mercoledì 23 settembre 2026

Gaggio Tech, chiusa la composizione negoziata della crisi: resta un presidio industriale a Gaggio Montano


Vertenza ex Saga Coffee, Regione, sindacati e proprietà: «Si conclude una fase complessa, segnata dall’impegno di tutte le parti nel percorso di parziale salvataggio»


Da Dubbio

Si è chiusa la procedura di composizione negoziata della crisi della Gaggio Tech Srl, società in liquidazione nata dalle vicende della ex Saga Coffee di Gaggio Montano, sull’Appennino bolognese. Regione Emilia-Romagna, organizzazioni sindacali e proprietà prendono atto dell’esito del percorso e dell’impegno profuso per sostenere il piano di riequilibrio della società.

«La definizione della vertenza Gaggio Tech, con la chiusura della procedura di composizione negoziata della crisi, vede compiersi una fase complessa, caratterizzata dall’impegno di tutte le parti coinvolte nel processo di parziale salvataggio della ex Saga Coffee», dichiarano l’assessore al Lavoro della Regione Emilia-Romagna, Giovanni Paglia, le organizzazioni sindacali Fiom-Cgil e Fim-Cisl dell’Area Metropolitana di Bologna e la proprietà.

«Pur a fronte di un doloroso ridimensionamento dei volumi occupazionali della società – proseguono – la Regione Emilia-Romagna e le organizzazioni sindacali prendono atto dell’impegno profuso dalle società Tecnostamp Triulzi Group e Minifaber, volto al sostegno del piano di riequilibrio della Gaggio Tech Srl in liquidazione».

Secondo quanto riferito dalle parti, a determinare il nuovo assetto della società hanno contribuito anche fattori esterni alla volontà degli imprenditori coinvolti nel tentativo di rilancio industriale del sito. Il calo del fatturato atteso, in parte riconducibile al Gruppo Evoca, e la riduzione dei volumi degli ordinativi hanno modificato le prospettive iniziali, rendendo sovradimensionati gli investimenti nel frattempo realizzati.

«A seguito dell’insorgere di fattori esterni alla volontà degli imprenditori chiamati al tentativo di rilancio industriale del sito – spiegano Regione, sindacati e proprietà – gli stessi sono stati costretti a procedere congiuntamente alla messa in liquidazione della società, a fronte del calo del fatturato atteso, in parte riconducibile al Gruppo Evoca, e del volume degli investimenti nel frattempo messi in campo, inizialmente stimati sulla base delle prospettive e successivamente resi sovradimensionati in relazione al calo degli ordinativi».

Con il supporto del liquidatore e dell’esperto nominato nell’ambito della procedura, è stato quindi definito un accordo con i creditori e con le lavoratrici e i lavoratori. L’intesa è stata sostenuta dagli impegni economici assunti da Tecnostamp Triulzi Group e da Alessandro Triulzi, nonché da Minifaber e dalla famiglia Melocchi.

«Tale impegno – sottolineano le parti – ha consentito di preservare circa 40 posti di lavoro presso l’impianto di Gaggio Montano».

Regione Emilia-Romagna, Fiom-Cgil e Fim-Cisl dell’Area Metropolitana di Bologna prendono quindi atto degli esiti del piano e guardano al mantenimento del sito produttivo come elemento di continuità industriale per il territorio.

«Nel quadro di una delicata e complessa vicenda per il territorio emiliano – concludono – rileviamo il mantenimento di un presidio industriale a Gaggio Montano, seppure significativamente ridimensionato, quale risultato reso possibile dall’azione congiunta dei diversi soggetti coinvolti e dalle politiche messe in campo dall’Amministrazione».

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