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venerdì 29 gennaio 2016

Anche alla Manz di Sasso Marconi, presidio degli operai ai cancelli.

E' il secondo giorno di sciopero allo stabilimento della multinazionale tedesca Manz di Sasso Marconi e il primo di presidio ai cancelli. A portare i lavoratori a incrociare le braccia, la notizia che la proprietà ha annunciato  9 esuberi e l'intenzione quindi di ridurre l'organico, dalle 91 unità oggi in carica, a 82. La notizia è giunta inattesa e ha avuto l'effetto di una bomba.
Voci di possibili difficoltà della Manz a Sasso Marconi ne giravano. Ma erano considerate 'sfoghi irrazionali di gufi' poiché gli indicatori produttivi ed economici del sito erano rassicuranti. La produzione aveva mercato e il fatturato era buono.
Nello stabilimento di Sasso Marconi, erede della sezione meccanica della storica Arcotronics, si realizzano principalmente batterie al litio e lo scorso anno ha fatto registrare un aumento di fatturato del 20 %, sottolineano i lavoratori.
La ragione degli scioperanti la riferisce Primo Sacchetti ( nella foto) della Fiom: “L'atteggiamento dell'azienda è inaccettabile. Siamo di fronte a una azione unilaterale. Manca persino un progetto di uscita concordata che metta in campo ammortizzatori sociali. Il modo di procedere è persino peggiore di quello della Saeco di Gaggio Montano. Abbiamo istituito il tavolo di crisi”, continua Sacchetti, “cui parteciperanno anche Regione e Città metropolitana. La proprietà non può prendere una tale posizione. Come sindacato abbiamo già fatto una proposta. E' poi incomprensibile che si serva di 30 lavoratori esterni e punti contemporaneamente alla riduzione dell'organico”. 

Anche Lorenzo Tamarri ( nella foto) della Fim CISL si dice preoccupato per il modo di procedere. “ Siamo ormai diventati numeri di un elenco impersonale. In una sede lontana si decide di ridurre del 10 % l'organico e una scure si abbassa per soddisfare tale percentuale in tutti i siti produttivi del gruppo. Qui a Sasso Marconi la situazione è particolarmente preoccupante poiché essendo il numero degli esuberi inferiore a 10 la procedura per il licenziamento è più breve e semplificata, quindi più pericolosa. Vogliamo entrare nel merito in un confronto costruttivo con la proprietà. Siamo al secondo giorno di sciopero e non sono escluse altre azioni se l'azienda rimane sulle sue posizioni”. 

Stefano Tomesani
Per la RSU, Stefano Tomesani e Roberto Francia, il primo nella logistica, il secondo impiegato, non nascondono il loro disappunto: “E' incredibile. Non ci saremmo mai aspettati dalla proprietà la denuncia di esuberi perchè tutto andava bene: fino a poco tempo fa si assumeva e si ipotizzavano altre assunzioni.
Roberto Francia
Preoccupa poi la chiusura della direzione generale a discutere la proposta”.


 Nubi sempre più grigie all'orizzonte occupazionale della Valle del Reno.