L’assessore alla manutenzione e alla difesa del territorio, Alessandro Raschi, risponde alle osservazioni di Ubaldo Radicchi sugli abbattimenti nell’area antistante il cimitero di San Lorenzo. «L’intervento rientra in un progetto di riqualificazione ambientale più ampio, che interessa complessivamente 34 ettari di territorio».
L’assessore alla manutenzione e alla difesa del territorio del Comune di Sasso Marconi, Alessandro Raschi, risponde alle perplessità sollevate da Ubaldo Radicchi, che in una nota all’Amministrazione comunale aveva chiesto chiarimenti sulle ragioni degli abbattimenti di alberi in via Europa, esprimendo forte contrarietà all’intervento in un’area destinata a verde.
Nel suo intervento, Raschi spiega che, nell’area è in corso la realizzazione di un nuovo parco urbano, concepito con due obiettivi principali: incrementare la vegetazione e la biodiversità, integrando gli orti esistenti e l’area agricola utilizzata dall’Istituto agrario Ferrarini in un disegno paesaggistico unitario, e migliorare il comfort termico e il microclima urbano, contrastando il fenomeno delle isole di calore attraverso un significativo aumento della copertura arborea.
Per consentire la trasformazione dell’area, si è reso necessario abbattere cinque alberi, già in condizioni non ottimali. Secondo quanto riferito dall’assessore, l’intervento sarà accompagnato dalla messa a dimora di circa 140 nuovi alberi entro i prossimi 40 giorni. L’obiettivo è garantire benefici ambientali non soltanto nell’area direttamente interessata dai lavori, ma anche negli spazi circostanti.
A illustrare la futura configurazione del parco, Raschi richiama inoltre la tavola progettuale allegata alla sua comunicazione, che mostra l’assetto previsto per l’area antistante il cimitero.
Gli interventi, sottolinea l’assessore, non si esauriscono nella realizzazione del nuovo parco urbano. Nel futuro parco fluviale lungo il Reno è infatti prevista la messa a dimora di migliaia di nuovi alberi, con l’obiettivo di rafforzare la qualità ambientale e la biodiversità dell’intero ambito fluviale.
Nella zona del lungofiume sono già stati realizzati anche importanti interventi di risanamento ambientale e di de-impermeabilizzazione di aree pavimentate abusivamente.
Si tratta, secondo l’Amministrazione, di interventi significativi per eliminare situazioni di degrado e restituire progressivamente naturalità e qualità ecologica ad aree che ne sono state a lungo private.
«Ritengo fondamentale che un progetto di questa portata, che interessa complessivamente 34 ettari di territorio, venga valutato nella sua interezza», è la posizione espressa da Raschi, che invita a considerare non soltanto i singoli interventi, ma anche i benefici ambientali, paesaggistici ed ecosistemici attesi nel tempo.






