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martedì 8 aprile 2025

Banda ultra larga, la Regione apre un 'tavolo di crisi'

I Comuni che hanno difficoltà possono inviare segnalazioni

 


I Comuni dell'Emilia-Romagna che hanno difficoltà con la realizzazione della rete per la banda ultra larga di Open Fiber, o col suo funzionamento, potranno inviare segnalazioni al "Gruppo di Coordinamento Segnalazioni Bul", un tavolo di crisi avviato in questi giorni e formato da Regione, Lepida e referenti di Openfiber.
    Il Gruppo è stato istituito per prendere in consegna le singole tematiche rilevate a livello territoriale, per esempio lavori non effettuati a regola d'arte, problematiche di sicurezza, lavori non terminati, database delle unità immobiliari errato, assenza di operatori di telecomunicazione in grado di dare connettività, eccesso di interruzioni tecniche.
    Ogni criticità sarà trattata direttamente con Open Fiber, con l'obiettivo di terminare tutti i lavori e collaudi nei tempi previsti dalla pianificazione, tenendo conto dei vincoli temporali per l'utilizzo dei fondi di riferimento per l'implementazione della rete.

Intenzione della regione, anche attraverso questo tavolo, è garantire una connessione veloce e affidabile a tutti i cittadini, anche nelle aree più remote.
    Il tavolo avrà anche la funzione di confronto costante con i sindaci sulle sfide legate alla copertura della banda ultra larga, per definire strategie efficaci al fine di superare gli ostacoli riscontrati.

giovedì 7 settembre 2023

In montagna senza Banda Ultra Raga non si lavora.

Cara Lepida datti una mossa


Giulia Gibertoni (nella foto), consigliera,  ha presenta una interrogazione alla Giunta regionale per sollecitare, ancora una volta,  collegamenti adeguati a Internet anche in montagna. 

Nella interrogazione scrive:  

E’ del 1° settembre 2023 la notizia di stampa secondo cui la società che gestisce ‘Acqua Cerelia’ ha chiesto a Lepida e alla Regione che la Banda Ultra Larga arrivi anche a Tolè e Cereglio di Vergato: “I software che governano le nostre macchine necessitano di continui aggiornamenti che però non vengono scaricati a causa della scarsa velocità di connessione”, ha riferito il direttore operativo dello stabilimento. “ Anche fissando questa operazione alle due di notte, quando il traffico dovrebbe essere minimo, la connessione si interrompe e siamo costretti ad eseguire in modo manuale gli aggiornamenti. Per questo motivo abbiamo bisogno della fibra.  Inoltre” , ha aggiunto , “non possiamo partecipare a convention o a call conference. Abbiamo dato la nostra disponibilità a contribuire alle spese con una cifra di 4mila euro, ma dopo un sopralluogo effettuato in primavera tutto è ancora fermo e non possiamo pensare di affrontare un altro inverno in queste condizioni”


L'interrogante chiede quindi alla Giunta regionale:  

"Quando le attività produttive, le scuole e gli abitati di Cereglio e di Tolè,  e in particolare lo stabilimento Acqua Cerelia  saranno raggiunte da una connessione internet decente; le ragioni del ritardo di anni per l’eliminazione del digital divide delle aree appenniniche della Regione, malgrado l’esistenza di norme, piani e finanziamenti ad hoc e se non ritenga tale condizione, la copertura del territorio regionale con la Banda Ultra Larga, imprescindibile per lo sviluppo delle aree appenniniche".


Ma ci sarà certamente chi vede nel ritardo la conseguenza di un preciso progetto che mira allo spopolamento dell'Appennino. Bloccare lo sviluppo e il lavoro è una condizione primaria perchè la gente se ne vada. 

mercoledì 11 gennaio 2023

La banda ultra larga per le Scuole dell’Emilia-Romagna


 

Da Agenda Digitale dell'Emilia-Romagna

 Una scelta a prova di futuro. A dicembre 2022 risultano presenti in Emilia-Romagna circa 1.860 plessi di istituzioni scolastiche statali (dall’infanzia fino alle secondarie di 2^ grado), CPIA, corsi serali, ITS, IeFp collegati in fibra, pari al 60% del totale dei circa 3.119 plessi esistenti.

