domenica 12 gennaio 2020

FINESTRE SULLA FILOSOFIA


di Marco Leoni


  
MATTEO SAUDINO : 
            Fare filosofia
                                          all’ università



OVVERO
Conversazione con gli appassionati di filosofia di un professore universitario

(Nella foto il prof. Matteo Saudino)


"Siete in moltissimi a chiedermelo, me lo chiedete su youtube, su
Instagram e altri social : professore vorrei fare filosofia ma poi troverò
lavoro?
Ecco non risponderò assolutamente a questa domanda ma vi proporrò alcune riflessioni.

Partiamo dall’inizio, la vita è troppo breve per uccidere e soffocare le vostre passioni, la vita è unica ed è breve e dunque se filosofia è la vostra grande passione e vi siete accorti di avere una grande propensione per gli studi filosofici accantonate ogni dubbio e lanciatevi nel percorso di studi filosofici.
In Italia le università ottime di filosofia sono tantissime: Torino, la mia città; Milano, Bologna, Venezia, poi ci sono Roma, Napoli,... sono tante. Ottime facoltà di filosofia, pertanto scegliete una buona facoltà e lanciatevi lungo questo viaggio se avete capito che è la vostra passione. Quando avete una passione, quando abbiamo una passione, questo sarà un motore che ci porterà ad affrontare le tante difficoltà che sorgono sia durante il percorso di studi sia dopo, quando si entrerà nel mondo del lavoro. Dunque, se la passione è grande, seguitela.
Assolutamente seguitela. Seguite la passione e fate filosofia, realizzate il vostro sogno, portate a termine la vostra passione, fate filosofia.

