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mercoledì 1 settembre 2021

Monghidoro ricorda Franco Santi e Cesare Agostini, scopritori della Flaminia Militare


Fabrizio Monari informa:

Monghidoro dedica la serata di sabato prossimo, 4 settembre, 

Franco Santi e Cesare

Agostini, gli scopritori della Flaminia Militare, la strada

 romana che  partendo dal bolognese attraversa

 l'Appennino ed arriva ad Arezzo. 

Il programma celebrativo si svolgerà nella Piazzetta San Leonardo, alle  21,  e prevede anche la proiezione del film "Due amici una strada. La scoperta della Flaminia Militare" tratto dalla singolarissima storia dei due protagonisti che, partendo da vaghi ricordi orali di alcuni residenti e seguendo cocciutamente il loro istinto, dopo un lungo tempo di ricerche, riportarono alla luce un tracciato il cui basolato era ormai interrato a diverse decine di centimetri di profondità dal piano attuale e quindi completamente  dimenticato. La loro scoperta smentì tra l'altro molti dei convincimenti degli storici e degli studiosi.   

Cesare Agostini è scomparso recentemente lasciando all'Appennino questa bellissima eredità. 

  



martedì 9 febbraio 2021

San Benedetto Val di Sambro dedica un po' della Via degli Dei al suo CESARE AGOSTINI.

Ora il compianto amico Cesare Agostini vedrà una area di sosta proprio lungo la Via degli Dei portare il suo nome” scrivono i concittadini di Cesare per sottolineare la scelta.


Portato via inaspettatamente poche settimane fa, Cesare Agostini ( a destra nella foto con Franco Santi) lascia una scia di emozioni in coloro che lo hanno visto protagonista di una delle più belle scoperte archeologiche dell'Appennino degli ultimi tempi: la Flaminia Militare. Partendo da alcune voci che narravano di una bella strada lastricata su un antichissimo tracciato che aveva infervorato la sua fantasia di bambino quando risiedeva a San Benedetto, quarantanni fa Agostini iniziò la ricerca 'del tesoro storico' con l'amico Franco Santi. 

Gli studi per individuare quale potesse essere stato il tracciato probabile, cui partecipò anche Tancredi Taglioli (nella foto) , nonno dell'attuale sindaco di San Benedetto, furono molti e ancor di più i sondaggi nella speranza di incappare sul fondo in sasso della strada. 

Incoraggiati poi da una moneta romana trovata su un punto che poteva essere stata la cava dove i legionari romani traevano le lastre per la strada, continuarono fiduciosi e infine la loro caparbietà fu premiata: sommersa da mezzo metro di terra rintracciarono l'antica via militare romana, adottata subito da storici, curiosi e soprattutto da camminatori che trovano nel ripercorrere la strada voluta dal console Flaminio un piacere aggiunto quello dell'immergersi a 'misura d'uomo' nel bell'ambiente appenninico. Numerosi i riconoscimenti e le pubblicazioni curate dagli stessi autori della scoperta. 




Emozionato per la scomparsa di Cesare Agostini lo stesso sindaco di San Benedetto Alessandro Santoni, al quale abbiamo chiesto:

 La cittadina di San Benedetto ha guadagnato nuovo lustro grazie alla scoperta di Cesare. Ora sarà nota in tutto il mondo per la Flaminia.

Sicuramente e il paese lo ringrazia perchè la sua passione e la sua caparbietà hanno ottenuto un risultato che ci porterà notevoli benefici.”

La scoperta della strada quali benefici ha portato a San Benedetto ?

Sicuramente la ripresa dell'attività turistica. A fianco della scoperta è nata la 'Via degli Dei' oggi percorsa da 15-20 mila camminatori l'anno. La ricaduta sulle proposte locali di ospitalità e di commercio sono le naturali conseguenze”.

Agostini e Santi individuarono un lastricato basandosi unicamente su incerte fonti orali locali, prima che su fonti storiche. Quindi la strada aveva già una cognizione locale tramandata ?

Molto era basato anche su cognizioni storiche che indicavano nel passaggio in questa zona di un tracciato logicamente utile. Lo stesso Tito Livio nominava Monte Bastione”.