A partire dal 2011 Regione Emilia-Romagna, tramite Lepida Scpa e in sinergia con Province, Comuni e Unioni dei Comuni, ha avviato una serie di progetti per portare la connettività in fibra ottica con servizio a 1Gbps alle sedi scolastiche della regione, utilizzando diversi modelli di finanziamento e di proprietà della rete (si vedano i progetti "Una scuola grande come la regione" - 2011Scuola@Appennino - 2012/2013SchoolNet - 2015/2020) e arrivando a collegare, con risorse regionali e degli enti locali circa 1.209 plessi tra scuole statali e altre tipologie di scuola.

Nel maggio 2020 il governo italiano ha assunto la decisione di intervenire a favore del collegamento in fibra ottica ad 1 Giga delle scuole. Durante questa fase l’intervento pubblico ha previsto la fornitura della connessione a 35.000 strutture scolastiche (circa il 78% del totale), ossia a tutti gli edifici delle scuole secondarie di primo e secondo grado statali, e anche il collegamento di tutti i plessi delle scuole statali primarie e dell’infanzia nelle “aree bianche”. Questo intervento avrebbe dovuto essere completato entro il 2023.
Per quanto concerne le Regioni Emilia-Romagna, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta e la P.A. di Trento, l’attuazione del Piano e le rispettive attività sono state gestite direttamente con le società in-house.
I fondi destinati all’Emilia-Romagna sono stati pari a circa 23.500.000 €, che Regione ha impiegato nel collegamento delle scuole statali dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado non ancora raggiunte dalla fibra, estendendo inoltre l’intervento a ITS e IeFP (in tutto circa 1.900) nell’ambito del Piano scuole Emilia-Romagna Fase 1.
La realizzazione di questo piano è affidata a operatori di telecomunicazioni per quanto riguarda le scuole di tipologia B (scuole che si trovano in prossimità di reti in fibra ottica già realizzate, o in corso di realizzazione da operatori privati). Sono invece in carico a Open Fiber, in quanto concessionario del Piano Bul Aree Bianche, le scuole di tipologia C (scuole che si trovano nelle aree con intervento pubblico in concessione).

Regione Emilia-Romagna, tramite Lepida Scpa, interviene sulle scuole rimanenti, ossia sulle scuole raggiunte da fibra ottica realizzata o in corso di realizzazione nell’ambito di interventi pubblici, e sulle scuole non dotate di un'infrastruttura idonea a garantire i requisiti del servizio di accesso a 1Gbit/s.

I lavori nella nostra regione avrebbero dovuto essere completati entro il 2022, dando priorità alle scuole superiori. Sullo stato di avanzamento del Piano scuole dell’Emilia-Romagna ha però inciso negativamente l’aggiornamento dei Piani di collegamento in fibra ottica di unità immobiliari da parte di operatori di telecomunicazioni (con propri investimenti) e del concessionario Open Fiber per le Aree Bianche. Ha inciso inoltre anche la situazione verificatasi con la pandemia da Covid-19, e le sue successive conseguenze, in particolare l’aumento dei prezzi dei materiali per le lavorazioni e la rilevante diminuzione di aziende in grado di eseguire sia lavori specifici in ambito di telecomunicazioni che lavori civili (anche a fronte di misure di forte impatto su tale settore come il superbonus 110%).
Questi fattori hanno determinato un ritardo, al momento, di circa 2-2,5 anni delle azioni previste dal Piano scuole dell’Emilia-Romagna Fase 1.

