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lunedì 15 luglio 2019

Lupi e orsi fanno strage negli allevamenti, agricoltori in piazza

Coldiretti sollecita:

Agricoltori in piazza contro la quotidiana strage di animali allevati da pare di lupi ed orsi ma anche contro i continuì attacchi degli animali selvatici che distruggono le colture. La protesta delle imprese agricole della Coldiretti è partita dal Trentino Alto Adige dove un migliaio di aziende ha manifestato a Trento, in piazza Dante per protestare contro i gravi danni causati dai grandi predatori alle attività di montagna con rischi per la sicurezza e l’incolumità delle persone. Simbolo della manifestazione in piazza con allevatori e agricoltori la capretta “Cappuccettorosso” scampata all’assalto dei lupi #stoconcappuccettorosso.
Una situazione fuori controllo per la quale le misure ordinarie non bastano più e la resistenza di chi lavora e vive sul territorio è ormai al limite considerato che nel solo territorio del Trentino ci sono quasi 70 orsi fra cui il pericoloso M49 che negli ultimi quattro mesi del 2019 è stato protagonista di 16 tentativi di intrusione in zone abitate e 13 uccisioni di animali da allevamento. Ma in circolazione ci sono poi 7 branchi di lupi o ibridi che mettono a rischio anche l’integrità genetica della specie.
Agli animali uccisi si aggiungono i danni indotti dallo spavento e dallo stato di stress provocato dagli assalti, con ridotta produzione di latte e aborti negli animali sopravvissuti.
Negli ultimi anni si è reso necessario un continuo vigilare su greggi e mandrie, al fine di proteggerle dagli attacchi poiché recinzioni e cani da pastori spesso non sono sufficienti per scongiurare il pericolo. La resistenza degli agricoltori è al limite è urgente trovare nuove modalità di azione all’interno dei piani di governo della fauna selvatica che permettano di organizzare in maniera più efficace un sistema di gestione di questi animali predatori, che non sono più specie in via di estinzione.
Sono necessarie misure di contenimento per non lasciar morire i pascoli e costringere alla fuga migliaia di famiglie che da generazioni popolano le montagne ma anche i tanti giovani che faticosamente sono tornati per tutelare la biodiversità con il recupero delle storiche razze italiane. Serve responsabilità nella difesa degli allevamenti, dei pastori e allevatori che con coraggio continuano a presidiare le montagne e a garantire la bellezza del paesaggio, contro degrado, frane e alluvioni che minacciano anche le città. La Coldiretti ha chiesto che il problema dei predatori sia affrontato ai massimi livelli in un vertice con il Ministero dell’Ambiente e con il Presidente della Regione per stabilire le misure da adottare a tutela delle comunità montane.
Ma l’allarme non riguarda solo le montagne e l’orso. Le incursioni ormai quotidiane di lupi e cinghiali interessano praticamente tutte le regioni italiane, dalla Toscana al Lazio, dalla Puglia alle Marche, dall’Umbria alla Sardegna, dove i danni ormai non si contano più, mettendo a rischio la sopravvivenza delle aziende agricole. Tale situazione si somma ai problemi di sovrappopolamento di numerose altre specie selvatiche, dai cinghiali ai caprioli fino alle nutrie che si moltiplicano in una situazione di assoluta mancanza di adeguate misure di programmazione necessaria per evitare il conflitto con il lavoro agricolo.Un tema denunciato dal presidente di Coldiretti Ettore Prandini anche al Villaggio di Milano, “incassando” l’impegno del vicepremier Matteo Salvini per la tutela delle stalle italiane, a partire dai danni provocati dalla fauna selvatica perché “orsi e cinghiali non possono essere più importanti delle vacche e pecore”.
Gli animali selvatici che distruggono i raccolti, sterminano gli animali, causano incidenti stradali per un totale di danni nei campi che in Italia raggiunge i 100 milioni di euro, senza contare i casi in cui ci sono state purtroppo anche delle vittime.

venerdì 15 gennaio 2016

Il rapporto tra uomini, lupi e orsi al centro di due convegni a Monzuno con esperti che illustreranno come conoscere meglio lupi e orsi per una convivenza possibile e auspicabile.


Riceviamo e pubblichiamo

 

'Al lupo! Al lupo!' è il titolo del convegno che si terrà domani, sabato 16 gennaio, alle 15, nella Sala della Biblioteca M. Marri di Monzuno con il veterinario Marco Vannuccini e l'educatrice Angela Marchi.

'Tutto quello che avreste voluto sapere sugli ORSI e non avete mai osato chiedere' è il tema di un secondo incontro programmato per il 30 gennaio, alle 15, nella Sala Polivalente di Vado di Monzuno con l'ecologista Davide Celli e il presidente di Wold Emergency, Claudio Mangini.

Favorire la convivenza con lupi e orsi, conoscendoli meglio, comprendendone abitudini, esigenze, imparando se necessario a rispettare le giuste distanze. È l’obiettivo ambizioso che si pongono gli organizzatori di due appuntamenti intitolati appunto 'Relazioni pericolose? Incontri su uomini e animali', pensati dal Comune di Monzuno che li patrocina e realizzati dall’associazione Castel Merlino in collaborazione con Emilbanca.

