la firma tradizionale, sul cartaceo, e non dematerializzata, ma gli operatori di Poste italiane le avevano sempre negato questa possibilità riferendosi a obblighi di legge che però nessuno le aveva mai saputo indicare con precisione, nonostante vari solleciti, anche tramite raccomandata al direttore dell’ufficio.
È così che lo scorso dicembre una signora di Vergato, in provincia di Bologna, si è rivolta al Difensore civico regionale, Gianluca Gardini, chiedendo aiuto per ottenere risposta alla sua istanza, risalente ad agosto, di “ricevere l’informativa circa gli estremi di legge che sottopongono, eventualmente, all’obbligo della firma telematica per il ritiro della pensione di invalidità”.
Grazie all’intervento della figura di garanzia dell’Assemblea legislativa è stato coinvolto il responsabile di gestione operativa di Poste Italiane che, nello specificare che si tratta non di una firma digitale o telematica ma solo dematerializzata per motivi di archiviazione, ha chiarito che “non esiste nessun obbligo ad accettarla”, dal momento che “durante l’operatività il cliente ha la possibilità o di firmare sul supporto e confermarne l’accettazione, o rifiutare, tramite l’uso di apposita ‘penna’ dedicata. Dopo il rifiuto si prosegue in modalità cartacea”.
Rispondendo a Gardini, il responsabile ha inoltre sottolineato che “il direttore dell’Ufficio di Vergato ha assicurato di riallineare gli operatori coinvolti onde evitare future incomprensioni, ed è disposizione della cliente per porgere le proprie scuse e dare ogni chiarimento e assistenza”.

giovedì 11 luglio 2013

Defranceschi: DIFENSORE CIVICO, NOMINA BLINDATA ed ennessimo VALZER DI POLTRONE. Tradita la garanzia di controllo.



Defranceschi

Andrea Defranceschi, capogruppo Movimento 5 Stelle in Regione ironizza (ma non troppo) sulle nomine nei ‘posti di controllo’ in Regione e denuncia:

“Smentito persino il detto popolare ‘cambiano i suonatori, ma la musica è sempre quella’. Nelle nomine regionali non cambiano ne’ la musica, ne’ i suonatori”,
 e spiega:
 “Udite udite, chi è il nuovo DIFENSORE CIVICO? Gianluca Gardini, presidente uscente del CORECOM..ma che sorpresa! La nomina naturalmente era già stata concordata e l'elezione è avvenuta a porte chiuse. Anche stavolta, esattamente come è successo per il Comitato di garanzia, la possibilità di partecipazione alla carica era blindata. Un’altra figura che dovrebbe esercitare un’azione di controllo a garanzia del cittadino, che per essere tale dovrebbe essere indipendente dalla Giunta e dal Consiglio che l’hanno nominato ed eletto. Sarebbe esilarante se non fosse davvero sfiancante vedere come il Pd continua a esautorare cariche che dovrebbero tutelare i cittadini dalle incompetenze, errori e disservizi  di enti e servizi pubblici. Quando ci siamo chiamati fuori dalla spartizione di poltrone del Corecom, ci è stato dato dei burocrati, dicendoci che la nomina politica è garanzia di efficienza. Una logica che a me sfugge, perché credo nell’indipendenza delle cariche, e si dà il caso che la divisione dei poteri non l’abbia inventata il Movimento 5 Stelle. In un sistema tutto emiliano romagnolo invece, qui le poltrone si cambiano e si scambiano, in un valzer che di difesa civica non ha nemmeno l’ombra. Ora ci risponderanno con le solite dichiarazioni di elogio, con lodi delle qualità di questo signore (contro il quale personalmente non ho nulla) ed encomi sul lavoro svolto, ma a me interessa la risposta a un'unica domanda: perché dobbiamo trovare una poltrona a uno che l’ha appena persa? Qual è il criterio di garanzia contenuto in questo sistema?”