Alla luce di queste criticità si è reso necessario procedere alla revisione dell’accordo stipulato tra MISE, Infratel, Lepida e Regione Emilia-Romagna per l’aggiornamento del Piano Tecnico e per la ridefinizione delle scadenze del Piano, approvato con Delibera di Giunta Nr. 2021 del 21/11/2022.
La durata del Piano sarà quindi prorogata fino al 31.12.2025

Da inizio lavori a inizio dicembre 2022 sono stati collegati in fibra ad 1 Gbps 650 plessi scolastici che, in aggiunta ai 1.209 collegati prima dell’avvio del Piano scuole Emilia-Romagna fase 1, rappresentano il 60% dei plessi della regione, con punte dell’91% per quanto riguarda le scuole secondarie di 2^ grado.

Al link https://digitale.regione.emilia-romagna.it/emilia-romagna-in-connessione/territori-connessi-lo-stato-dellarte/piano-scuole sono indicati la pianificazione e lo stato di avanzamento e realizzazione degli interventi del Piano scuole Emilia-Romagna Fase 1. La pianificazione tiene conto di tre elementi: le dichiarazioni del mercato per quanto riguarda le aree in cui ci sono operatori di telecomunicazione attivi; la pianificazione degli interventi di Open Fiber come concessionario del Piano Bul Aree Bianche; la pianificazione dei lavori eseguiti direttamente da Lepida Scpa.

Al fine di garantire parità di trattamento tra scuole statali e non, e favorire l’avvicinamento di una dorsale di rete in fibra ottica ad aree spesso isolate Regione Emilia-Romagna ha deciso di investire risorse anche sull’allacciamento delle scuole paritarie pubbliche, in particolare delle scuole dell’infanzia comunali, a valle del reperimento di fondi.
L’occasione giusta si è presentata col bando PNRR “Piano Scuole Connesse - Fase 2”, che prevede interventi per connettere, con velocità simmetriche di almeno 1 Gbps, quasi 10 mila sedi scolastiche di tutto il territorio italiano suddiviso in otto aree geografiche (i cosiddetti Lotti di gara).
Il Lotto in cui è presente la Regione Emilia-Romagna, assieme alle regioni Marche e Umbria è il numero 4 e prevede un totale di 656 scuole da connettere nelle tre Regioni. Sono compresi fornitura e posa in opera della rete di accesso e i servizi di gestione, l’assistenza tecnica e la manutenzione. Le attività di infrastrutturazione dovranno concludersi entro il 30 giugno 2026, garantendo i servizi di connettività per almeno i sei anni successivi.

Regione Emilia-Romagna, ad ottobre 2021, ha inviato al MISE l’elenco delle scuole dell’infanzia comunali, affinché fossero incluse nel bando PNRR il cui soggetto aggiudicatario per il Lotto 4 (Emilia-Romagna, Marche e Umbria) è risultato Fastweb S.p.a., per € 11.496.486,46.
Nelle prossime settimane saranno disponibili maggiori dettagli sul Piano Scuole Connesse – fase 2.

giovedì 19 maggio 2022

Sasso Marconi. Infrastrutturazione in Banda Ultra Larga del distretto industriale di Pontecchio


 

Le imprese del distretto industriale di Pontecchio Marconi possono oggi usufruire di connettività ad Internet ad elevate prestazioni, con velocità fino a 1 Gbps sia in download che in upload, grazie a un intervento di infrastrutturazione con rete in fibra ottica FTTH.

L’importante novità è stata illustrata oggi dal Sindaco di Sasso Marconi, Roberto Parmeggiani, dal direttore Generale Lepida SpcA, Gianluca Mazzini, dall’assessore all’ Agenda Digitale Regione Emilia-Romagna, Paola Salomoni e dall’assessore di Sasso Marconi Alessandro Raschi.

L’operazione si inserisce nell’ambito del modello di finanziamento pubblico-privato reso possibile dalla Legge regionale “Promozione degli investimenti in Emilia-Romagna” e ha coinvolto Comune di Sasso Marconi,  Lepida ScpA e una decina di aziende della zona di Pontecchio.