Seconda considerazione:
Non avete bisogno di lavorare, siete ricchissimi o volete essere poverissimi: Fate filosofia. Dunque: siete ricchi o siete poveri, fate filosofia. Se siete poveri e non vi interessa la ricchezza oppure se siete ricchi e vi basta quello che avete, allora siete nella condizione dell’otium filosofico. Vi lanciate lungo il sentiero della filosofia e vi divertite studiando i filosofi, facendo laboratori, ricerche, seminari: fate filosofia. Anche in questo caso è facile scegliere.
Avete bisogno di lavorare, non siete ricchissimi in famiglia non avete vinto al superenalotto e non volete vivere nell’indigenza, che fate? E qua dovete veramente, ragazze e ragazzi, ragionare bilanciando il cuore e la mente. Allora, partiamo dal presupposto che la facoltà che ti garantisce il lavoro al 100% non c’è. Ci sono facoltà che aprono maggiormente al mercato del lavoro: ingegneria ovviamente, le discipline legate alla biologia, alla chimica, alle neuroscienze, alle scienze mediche, infermieristiche, fisioterapia, tutte ovviamente discipline che portano più facilmente verso il mondo del lavoro, ma con sacrifici e senza certezze ovviamente con tante incertezze, concorsi, spostamenti, numero chiuso, blocco delle assunzioni, ricerca carente in Italia. Tutti questi problemi ci sono. Ovvio che ci sono più risorse per le ricerche scientifiche che per le ricerche umanistico-filosofiche, storico-letterarie, ma sono anche di più le persone che fanno le facoltà di stampo scientifico. Dunque le cose in parte, in piccolissima parte si bilanciano. Perciò,non fatevi abbagliare dal lavoro sicuro di altre facoltà, non è detto che sia una garanzia e dunque anche lì ritornate al calcolo di costi e benefici.
Io penso che un buon suggerimento è questo: mentre fate filosofia, se volete coltivare altre passioni fatelo: scrivere perfetto, scrivete e studiate una lingua anche due lingue, collaborate con riviste con blog, fate teatro, occupatevi di sport, occupatevi di cinema, coltivate tutte le altre vostre passioni, ad es. la politica, perché vi potranno poi essere utili dopo, quando con la vostra laurea in filosofia potrete magari continuare nel cinema, nella musica, nell’arte, nella televisione, nel giornalismo, nell’ambito sportivo, riqualificandovi con la vostra apertura mentale perché una facoltà di filosofia vi garantirà una robusta preparazione di contenuti ma anche capacità espositive, dialettich, di oratoria e di argomentazioni logico razionali. Avrete delle basi, delle competenze forti da poter poi spendere in altri settori.
Dunque non si fa, a mio avviso, la facoltà di filosofia come dei topi di biblioteca, ma si fa la facoltà di filosofia in modo aperto. E' un modo per guardare il mondo: voi continuate a studiare guardando il mondo, assaporando, gustando, perché poi, dopo, con tutto quello che avete studiato e imparato, avendo una testa ben fatta, potrete poi magari andare a lavorare in altri settori apparentemente lontani.
Io vi dico che il 70% di coloro che sono laureati in filosofia, entro i I primi due anni, trova lavoro.
E dove trova lavoro? Così veniamo alla vostra domanda principale.
Va bè, l’insegnamento. Molti fanno gli insegnanti o di materia o di materie correlate, ampliando il loro percorso di studi con i crediti universitari. Magari sono disposti a fare psicologia, sociologia, pedagogia, insegnanti di sostegno, alcuni rimangono in università per un dottorato, alcuni con borse di studio, alcuni attraverso fondazioni (pochi pochi è un mondo chiuso chiuso), altri finiscono nell’editoria (anche qua molto difficile) ma alcuni che conoscono una lingua come tedesco, francese, inglese, spagnolo, greco, latino entrano nel campo dell’editoria. Molti lavorano nell’ufficio personale delle aziende. Io sono stato selezionato presso due aziende: una finanziaria ed una legata al mondo dell’automobile della mia città, Torino, poi io rifiutai di andare avanti nella selezione nel primo caso al secondo step e nel secondo caso al terzo step, perchè? Perché volevo insegnare. Ma era un lusso. Mi sono messo in discussione, un lusso. Perché ero talmente convinto di fare l’insegnante che ho fatto anni e anni di precariato e di supplenze per poter fare quello che io amavo. Ovviamente dunque era un lusso rinunciare a un percorso da direttore d’azienda ma io, l’ammetto, a quei quiz e a quei test e a quelle domande io veramente provavo disgusto. Domande veramente imbarazzanti sulle passioni, come ti vesti, il look, … ma lasciamo stare, mettiamo da parte tutto ciò, però potete finire anche lì e se vi piace, è un buon viatico, avete la testa aperta, conta questo. Oppure potete accedere al mondo del giornalismo.
Io dico sempre: fate filosofia e poi imparate a scrivere, a usare i mezzi informatici. Quelli di scienze delle comunicazioni si arrabbieranno con me e gli chiedo scusa, ma io preferisco che faccia il giornalista un ragazzo che abbia delle conoscenze storiche, filosofiche, letterarie robuste che fare soltanto magari in modo leggero queste discipline per puntare tutto sulla comunicazione. Si può fare una facoltà robusta di filosofia e poi formarsi all’interno del mondo delle comunicazioni; ma adesso per fare pace con gli studenti di scienze della comunicazione vi dico questo: potete fare scienza delle comunicazioni e poi studiare con i manuali che spesso consiglio e con i canali che ci sono e con Barbasofia farvi una cultura robusta di filosofia e storia per poi essere giornalisti che hanno contenuti, che hanno oltre che delle grandi capacità linguistiche tecniche, tecnologiche, informatiche, conoscenze robuste per non fare i giornalisti dell’ovvio e della banalità che tanto troviamo sui nostri mezzi di informazione o disinformazione.
Poi c’è il settore legato al mondo della mente, al mondo delle arti, dello spettacolo, poi c’è la banca. Io ho molti amici che lavorano in banca perché, primo, conosci una lingua, hai una mente che funziona e la banca ti assume, ti fa un mese o due di corso di formazione e così lavori in banca. Hai fatto filosofia per lavorare in banca? ah bello. Sì perché nel frattempo almeno ho conosciuto, ho ampliato la mia cultura. E una mente ampia avrà sempre più possibilità in un mondo complesso che una mente ristretta.
E c’è anche un’altra opzione se volete.
Prendere un’altra laurea. Però fatelo immediatamente: che lusso c’è a cinquant’anni o sessant’anni o settant’anni. Vi fate filosofia per ampliare i vostri orizzonti. Poi in fondo ci sono altri modi per farlo: fare l’università per avere l’attestato è anche bello per poter dire 'mi sono laureato', 'sono dottore in filosofia'.
Ma la cosa più importante, e sono banale e vi chiedo scusa, è la lezione di Socrate, è quello che vi direbbe Socrate: “conosci te stesso”, “guarda dentro di te e cerca di capire quanti sacrifici sei disposto a fare per la passione che vuoi portare avanti”, quanti sacrifici sei disposto a fare per alimentare il fuoco che hai dentro?
Quando ti sei dato questa risposta, ogni cammino è molto più facile da percorrere perché per le cose che amiamo siamo disposti a fare dei sacrifici. L’innamorato, dice Platone, si alza al mattino con il sorriso sulle labbra, con lo slancio vitale perché ama, perché sa che deve andare, viaggiare. Sa verso dove deve andare. E allora: siete innamorati della filosofia, della storia, della fisica, dell’economia? Seguite la vostra passione, non fate troppi calcoli col bilancino del farmacista o del venditore di spezie. Non fate troppi calcoli ma lasciatevi andare in base anche a quello che è stato detto, poi ovviamente si potrà riequilibrarsi durante il percorso formativo, perché bisogna avere la forza di ricalibrare le scelte ampliando, potenziando o cambiando delle strade, invertendo completamente rotta. Però sarete voi a capire se quella strada universitaria che state percorrendo è quella giusta. I suggerimenti degli amici, dei professori, dei conoscenti, dei genitori contano fino a un certo punto perché le cose migliori sono quelle che sentiamo dentro, quando lo senti il percorso lo porti avanti fino in fondo, quando sei convinto il percorso l’affronti, ma non per sentito dire, non per consiglio ma per sano empirismo, per averlo vissuto in prima persona."

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ho riso molto leggendo questo articolo perchè i " filosofi " sono sempre considerati i " fannulloni per eccellenza " e, oggi anche I MORTI DI FAME !!!!!!