sabato 26 settembre 2026

Giornate Europee del Patrimonio 2026: a Bologna e nell’area metropolitana 75 appuntamenti per proteggere, rinnovare e reinventare il patrimonio

Sabato 26 e domenica 27 settembre oltre 70 iniziative tra aperture straordinarie, visite guidate, laboratori, percorsi e attività per famiglie. Coinvolti 26 istituzioni, 37 luoghi della cultura e 14 Comuni



Musei, spazi espositivi, archivi e luoghi della cultura di Bologna e dell’area metropolitana tornano ad animarsi in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2026, in programma sabato 26 e domenica 27 settembre.


Per il quarto anno consecutivo, numerose istituzioni culturali del territorio partecipano alla manifestazione attraverso una progettualità e una comunicazione condivise, con l’obiettivo di valorizzare il sistema museale metropolitano e rafforzare la collaborazione tra le sue diverse realtà.

Sono 26 le istituzioni aderenti, 37 i luoghi coinvolti, distribuiti in 14 Comuni, per un totale di 75 attività: aperture straordinarie, visite guidate, itinerari all’aperto, incontri, laboratori rivolti alle bambine e ai bambini, iniziative per le famiglie e occasioni speciali di approfondimento.

Il programma è realizzato con il coordinamento del Settore Musei Civici del Comune di Bologna e della Città metropolitana di Bologna.

“Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”

È “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare” il tema scelto in Italia per l’edizione 2026 delle Giornate Europee del Patrimonio, la manifestazione culturale che dal 1999 viene promossa congiuntamente dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione europea, dopo essere stata avviata in Francia nel 1985.

Il tema invita a riflettere sulle sfide che oggi interessano il patrimonio culturale, materiale e immateriale, e sulle responsabilità condivise necessarie a garantirne la conservazione, la vitalità e la trasmissione alle generazioni future.

Digitalizzazione, mobilità, cambiamenti climatici, calamità naturali e conflitti espongono infatti il patrimonio culturale e paesaggistico a rischi di perdita, deterioramento e trasformazione. Al tempo stesso, le trasformazioni della società offrono l’opportunità di sperimentare nuovi strumenti, linguaggi e modalità di accesso e partecipazione.

Come sottolinea il Ministero della Cultura, che promuove e coordina in Italia le Giornate Europee del Patrimonio, il tema 2026 richiama innanzitutto l’impegno comune per la cura e la salvaguardia dei beni culturali e paesaggistici. “Rinnovare” significa invece sviluppare strumenti e competenze capaci di rispondere alle esigenze contemporanee, favorendo una gestione sostenibile, inclusiva e partecipata. “Resistere” richiama il ruolo delle comunità nel riconoscere il patrimonio come elemento di memoria, identità e coesione anche nei momenti di crisi. “Reinventare”, infine, significa immaginare nuove modalità di fruizione, interpretazione e trasmissione, affinché il patrimonio continui a essere una risorsa viva e capace di dialogare con la società contemporanea.

Un patrimonio diffuso, da Bologna all’Appennino

Il programma bolognese coinvolge un territorio particolarmente articolato, nel quale il patrimonio culturale si presenta attraverso musei civici e nazionali, raccolte d’arte, archivi, siti archeologici, dimore storiche, luoghi della memoria e istituzioni universitarie e culturali.

A Bologna partecipano il Comune di Bologna – Settore Musei Civici, con il Museo Civico Archeologico, il Museo Civico Medievale, le Collezioni Comunali d’Arte, il Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e Museo Morandi, il Museo per la Memoria di Ustica, il Museo internazionale e biblioteca della musica, il Museo del Patrimonio Industriale, il Museo civico del Risorgimento e il Cimitero Monumentale della Certosa.