Il costo complessivo  è di circa 110mila euro, di cui 61mila finanziati con fondi pubblici e 50.000 a carico delle imprese.

Il modello prevede che il Comune metta a disposizione, senza oneri, tubazioni di proprietà pubblica per la posa di cavi in fibra ottica, di interconnessione alla Rete Lepida e verso le sedi delle aziende. Le imprese compartecipano finanziando la realizzazione degli accessi, ossia dei tratti in fibra ottica necessari per portare la connettività all’interno dell’azienda.

L’intervento è funzionale anche all’attivazione di ulteriori servizi nelle zone limitrofe, come ad esempio l’ampliamento della rete comunale di videosorveglianza. Inoltre, verranno poi posate le infrastrutture necessarie al futuro collegamento in banda ultra larga delle aziende della vicina via Sagittario.

Gianluca Mazzini, Roberto Parmeggiani e Paola Salomoni


Il sindaco Parmeggiani, dopo aver sottolineato che tutto questo è stato reso possibile grazie all’invenzione di Guglielmo Marconi, che in questi giorni si sta celebrando, ha voluto ricordare come l’area sarà resa ancor più fruibile dalla prossima realizzazione della bretella nella vicina zona ferroviaria. Ha poi candidato Sasso Marconi  a sito di conoscenza e evoluzione tecnologica, essendo il Comune la ‘culla della Radio’.

Gianluca Mazzini ha illustrato i vantaggi di questo risultato che garantisce alle aziende di agire in modo concorrenziale essendo la connettività una condizione essenziale per operare al meglio. Ha ricordato poi due altri interventi simili: uno ad Alto Reno Terme e l’altro a Calderino.

L’assessora Salomoni ha fatto notare  come il risultato sia particolarmente significativo poiché è un esempio importante ed efficace di partnership tra pubblico e privato e ha aggiunto che l’obiettivo è quello di arrivare capillarmente ovunque.

L’assessore Raschi ha concluso dicendo: “ Siamo molto soddisfatti di aver offerto una opportunità irrinunciabile al mondo del lavoro nel nostro comune. Il tutto è frutto di ben due anni di intenso lavoro  ed è l’esito di una collaborazione di squadra. 



mercoledì 10 aprile 2019

Sasso Marconi. Le aziende di Ca' de Testi hanno ora la Banda Ultra Larga

Raggiunge anche Sasso Marconi il piano di fornitura di Banda Ultra Larga ( BUL) promosso dalla Regione Emilia Romagna, tramite Lepida S.c.p.A.
E' rivolto alle aree industriali finora scarsamente raggiunte da servizi di rete e prevede che il Comune metta a disposizione, senza oneri, tubazioni di proprietà pubblica per la posa di cavi contenente fibre ottiche.

 La novità è stata presentata oggi nella sede dell'azienda Scatolificio Porrettana, dei fratelli Bellucci, di cui Andrea è stato il principale coordinatore e punto di riferimento delle sei aziende interessante, tutte operanti nella zona industriale di Ca' De Testi.

Era presente all'inaugurazione il sindaco di Sasso Marconi, Stefano Mazzetti che ha detto: “ Il nostro è un comune con una notevole ricchezza imprenditoriale che lo classifica 4°- 5° polo industriale della Provincia e, come comune marconiano, dovevamo offrire opportunità di alto livello tecnologico. Questo che oggi presentiamo è una realtà che ci renderà competitivi per i prossimi 20 anni.” 

Andrea Bellecci ha poi sottolineato come la nuova presenza tecnologica darà la possibilità di un miglior controllo , servizi adeguati e sicurezza informatica. Il direttore generale di Lepida, Gianluca Mazzini, ha ricordato che questo traguardo è in realtà la prima tappa di un informatizzazione all'avanguardia. 

