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venerdì 5 giugno 2015

Lizzano nella bufera per il caso dei bambini «normali» al campo estivo Dopo la denuncia di un papà la foto ha fatto il giro dei social. La difesa: «Cartello equivocabile ma il messaggio era un altro»




Un lettore ha inviato questo articolo del Corriere Bologna.

È bastata una foto postata su Facebook a turbare la quiete montana del piccolo comune di Lizzano in Belvedere, finito nella bufera mediatica a causa di un volantino fotografato all’istituto salesiano di Bologna e che promuove i campi estivi per studenti nell’oratorio del paese: «Possono iscriversi – si legge - anche gli allievi di altre scuole purché siano normali». Firmato: «don Luca». La vicenda che ha scosso il piccolo centro appenninico che da anni ospita campi estivi gestiti, fra gli altri, dal movimento salesiano con sede a Milano «Amici del Sidamo», è stata portata alla ribalta dal blogger Saverio Tommasi che ha scritto una lettera pubblica all’istituto dove studia sua figlia, dove è stato trovato il volantino. «Caro istituto Salesiano – si legge nel post del blogger di Fanpage - sono Saverio, il babbo di Caterina. Ma sarei potuto essere il papà di Giulia, Marco, Sofia, Carolina, Gabriele, Lucia e tantissimi altri. Sono il papà di una bambina speciale, quella che nei vostri centri estivi non prenderete perché l’avete selezionata come “non normale”».
I COMMENTI - E subito è stata pioggia di commenti: oltre duemila le condivisioni e quasi tremila i like. Un tam tam che in poche ore è arrivato anche alle porte di Lizzano. Amareggiata l’amministrazione: «Siamo una delle poche stazioni sciistiche – commenta indignato Alessandro Riccioni, dell’area dedicata ai Servizi alla persona - che ha attivato un programma invernale per disabili e ora essere coinvolti in questa storia di cui non sappiamo nulla ci sembra una follia». E per tutto il pomeriggio è stata caccia all’autore del volantino.
LA DIFESA - I salesiani del Sacro Cuore di Bologna si difendono: don Giovanni Danesi, direttore dell’istituto precisa che l’annuncio «era rivolto agli animatori e non agli studenti, non può venire a fare all’animatore chiunque». «Il riferimento alla disabilità è fuori luogo. Non volevamo dire che non possono venire i disabili, ci riferivamo a quei ragazzi che ne fanno di ogni– si affretta però a precisare il sacerdote al microfono di Fanpage -. Anche se purtroppo letta così quella frase può essere fraintesa. Il cartello è già stato tolto». Anche il parroco di Lizzano, don Racilio Elmi, si chiede come sia potuto succedere. «Il nostro – spiega - è un paese piccolo e non abbiamo mai fatto campi estivi, ma ne ospitiamo da altre città prestando alcune nostre strutture alle associazioni». E poi: «Spero che si sia trattato di un errore – continua – e che l’autore chiarisca».