A questi si aggiungono CUBO – archivio e museo d’impresa del Gruppo Unipol, con le sedi di Porta Europa e Torre Unipol; i Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna, con la Pinacoteca Nazionale di Bologna; la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, con Casa Saraceni; la Fondazione Palazzo Boncompagni; La Quadreria di ASP Città di Bologna; il Museo d’arte Lercaro; il Museo della Beata Vergine di San Luca; il Museo Ottocento Bologna; Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna; lo SMA – Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Bologna, con la Collezione di Zoologia; e la UniCredit Art Collection, con Palazzo Magnani.

Il programma si estende quindi nell’area metropolitana, coinvolgendo realtà e luoghi distribuiti tra Alto Reno Terme, Baricella, Castenaso, Dozza, Grizzana Morandi, Imola, Ozzano dell’Emilia, San Giovanni in Persiceto, San Lazzaro di Savena, San Pietro in Casale, Sasso Marconi e Valsamoggia, oltre a Bologna.

Tra le sedi figurano l’Archivio Museo Cesare Mattei di Riola Ponte, la Casa della Pallacanestro di Alto Reno Terme, la Sala Archivio Bibi Ballandi di Baricella, il MUV – Museo della civiltà Villanoviana di Castenaso, Palazzo Tozzoni di Imola, il Museo della città romana di Claterna e la Scuola Cavalier Foresti – Al Girotondo di Ozzano dell’Emilia, l’ex chiesa e convento di San Francesco a San Giovanni in Persiceto e il Museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro di Savena.

Completano la rete Palazzo delle Tombe a San Pietro in Casale, Dinosauri in carne e ossa – EVOLUTION a San Lazzaro di Savena, il Museo della Rocca di Dozza, il Museo Marconi e Villa Griffone a Pontecchio Marconi, la Rocca dei Bentivoglio e il Museo Civico Archeologico “Arsenio Crespellani” a Bazzano, il Museo Nazionale Etrusco e area archeologica di Kainua (MNEMA) e il Porretta SOUL Museum di Porretta Terme.

Ingresso speciale a un euro

Una particolare opportunità è prevista per la serata di sabato 26 settembre: in alcune sedi sarà possibile accedere con una tariffa speciale di 1 euro, fatta salva l’applicazione delle gratuità previste dalla legge.

L’iniziativa riguarderà i Musei Civici di Bologna a partire dalle ore 16 e la Pinacoteca Nazionale di Bologna a partire dalle ore 19.

Un patrimonio da conoscere e condividere

Nate in Francia nel 1985 su iniziativa del Consiglio d’Europa, le Giornate Europee del Patrimonio sono diventate, dal 1999, un’iniziativa congiunta del Consiglio d’Europa e della Commissione europea. Nel corso degli anni hanno offerto a milioni di cittadini l’opportunità di conoscere luoghi, collezioni e testimonianze spesso non accessibili nella quotidianità, contribuendo a far emergere storie, persone e comunità che hanno contribuito a costruire il patrimonio culturale europeo.

L’obiettivo è favorire una maggiore conoscenza di una storia europea condivisa, promuovere la partecipazione alla vita culturale e rafforzare la consapevolezza del valore del patrimonio e della sua trasmissione alle generazioni future.

A Bologna e nell’area metropolitana, l’edizione 2026 propone dunque un fine settimana nel quale conoscenza, partecipazione e valorizzazione del patrimonio si intrecciano in una proposta diffusa: un invito a scoprire musei e luoghi della cultura, ma anche a interrogarsi sul modo in cui conservarli, interpretarli e renderli parte viva della società contemporanea.

Tutte le informazioni, il programma completo e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito della Città metropolitana di Bologna:

Hashtag ufficiali:
#GEP2026 #EuropeanHeritageDays #MiC #museitaliani #EHDays #GiornateEuropeeDelPatrimonio

Informazioni e contatti

Settore Musei Civici Bologna
Facebook: Musei Civici Bologna
Instagram: @bolognamusei
YouTube: @museicivicibologna

Città metropolitana di Bologna
Facebook: Città metropolitana di Bologna
Instagram: @bolognametropolitana
X: @CittametroBologna

 

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