In cantiere un nuovo progetto incentrato su la realizzazione di collegamento con ponte radio 'punto punto' sulle frequenze licenziate di Lepida e collegato direttamente con il punto radio di San Luca. Garantirà la contunuità del servizio anche in caso di rotture. Il servizio di connettività è basilare per alcuni processi produttivi, in spicial modo utile nelle aree produttive nei comuni che presentato particolarità collinari come Sasso Marconi. 

Aggiungi didascalia
Davide Volta, (a sinistra nella foto) dell'azienda V. G., ha precisato come il nuovo servizio darà maggior efficacia  alle collaborazioni con le ditte esterne e immediatezza nel trasmettere informazioni tecniche e organizzative. I tempi sono sostanzialmente azzerati per i collegamenti.

Dai titolari dell'azienda ospite la sottolineatura che il sistema, fornito da Lepida, consente la rapida registrazione dell'ampio volume di dati che l'organizzazione del lavoro oggi richiede. Evita all'impresa un frequente e impegnativo lavoro di backup e dà in più la sicurezza nel tempo.

Alla presentazione era invitato anche l'assessore regionale Raffaele Donini, che purtroppo non ha potuto partecipare. 

 

giovedì 22 dicembre 2016

Banda ultra larga a Vergato: un piano per stendere oltre 15 km di fibra e raggiungere 5489 abitazioni.

Riceviamo

E' stato presentato a Vergato il piano operativo per portare la banda ultra-larga nella cittadina dell'Appennino.
La situazione attuale vede a Vergato la disponibilità della fibra in Comune, nelle sedi dell'Unione dell'Appennino bolognese, delle scuole primaria e secondaria nonché presso l'istituto superiore “Luigi Fantini”. Il 94% del territorio è raggiunto dal connessioni da 2 Mbps in rame, valore che scende al 60,34% per chi dispone di connessioni da 7 Mbps. Il 98,65% del territorio infine è coperto da rete wireless da 2 Mbps offerta da una decina di diversi operatori.
L'obiettivo è portare la banda larga (cioè 30Mbps) alla totalità della popolazione, di cui l'85% a banda ultra larga, ovvero 100Mbps. Anche aziende e PA dovrebbero essere raggiunte dalla banda ultra larga. Tutto ciò avverrà in questo modo: dove il mercato fallisce a fornire soluzioni tecnologiche, perché per i privati gli investimenti non sono considerati remunerativi, può intervenire lo Stato, che mette a disposizione le infrastrutture con un approccio non discriminatorio. Si massimizza cioè l'utilizzo di infrastrutture esistenti, e se ne creano di nuove: proprio quello che accadrà anche per l'Appennino bolognese.
In particolare, per l'Emilia-Romagna, sarà Lepida, società in house della Regione, a stendere la fibra ottica necessaria per una dorsale che a partire da ottobre 2016 si propone di connettere 243 aree produttive e 33 municipi. Dalla dorsale sarà poi possibile raggiungere complessivamente 336 comuni. La rete sarà finanziata con soldi pubblici e rimarrà proprietà di Regione e Governo: tramite un bando si individueranno poi dei concessionari privati che avranno il compito di gestire il cosiddetto “ultimo miglio”, cioè portare effettivamente l'accesso alle famiglie e alle imprese. Tali investimenti non saranno a carico dei cittadini, i quali dovranno solo pagare poi l'abbonamento all'operatore finale: gli investimenti complessivi infatti, pari a 255 milioni di euro, provengono per 75 milioni da risorse regionali e 180 milioni da risorse nazionali.
Per Vergato, questo si tradurrà concretamente nel 2017 nella connessione di una scuola primaria a Tolè, 5 studi medici, 25 aree centrali, 7 tralicci, 3 agriturismi e 4 aree produttive. Complessivamente saranno serviti 7642 abitanti, 5489 abitazioni, 669 unità locali, con una copertura che prevede una lunghezza di rete di 15,2 km.


sabato 8 ottobre 2016

Banda ultra larga, tutto il territorio bolognese sarà "coperto" entro il 2020

Marco segnala:

Cartina della città metropolitana con le diverse fasi BUL

Presentato in Città metropolitana il Piano operativo 2016/2020: quasi 50 milioni di euro per 900 chilometri di rete.