Se da una parte oggi si investono tempo e risorse per favorire il ripopolamento in determinate aree per scongiurare il rischio di estinzione, dall'altro poi c’è chi invoca l'abbattimento di animali selvatici, soprattutto se grandi predatori, non appena questi ultimi si avvicinano all'uomo o agli animali d'allevamento.

Alla base di questo paradosso c'è soprattutto una scarsa conoscenza di questi animali, delle loro caratteristiche e delle loro abitudini. Ma anche un meccanismo perverso alimentato talvolta dai mass-media che sembrano trarre giovamento dalla diffusione di paure e vere e proprie psicosi collettive tra la popolazione. Spiega per esempio il medico veterinario Marco Vannuccini, relatore del primo incontro dal nome evocativo 'Al Lupo, al lupo!', che pochi sanno che i cani inselvatichiti sono molto più pericolosi e creano molti più danni dei lupi. “Non dobbiamo demonizzare inutilmente e falsamente il lupo – spiega Vannuccini - perché non è minimamente interessato all'uomo nella sua abitudine predatoria. Al contrario, dovremmo sfruttarne a nostro vantaggio le capacità di regolazione della fauna selvatica biungulata (cinghiali, caprioli, daini, cervi) proteggendo, per converso, i nostri animali da reddito”.

Il ritorno spontaneo del lupo è un avvenimento estremamente positivo, perchè indica il ristabilirsi di un equilibrio che si era perso nel tempo a causa del comportamento scellerato dell'uomo sia con la cementizzazione, sia con la caccia indiscriminata alle specie protette (è bene ricordare di tanto in tanto che anche il lupo è una specie protetta).

Appuntamento dunque sabato 16 gennaio presso la Sala della Biblioteca M.Marri di Monzuno alle ore 15. Oltre all’intervento di Vannuccini ci sarà quello dell'educatrice Angela Marchi che spiega: “Essendo una insegnante nella scuola per l’infanzia sono abituata a trattare aspetti conoscitivi fantasiosi e creativi, tipici dei bambini. Per questo darò l’avvio al percorso di conoscenza zoologico del lupo partendo dal suo punto di vista, attraverso una narrazione che evidenzi l'importanza e la necessità di "una sana convivenza", un dialogo lupo-essere umano rispettoso delle proprie specificità ed essenze” mentre Nicola Zanini, ex Guardaparco del Parco dei Gessi, esperto di animali selvatici, porterà un filmato molto interessante ed esplicativo sul lupo a cura dell'Ente Parco.
Secondo appuntamento sabato 30 gennaio alle ore 15 presso la Sala Polivalente di Vado, intitolato “Tutto quello che avreste voluto sapere sugli orsi e non avete mai osato chiedere”. Relatori l'ecologista Davide Celli e Claudio Mangini, presidente di Wolf Emergency.

Celli spiega come l'obiettivo di questa conferenza itinerante (ha già avuto modo di presentare il suo lavoro di ricerca e divulgazione a Verona, Belluno e Bologna e altre tappe sono in corso di organizzazione nel centro e nord Italia) sia favorire una maggiore conoscenza degli orsi trentini, nella consapevolezza che questo possa mitigare un conflitto spesso esasperato da un punto di vista mediatico. “Pochi sanno – spiega Davide Celli – che ci sono più vittime per gli attacchi delle mucche che difendono i vitellini, che non per gli attacchi di orsi nei confronti degli essere umani. Eppure nell'immaginario evocato dai media il pericolo viene sempre dal feroce orso trentino, perché una vittima di una mucca non fa notizia”. Celli è convinto che il piano che ha portato a studiare il ripopolamento di alcune zone del Trentino e finanziato dalla Unione Europea sia stato elaborato bene, ma che purtroppo sia poco conosciuto dalla popolazione: bisogna tenere presente infatti che queste zone di popolamento si estendono a macchia di leopardo, non sono certo una riserva isolata. L'orso è fondamentalmente una vegetariano ma è normale che se è disorientato o si sente aggredito dall'uomo può diventare pericoloso per il bestiame e le persone che gli si avvicinano. Sono rimasti una cinquantina di orsi in Trentino, il minimo per salvaguardarne l’esistenza, e vanno protetti.

Anche l'intervento di Claudio Mangini sarà volto a illustrare come la convivenza tra uomo e animali selvatici sia possibile: nella sua esperienza sul campo come animal trainer, cioè addestratore di animali per il cinema, Mangini ha imparato a conoscere bene queste creature e le loro esigenze. Sa che se gestiti con rispetto i lupi possono essere una attrattiva per il turismo e che anche gli allevatori non hanno nulla da temere se organizzano il lavoro in fattorie wolf-friendly, come già sperimentato in diverse zone di Italia. Certo ci sono alcuni limiti normativi ma proprio per questo è importante sensibilizzare l’opinione pubblica. Anche in questo caso la parola chiave è conoscenza, perché è spesso l'ignoranza a generare paure.

L’ingresso ad entrambe le conferenze è gratuito e gli incontri sono aperti alle domande, curiosità, perplessità del pubblico, con l’obiettivo di soddisfarne le aspettative.

Nelle sale attigue al dibattito sarà attivo un laboratorio didattico per i bambini.