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venerdì 9 gennaio 2015

Sasso Marconi. Don Dario Zanini lascia la parrocchia e si dedicherà alle sue ricerche storiche.




Sessant’anni di storia di Sasso Marconi, non solo religiosa, si fanno da parte. Don Dario Zanini ( nella foto) , a Sasso Marconi dal 1957 se ne va e lascia il testimone della corsa verso il futuro ad un altro staffettista. E’ proprio il caso di dire che il paese volta pagina, anche se questa nuova pagina si presenta incerta e con numerose incognite. Ma si sa ‘Dio vede, Dio Provvede’, i fedeli aspettano fiduciosi che la nuova organizzazione religiosa  voluta dalla Curia bolognese si concretizzi.
Il binario su cui ha corso l’apostolato  ‘dariano’ di Sasso Marconi verrà ricordato per i due fattori che hanno caratterizzato in modo marcato l’azione del parroco. Il primo, quello religioso, incentrato nel recupero della devozione alla Madonna del Sasso, affievolito  con la perdita dovuta alla guerra dell’immagine sacra venerata fin da ‘200, prima in una delle caverne della Rupe, poi nel Santuario eretto nel Borgo per ospitarla, dopo che ripetuti crolli delle volte rupestri avevano costretto a  sfrattarla dal santuario primitivo per motivi di sicurezza. Il secondo, diciamo quello civile, è stato l’erigersi a barriera incrollabile di fronte ai tentativi di ingerenze politico-amministrative nella vita della parrocchia. In tempi in cui la baldanza elettorale delle amministrazioni social comuniste sfociava a volte in prepotenza, don Dario ha saputo difendere il suo gregge e il patrimonio religioso con determinazione, nella convinzione di tutelare il ‘patrimonio della Madonna’. Unico smacco, che egli considera ancora ‘un furto alla Madonna’,  la cessione per un accordo dell’Istituto per il Sostentamento del Clero ,  di una porzione del ‘campo del prete’, quello a ridosso della chiesa parrocchiale, al Comune.    
Abbiamo chiesto al sacerdote cosa significa per lui staccarsi da una vita che ha caratterizzato tutta la sua esistenza.
“ La mia età lo richiedeva. Aspetto come tutti i parrocchiani che Sasso Marconi abbia dalla Curia l’attenzione che merita. Sarà certamente una presenza pastorale viva che mi auguro non tralasci, se non che  incentri, l’attività sulla devozione mariana che ha marcato la storia non solo religiosa del paese”. 
Quale è il consiglio che dà al suo successore ?
“Mi auguro innanzitutto che sia un parroco residente e non ambulante, anche se so che la penuria di sacerdoti  renderà questo piuttosto difficile”.
E il suo testamento spirituale qual è?
“La Madonna vuole bene a Sasso Marconi perché i sassesi l’hanno sempre ospitata e ossequiata con vero affetto. Assicuro ai sassesi che questa attenzione non verrà mai meno. Stiano quindi vicini alla loro madre celeste”.
Adesso cosà farà ? Continuerà le sue ricerche storiche?.
“Certamente . Sono pieno di temi che vorrei sviluppare e ora avrò più tempo”.