Tutto il territorio bolognese sarà "coperto" da banda ultra larga entro il 2020. È quanto emerso oggi dall'incontro tra Città metropolitana, Regione e sindaci del territorio svoltosi a Bologna per illustrare ai primi cittadini il "Piano operativo 2016/2020 per la banda ultra larga sul territorio bolognese".
Grazie a fondi regionali, europei e del governo (oltre 250 milioni su tutto il territorio regionale di cui
quasi 50 milioni per quello bolognese) si riuscirà a portare la banda ultra larga in tutte le aree dove nei piani pluriennali degli operatori non vi è intenzione di investimento, arrivando così alla copertura di tutto il territorio: verranno stesi 900 chilometri di rete e raggiunte 145mila persone corrispondenti a circa il 15% della popolazione della città metropolitana.

I lavori partiranno la settimana prossima e già entro il 2017 verranno conclusi i lavori in un primo gruppo di 12 comuni, seguiranno poi 19 comuni nel 2018 e 23 nel 2019 per concludere con gli ultimi 2 comuni nel 2020 (si veda tabella allegata).
Per alcuni comuni si tratta di un intervento molto significativo in termini di popolazione raggiunta e che, altrimenti, sarebbe rimasta esclusa dalla banda ultra larga: a Granaglione e Porretta (che ora si sono “fusi” nel nuovo Comune di Alto Reno Terme) per esempio si raggiungerà rispettivamente il 95% e il 91% della popolazione, a Castiglione dei Pepoli e Ozzano il 90%. E percentuali superiori all'80% le troviamo anche a Monterenzio, San Benedetto Val di Sambro, Loiano, Monghidoro, Lizzano in Belvedere e Galliera.

Raffaele Donini, assessore a Reti infrastrutture materiali e immateriali, programmazione territoriale e agenda digitale della Regione Emilia-Romagna ha dichiarato: "Abbiamo accettato una sfida contro il tempo impegnandoci in sede europea a coprire l'intero territorio regionale con 30 megabit e l'80% della popolazione con 100 megabit entro il 2020 e grazie ai fondi del Governo e europei abbiamo disponibili 255 milioni di euro. Ora insieme agli amministratori locali vogliamo portare avanti la roadmap che ci siamo dati e che ci porterà al 2020 a tagliare il traguardo insieme".

Massimo Gnudi, vicesindaco metropolitano di Bologna con delega allo Sviluppo economico, Politiche di aggregazione del territorio metropolitano e Politiche per l'Appennino bolognese ha dichiarato: "La posta in gioco è ridurre il divario che oggi separa l’ambito collinare-montano dalla città e dalla pianura, con particolare attenzione alla crucialità delle comunicazioni per il sistema economico e per la rete di imprese, operando nei fatti un riequilibrio territoriale degli interventi che accompagni la montagna verso la relativa indifferenza di localizzazione delle attività, almeno sotto il profilo dei collegamenti immateriali".

Daniele Ruscigno, consigliere delegato a Sistemi di informatizzazione e digitalizzazione in ambito metropolitano (e-government) della Città metropolitana di Bologna ha dichiarato: "Con questo piano ci sarà un salto di qualità per il territorio: il 100% delle scuole di ogni ordine e grado e tutte le strutture pubbliche connesse con banda ultra larga così come le principali aree produttive. Si coprono zone di montagna e di pianura (che spesso per la banda larga ha le stesse problematiche di isolamento della montagna) riducendo un divario penalizzante".
 
In allegato la tabella completa dei Comuni interessati e una mappa che evidenzia le diverse fasi di intervento