lunedì 14 settembre 2026

A Sasso Marconi nasce BIGA, il nuovo Bed & Bike nell’ex scuola Marconi

 Ospitalità, cicloturismo, sostenibilità e inclusione sociale: a Pontecchio l’ex scuola elementare Guglielmo Marconi rinasce come struttura ricettiva e nuovo spazio di comunità


di Carla Pedrazzi


Da ex scuola elementare a luogo di accoglienza per cicloturisti, camminatori e viaggiatori, ma anche a nuovo presidio sociale e culturale per il territorio. È BIGA Bed & Bike, la struttura inaugurata venerdì 11 settembre in via Porrettana 197, a Pontecchio, nel comune di Sasso Marconi, nata dalla rigenerazione dell’ex scuola elementare dedicata a Guglielmo Marconi.

Il progetto mette insieme ospitalità, mobilità sostenibile, valorizzazione del territorio e inclusione sociale, trasformando un edificio rimasto a lungo inutilizzato in un punto di riferimento per il turismo lento e per la comunità locale.

L’intervento di rigenerazione urbana ha comportato un investimento complessivo di circa 1,095 milioni di euro, con un contributo regionale di 711 mila euro nell’ambito del Bando Rigenerazione Urbana 2021 e un investimento di 385 mila euro da parte del Comune di Sasso Marconi. I lavori hanno interessato anche il miglioramento sismico dell’edificio, il rifacimento del coperto e degli impianti, il restauro delle facciate e la riorganizzazione degli spazi interni. Al termine dell’intervento è stata ottenuta la certificazione edilizia GBC Gold, a riconoscimento degli elevati standard di sostenibilità adottati nella realizzazione e nella gestione dell’edificio.

Ventidue posti letto e servizi per chi viaggia in bicicletta

BIGA dispone di sette camere e 22 posti letto, oltre a un’area di accoglienza, spazi per il lavaggio e la ricarica delle biciclette e una ciclofficina destinata al deposito delle bici e ai piccoli interventi di manutenzione. Una dotazione pensata per intercettare la crescente domanda di ospitalità legata al cicloturismo e alla mobilità lenta.

La posizione non è casuale. Sasso Marconi si trova infatti lungo importanti direttrici escursionistiche e cicloturistiche dell’Appennino bolognese, in un territorio attraversato da itinerari come la Via degli Dei e la Via della Lana e della Seta, oltre a essere inserito nella rete dei percorsi che collegano Bologna all’Appennino.

BIGA vuole quindi diventare una porta d’accesso al territorio: un luogo nel quale fermarsi, riposare e ripartire, ma anche un punto dal quale scoprire paesaggi, storia, cultura e produzioni locali.

Un progetto costruito insieme al territorio

La struttura è il risultato di un percorso di co-progettazione sviluppato insieme al gestore, COpAPS – Cooperativa per attività produttive e sociali, realtà cooperativa e sociale impegnata da oltre quarant’anni nell’inclusione, nell’agricoltura sociale e biologica e nella creazione di opportunità di lavoro per persone fragili.

Proprio questa matrice sociale rappresenta uno degli elementi distintivi di BIGA. L’obiettivo non è infatti limitarsi ad aggiungere nuovi posti letto all’offerta turistica locale, ma costruire un modello nel quale l’accoglienza diventa anche strumento di inclusione, relazione e valorizzazione delle persone e del territorio.

Non a caso il nome BIGA sintetizza quattro parole che ne definiscono l’identità: Bici, Inclusione, Gusto e Accoglienza. Quattro dimensioni che COpAPS considera parte integrante della propria storia e che nel nuovo progetto trovano una traduzione concreta.

Dall’ospitalità alla comunità

BIGA non sarà dunque soltanto un luogo dove pernottare. Il progetto prevede una vera e propria funzione di hub sociale e culturale, anche grazie alla presenza all’interno della struttura dello studio di Radio Transatlantico Podcast ODV ETS, realtà impegnata nel racconto del Terzo Settore, delle associazioni e delle esperienze di comunità.

La radio contribuirà ad animare gli spazi con podcast, incontri, testimonianze e racconti dedicati al territorio, ai viaggiatori e alle realtà associative locali.

La posizione di BIGA rafforza ulteriormente questa vocazione. La struttura si trova infatti a breve distanza da Villa Griffone e dal Museo Marconi, luoghi legati alla figura di Guglielmo Marconi, e dal borgo storico di Colle Ameno. L’ex scuola torna così a svolgere una funzione pubblica, seppure profondamente diversa da quella originaria: non più luogo destinato all’istruzione, ma spazio aperto all’incontro, alla cultura, al turismo e alla socialità.

L’inaugurazione

L’inaugurazione ufficiale si è svolta venerdì 11 settembre alle 17, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, della cooperazione e delle realtà associative coinvolte nel progetto. Sono intervenuti Roberto Parmeggiani, sindaco di Sasso Marconi; Ilaria Indovini, vicesindaca e assessora al Turismo del Comune; Irene Priolo, assessora regionale all’Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e Trasporti, Infrastrutture; Mattia Santori, delegato metropolitano al Turismo e al coordinamento della Destinazione Turistica Metropolitana; Elisabetta Pallotti, presidente di COpAPS; e Leonardo Santoli, presidente dell’Associazione Radio Transatlantico Podcast ODV ETS.

Dopo il momento istituzionale, l’apertura è stata accompagnata da un rinfresco e da un DJ set, trasformando l’inaugurazione in una vera occasione di incontro con la cittadinanza.

Con BIGA, dunque, Sasso Marconi aggiunge un nuovo tassello alla propria strategia di promozione del turismo lento e sostenibile. Una struttura nata dal recupero di un edificio esistente, capace di connettere cicloturismo e ospitalità, sostenibilità e rigenerazione urbana, ma soprattutto turismo e inclusione.

Un luogo pensato per chi arriva in bicicletta o a piedi, ma anche per chi vive il territorio ogni giorno. Perché la vera scommessa di BIGA non è soltanto offrire un letto a chi passa da Sasso Marconi: è fare dell’accoglienza un'occasione per incontrare persone, conoscere luoghi e costruire comunità.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

I soldi spesi per la realizzazione di questo progetto sono stati scuciti dalle tasche della Regione e del Comune di Sasso Marconi, così si legge. Quindi in sostanza finanziamento con denaro pubblico. E ora chi incasserà i proventi di questa iniziativa? Le cooperative, i privati? Qualcuno può spiegare meglio? Temo il silenzio assoluto.

Anonimo ha detto...

Tagli di nastri, biciclette e rigenerazione urbana... tutto molto bello. Peccato che a Sasso Marconi l'efficienza dipenda dalle ruote: se hai due ruote sotto il sedile trovi un hub da un milione di euro, se invece riposi in un loculo a San Leo ti tocca sperare che non piova per non finire a valle. Sindaco e giunta da applausi... massima cura per chi passa, abbandono totale per chi ha fatto la storia di questo territorio.

Ciao a tutti
CAPPUCCETTO ROSSO