Agostini era molto fiero delle sue radici sanbenedettesi e della sua vicinanza a questa comunità. E' giusto?

Verissimo. Qui era molto conosciuto, oltre che per la sua scoperta, anche per la fedeltà al paese.”

Parlando dei suoi compaesani egli non esitava a riferire anche di sfottò per i suoi innumerevoli tentativi. Rientrando dopo una mattinata di infruttuosi sondaggi non mancavano a volte di essere accolti con uno scherzoso 'ai è quii di sas'. Conosce altri episodi simili ?

No. Diciamo che la stima di cui godeva non alimentava prese in giro, se non battute di bonarietà paesana”

Agostini con il sindaco

Ora gli dedicate un'area di sosta per camminatori, ma vi sono in programma altre iniziative?

Non è detto che questo sia l'unico riconoscimento che la comunità dedicherà a un suo grande fratello. Era ritenuto da tutti uno di casa. Era noto e molto popolare anche per chi non lo conosceva”.


La notizia dell'intitolazione è stata accolta molto favorevolmente anche dai famigliari di Cesare. «Siamo molto contenti del pensiero e della scelta compiuta dal Comune che ringraziamo.” ha commentato la moglie Angela “Sono certa che Cesare apprezzerà e ne sarà contento.”


sabato 14 novembre 2020

E deceduto Cesare Agostini, lo scopritore della Flaminia Militare e San Benedetto Val di Sambro lo ricorda con grande cordoglio e riconoscenza

Quarant'anni di scavi con Franco Santi per riportare alla luce l'antica via consolare Flaminia Militare. Un tesoro storico testimone della grandezza dei Romani.

 

Cesare Agostini
di Daniela Farini

E’ scomparso ieri Cesare Agostini, un amico gentile, un faro, una guida, un esempio.

Nato a Bologna nel 1937, avvocato, appassionato di archeologia e dello studio della storia romana,  ha rivolto i suoi interessi soprattutto all’approfondimento degli aspetti della viabilità romana, sia dal punto di vista della tecnica di costruzione, che degli itinerari sul territorio italiano. 


Il 25 agosto 1979, Cesare Agostini e Franco Santi, originari di Castel dell'Alpi, piccone e badile alla mano scoprono sotto mezzo metro di terra una strada lastricata: laFlaminia militare. Due anni prima Agostini e Santi avevano trovato una moneta romana in una cava di arenaria dell'Appennino Bolognese. Dall’inizio della nostra avventura sono passati quaranta anni, ma ancor oggi l’emozione mi fa venire un nodo alla gola – ha testimoniato recentemente Agostini -. La storia, bellissima, comincia quando Santi trova una moneta romana nella fessura di una pietra di arenaria in un sentiero. Lì i nostri avi tramandavano che esistesse una strada romana, rimasta nascosta per oltre duemila anni. E' bastato per impugnare badile e piccone e, in quel lontano 1977, metterci al lavoro, seguendo indicazioni di fonti storiche e mettendole a confronto con l’orografia, per verificare se andavamo nella direzione tracciata dal console Caio Flaminio nel 187 a.C.".

Grazie all’impegno dei due amici è tornata alla luce questa strada, semi scomparsa nei secoli, costruita sui crinali dell’Appennino dai legionari romani del Console Caio Flaminio per collegare le città di Bologna e Arezzo, percorso che oggi arricchisce un pezzo della “Via degli dei” uno dei trekking più battuti d’Italia.

I decenni di studi, scavi, rilevazioni topografiche, fotografiche e rinvenimenti archeologici sono oggi raccolti in tre volumi: “La strada Flaminia Militare”, “La strada Bologna-Fiesole del II secolo a.C.”, “La strada Flaminia Militare del 187 a. C.”

E’ stato anche realizzato un video (https://www.youtube.com/watch?v=Md-t4n0FojM) La Flaminia Militare del 187 a.C., alla scoperta della strada romana tra Bologna, Fiesole e Arezzo.

In ricordo del caro Cesare che si è prodigato tutta la vita nella ricerca delle nostre radici accompagnerà per sempre noi e la nostra intera comunità. Grazie Cesare.