Il comunicato:
Il crocifisso non è solo un simbolo religioso, ma è il simbolo di quei valori su cui abbiamo costruito la nostra storia e la nostra civiltà.
Io non sono un religioso praticante, non ho neppure i sacramenti, eppure ho trascorso un'intera vita imbattendomi in crocifissi all'interno di scuole, ospedali, uffici pubblici e privati, senza mai rimanerne turbato o infastidito.
Pur non essendo devoto, lo sento come un simbolo importante della mia esistenza, un qualcosa che ha sempre fatto parte della mia cultura e che mi ha accompagnato durante tutta la vita.
Non mi stancherò mai di ripetere come la penso, e cioè che se qualcuno proviene da un altro Paese con l'intenzione di trasferirsi nel nostro, deve rispettarne usi e costumi ed è lui a doversi integrare accettando ciò che trova, non noi che dobbiamo adattarci alla sua cultura che tra l'altro non ci rappresenta affatto. Diversamente c'è, secondo me, sempre una valida alternativa, ovvero quella di non emigrare o di farlo scegliendo Paesi ove vi sono dottrine maggiormente simili.
Non va bene la croce, bisogna coprire le statue, dobbiamo togliere la carne di maiale dalle mense, arriviamo persino a pensare di vietare presepe e albero di Natale nei luoghi pubblici; e tutto questo per paura di urtare la sensibilità di qualcuno. Un qualcuno che storicamente non ha mai dimostrato di avere alcuna sensibilità, nè verso donne, nè verso bambini, gay, animali o religioni altrui.
Se il problema del comune di Casalecchio è la spesa che dovrebbe sostenere per la croce del cimitero, mi offro volontario per costruirla io stesso, in metallo grezzo e in maniera molto discreta.