Marco domanda:
I Comuni
impongono orari di divieto dell’uso dell’acqua diversi uno dall’altro e sanzionano in maniera
differente adottando leggi tra loro non uniformi e interpretandone la misura
dell'oblazione in misura diversa?
Se l’uso del'acqua
è regolato dal c.d. ‘piano tutela acque della Regione’, perchè questo ente non
coordina un unico fac simile di ordinanza da proporre ai Comuni sia per indicare
un orario, ma, soprattutto, per uniformare
la sanzione uguale per tutti?
Quello che
trovo scritto in questo documento
sono parole
scritte sull'acqua (consentitemi la licenza) o hanno una concreta valenza?
Di seguito,
a campione, alcune ordinanze di limitazione dell'uso dell'acqua.
Peraltro, se
non sbaglio, questi comuni attingono tutti dalle stesso fiume o comunque da
fiumi che vivono lo stesso destino in termini di clima e siccità.
Da qui trae
origine una delle mia perplessità.
Altra
cosa: Sasso Marconi, Gaggio Montano , Castiglion dei Pepoli hanno un Regolamento pluriennale
o hanno emesso analoga ordinanza 2015 di limitazione dell'uso dell'acqua?
Giacchè per
loro esistono le stesse condizioni di difficoltà dei Comuni limitrofi che invece l'ordinanza
hanno provveduto ad emanarla.
Dopo tutte
queste parole, vado a bere un bicchiere d'acqua.
Naturalmente
questa tesi potrebbe essere verificata estesa a livello nazionale.
Marco.
