“ Ora
il compianto amico Cesare Agostini vedrà una area di sosta
proprio lungo la Via degli Dei portare il suo nome”
scrivono i concittadini di Cesare per sottolineare la scelta.
Portato
via inaspettatamente poche settimane fa, Cesare Agostini ( a destra nella foto con Franco Santi) lascia una
scia di emozioni in coloro che lo hanno visto protagonista di una
delle più belle scoperte archeologiche dell'Appennino degli ultimi
tempi: la Flaminia Militare. Partendo da alcune voci che narravano di
una bella strada lastricata su un antichissimo tracciato che aveva
infervorato la sua fantasia di bambino quando risiedeva a San
Benedetto, quarantanni fa Agostini iniziò la ricerca 'del tesoro
storico' con l'amico Franco Santi.
Gli studi per individuare quale
potesse essere stato il tracciato probabile, cui partecipò anche
Tancredi Taglioli (nella foto) , nonno dell'attuale sindaco di San Benedetto,
furono molti e ancor di più i sondaggi nella speranza di incappare
sul fondo in sasso della strada. Incoraggiati poi da una moneta
romana trovata su un punto che poteva essere stata la cava dove i
legionari romani traevano le lastre per la strada, continuarono
fiduciosi e infine la loro caparbietà fu premiata: sommersa da mezzo
metro di terra rintracciarono l'antica via militare romana, adottata
subito da storici, curiosi e soprattutto da camminatori che trovano
nel ripercorrere la strada voluta dal console Flaminio un piacere
aggiunto quello dell'immergersi a 'misura d'uomo' nel bell'ambiente
appenninico. Numerosi i riconoscimenti e le pubblicazioni curate
dagli stessi autori della scoperta.
Emozionato per la scomparsa di
Cesare Agostini lo stesso sindaco di San Benedetto Alessandro
Santoni, al quale abbiamo chiesto:
La
cittadina di San Benedetto ha guadagnato nuovo lustro grazie alla
scoperta di Cesare. Ora sarà nota in tutto il mondo per la Flaminia.
“
Sicuramente
e il paese lo ringrazia perchè la sua passione e la sua caparbietà
hanno ottenuto un risultato che ci porterà notevoli benefici.”
La
scoperta della strada quali benefici ha portato a San Benedetto ?
“
Sicuramente
la ripresa dell'attività turistica. A fianco della scoperta è nata
la 'Via degli Dei' oggi percorsa da 15-20 mila camminatori l'anno. La
ricaduta sulle proposte locali di ospitalità e di commercio sono le
naturali conseguenze”.
Agostini
e Santi individuarono un lastricato basandosi unicamente su incerte
fonti orali locali, prima che su fonti storiche. Quindi la strada
aveva già una cognizione locale tramandata ?
“Molto
era basato anche su cognizioni storiche che indicavano nel passaggio
in questa zona di un tracciato logicamente utile. Lo stesso Tito
Livio nominava Monte Bastione”.
Agostini
era molto fiero delle sue radici sanbenedettesi e della sua vicinanza
a questa comunità. E' giusto?
“Verissimo.
Qui era molto conosciuto, oltre che per la sua scoperta, anche per la
fedeltà al paese.”
Parlando
dei suoi compaesani egli non esitava a riferire anche di sfottò per
i suoi innumerevoli tentativi. Rientrando dopo una mattinata di
infruttuosi sondaggi non mancavano a volte di essere accolti con uno
scherzoso 'ai è quii di sas'. Conosce altri episodi simili ?
“No.
Diciamo che la stima di cui godeva non alimentava prese in giro, se
non battute di bonarietà paesana”
 |
Agostini con il sindaco
|
Ora
gli dedicate un'area di sosta per camminatori, ma vi sono in
programma altre iniziative?
“ Non
è detto che questo sia l'unico riconoscimento che la comunità
dedicherà a un suo grande fratello. Era ritenuto da tutti uno di
casa. Era noto e molto popolare anche per chi non lo conosceva”.
La
notizia dell'intitolazione è stata accolta molto favorevolmente
anche dai famigliari di Cesare. «Siamo
molto contenti del pensiero e della scelta compiuta dal Comune che
ringraziamo.” ha commentato la
moglie Angela
“Sono certa che Cesare apprezzerà
e ne sarà contento.”