Andrea
Defranceschi ( nella foto), Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione, ha inviato un comunicato nel quale annuncia la chiusura del laboratorio
di ginecologia di Vado a Monzuno e accusa la Regione di voler affossare il sistema
sanitario della montagna.
Defranceschi scrive infatti: .
“E a
proposito di programmi di governo: continuiamo a smembrare la sanità pubblica.
E’ di nuovo il già disastrato distretto dell’Appennino bolognese a perdere
altri pezzi: dopo la chiusura del reparto di maternità dell’Ospedale di
Porretta, non poteva che seguire l’ambulatorio di ginecologia a Vado di
Monzuno.
Servizi
erogati (il giovedì dalle 9 alle 12): visita ginecologia per
controllo, visita ostetrica per controllo, training prenatale,
tamponamento ostetrico, rimozione dispositivo contraccettivo intrauterino, inserzione
pessario vaginale, inserzione diaframma vaginale, inserzione I.U.D.
Ma d’altra
parte, a cosa servono queste cose alle donne di montagna, giusto?
Senza
vergogna. Più inceneritori e meno sanità: tutto fila, infondo. I primi portano
soldi (per le multi-utilities), la seconda ne richiede (per i cittadini). Renzi
non rottama: incenerisce.
Abbiamo
chiamato l'Ausl e l'operatore ci ha confermato che il servizio sarà soppresso
ufficialmente a novembre. Ma di fatto già da ora bisogna rivolgersi altrove, poiché
le visite sono già state tutte prenotate. Fanno così. Riducono il servizio,
così nel tempo calano i numeri che vi accedono, e alla fine loro possono
portare, come testimonianza della necessità di sopprimere il servizio, il fatto
che: “non c'è affluenza sufficiente per mantenere il servizio".
E il gioco è fatto.
La cosa
“buffa” è che già nel verbale del distretto di novembre 2013 si accenna a
questa riorganizzazione dei servizi, ma nessuno ha mai sentito
l'amministrazione dare questa informazione alla cittadinanza.
In campagna
elettorale, il sindaco Mastacchi si è molto vantato di avere la
"convenzione" per la realizzazione della casa della salute di Vado.
Tutt'oggi gli abitanti non hanno date sicure di realizzazione, e naturalmente,
il sindaco si è ben guardato dal dire che, se mai si farà, per la ginecologia
non ci sarà posto.
Il sindaco di Monzuno Marco Mastacchi ( nella foto), che ricopre da poco tempo anche il ruolo di presidente del Distretto Sanitario di riferimento, conferma la notizia della prossima chiusura del ambulatorio e precisa: “La chiusura sancisce nella sostanza una situazione di fatto: l’ambulatorio era poco frequentato e chi necessitava del servizio si rivolgeva ormai altrove, principalmente a Bologna. Voglio chiarire poi che si tratta, per le ragioni appena descritte, di una logica riorganizzazione del servizio sanitario in montagna. La chiusura è propedeutica all’accelerazione dell’iter per la ‘Casa della salute’ a Monzuno, la cui prossima realizzazione sarà la miglior prova che l’organizzazione sanitaria del distretto si ottimizza, non si smantella”. Il primo cittadino ha poi concluso sottolineando l’intenzione dell’amministrazione di non desistere dall’impegno per la realizzazione della ‘casa della salute’, concretizzato anche dalla recente comunicazione inviata dall’assessore di competenza ai dirigenti dell’Asl.


